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Arrabbiati 2

Io invece ho come una tempesta dentro, mi dicono che devo essere autonomo e responsabile però mi trattano come un bambino, o come un grande ma solo quando gli serve a loro. Ho rotto coi miei da un bel po' ormai, io voglio pensare a me, e me ne voglio andare via, lontano, Australia, Londra, chissà. Altro che lavorare con mio padre per stare sotto botta ancora, no no no. Io c'ho paura ma pure curiosità per il mondo, per i miei invece solo rabbia. Perché non mi conoscono, non lo sanno quello che sento dentro, si sono svegliati adesso e allora si informano, vengono a chiedere a parlare, ti portano dallo psicologo. Si va bene, ma prima dove stavate? Ve lo chiedo, dove stavate? Oggi dicono che son violento e che ho dentro l'odio. E voi sapete che cos'è l'amore? Che c'avete dentro al cervello oltre alle regole, al se deve fà, a questo se fa così, a questa casa non è un albergo, oppure peggio ancora...ai tempi miei. Ma quali tempi tuoi...che qui è cambiato tutto, e il futuro mio è nero e io non lo vedo. Ma io voglio andare a Londra e poi in Australia, e sono certo che divento famoso e non ci torno in Italia. Altro che Nepi, e te lo dice uno che dentro c'ha umiltà (io ci vivo ad umiltà, so come san francesco, solo un pochetto più incazzato). (Dal documentario di Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, 2007).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).