17.7.15

COSA VEDI INFERMIERA?

"Cosa vedi infermiera? Un uomo vecchio buttato in un letto d'ospedale, con lo sguardo incerto e gli occhi lontani. Che schiva il cibo e non risponde. Voi mi dite: 'Almeno assaggia!!!'. A te sembra che nulla mi importi di quello che fai. Sono il vecchio che perde sempre il calzino e la scarpa, che ti resiste, non permettendoti di occuparti di lui. Infermiera, cosa pensi? Cosa vedi? Non sembri davvero interessata a me. Ora ti dirò chi sono, mentre me ne sto ancora seduto qui, a ricevere le tue attenzioni, lasciandomi imboccare per compiacerti. Io sono un piccolo bambino di 10 anni, con un padre ed una madre, fratelli e sorelle che si vogliono bene. Sono un ragazzo di 16 anni, con le ali ai piedi, e sogno presto di incontrare l'amore. A 20 anni sono già sposo, il mio cuore batte forte. A 25 ho un figlio mio, che ha bisogno di me e di una casa sicura e felice, in cui crescere. Sono già un uomo di 30 anni e mio figlio è cresciuto, velocemente, siamo molto legati l'uno all'altro. Ho poco più di 40 anni, mio figlio ora è adulto e se ne va, ma la mia donna mi sta accanto e a 50 anni i bimbi giocano attorno a me. Ancora una volta, abbiamo con noi dei bimbi, la mia amata ed io. Ma ecco i giorni bui. Mia moglie muore, guardando al futuro rabbrividisco con terrore.  Penso agli anni vissuti, all'amore che ho conosciuto. Ora sono un uomo vecchio, la natura è crudele. Si tratta di affrontare la vecchiaia con lo sguardo di un pazzo. Il corpo lentamente si sfalda, mi abbandonano la grazia e il vigore. Ora c'è una pietra, laddove un tempo ospitavo un cuore. Ma dentro questa vecchia carcassa, un uomo vive ancora in me. Il mio cuore stanco si gonfia,  ricordando gioie e dolori. Vorrei amare, e vivere, ma gli anni che restano son pochi. Tutto è scivolato via veloce. E devo accettare il nulla, e così sia. Apri gli occhi amata infermiera. Apri e guarda, non l'uomo vecchio, guarda ME". (1966, Phyllis McCormack, traduzione A. Battantier, 2010).