15.4.16

RICORDI DA PICCOLA QUEL GRAN GIORNO DELLA BICI SENZA ROTELLE?

RICORDI DA PICCOLA QUEL GRAN GIORNO DELLA BICI SENZA ROTELLE? "Mi piace come scrivi, perché mi piace il tuo pensare. Nelle tue frasi leggo una sana ed appassionata dialettica interna. Le indecisioni fanno parte della vita, i rimorsi ed i rimpianti giocano sul piatto della bilancia. Il fare, il non fare, i pensieri da tradurre in azione operosa. Ed osservare, valutare i piccoli cambiamenti. L'amore che manca, l'amore che vorresti. Ti sembra tutto un salto nel vuoto vero? La libertà di volare serba sempre in sé un salto nel vuoto. E quelle vertigini, quel vacillare interno dell'equilibrio vecchio, sono forse il segno che il momento è giunto. Non è il momento della serenità. Adesso è il momento del sudore, del sacrificio, del terrore, per intraprendere la strada del tuo amore. Amore per te. E nulla risulterà vano, poiché ogni viaggio ci rafforza e ci tempra. È nel movimento che si ritrova un nuovo equilibrio. Ricordi da piccola, quel gran giorno della bici senza rotelle? Quel giorno è tornato. Tenere chiuso un potenziale è come non averlo. Sperimentarlo nel mondo metterlo finalmente alla prova. Non fermarti, ora alla tua bici abbiamo messo le ali. È tutto pronto. E se l'incertezza ti fa piangere, ebbene piangi. Piangi e cresci. Cresci e piangi. Ma non dimenticarti mai quel bel sorriso fresco e contagioso che hai. E forse sarai libera, libera di aver scelto la tua unica via, unica, autentica e preziosa via. Ti abbraccio, papà". (Lettere ad una figlia, M. Thompson Nati, 1971).