21.2.16

LA PRIMA VOLTA IN BIBLIOTECA

LA PRIMA VOLTA IN BIBLIOTECA. "Avevamo 19 anni e non sapevamo dove andare. Del resto, ci eravamo conosciuti in biblioteca, ore ed ore a studiare insieme, e allora programmammo la pazzia: questa è casa nostra in fondo, vogliamo passar qui la notte del nostro primo anniversario? Chiara disse sì, qualcosa si sarebbe inventata con la zia. E così preparammo tutto. Il cibo, il vino buono, ricambi, qualcosa per coprirci e le candele. Alle h 19:58 ci occultammo in fondo, nella zona archivio storico d'oltralpe. In basso c'era un vuoto di due metri, protetti da faldoni. Un loculo per chi può permettersi l'albergo o una casa. Per noi dolce chalet, circondato dai libri amati. Venne il pigro custode a fare il giro. Noi muti respirammo inquieti, stretti stretti in un letto piccino di mappe geografiche e atlanti del mondo. Poi, respirammo beati a quel rumore dei clic clic, dei clang, chiavi e catene alla porta. Aspettammo ancora qualche minuto, il silenzio tutto nostro, l'odore avvolgente dei libri antichi, la polvere eletta ad incenso dai nostri cuori. Mangiammo cuscus, erbette spontanee raccolte a villa pamphili, pizza, un buonissimo amarone del 96 (fregato a mio padre). Avvoltolati da coperte, circondati da candele, passammo la notte più bella della nostra vita, in compagnia dei nostri amati libri. Dormimmo abbracciati nella nostra cuccia di carta, sapienza e ingenuità. Misi la sveglia presto, l'amore mio dormiva ancora placida. Preparai il caffè, ancora caldo nel thermos di mia madre. Facemmo colazione, ci lavammo al bagno, zitti zitti, quatti quatti, sorridendo dentro da impazzire. Sgattaiolammo nella tana allorquando udimmo le catene alla porta, chiavi, i clang e i clic clic. Lento apriva il custode, lenta entrava la bibliotecaria Anita. Lenti respirammo e lenti ci baciammo. Poi, sgranchendoci un pochino, pettinandoci l'un l'altra -un altro bacio- ci avviammo ai nostri posti. La signora Anita ci scorse lungo il corridoio: "Ragazzi già qui? Sempre i primi voi eh? Volete un caffè?". E riprendemmo a studiare, in quella che ancor più era ormai la nostra casa". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007).