17.3.16

IL CIELO IN UNA STANZA

Il CIELO IN UNA STANZA...AH NO STAVA ANNÀ FOCO CASA. "Eravamo pischelli, più belli e giovani d'adesso, forse 15, massimo 16 anni. I genitori suoi erano partiti al mare, e allora noi ci rintanammo dentro casa, c'avevamo gli spaghetti, qualche chilata di frutta per lei, dei gelati, birrette (tante), e qualche cannetta. La chitarra del padre e, in sottofondo, i canarini in gabbia. Ahhh e chi stava meno de noi? Alla sera eravamo mezzi brillocci, sarà stata er ramarro de canna de Tufo (l'amico mio), insomma a na certa mettiamo un CD della madre, con le canzoni vecchie dei tempi loro. Non chiedete perché ma ce parte in loop tipo pé du ore 'IL CIELO IN UNA STANZA'. Ma sto loop me parte pure nel cervello, perché io dopo un po' inizio pe davvero a vedere come un cielo dentro la stanza. Infatti lo dicevo a lei: 'amó guarda che bello, la canzone ha fatto scenne il cielo pe davvero!!'. Lei che era fatta più di me rispondeva: 'ma davvero!??". 'Amò guarda le nuvolette quanto sò belle c'è mancano solo l'uccellini, perché non li liberamo pella casa tanto ce sta er cielo?'. Ma non era il cielo, stava annà foco casa, mannaggia a me e alle canne del Tufo spente male sul tappeto". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007).