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LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO

LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO. "Da piccolo non potevo vedere troppa televisione. Giusto. Peccato che mio padre la guardava per ore: tutto il calcio e lo sport, pure le gare di lancio coriandoli. E mamma sempre le sue mezze cavolate di fiction in cucina. Un giorno mi scoprirono in bagno con mio cugino a fumare una sigaretta. Si arrabbiarono. Giusto. Peccato che papà fumava quasi 2 pacchetti, e mamma uno. Poi da ragazzo è arrivato internet. Non ci potevo stare troppo che secondo loro mi rincoglionivo. Giusto. Peccato che gli ho insegnato io (mannaggia) a usare Facebook, ed ora stanno sempre rincoglioniti loro su sto Facebook. Infatti mamma non sta mai con mia sorellina piccola, sembra una drogata e posta le peggio stronzate. E pensare che era lei a dirmi sempre: 'E spegni sto coso quando ti parlo!!!'. Poi ce ne sarebbero tante altre, ma quello che ho capito è che i figli imparano dall'esempio dei genitori, non da quello che dicono. E quando non sono coerenti, sono ridicoli, ma noi ragazzi ce ne accorgiamo tardi". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2013. VB, 19a).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).