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L’autonomia: ricerca sull’adolescenza inquieta (ad uso di genitori e nonni)

Le crisi di crescita portano alla ricerca di autonomia. La parte migliore deve ancora uscire allo scoperto ma, tempo qualche anno, li vedremo sotto una nuova luce questi ragazzi. La raccolta delle informazioni procede spedita (dalla nascita non si è mai interrotta) ma si attende da un momento all’altro il singolo episodio in grado di fare esplodere una volta per tutte le informazioni accumulate.
Il “processo formativo”, parliamoci chiaro, è una rottura di cazzi, un’espressione che l’adolescente non vuole sentire, né tanto meno intende sentire la vostra voce di adulti cresciuti anzitempo.
Fatelo correre, più con le sue gambe che con la vostra fantasia; la fantasia viene correndo. Non misurate il passo della corsa, fingete di leggere il giornale, parlate tra di voi, fategli trovare il passo suo. Ogni adolescente che si rispetti controlla lo spazio con indolenza, trasandume, scioltezza disarticolata. L’adolescente non conosce ancora il proprio potere ma non si riconosce nel vostro.
Come ricostruire un rapporto compromesso? Non con il confronto. La pedagogia del confronto è morta. Una struttura fragile non ne esce bene da un confronto con un monolite. Perché voi siete pietre, sassi da lanciare in acqua e fare affondare. Non dimenticate: siete pesanti, non siete migliori, siete solo più vecchi. Vivete sì, ma non basta per rompere il cazzo a chi della vita ha una vaga idea.
Cambieranno, con certezza non so quando: alcuni sono veloci, altri hanno tempi lenti, alcuni realizzeranno sogni, altri resteranno infelici. Sono come voi gli adolescenti; ma ancora non lo sanno. Voi che lo sapete, soffrite con loro, ma non datelo a vedere. Non picchiateli ma, in campana, non fatevi neanche ammazzare: questi bastardi vanno giù pesante.

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