17.8.16

L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO

L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO. "Da piccola passavo le ore nella mia vasca da bagno. Mi piaceva contemplare l'acqua, che usciva poco a poco, a causa di un'impercettibile perdita del tappo. Mi piaceva restar lì, era il momento mio, sapevo che sarebbe finita, ma non presto, come quando se ne andò mio padre, come quando se ne andò mia nonna. Ma questo l'ho scoperto dopo. Quel bagno era per me un tentare di fermare il tempo, replicando quello che già accadde. Ma in quell'ora stavo bene, toccavo l'acqua con le dita, lei scivolava via, ma io la riprendevo, le dedicavo mille attenzioni. Anni dopo, il giardiniere tutto fare, mise del silicone. Io mi accorsi che non perdeva più, e ne soffrii. Con un cacciavite, scavai quel volgare silicone, ristabilendo quel mio nobile sport del ricordo d'amore". (Memorie di un amore, Andrea Battantier, 2012. Rilla e la scoperta dell'acqua).