2.11.14

Escher. Es che resta primordiale nonostante tutto.

"Dove volevi andare? Te ne scappavi correndo verso qualcosa che mai afferravi.
Fortuna cadesti, ed iniziasti a guardare con occhi diversi. Lentamente, in parsimonia ti rialzasti ed iniziasti ad apprezzare il viaggio. Quella era l'avventura che ti stavi perdendo. Lo sguardo sul mondo, le piccole cose osservate, divengono specchio deforme di immagini interiori. Mostri, fantasmi, desideri. Non è matematica, il tempo distorto è poesia in movimento verso il nulla. Eppure, gioia nel viaggio e la fantasia ci perde in infinite scale a spirale. Se chiudi gli occhi il mondo fa da sfondo ai sogni. Seguivamo un noioso schema iniziale, del quale abbiamo fortunatamente perduto le tracce. E le impossibili forme di realtà, via via si trasformano in sfumate essenze del mondo. Nulla è impossibile nel caso infinito. Prima o poi ce ne renderemo conto, nel mentre di un viaggio non ancora finito e, soprattutto, mai iniziato". (Es che resta primordiale, nonostante tutto, A. Battantier, Omaggio ad Escher, 2014).