Passa ai contenuti principali

Da grande diventerò un bravo programmatore


Ho 15 anni e mi chiamo Luigi.
Anche se dicono che ho un lieve ritardo, un deficit cognitivo, diventerò un bravo programmatore.
Non leggo bene, scrivo male, va be', sono indietro, però coi pc ci capisco.
Sto molto a casa, non ho amici, frequento i neo catecumenali, con mio nonno, e prego nelle catacombe, con un lungo cero acceso in mano. Percorro anche 10 km nei cunicoli spettrali. Mio padre non lo conosco. Chi è mio padre? Non me lo dicono. E mia madre sta zitta più di tutti.
Vivo con i miei nonni. Sono loro che mi hanno portato a pregare sotto terra. Parliamo poco, più che altro si prega. Mia nonna è matta.
"Beh...forse è una diagnosi un po' troppo severa", dice la mia psicologa.
Non sopporto le psicologhe. Parlano troppo. Vogliono entrare nella mia testa. Ma la mia testa è come una catacomba spettrale.
Io sono cresciuto. Non come vogliono le psicologhe. Ma più di quello che pensa mio nonno, che mi vede come quando mi portava alle giostre. Lui non parla a me, parla con Luigino, la mia immagine spettrale di qualche vita fa. Se ho 7 vite come i gatti, ora sono morto e infatti sto sempre sotto terra, nella mia catacomba.

"Nonno dove sei??".
L'ho perso nella catacomba un giorno di fine marzo. Non l'hanno ancora trovato. Io ora sto bene.


Post popolari in questo blog

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).