2.8.16

LA MASCHERA D'OSSIGENO

LA MASCHERA D'OSSIGENO. "Caro diario, oggi papà mi ha prestato la sua maschera per l'ossigeno OxMach33. Come ogni volta è un regalo bellissimo che mi rende troppo felice, epperò io poi mi sento in colpa perché tolgo l'aria a lui, che si mette in un angolo con gli occhi chiusi per respirare di meno. Caro diario, te lo prometto: un giorno esplorerò un nuovo pianeta. Un pianeta come quello dei bis-nonni, che aveva tante stecche marroni dai capelli verdi che, pensa, regalavano aria senza bisogno dell'OxMach33, che costa così tanti soldi per ogni bombola Nastlé". (Millo Peg e le memorie della terra. I racconti assurdi della città perduta, A. Battantier, 1996). [...]  "Da giovane snobbavo la fantascienza, ritenendolo un genere minore d'evasione. Non avrei mai pensatto di potermi innamorare della fantascienza, intesa come fedele documentario della vita di tutti i giorni. Togliete alla fantascienza le navicelle spaziali, ridicoli abiti luccicanti, ed ecco che resta l'amaro e vuoto realismo che ci siamo meritati: la dittatura del futuro pagata con comode rate fatte di coscienza e pezzetti di libertà". (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and others animals, 1996).