9.6.16

PADRONI DI NOI STESSI

PADRONI DI NOI STESSI. "Un cane abbandonato cerca padrone. Ma un padrone abbandonato chi cerca? Mi sono organizzato in questi mesi, abbracciando la flessibilità nel mondo. Osservando il mondo per quello che è. Ora quello che non cambia cambio io. È una bella novità, io che, rigido, cercavo sempre vincoli e controllo intorno a me. Lasciandomi andare ho capito che le cose belle non si devono aspettare, si devono fare. E se non arrivano, nel mentre fare ancora con sana ostinazione, ed anche qualcosa di diverso, e andrà bene lo stesso. Forse sono finiti i tempi degli abissi. La delusione, la rassegnazione hanno ceduto il passo a nuova luce. Sarà nostra, alfine, meritata rivincita sugli dei, e soprattutto su quella parte di noi marcia e malevola che non credeva in noi. Ce la faremo, perché siamo tornati padroni di noi stessi. E la mente, sotto alla pioggia, si rigenera dal rumore assordante delle lagne altrui. Quel che conta è fare, senza pensare se va bene o se va male. Cercando di fare bene, e se andrà male non sarà la fine. Fare, fare con passione. E che il nostro sguardo interiore ci permetta di modificare al meglio i comportamenti nel mondo". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).