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PADRONI DI NOI STESSI

PADRONI DI NOI STESSI. "Un cane abbandonato cerca padrone. Ma un padrone abbandonato chi cerca? Mi sono organizzato in questi mesi, abbracciando la flessibilità nel mondo. Osservando il mondo per quello che è. Ora quello che non cambia cambio io. È una bella novità, io che, rigido, cercavo sempre vincoli e controllo intorno a me. Lasciandomi andare ho capito che le cose belle non si devono aspettare, si devono fare. E se non arrivano, nel mentre fare ancora con sana ostinazione, ed anche qualcosa di diverso, e andrà bene lo stesso. Forse sono finiti i tempi degli abissi. La delusione, la rassegnazione hanno ceduto il passo a nuova luce. Sarà nostra, alfine, meritata rivincita sugli dei, e soprattutto su quella parte di noi marcia e malevola che non credeva in noi. Ce la faremo, perché siamo tornati padroni di noi stessi. E la mente, sotto alla pioggia, si rigenera dal rumore assordante delle lagne altrui. Quel che conta è fare, senza pensare se va bene o se va male. Cercando di fare bene, e se andrà male non sarà la fine. Fare, fare con passione. E che il nostro sguardo interiore ci permetta di modificare al meglio i comportamenti nel mondo". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).