1.12.16

LA VITA PERDUTA CI SI RIVOLTERÀ CONTRO

LA VITA PERDUTA CI SI RIVOLTERÀ CONTRO. "Sono convalescente. Sono avvenute trasformazioni, ora per ora. Sto arrivando all'essenza. Voglio fare i conti con l'invisibile. Per arrivare alla purezza dei sentimenti. È questa la moneta dell'onestà. Vediamo se sono capace di volermi ancora bene. Mia nonna diceva: 'Non ho più tempo per bere del vino cattivo!'. Mio nonno preferiva: 'Chi non sta con me in tempo di guerra non sta con me in tempo di pace!'. Figurarsi chi non sta con me in tempo d'amore. Non sto scappando, sto vivendo il mio viaggio, che mi porta incidentalmente lontano da te. Noi siamo quello che scegliamo di essere. Anche incidentalmente, siamo noi che scegliamo". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Ogni vita non vissuta accumula rancore verso noi, dentro noi, moltiplicando le presenze ostili. La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung).


30.11.16

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE. "Lasciare scivolare il male via da me. O almeno poterlo immaginare. La morte violenta di un amore, è come un walkie talkie che non parla più. Pshhh bzzz bzz bz Z. Come è successo? Quando? Dov'è il buco che ha assorbito tutto? Senza parole verso la resa, ma la bandiera bianca non è ancora tesa, l'orgoglio che rifiuta di accettare il male". (A. Battantier, Memorie di un amore, 2003, ABADP).


28.11.16

La vita non vissuta

"Ogni vita non vissuta accumula rancore verso di noi, dentro di noi: moltiplica le presenze ostili. La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung).


25.11.16

PAROLE

PAROLE. "Le tue parole, gesti dolcissimi e inconfessabili. Amo quel che scrivi, vedo i tuoi occhi piangere. E si confondono le sofferenze, perdendosi in un attimo ancora senza fine, dove sognare è lecito. Non torneranno le cose passate, me noi non le lasceremo andare via. Salveremo tutto coi ricordi, e le parole mai dette, protette dentro noi. E che siano perdonate le stronzate di due illusi". (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, A. Battantier, 2003).


20.11.16

Esplora, sogna, scopri

"Tra vent'anni potresti essere molto infastidita e arrabbiata per le cose che non hai fatto. Esplora. Sogna. Scopri". (M. Twain, riletto da Vitto kiii). 



LA GIRAFFA IN METRO


LA GIRAFFA IN METRO. "Entrata in metro ho chiesto al mio vicino -poteva essere mio padre- che ci facesse una giraffa in carrozza. Il tizio giocherellava con il tablet, nessuno sembrava accorgersi della giraffa. Ho  inviato una domanda a Mike, l'amico mio nerd, ma lui mi scrive: 'Non so niente, ora preparo cannetta numero 5. Cmq amoruccio, le giraffe non possono entrare in metro, sbattono la testa...a meno che...Nadia ma che è una giraffa nana come te ah ah?'. Niente affatto, non è nana, è alta, ma sembra a suo agio. Chissà, forse devo smetterla di farmi assegnare le linee guida del mondo da queste 5 o 10 droghe che assumo come fossero caffè o bicchieri d'acqua. Il fatto è che sono sempre stata una bimba tranquilla e ubbidiente, e per andare fuori di testa ho dovuto aiutarmi, perché da noi bisogna sempre frenarsi e controllarsi e trattenersi compitamente e doviziosamente aspettare in un angolino assegnato e vaffanculo a questa ipocrisia del mondo, sono stanca e mi sono andata a sedere accanto alla giraffa. Non sono pazza, sono solo insopportabilmente stanca di questa situazione assurda e imbarazzante di morte civile dentro. Ho sempre amato le giraffe perché sembrano buone ma, quando gli girano le palle tiranno certi calci che spaccano in due pure i leoni. Però a pensarci le giraffe mangiano acacie e mica c'hanno bisogno di droga per invocare lo spirito giraffa di Bruce Lee a donare loro forza. Comunque, prima di scendere a Termini, ho preso coraggio e ho detto alla giraffa: Ciao amica mia, ti ringrazio per avermi cercata, sai che c'è? 'Da oggi tiro calci e inizio a prendere solo infusi d'acacia'. E me ne sono uscita e mi è sembrato, per un attimo, di avere il collo più lungo". (Memorie di un adolescente, Leggende degli animali, A. Battantier, 2014. Nadia Lee 17a).



Bullismo: come annientare i bulli

SI SUICIDA DOPO LA DENUNCIA AI BULLI. "In classe abbiamo parlato di un ragazzo suicida, dopo aver denunciato i suoi bulli aguzzini. Non ce l'ha fatta, ma COLPEVOLI non sono solo questi 4 stronzi. COLPEVOLE è la cosiddetta 'brava gente' che li lascia fare, perché i bulli hanno una specie di lasciapassare o condono sociale. Questo ragazzo da un anno non usciva praticamente da casa. Si vergognava per i video e le beffe continue, ripeto, nella complicità generale. Noi pure nel quartiere abbiamo problemi con i bulli. A me non fanno paura perché pratico BJJ da quando ho 7 anni e 2 o 3 di loro  li ho già ripassati una volta. La tristezza dei bulli è che attaccano sempre i deboli e gli indifesi, come tante jene codarde che se la prendono con un piccolo gnu o una zebra ferita. Io non ho paura dei bulli, io ho paura della 'gente' che ghettizza e cerca il nemico facile, o che si nasconde pensando non sia mai un suo problema. Invece certi episodi vanno bloccati sul nascere. Io vorrei che in futuro ci fosse più unione tra le persone, l'unione fa la forza, e non è solo un modo di dire. Esempio? Quel ragazzo sarebbe ancora vivo se nella sua scuola di 300 persone tutti lo avessero difeso, isolando quei miserabili bulletti assassini". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2015, frammento di Virgilio, 16 anni).



LA TAVERNA DELL'INCONSCIO

LA TAVERNA DELL'INCONSCIO. "Ho fatto casini ultimamente". "Se i casini portano alla serenità, ben vengano". "Bè...insomma, serenità...sto di merda". "Hai fatto il pasto più lungo della pancia. E sai una cosa? Hai fatto pure i conti senza l'oste". "Scusa e chi sarebbe l'oste?". "L'oste?  Sei te! Alla fine dovrai fare i conti con te stessa!". "Ah ah! Mi dispiace non c'ho i soldi, e l'oste non lo pago!". "Sarebbe bello vero? Ma l'oste della coscienza alla fine lo paghi sempre!". "See! Pure se scappo?". "Pure se scappi. La coscienza in un modo o nell'altro si fa pagare sempre! E pure l'inconscio non ascoltato!!!"." Vaffanculo a te e all'oste, m'è passato l'appetito!". (Era lei, T. Bergen, 2009).





18.11.16

L'arte di vedere le cose invisibili

"La visione è l'arte di vedere cose invisibili. E la vaghezza aiuta a definire meglio il quadro". (M. Thompson Nati: Van Gogh, Swift, nonsense and some other favourites things). 




Sognare

"C'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti, perdere la voglia di sognare ancora". (S. Freud).


17.11.16

HANDE KANDER

CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. "Ero una ragazza trans. Volevo fare la maestra, ma sono finita ammazzata da odiatori di esseri umani. La mia famiglia mi cacciò di casa. Finii per fare la prostituta. Mica era quello il mio sogno, mica ho scelto di battere in strada. Non avevo alternative. Ero una ragazza trans, ed in Turchia non te lo danno il lavoro se sei trans (chissà invece negli altri paesi!). Amavo la vita, ed il mio sogno era uno: il diritto di esistere come sono. E fare la maestra. Il diritto all'esistenza passa attraverso la resistenza, ed io ho lottato, diventando un punto di riferimento LGBT nel mio paese e nel mondo. Ma le dittature temono le teste pensanti, le minoranze che portano avanti i cambiamenti. Ogni dittatura sa come muovere le teste calde, ha i suoi bravi burattini. Non vi racconto come è andata l'ultima notte della mia vita in terra. Non importa perché io sono ancora viva, fintanto che qualcuno porterà avanti il mio nome, le nostre idee di cambiamento. Ho imparato a perdonare, a sorridere nel sogno, a perdermi nel vento. Il cambiamento cerca noi, bussandoci alle porte, anche quando pensiamo di non essere pronti. Il cambiamento, incurante di pur immense, inutili resistenze, spazza via tutto, perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso di energia, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, ci lasciamo andare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, 2016, CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. Dedicato a Cristina Leo).



LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO

LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO. "Mi piace il tuo viso scolpito dai disegni del tempo. Hai imparato a perdonarti, a sorridere nel sogno, a brindare agli anni ormai passati, a perderti nel vento. Piacersi è amore. Il cambiamento cerca noi, bussandoci alle porte, anche quando pensiamo di non essere pronti. Il cambiamento, incurante di pur ammirevoli, immense, inutili resistenze, spazza via tutto -come il mare-perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso di energia, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, ci lasciamo andare. Nuovi sentimenti preparano il pensiero che ancora ha da nascere. Possono spuntare le ali dalla schiena di un uomo? Sì, ma non bisogna solo crederci. Utile è il volare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. Stare male è molto utile. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, Ylpa Racine, 2016).

16.11.16

PASSATO-PRESENTE-FUTURO

PASSATO-PRESENTE-FUTURO. "I tempi iniziano ad essere maturi per cambiamenti importanti. Il futuro è ancora tuo. Te l'avevano solo rubato. Riprenditelo. Ma ricorda che l'attesa del futuro è il fallimento del presente. Siamo coinvolti anche noi in questo futuro da ri-conquistarci". [...]  "Te ed io, soli, tra le immagini di un passato che si ostinava a non andar via. Soffocando il futuro che, ormai, pigolava sempre più flebilmente. Quando il passato ed il futuro si sfidano all'ultimo sangue, sta al presente frapporsi e ergersi ad arbitro, giudice, confidente, tirando le fila tra il vecchio, da custodire, e il nuovo, da costruire". (M.Thompson Nati, Amori al bar, 2005).



15.11.16

LA TRASMIGRAZIONE DELL'ANIMA IN VITA

"Finalmente l’anima mia esplode e saggiamente mi grida: Non importa dove! Purché sia fuori di questo mondo! [...] Così ciascuno fugge se stesso, ma, a quel suo ‘io’, naturalmente, come accade, non potendo sfuggire, malvolentieri gli resta attaccato, e lo odia". (Baudelaire, N’IMPORTE OÙ HORS DU MONDE/ Lucrezio, De Rerum natura).  



12.11.16

GIOCARE SERIAMENTE

MI SONO SEMPRE DIVERTITO. "Mi chiamo Jean-Michel Saive ho 47 anni e gioco a ping pong. Ho rappresentato il Belgio in 7 edizioni dei giochi olimpici, e sono stato il numero 1 del ranking mondiale. Ma non è questo il punto. La cosa importante è che io mi sono sempre divertito. Mio padre era un campione del ping pong, mamma ha vinto il campionato di doppio femminile quando era incinta di me. Ricordo ancora nella pancia i movimenti, le strusciate a terra, il POC della pallina. Com'è, come non è, ho vinto 130 medaglie, un po' qua un po' la, ma divertendomi sempre. Lo sport senza tanti soldi fa divertire di più. Con il mio amico Chuang Chih-Yuan, al Tai-Ben International abbiamo dato vita alla partita più buffa della storia del tennistavolo. Mi facevo vecchio, lui giovane e promettente, è stato bello giocare alla vita. Consiglio a tutti di giocare seriamente alla vita". (M. Thompson Nati, Around. Around Jean-Michel Saive, 2016). https://m.youtube.com/watch?v=PAzQqqJycF0

È come andare in bicicletta...

"Albert: -È come in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio, muoviti!
Tea: -Non ci riesco!
Albert: -Se sei paralizzata cadi!
Tea: Ma come faccio se son paralizzata!!!?
Albert: -Muoviti!
Tea: -Ma dove!!? Dove mi muovo??
Albert: -Intanto muoviti, poi la strada si farà...". (T. Bergen, Era lei, 2009).


IL TEMPO SIAMO NOI. "Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando"..."serve liberarsi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”... "la farfalla non conta i mesi ma i momenti, ed ha tempo a sufficienza". (Frammenti del tempo, ALBERT EINSTEIN, ALDA MERINI, RABINDRANATH TAGORE). 




11.11.16

Il limite

"Gli incontri più importanti generalmente avvengono quando arriviamo ad un limite. Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente." (libera mente P. Coelho, 11 minuti, da Rolly&Silvestro).



8.11.16

TU HAI DONATO AMORE

TU HAI DONATO AMORE. "L'amore mica è tutto razionalità. L'amore ha qualcosa di inspiegabile. E questo qualcosa si chiama Amore. Il resto è spiegazione" [...] "Senza inutili rancori pei perduti amori la mente possa alzarsi verso il cielo, che è più grande di noi. Lì, vedrai il vero amore. Poi in terra tornerai e sì, dai, un altro ne troverai". [...] "Tu hai donato amore a chi forse allora era distratto. Il tempo ci mette tempo a passare, ma tu, ricordalo sempre, fosti contenitore d'amore, tu hai donato amore". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).


IL MANTRA DELLA GIOIA

IL MANTRA DELLA GIOIA. "Buona giornata e un cammino verso il centro del sole dentro di noi". (Lao Bu-Shem).




MIO NONNO ED IO

MIO NONNO ED IO. "Si può imparare molto dai bambini e dagli anziani. I primi hanno una visione autentica e immacolata della vita. I secondi, la saggezza nell'esperienza, ed hanno imparato dai loro errori. E, se non hanno ancora imparato, bè, in fondo è perché sono ancora bambini" [...] La vita inizia dove finisce la paura, e per un bimbo inizia e si sviluppa al meglio, grazie all'incoraggiamento per affrontare la paura. Come l'acqua per una piantina, donare fiducia, crea le condizioni per una crescita armonica. Mio nonno mi ha donato la fiducia".  (M. Thompson Nati, taccuini verdi, 1956). 



6.11.16

IL BAMBINO CAPRICCIOSO

TEMA: RACCONTATE UNA FIABA DI QUANDO ERAVATE BAMBINI. "Il bambino capriccioso è la fiaba dei fratelli Grimm che ho odiato di più da piccolo. Mia nonna me la raccontava per farmi essere più buono. C'era una volta un bambino capriccioso che non faceva mai quello che chiedeva la mamma ed il papà, insomma, faceva quello che gli pareva. Per questo il buon Dio (che forse non era così buono) si arrabbiò e lo fece ammalare, nessun medico riuscì a salvarlo e alla fine schiattò, ma schiattò che morì proprio mica per scherzo. E già a questo punto io piangevo e mi mettevo paura, pensando a cosa avessi fatto di male per meritarmi questa fiaba. Ma mia nonna mica si fermava, no, continuava a raccontarmi -perfida- la storia. Quando questo povero bimbo venne messo nella fossa e ricoperto, all'improvviso da sotto terra spuntò fuori il suo braccino che salutava verso l'alto. La mamma, lo ricacciava sotto con i piedi, e il papà tornò a ricoprir di terra. Ma ogni volta il braccino tornava su, forse ad implorare perdono, o foss'anche per un semplice saluto di cortesia. Ma questi parenti erano proprio cattivi e, ad un certo punto, il nonno, infastidito, prese un bel bastone e iniziò a corcare quella povera manina (pensate che a me faceva male la mano solo a sentire quella storia). Allora il braccino si ritrasse (ettecredo tacci loro!!!) e il bimbo ebbe finalmente pace sotto terra. In finale vorrei dire: va bè che il bambino era viziato, ma che famija de merda! Ps: poi mamma se chiede perché me piacciono i film dell'orrore. E fattela na domanda no?". (Memorie di una fiaba, 2007, Andrea Battantier).




5.11.16

PERDUTO NEL MONDO DEI SOGNI SPIETATI

CIASCUNO  NEL SUO ESSERE PUCCIO PERDUTO NEL MONDO DI SOGNI SPIETATI PERCHÉ MAI RESI VERI. "E così, senza saperlo, mi ritrovai a parlare chiusa, dentro casa, con i pucci dei miei figli. La solitudine porta a cercare facile compagnia, ed io la trovai in Pinocchio, Braccobau e Orsotto. Mi disse Massimo, del corso ZUMBAYOGA: Libera il flusso dei pensieri. Mi disse parla con i sassi, con i chiodi, coi criceti al limite -ma proprio al limite- con qualche essere umano. Esseri umani mi sembrava troppo e allora, quando mio marito usciva per portare i nostri figli a scuola, presi a servire il caffè ai pucci. Tra una faccenda e l'altra, che vi credete? Io mando avanti una casa, me la sudo la mia squallida TV alla sera, stesa sul morbido divano mondo convenienza. Tanto non parliamo in famiglia, e allora, meglio perdersi dinanzi alle cazzate della tele, una droga leggera, piano piano via, te ne vai nel mondo del nulla, che è solo un piano più sotto del piano reale. Un tempo desideravo esser libera, ma costava fatica, ecco perché ho preso a servir caffè ai pucci dei miei figli. Ci guardiamo e ci rispettiamo, ciascuno nel suo essere puccio perduto nel mondo di sogni spietati perché mai resi veri". (A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba d'Hélène, 2003). "Esiste un proverbio indubbiamente interessante: 'Non è mai troppo tardi!'. Eppure ve n'é un altro, che può seguire cronologicamente il primo, con una certa amarezza: 'Ma troppo tardi è mai!'". (Manlio De Pretis, aforismi a cura di M.Thompson Nati, 1963). 



4.11.16

Facile no, ma nemmeno impossibile

"Nessuno disse che era facile. Ma nemmeno impossibile. Inferno non era. E mi misi all'opera. È l'incontro dei sognatori poeti che rende gradevole ancor la vita". (M. Thompson Nati, Taccuini Verdi, 1956, su M. De Pretis). 


3.11.16

L'inconscio non ascoltato

ASCOLTA IL TUO SOLE. "L'inconscio non ascoltato è pericoloso perché se ne va per conto suo. E da un momento all'altro può venir fuori come un'esplosione". (M.Trevi).


1.11.16

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA. "Questo amore violento, fragile e disperato. Così vero, così bello, felice, beffardo. Trema di paura come un bimbo al buio, è sicuro come un uomo tranquillo nel cuore della notte. È un amore tutto intero, ancora vivo. È tuo. E' mio. È stato quel che è stato, una cosa sempre nuova, e non è mai cambiato. Noi possiamo andare e ritornare, scordare, addormentarci, risvegliarci, soffrire, invecchiare, riaddormentarci, svegliarci nel sorriso. Ridere e ringiovanire. Il nostro amore è là, testardo come un somaro. Vivo è il desiderio, crudele è la memoria, sciocco il rimpianto, tenero il ricordo. Il nostro amore ci guarda, e parla senza dire nulla. Io l'ascolto e grido per te, per me, per gli amanti persi nel mondo che non conosco. Fermati Amore là dove sei, dove sei stato altre volte. Non andartene, non dimenticarci. Non avevamo che te sulla terra. Non lasciarci morire nel gelo. Dacci un segno di vita, ai margini di un bosco, nella foresta della memoria. Alzati. Tendici la mano. E salvaci". (Jacques Prévert, libera traduzione A. Battantier, 1988).


Fragile? No, sono innamorata

LEI: "Io non mi preoccupo di essere fragile. Mi preoccupo di quello che tu ne farai, delle mie fragilità". 

LUI: "E vabbè, allora sei fragile". 

LEI: "No, sono innamorata! Ma non farmi male perché i buoni possono diventare bastardi dopo esser stati troppo buoni con i bastardi. E allora, quando un bastardo incontra un buono diventato bastardo, il bastardo nato bastardo ha da morì". Lui deglutisce mestamente e, facendo il vago, si avvicina alla finestra grattandosi meccanicamente la testa. (Era lei, T. Bergen, 2009, quando lei gli fa capire che bisogna temere l'ira dei buoni).



28.10.16

GELOSIA TRA FRATELLI

LA GELOSIA TRA FRATELLI. "Siamo sempre stati due fratelli gelosi, abbiamo 2 anni di differenza, e cercavamo davvero il pelo nell'uovo. A proposito di uovo, litigammo di brutto a Pasqua di qualche anno fa. Al momento di aprire l'uovo mio fratello se la prese con i nonni: "Eh ma Alfredo ha l'uovo più grande!". Mio padre gli fece vedere che il peso era lo stesso, ma io, che ero il più piccolo, ma non meno stolto, replicai: "Io non lo volevo l'uovo giallo, il mio colore preferito è il rosso!". Mio padre ci tolse l'uovo e lo mangiammo mezzo sciolto il 2 giugno, alla festa della repubblica. Ma l'avvenimento che ci fece riflettere fu quando ricoverarono mamma per un'infezione. Non poteva camminare e le diedero una carrozzella. In corridoio, mio fratello ed io iniziammo a scorticarci su chi dovesse spingerla. La concitazione fu tanta, iniziammo a spintonarci, assurdamente aggrappati alla carrozzella. Mamma aveva solo la forza per sussurrare: "Basta basta ve ne prego!". Insomma, noi invece continuammo e, per farla breve, mamma si fece tutte le scale rotolando in carrozzella e la ricoverarono pure 20 giorni ad ortopedia. Adesso siamo cresciuti e lavoriamo insieme con papà e gli voglio bene a mio fratello, tacci sua!". (Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, 2014).




27.10.16

L'INCOMPLETEZZA

"Il bello dell'esser dimezzato è il capire d'ogni persona e d'ogni cosa al mondo la pena che ognuno ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati ovunque. Non solo io sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco, ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, imparerai a soffrire i mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro". (I. Calvino, Il visconte dimezzato).


HEY JUDE (LA TUA CANZONE)

LA TUA CANZONE. "Non restarci male, se una canzone è triste migliorala, falla entrare nel cuore e nella pelle. Non caricarti il mondo sulle spalle. Aspettavi qualcuno per suonarla insieme, e quel qualcuno sei proprio te. E il ritmo che ci vuole è gia dentro te". (Hey Jude. Libera traduzione A. Battantier).


26.10.16

LA NATURA DELL'AMORE

LA NATURA DELL'AMORE. "Ho scoperto, negli anni, che non c'è solo il sesso biologico, i cromosomi, i genitali, che ci fanno riconoscere come maschietto e femminuccia. L'ho scoperto su di me, che sentivo dentro un carattere diverso da quello che mi appioppava con tanta fretta la società (e soprattutto mio padre che voleva il maschio di casa dopo 3 femmine). Mi hanno portato dai dottori per curare qualcosa che per me era natura, la mia natura dell'essere così. Mia madre mi capiva ma se ne stava zitta, era mia complice, ma per carità, sempre zitta con papà. Ora che ho 35 anni posso dire che avrei tanto voluto vivere la mia infanzia serena e felice. Avrei capito nel tempo, avrebbero capito tutti, senza forzature, senza maschere da indossare ogni santo giorno. Ma se uno, una, non si sente maschio o femmina, o si sente maschio invece che femmina, che male c'è?Rispondo io: NESSUNA papà. Sono sempre io che ti voglio bene ed ho imparato ad accettare il tuo carattere carabiniere dell'800. A me ha salvato, in parte mia mamma, ma soprattutto la musica. La musica, l'arte di attraversare le convenzioni, il già dato, non corrispondere ad un'etichetta e andar bene lo stesso, essere accettati, amati come persone. Amate gente, amate, amatevi gli uni con gli altri, gli uni con le altre, le une con gli altri, le altre con gli altri. Amate, amatevi. E lasciate vivere l'essenza in ognuno di voi. Uomo, donna, si va bene va bene, ma sopra tutto Persone che amano e che vogliono amare. Anche questo è rispettare la natura, la natura dell'amore". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Janette). 



QUELL'UNICO GIORNO DEL MIO MATRIMONIO

QUELL'UNICO GIORNO DEL MIO MATRIMONIO. "Stava andando tutto alla grande. C'eravamo sposati, dopo due anni di preparativi, 200 invitati, la festa al laghetto del Kimoi. Tutto perfetto, tutto studiato per essere ricordato dai noi e dai nostri cari come il matrimonio dell'anno. E infatti, altro che dell'anno, qui in provincia se lo ricorderanno per generazioni. Grazie a me che sono un coglione, perché ho permesso a quei fotografi creativi di rovinarmi la vita. Insomma, dopo le foto di rito, Tukkai Masua, il fotografo delle grandi cerimonie, mi disse: 'Molto bene le foto sulla carrozza dell'Imperatore, ma ora invece faccia salire la sua signora sulla ringhiera del parco!!'. 'Sulla ringhiera!?!' faccio io un poco perplesso, ma già alticcio e bendisposto in seguito agli aperitivi. E Tukkai Masua -tacci sua- di rimando preparando la steady cam: 'Su su sulla ringhiera la sua sposa, le facciamo fare una sfilata d'eccezione ed il parterre per lei sarà il cielo!!'. Io, che ho sempre avuto problemi con gli artisti, diciamo che, mezzo ubriaco, abbozzai. Aiutai quindi a far salire la mia sposa sulla ringhiera, dopo averle tolto quelle sue scarpine deliziose. I fotografi iniziarono a scattare, a fare il video, anche mio cugino con il cellulare. La mia sposa, un pochino frastornata ma felice, e soprattutto fiduciosa, prese a volteggiare sulla ringhiera del parco di Magghen. Io la sorreggevo, da sotto, tenendole la manina. Improvvisamente, accadde l'irreparabile. Ella inciampò con il piede sul lungo vestito. Quando dico irreparabile, intendo dire irreparabile. Nulla fu più come prima. Cadde, ella cadde a gambe larghe, dritta per dritta, sbattendo la sua dolce e ancor incontaminata patata sul freddo ferro della ringhiera. Io corsi a sostenerla. Ma ella, che già aveva manifestato la sua pur timida contrarietà a quel siparietto, prese a picchiarmi alla rinfusa, con tutta la rabbia che aveva. Prima di crollare crudelmente a terra, dolorante e poi più dolcemente svenuta nel nostro giorno più bello, e più brutto. Io dalla rabbia presi a calci quella ringhiera, finendo per rotolare come una merda secca nel dirupo sottostante. Ella non volle mai più vedermi. Ora convive con un austriaco. Quanto al fotografo Tukkai Masua, osò inviarmi il conto a casa, tacci sua". (Memorie di un Amore, A. Battantier, 2016). 



25.10.16

LO ZIO ROSARIO E L'ANTROPOCENE

"Nella mia famiglia gira una voce, una di quelle voci che non si deve sapere o quanto meno non dire. Lo zio Rosario, 30 anni fa o giù di lì, si ammazzò nel garage dentro alla sua macchina. Con i gas di scarico. Una morte orrenda, porello. Si dice l'abbia fatto per amore. In questi giorni mi è tornato alla mente zio Rosario, perché a scuola stiamo studiando il surriscaldamento della terra. Voi direte: ma che c'entra lo zio Rosario? Il fatto è che secondo me, tutti noi stiamo andando a finire come lo zio Rosario. La terra è finita, crepata, ci sono  1 miliardo e 200 milioni di macchine in circolazione, e il surriscaldamento globale aumenta giorno per giorno, dal momento che nessuno si ferma a pensare, e lo sviluppo capitalistico avanza. Grazie alla prof di scienze abbiamo scoperto che sia entrati nell'ANTROPOCENE, una specie di era geologica che ha il suo clima interno e la sue caratteristiche di base governate, manipolate dall'uomo. Cioè in quest'era qua, non ce la possiamo prendere con Dio, con le stelle, con le glaciazioni, ma SOLO CON LE AZIONI DI NOI UOMINI. In questa nuova era non c'è più spazio per gli alibi e le scuse. È colpa nostra. E se non vogliamo finire come lo zio Rosario, dobbiamo aprire il garage, spegnere le macchine, uscire all'aria aperta, toccare le piante (occhio alle ortiche), amare gli animali (e non mangiarli) e quindi, forse, torneremo ad amarci anche un po' tra noi". (Millo Peg e le memorie della terra, A. Battantier, 2016).


PRESTO PRESTO CHE È TARDI!!!

"Il bianconiglio se ne va sempre di fretta con il suo orologio nel taschino. Fino a 12 anni ero così. Ora, che ho 15 anni, sto imparando ad amare pure un po' il cazzeggio. Va bene che: chi si ferma è perduto, però conosco un sacco di persone -tipo mio padre- che non si fermano mai, sempre a farsi prendere un infarto dalla mattina alla sera. E poi scusa, ma un coniglio pure che fa tardi che je cambia? Posso capire se scappa da qualcuno, che se lo pijano lo mettono là ar forno. Ma il bianconiglio corre per una tazza di tè. E allora io dico: vacce, vacce a fà la merenda, ma senza fretta. Vedrai che qualche biscotto te lo lascia er cappellaio matto. E sinnò te li ricompro io sti Gentilini, ma mò rilàssite Bianconì". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, contributo di Murozzo93).



24.10.16

Perché dietro quell'attimo sta in agguato il dubbio



"C’è chi, meglio di altri, realizza la sua vita. E’ tutto in ordine, dentro e attorno a lui. Per ogni cosa ha metodi e risposte e -subito- indovina chi, come, dove, a quale scopo. Appone il timbro a verità assolute, pensa quel tanto che serve, non sia mai un attimo in più. Perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio. A volte lo invidio ma, per fortuna poi passa". (Wisława Szymborska, C'è chi. Libero adattamento, A. Battantier).



23.10.16

Time (PINK FLOYD)

"Corri per raggiungere il sole che tramonta. Ed eccolo che salta fuori, ancora dietro di te. Lui è sempre lo stesso, tu ti sei fatto vecchio. Il respiro è corto, un po' più vicino alla morte. Non si trova mai il tempo è ogni anno è più breve. Tra progetti che non portano a nulla, e mezza pagina di scarabocchi. Sospeso in questa tipica, tranquilla disperazione all'inglese. Il tempo è andato, la canzone è finita. Pensavo di avere qualcosa in più da dire".  "And you run and you run to catch up with the sun. But it's sinking. And racing around to come up behind you again. The sun is the same in the relative way, you're older. And shorter of breath and one day closer to death. Every year is getting shorter, never seem to find the time. Plans that either come to naught. Or half a page of scribbled lines. Hanging on in quiet desperation is the English way.The time is gone. The song is over. Thought I'd something more to say". (Pink Floyd, The dark side of the moon, libera traduzione A. Battantier).



Sono sempre stato matto

"Sono sempre stato matto, come la maggior parte di noi. Difficile spiegare perché sei matto, anche se non sei matto". "I've always been mad, like the most of us. Very hard to explain why you're mad, even, if you're not mad...". (Pink Floyd, The dark side of the moon). 



21.10.16

L'ombra della realtà. L'ombra dei miraggi

"Certo, è faticoso lottare con una realtà troppe volte insopportabile, che lascia la sua ombra di delusione a coprire il futuro incerto. Eppure, l'ombra della realtà la preferisco alle ombre dei miraggi del tutto e subito. Perché il più delle volte il tutto e subito ha come risultato il niente". (Mario Thompson Nati, "La paralisi del cervello: dall'idea all'azione. MIP: dall'Ideale all'HD, 1987).


20.10.16

AMORE: ORA TOCCA A ME!

"Quell'amore smisurato, credevo non poterne farne a meno, forse me lo posso gestire da me. Basta darlo in concessione agli altri! E' mio, non posso continuare a cercare qualcuno che mi riattappi i buchi neri dell'amore. Forse sono l'unica che può riempire quel buco, perché io sto imparando a volermi bene, basta dare la mia vita agli altri, basta svendere, elemosinare affetto, le monetine degli altri non riempiranno mai il vuoto. Ora tocca a me". (Memorie di un amore, A. Battantier. Emanuela Fattori, "Pensieri sopra l'armadio", 2010).


CHI VIVE DI SOLA SPERANZA

CHI VIVE DI SOLA SPERANZA. "Chi vive di sola speranza muore vecchio di desìo nella sua stanza". [...] Esiste un proverbio indubbiamente interessante: 'Non è mai troppo tardi!'. Eppure ve n'é un altro, che può seguire cronologicamente il primo, con una certa amarezza: 'Ma troppo tardi è mai!'". (M. De Pretis, aforismi a cura di M. Thompson Nati, 1963).


18.10.16

LADRA DI LUNA

LADRA DI LUNA. "Io, ladra di luna, la portai dentro al mio pozzo. Per mesi gli astronomi si interrogarono ai convegni: ma dove cazzo è finita? Nessuno vide la luna in cielo per mesi. L'avevo io. Poi, poco a poco, tornò su nel cielo, come sempre. Come si alimenta il sogno? Non lo so, ma il mio era morto di fame. M'ha detto: TI AMO. Ma io non sentivo. TI AMOOOO!!! Ehhh? Io non sentivo niente. Sai, quelle frasi che dice la gente. No, io non sentivo niente. [...] Io me lo merito di innamorarmi ancora. Adesso sono a lutto per la mancanza del sentire quell'emozione antica. Ancora una volta, non sento nulla. L'esigenza di dar corso ai fatti. Non si può dar retta solo alle parole. L'emozione. L'emozione sono i fatti. Ti emozioni per qualcosa che accade. E sono i fatti che accadono nel sogno. Mica le parole. Cadano nel pozzo le parole. Ma la luna non c'è più". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Il sogno schiaccia la verità. Ma la verità non muore e schiaccia il sogno. Il sogno non muore e schiaccia la verità. La verità non muore e...". (Lao Bu-Shem).



17.10.16

LA RABBIA


RABBIA. "Lo sapevo: la Rabbia è quell'energia inespressa. Quanta energia buttata in questi anni! La rabbia risponde al pensiero "Cos'altro mi resta?". Ed ogni volta da stupido ci ricasco, e finisco più frustrato di prima". (Frammenti dal documentario "Memorie di un adolescente", di Andrea Battantier, Max 2011).


14.10.16

LA QUIETE


"LA QUIETE, che sia prima o dopo la tempesta non conta. Adesso è così. Goditela questa quiete interiore, falla respirare armonicamente dentro te. La mente, il corpo, strumenti dentro te. Falli vibrare al tuo ritmo. La mente, il corpo, contengono la vibrazione primordiale del tuo universo". (M. Thompson Nati, Around, 2015. Around Lao Bu-Shem).


IL FUTURO CHE VORRAI

IL FUTURO CHE VORRAI. "Il passato è il presente di ieri. Il futuro è il presente di domani. Ma il presente che cos'è? Il presente è il passato del futuro, ed il futuro del passato. Vivi il tuo presente: capirai il tuo passato e avrai il futuro che vorrai". (Lao Bu-Shem, 400 a.c.).


13.10.16

Ink (Coldplay)

"Insieme per la vita, anche se qualcosa è rotto dentro. Sono perso quando te ne vai. Mi fa male amarti così tanto. Voglio solo un modo per tenerti dentro". "Together thru life, but feels like there's something broken inside. All I know is that I'm lost whenever you go. I love you so much that it hurts. Just want a way of keeping you inside". (Coldplay, Ink, Memorie di una canzone, lib. traduzione A. Battantier).




11.10.16

UN VIAGGIO DENTRO NOI

"Parto, ultimo tra ultimi, con un bagaglio di tenacia e di umiltà che mi hai insegnato tu.
E mai più indietreggerò di fronte a questa vita, che è bella, se vissuta senza dare mai nulla di scontato, e donando tutto ciò che si può donare per migliorarsi giorno dopo giorno. 
Insegui i tuoi sogni, mantenendo umilmente i piedi a terra.
Ma senza sogni non si vive, e non si sopravvive. 
Si sottovive! 
Un viaggio prima o poi bisogna farlo dentro noi. 
Serve la curiosità per questo mondo, e riconoscere che nessuno è perfetto. 
E ognuno abbia la sua strada".
(Padre Tosca Panunzio, Tutte le lettere, 1932).



10.10.16

SPESSO IL PUNTO DEBOLE DI UNA PERSONA È SEMPLICEMENTE UN'ALTRA PERSONA

SPESSO IL PUNTO DEBOLE DI UNA PERSONA È SEMPLICEMENTE UN'ALTRA PERSONA. "...poiché, ci piaccia o non ci piaccia, l'Altro ha un altro Altro. Talvolta giungiamo a vederlo, ma ci vogliamo illudere che sia sempre lo stesso. E invece è l'Altro dello Stesso. Ma lo Stesso non è più lo stesso. È anche qualcos'altro: l'Altro. Questo vale anche per noi, ci piaccia o non ci piaccia". (M. Thompson Nati, I paradossi dell'Io, 1995). "Tu hai ciò che sei. L'essere si può modificare. Non farti portare dai tuoi sogni. Conduci i tuoi sogni alla realtà del tuo essere". (La Bu Shem).



8.10.16

I'll fix you (Coldplay)

"Quando provi e dai il meglio di te, eppure il miracolo non riesce. Quando raggiungi quello che vuoi, salvo scoprire che non è quel che volevi. Quando ti senti stanco, ma non riesci a dormire, schiacciato dai tuoi guai. Scendono le lacrime sul tuo viso. Hai perduto qualcosa che -sai- non ritroverai. Potrebbe andare peggio? Se non provi non saprai mai quanto vali". (Coldplay, I'll fix you, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier).

7.10.16

Ciao Sally!!!

"Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra. Sally ha patito troppo, ha già visto che cosa ti può crollare addosso. Sally è già stata punita, per ogni sua distrazione o debolezza, per ogni candida carezza data per non sentire l'amarezza.

Senti che fuori piove, senti che bel rumore. Sally cammina per la strada sicura, senza pensare a niente. Ormai guarda la gente con aria indifferente. Sono lontani quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti. Quando la vita era più facile. Perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia". (Vasco Rossi, 1996).


SENTIMENTO ETERNO

SENTIMENTO ETERNO. "La vita è breve come la neve che cade. Mi mancherai, questo solo so. E so che sei con me, ovunque sarò. Cosa darei per stringerti ancora, un attimo. Se ami qualcuno, faglielo sapere. La tua luce in me vivrà in eterno". (Coldplay, Everglow, libera traduzione A. Battantier).


6.10.16

Un giorno mi perdonerò

"Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non lasciarmi più". (Emily Dickinson).



STORIA DI UN UOMO CHIAMATO FELICE

STORIA DI UN UOMO CHIAMATO FELICE. "È Felice quando è in piedi, Felice da seduto, Felice quando dorme, Felice quando va, e soprattutto quando viene. Felice parla, e Felice mangia. Felice gioca a Gigino Gigetto. Questa è la vita di un uomo chiamato Felice. Felice ha trovato la pace". (M. Thompson, 1995/2015, Around, Ashtavakra Gita, 18.59).


"Tout casse, tout passe, tout lasse, il n'est rien, et tout se remplace". "Tutto si rompe, tutto passa, tutto si lascia. Non è niente, e tutto si rimpiazza".

"Tout casse, tout passe, tout lasse, il n'est rien, et tout se remplace". "Tutto si rompe, tutto passa, tutto si lascia. Non è niente, e tutto si rimpiazza".

3.10.16

UN BAMBINO RESTA IN FONDO A NOI

UN BAMBINO RESTA IN FONDO A NOI. "Ti dicono poi passa, ma se i grandi hanno sofferto da bambini, non capiscono che soffre anche un bambino? O è un gioco tipo: 'Adesso tocca a te!'. Io mi difendo dalla sofferenza e come dice Lucio Dalla, avrei bisogno di carezze anch'io. Ho paura di perdermi, di scomparire, il mondo fa paura. E alle volte è proprio dura, lui sta peggio di me. E allora io m'invento come un mondo nuovo con la fantasia, contro i fantasmi della notte. Oh se grandi fossero più forti! E invece hanno paura molto più di me. Mamma non piangere, papà tu non lasciarmi mai. Io mi prendo cura di qualcosa, qualcosa che dà forza pure a me. Un bambino resta in fondo a noi, dagli carezze e amore vero. Un bambino resta in fondo a noi. Vuol essere rassicurato. Tutto andrà bene, la notte passa presto". (A. Battantier, testo e musica, 2015).


2.10.16

Eagles, DESPERADO

DESPERADO, EAGLES. "Solo, per tutto questo tempo. Hai le tue ragioni, ma tu vuoi sempre e solo ciò che non puoi avere. La tua prigione è il camminare, solo, in questo mondo. Apri la porta, forse piove, ma c'è un arcobaleno sopra te. Permetti a qualcuno d'amarti, prima che sia troppo tardi". (Desperado, Eagles. Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier). "You been out ridin’ fences for so long now. I know that you got your reasons. But you only want the ones that you can’t get. Your prison is walking through this world all alone. Open the gate. It may be rainin’, but there’s a rainbow above you. You better let somebody love you, before it’s too late".



1.10.16

LA LEGGEREZZA PREVEDE TANTO CORAGGIO: STORIA DI UN 'DIVERSO'

LA LEGGEREZZA PREVEDE TANTO CORAGGIO: STORIA DI UN 'DIVERSO'. "Forse non se l'aspettavano da me, forse mi volevano diverso da come sono. Cioè diverso. Mi volevano uguale a loro. Gli è andata male, sono riuscito male. Ho 20 anni e ho iniziato a stare meglio con me stesso quando ho iniziato ad uscire dalle ipocrisie della vita. La vita è piena di ipocrisie e lentamente ti soffocano e ti uccidono la parte vera di te. In questi anni ne ho attraversate tante. Mi hanno deriso, scacciato, picchiato. Mia madre ha saputo della mia omosessualità leggendo un diario, ho avuto paura, ma lei mi ha difeso da mio padre, dai suoi tentativi di riportarmi sulla strada maschia da lui tanto agognata. Mio padre: l'ultimo ostacolo prima della mia partenza per Brighton. Prima di partire (per sempre?) ho dato una mano ad alcuni ragazzi e ragazze nelle mie stesse condizioni di finzione teatrale, prima del grande passo: l'uscita alla vita vera. Ora sono partito, ma, a pensarci bene, il grosso del lavoro andrebbe fatto con i genitori, non tanto con i ragazzi. Che vi devo dire? È stata una fatica, ma ne è valsa la pena. È straordinario vivere la vita a testa alta, sentendosi in linea con la nostra Persona interna. Ognuno di noi saprebbe sempre chi è, se solo non fosse disturbato dalle sovrastrutture e dalle imposizioni e dalle ipocrisie in società. Serve liberarsi, giorno dopo giorno, restare soli con noi stessi, nella nostra essenza. Quanto tempo ho perduto nel tentativo -fallimentare- di omologarmi a quei falsi amici, a quei falsi ideali, falsi per me, che sospettavo già allora qualcosa che non avevo il coraggio neanche di pensare. La leggerezza prevede tanto coraggio. E quando ci si sente soli è duro prepararsi al cambiamento dell'anima. Lo scrivo forte e chiaro: non bisogna restare soli. Io, ad esempio, ho trovato un professore in gamba, ha saputo capirmi; uno psicologo in gamba, ha saputo capirmi; un amico più grande di me, più avanti nella strada, ha voluto amarmi". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Dave 93). "Una mattina parti con tutto quello che hai, una valigia nera, solo sulla pensilina. Tua madre non capirà perché sei dovuto partire, ma le risposte che cerchi non le potrai mai trovare a casa. Scappa, vattene, scappa. Preso a calci e a spintoni, eri quello di cui sparlare, ti ferivano per farti piangere. Ma tu non piangevi mai per loro, solo per la tua anima". (Bronski Beat, Smalltown). https://m.youtube.com/watch?v=Xuz94ZIPfJk

AMARE GLI ANIMALI. IL GRANDE INIZIA DA PICCOLO

AMARE GLI ANIMALI. IL GRANDE INIZIA DA PICCOLO. "Sono solo un ragazzino di 12 anni e mezzo e poche cose io chiedo. Amo gli animali, quasi tutti (ho dei problemi con le zanzare ad essere sincero), e vorrei che un giorno non si facessero più gli esperimenti sugli animali. Perché non è giusto che gli umani se la vadano a comandare sopra tutti gli altri. Ma chi si credono di essere questi umani? Non è una questione di pietà, è una questione di rispetto. Diceva Gesù, non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Se io fossi un coniglietto, un gattino o una scimmietta, non amerei affatto essere aperto e squartato pezzo a pezzo mentre sono ancora vivo. I grandi la chiamano vivisezione. Epperò neanche essere riempito di medicine per vedere quanto resisto e quando muoio. È chiaro che se uno non ama gli animali (come mio padre) che gliene frega di questi particolari? Io penso che siccome gli animali non possono difendersi, hanno bisogno di qualcuno che li difenda. Ed io vorrei essere uno di quelli che li difende dalle prepotenze dei grandi. Alcuni grandi dicono: eh ma senza gli esperimenti sugli animali che si sacrificano per noi, gli umani non potrebbero guarire da molte malattie. Epperò nessuno uomo è pronto a sacrificarsi per il bene della scienza. Ancora più grave è uccidere animali per creare nuovi trucchi, creme di bellezze ed altre cavolate esteticheM per non parlare delle pellicce. Io in campagna ho sempre vissuto in compagnia degli animali, ed ho capito che i miei amici animali soffrono come noi, amano come noi (forse di più), provano dolore, paura, insomma hanno delle fortissime emozioni. E allora? Chi ha interessi economici preferisce vedere gli animali come numeri, tanti numeri di tanti esperimenti, per aumentare i numeri dei soldi. Ma l'uomo, chi si crede di essere il padrone del mondo? L'uomo è convinto di poter schiacciare chiunque, lo fanno tra uomini stessi, figuriamoci quanto gliene frega degli animali. Ma per chi crede nell'uguaglianza questo non va affatto bene, e bisogna lottare per cambiare questo atteggiamento da padrone del mondo. I miei amici animali sono esseri viventi come me, Tobìa, Paoletto, Schizzo, Massimo e gli altri miei amici. Ho fatto una promessa al mio diario. Da grande lotterò sempre di più per difendere i più deboli. Ma ho capito che il grande inizia da piccolo. Che ognuno faccia la sua parte". (Memorie di un animale, A. Battantier, Thomas, 2015).


Sii paziente. Non preoccuparti

"Ci siamo solo affrettati. Perciò vieni qui, sii paziente e non preoccuparti. Provaci. Non voglio combattere o riciclare vendette. Perciò vieni qui, sii paziente e non preoccuparti. Provaci". "We just hurried, so come over. Just be patient and don't worry. Try. I don't want to battle, I don't want to recycle revenge". (Death and all his friends, Coldplay, memorie di una canzone). 
https://m.youtube.com/watch?v=I_wcRxGbqdU

30.9.16

Omaggio a Jankovic

"Donare tempo ai bambini malati è niente rispetto a quello che ci restituiscono loro con un semplice sorriso. L'umanità è la speranza che si alimenta nella passione di tutti i giorni. Un bravo medico dovrebbe saper giocare a rubamazzo coi bambini, e con i soldatini. Più che dire, occorre fare, fare per cambiare il senso storto di un numero stampato in fronte ai pazienti. Non siamo numeri, l'umanità non si conta, si abbraccia. È bello, è importante resistere accanto a chi resiste, lottare con gli sguardi, con la complicità. La leucemia non deve minare la dignità, e questo vale per qualunque altra malattia. Certo, alle volte si diventa grandi in fretta, eppure mai scordarsi che un bimbo vive sempre in noi. E come dice la Sapienza, 'non sapevo che il buio non è nero...e il fermarsi è correre ancora di più'. Qui, chi si ferma non è perduto, anzi, ha solo voglia di correre di più". (Omaggio a Jankovic, A. Battantier, 2016).


Daylight, Luce del sole

LA LUCE DEL SOLE. "Con gioia e con sorpresa vidi il sole spuntare. 
Nel buio io non sono niente. E adesso il sole brilla, non si può vivere senza. Sconfigge il buio la luce del sole". (Coldplay, Daylight). https://m.youtube.com/watch?v=YPR6LPXDBck

29.9.16

LEGGEREZZA, OTTIMISMO, FLESSIBILITÀ

ARRIVARE ALLA LEGGEREZZA SENZA ESSERE SUPERFICIALE. ALLA PROFONDITÀ SENZA ESSERE PESANTE. "Considera le buone cose che albergano in te. Riparti da esse, sciogliendo  con l'esperienza le debolezze di ferite passate. La comprensione del mondo passa attraverso i canali della coscienza. Le ferite della vita possono interrompere il processo di consapevolezza. Lasciarsi andare, un poco alla volta, ristabilendo i nostri livelli di leggerezza. Buona giornata tra il cielo e la terra, al corpo morto e all'anima leggera. Buona giornata al tuo sogno e cambia la realtà se hai desiderio o bisogno. Arrivare alla leggerezza senza essere superficiale, alla profondità senza essere pesante". (Lao Bu-Shem). I TRISTI LAMENTOSI E I GUERRIERI DELLA LUCE. "I tristi lamentosi avvolti dalle tenebre, e i guerrieri della luce. Mondi separati ma, i primi si aggrappano ai guerrieri, tentando di rubar la luce. I guerrieri possono donar la luce, ma non la perderanno mai". (M. Thompson Nati: Lao Bu-Shem, I need you around). PESSIMISTA ED OTTIMISTA. "Il pessimista distruttivo trova problemi per ogni soluzione.  L'ottimista costruttivo trova soluzioni a quasi tutti suoi problemi. E se non c'è soluzione, non sarà la fine. Il miglior pessimista è quello flessibile. Il peggior pessimista è quello che pensa di essere realista. Il miglior ottimista è quello flessibile, il peggior ottimista è un idiota". (M. Thompson Nati, La Flessibilità Mentale, 1987). [...] "La scelta non è tra Ottimismo e Pessimismo. La scelta è tra Flessibilità e Rigidità, tanto che soffre più un Ottimista Rigido di un Pessimista Flessibile". (M.Thompson Nati, 1987).


Amore, amore, amore. Parole, parole, parole.

"Parole, parole, ma erano solo parole. E piangeva, piangeva, sembrava sincero...ma era solo allergia. Finì il nostro amore, con l'antistaminico e un vaffanculo" [...] "Anche l'amore ha una data di scadenza. L'amore non si basa sull'ideale, ma sui fatti, su quello che si porta avanti nel quotidiano per alimentare e donare forza all'idea dell'amore". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

28.9.16

A sky full of stars

"Sei un cielo pieno di stelle,  illumini il cammino e t’illumini di più quando diventa buio". "'Cause you're a sky full of stars, you light up the path. 'Cause you get lighter the more it gets dark". (Memorie di una canzone, Coldplay, A Sky Full Of Stars).

27.9.16

SIAMO NOI I VINCENTI, PERCHÉ SOGNIAMO SOLO LA NORMALITÀ NELL'UGUAGLIANZA

SIAMO NOI I VINCENTI, PERCHÉ SOGNIAMO SOLO LA NORMALITÀ NELL'UGUAGLIANZA. "Mi chiamo Stefano, 35 anni, tetraplegico. Sono finite le Paralimpiadi? Bene, adesso posso pure togliermi dai coglioni. Oppure, meglio, posso partecipare alle Paralimpiadi tutti i santi giorni, basta uscire per Roma con la mia carrozzina. Del resto, già andare alla Posta è da medaglia, ma è sulle buche romane che noialtri possiamo dare il meglio d'agonismo maschio. Anche se, devo dire, fare la spesa non è da meno. Più volte ho preso penalità, o sono stato squalificato, perché rimasto bloccato, placcato da un Suv parcheggiato a mò di sfida, come un difensore di baresiana memoria. Alle volte anch'io prendo la macchina, e qui la sfida diventa il riuscire a parcheggiare nel mio stesso parcheggio invalidi. E già, perché puoi trovare chi ti ha fregato il posto, e se chiami i vigili puoi stabilire un altro record: il mio è stato 1 anno fa, 95 minuti di attesa. Mi chiamo Stefano, ho 35 anni, sono tetraplegico e giocatore di rugby. E non mollo, siamo noi i vincenti. Vincente è chi resiste in questo paese infame che tenta, con l'indifferenza e la  prepotenza, di schiacciare la dignità. Peggio ancora c'è solo la pietà. Ma questo paese non riuscirà a schiacciare la nostra dignità. Perché siamo noi i vincenti. Noi che lottiamo per salir su un autobus, sui marciapiedi e, quando impossibilitati, via in strada, facendo slalom tra le macchine impazzite, infastidite da noi in carrozzina, odiati quasi quanto i ciclisti. Mi chiamo Stefano e ho capito presto che se ti lamenti e ti fai assistere troppo smetti di vivere. Lavoro al Centro per l'Autonomia di Roma, insegno come essere autosufficiente anche in carrozzina. Tutto si può fare, volendolo fare: andare in bagno, cucinare, fare all'amore. Siamo noi i vincenti, perché sogniamo solo la normalità nell'uguaglianza". (A. Battantier, dedicato a Stefano Asaro, 2016).

26.9.16

La vita è troppo bella per...

"Ho provato a sostituire persone insostituibili e a dimenticare persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho [...] creduto di morire di nostalgia ed ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere), ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca. E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È bello battersi con ostinazione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante". (Charlie Chaplin).