09/11/09

A Benedetta

I'm not gonna leave you alone. I hate the same thing you hate:
the night, and wisdom is full of doubts. All things change, in a stupid and simple vicious circle that is hard to change. The ability is to realize future in the past.
So, God, grant me the serenity to accept the future I cannot change,
and the courage to change the future I can. With a little help from my friends.



Non ti lascio sola ed anch'io temo le incertezze della notte.
Tutto cambia in stupidi circoli viziosi, difficili da cambiare.
Il futuro si realizza partendo dal passato. Dio, dammi la serenità di accettare il futuro che non posso cambiare ed il coraggio di cambiare il futuro che posso provare a cambiare. E che qualche amico possa darmi una mano.

08/11/09

Il Quadro dell'Ottimismo

Ogni tanto fa bene uno sguardo d'ottimismo alla vita.
L'ottimismo della volontà, l'essenza della mia Psicologia d'Azione Positiva.
Perché l'ottimismo può essere incoraggiato tra le persone.
L'ottimismo si impara.
D'altra parte è utile non confondere mai l'ottimismo con l'ingenuità o con l'idiozia. Ecco perché mi riferisco sempre all' "Ottimismo della Ragione".
Un ottimismo che tenga conto dell'Autoconsapevolezza, dell'Automonitoraggio, in vista degli Obiettivi Personali.
Che ci attende dietro la porta?
Abbiamo fiducia in noi stessi?
E soprattutto, siamo in grado di anticipare le strategie in presenza di informazioni ambigue, insufficienti, o di un coinvolgimento emotivo troppo elevato?

IL QUADRO DELL'OTTIMISMO:

1) RIMANERE ATTIVI.
2) NON SENTIRSI VITTIME, SE NON PER REAGIRE.
3) EVITARE IL PANTANO DELL'IMPOTENZA.
4) NELLA DISPERAZIONE, RICORDARSI CHE ESISTONO ALTERNATIVE.
5) ESISTE SEMPRE UNA SCELTA NELLA VITA.

27/09/09

Amore: Il percorso a ritroso

Forse anche tu esisti AMORE con la maiuiscola.
E come END
R come RESTA
O come ORMAI
M come MAI
A come amorestoimpazzendoperte!

15/09/09

La coperta di Lino (12 anni)


Fin da piccolo (ora ho 12 anni), volevo sempre avere addosso coperte e lenzuoli, per avere una specie di casa contro i pericoli della notte. Lo so che tanto i vampiri e i fantasmi non ci sono, però non si sa mai, anche se a pensarci bene se arriva qualche cattivo di notte, se ne frega se hai un lenzuolo: dovresti dormire in una cassaforte per stare sicuro di non essere rubato o ucciso.

Ancora adesso dormo con una coperta addosso (esce solo il naso perché mi ci metto pure un cuscino sulla testa tipo capanna) perché così mi rilasso e non prendo spaventi, però mi deve coprire tutto (meno il naso sennò schiatto soffocato). Con la coperta che mi copre tutto, anche una porta che sbatte o dei passi o una civetta, non mi fanno paura. Ma a volte penso che sono cretino ad avere queste fisse, però poi se non ho la coperta penso: adesso arriva qualcuno e mi porta via oppure mi lascia nel letto con una bastonata in testa.
Però devo dire che quando chiudo gli occhi alla fine dormo sempre, e alla mattina un sacco di volte mi sveglio tutto scoperto e allora dico: mica sono morto! Allora mi sa che è una mezza cavolata questa tecnica della coperta.
Ma mi serve ancora un po' di tempo per togliere il vizio della coperta.
Sia chiaro: quando fa freddo la coperta me la voglio tenere sennò poi guarisco dalla fissa della coperta e schiatto di polmonite.

Lino

Il grillo (La mia fobia, racconto di Pino)



Tutto è iniziato una sera. Per la prima volta ero al mare con una ragazza, la mia prima vera ragazza, una sera con i fiocchi, tramonto, mare, motorino fregato a suo fratello. E all'improvviso, ho avuto paura dei grilli, mi sono sentito circondato.
Non volevo che lei mi scoprisse, ma intanto la sera è finita malamente.
Tre sere dopo ne trovo uno sul cuscino e mi salta in faccia.
Una volta ho visto un documentario, nel terzo mondo si mangiano i grilli ed altri insetti. Stavo per vomitare. Ma che ci posso fare? Che c'è una legge che mi obbliga a convivere con i grilli?
Un mio amico si è inventato delle trappole per insetti, un suo regalo di compleanno. Ma come potrei sopportare l'idea di svuotare la gabbietta?
Il fatto è che penso che i grilli sono tanti e potrebbero sopraffarti con la loro bontà.
Da piccolo non sopportavo il grillo di Pinocchio.
Chissà se c'entra?
Lo odiavo perché diceva quello che si doveva e non doveva fare.
Per un anno avevo preso a dormire con una retina in testa, ma poi mi è iniziata a passare questa fobia per i grilli, anche perché ho iniziato a siliconare tutti i buchi di casa e le finestre sbarrate.
Ma guarda che strano, sono gli unici insetti che mi fanno schifo. Sono indifferente alle cavallette ed ai ragni, ma i grilli mi fanno accapponare la pelle anche quando li sento la notte. Perché il grillo lo associo alla notte, al buio, ai ricordi, alla tristezza, alla morte, alla vita che passa, e quel cri cri mi solca il cuore con la nostalgia.
E' innocente il grillo ma poi si fa buio.

Do Re Sol Do



E' passata la pioggia, e quello che voglio tu lo sai, voglio lo zucchero nel vino, e l'attenzione di un gatto per un buco nel muro. Non rimango qui, Do Re Sol Do, me ne vado portandomi ogni giorno della nostra vita.

13/09/09

Angelina Ballerina



Dovrei guardare più spesso i cartoni animati con mia figlia.
Ogni volta che mi sento persa, e che vorrei lasciare tutto andare, ogni volta che me ne sto su di una sedia a contemplare un passato che non ho mai visto. Basta maledire il buio, sarebbe ora che accendessi una candela.
Ogni volta che guardo Angelina Ballerina con mia figlia, penso che potrei ricominciare, e che non sono l'unica nel mondo.
Ogni volta che guardo Angelina Ballerina, so che dovrei ricominciare, ce la posso fare, e mia figlia mi guarda con un sorriso mentre si prova il tutù.
Ogni volta che guardo Angelina Ballerina sento una forza nuova, e credo un poco in me, è il momento di ricominciare a guardare il sole.
Ogni volta che guardo Angelina Ballerina, scorgo tante vie d'amore, e i fiori, e le amiche, e le idee di libertà, sono me stessa, ancora io, con mia figlia ed Angelina Ballerina, incantevole topina. Sarà pur qualcosa.

Angelina Ballerina

Angelina Ballerina, incantevole topina.
Per realizzare un grande sogno ci vuole determinazione.
Di molto impegno sai, c'è bisogno, perché non basta la passione.
Se insisterai ci riuscirai.
Angelina dai, balla come sai,
Il tuo sogno è già quasi una realtà.
Ballerina sei, quindi è tutto ok,
La tua volontà ti incoraggerà.
Angelina dai, balla come sai, con le punte in giù e la coda in su.
Ogni giorno poi, tu migliorerai, più brava diverrai,
Angelina dai, balla come sai.
Angelina Ballerina, incantevole topina.

Angelina dai, balla come sai,
Il tuo sogno è già quasi una realtà.
Ballerina sei, quindi è tutto ok,
La tua volontà ti incoraggerà.
Ogni giorno poi tu migliorerai,
più brava diverrai
Angelina dai balla come sai
Angelina Ballerina, incantevole topina

Era tutto un sogno (Sandro)

Amò, non me ricordo niente, a parte che t'ho vista ieri, in mezzo alle braccia de quel fregno buffo, tacci sua.
Lo sai come me sento?
Come un fesso.
Amico, amico, e che to baci così n'amico?
Non mi lasciare, se è vero che è n'amico, torna qui, magari famo che me so sbajato, era tutto un sogno, che nemmanco m'aricordo.

Sandro

12/09/09

La stazione di Firenze

Ancora alla stazione senza voglia di partire,
senza voglia di soffrire.
Questa vita lacerata va cucita con la testa.
va cucita mano a mano.
Questa vita che va amata, prima ancora di capire,
prima ancora di morire il tempo c'è, il tempo di sognare un'altra vita insieme a te.

(A. Battantier, Poesie 2007)

The color of the sky (Visioni del mondo)


What was the color of the sky?
Anyway, the sky swept toward me.
Meanwhile, life was wrongfully and barbarously sweet with me.

Di che colore era il cielo?
Ad ogni modo il cielo mi scivolò addosso,
mentre la vita era ingiustamente e crudelmente dolce con me.

(Andrea Battantier, Poetry, 2008)

02/09/09

Perché dovrei credere alla Psicologia? (Angelina Pringles incazzata)


Il mio umore è disperso tra le onde della vita.
Che cosa succede oggi?
Starò ancora male per un nonnulla?
E quell'allarme rosso del cuore impazzito suonerà l'ansia che mi protegge impedendomi di vivere?
Avrei potuto risparmiare tanti di quei soldi.
Lo psicologo ascolta e professionalmente parla al mio cervello.
Ma io non ci sono, lo capisci?
Tu non parli a me, che beffa mi faccio di te.
Lasciami solo con le mie vane speranze strampalate.
(Pringles mezza masticata)

28/08/09

Tramonto in tangenziale est (ansia mia vai via)


E dopo tanti mesi iniziati male, tanti lunedì iniziati male, tante mattine iniziate male, mi sono chiesta quanto tutto questo dipendesse da me.
Dormire male? Sempre.
Caricarsi di tutti i problemi del mondo? Sempre.
Perché? Perché?
Cento cose da fare in ufficio, e sempre io ci sono.
Perché?
Quando ti senti impazzire dentro, stringere in una morsa di acciaio i pensieri diventano loro stessi una morsa che annulla la mia libertà di essere nuova e diversa.
Il telefono continuava a squillare, e la voce del mondo a chiamarmi per fare sempre qualcosa che io non volevo o non potevo fare.
Dormire e basta.
Questo avrei voluto.
Stessi giorni di fiato sprecato, di aria rubata a me stessa, e la ladra ero io.
Ladra di aria.
A volte avevo paura di morire nel traffico della tangenziale,
finanche sotto il tapis roulant della mia palestra di fiducia.
Una fiducia tutta da verificare.
Noia ed ansia.
Ansia e noia.
Eppure cose nuove ne vorrei, per me una nuova vita.
Quando?
Quando mi sono regalata quel vestitino, da quando gli straordinari mi trovano sempre meno disposta, da quando ho iniziato a studiare il tedesco (non era così difficile, mi sto divertendo), da quando sono uscita di casa (una storia lunga, non ci sarebbe lo spazio).
Da quando la rabbia ha preso il posto della paralisi e delll'immobilismo.
Da quando ho ritrovato un po' di tempo per me.
Da continuare.

28/06/09

TI AMO

Ti ho guardato andare via.
Una scena surreale, con te sempre più piccola
ed io il tuo biglietto in mano: "ti amo".
Te ne vai con un "ti amo" dalla nostra stanza dei sogni.
Ci siamo svegliati che il sogno era finito.

23/06/09

I tetti ed i lampioni


Perduti nella notte non sono i tetti,
lo sono le strade illuminate dal vuoto dei lampioni,
e dai barboni che volano con il sorriso del rum.

Forse anch'io ho sbagliato.
Forse eravamo ligi ad amarci
e intanto,
i tuoi occhi si spegnevano nei miei.
Ricordi le promesse delle promesse delle promesse (?)
e poi, senza risparmiarci, abbiamo chiesto la luna,
senza capire che ci era sfuggita la terra.



(Testo di Andrea Battantier)
(Illustrazioni di Maria Luisa Saliu)

07/06/09

SATORI

Per liberare la genialità dentro di noi, basta chiudere gli occhi e non pensare a niente. Secondo Mario Thompson Nati, il cervello è "organo pigro che si attiva in alcuni, rari momenti...sta a noi cogliere questi momenti cavalcando le onde del genio!". Le regioni specifiche dei ragionamenti più complessi, la corteccia temporale e frontale, sono troppo spesso distratte da elementi superflui in grado di inibire la creatività. Ma è pur vero, prosegue il neuro psichiatra, che "sono proprio questi elementi superflui ad attivare la voglia di cercare una soluzione alternativa, in grado di risolvere creativamente un problema". E quando ci rendiamo conto che sono eccessivi gli sforzi per trovare una soluzione, che sembra non arrivare mai, bene, allora il consiglio è quello di chiudere gli occhi e non pensare assolutamente a niente. Ma proprio a niente. A niente. A niente. Voglio ripeterlo ancora una volta. A niente. La concentrazione va e viene e voi non dovete fare NIENTE per farla vostra. Abbiamo cominciato a capire come funziona il cervello, per creare non bisogna fare niente, in attesa che il "lampo neuronale" riattivi quella che Mario Thompson Nati definisce l’inconoscibile melassa cognitiva". Satori zen: in Oriente c’erano arrivati 2, 3 mila anni fa.

19/05/09

La sconfitta


Non sopporto l'essere sconfitto.
Il prezzo da pagare per il mio orgoglio è troppo alto.
Sono un tipo composto, educato, ma quando sento odore di sconfitta impongo la mia lingua.
Sono stato il primo ad amarti. Volevo essere l'ultimo.
Ho fatto affidamento sulla tua ingenuità e sulla mia collaudata abilità.
Poi sei cresciuta.
Una catastrofe per me, che ti avrei voluto sempre bambina.
Sei cresciuta ed io sono rimasto fermo; un magnifico 45 enne (E tutti mi dicono "Sembri un 30 enne!").
Hai vinto. Sei indipendente ora.
Ma la sconfitta però ha un prezzo: Brucia tutto di me!
Sto preparando il mio di falò.

Guerra del cuore

Negli ultimi tempi sono aumentati gli scontri tra noi, nelle zone al confine tra follia e razionalità.
Troppe volte ho dovuto raggiungere di corsa il tuo cuore.
E dentro non c'era nessuno.

Terremoto e senso di colpa (Psicologia dell'Emergenza)

Ho visto le case crollate e i sopravvissuti piangere ai bordi delle strade.
Piangevano la colpa di non essere morti.
Non è giusto salvarsi.
E accendere un cero è poca cosa.

Era diversa (Contributo di Paoletto)

Lei era diversa, più libera di me.
E' entrata e uscita dalla mia vita. Era diversa.

Sex Peal 2006: sesso malato?




L’ultima ricerca M.T.Nati (Sex-Peal 2006, dal nome del piccolo comune spagnolo dove è stata presentata, campione europeo maschile: 1500 soggetti, 18/75 anni) non lascia spazio a tanti dubbi: il sesso estremo è tornato di moda.

Un lungo studio durato un decennio, mostra come, ormai, i rapporti a due siano quasi superati, almeno nei sogni:

"da rapporti a tre, a quattro, a cinque fino ad orge da consumarsi in villette esclusive" (+38%)

"ma anche in location squallide e malfamate" (+8%).

E che si fa tra le lenzuola?
Tendenzialmente:
"si dorme di più" (+45%).

Oramai, infatti, il letto è diventato l’unico luogo dove "riposare il corpo", mentre, per le attività "belliche", si preferiscono:

divano (+13%),
garage e box (+16%),
l’intramontabile ascensore con blocco sensore (+4,5%),
un’insospettabile museo (+9%),
il cinema, specie se "noioso ed autoriale italiano ("+37%).

I risultati di questa indagine evidenziano come il mondo del sesso in Europa, sia cambiato.

Ad esempio:
i rapporti sessuali sono diminuiti (-16%) ma, qualora ce ne sia l’opportunità, "fugacemente se ne approfitta con spirito complulsivo", fino a raggiungere l’orgasmo 3 volte in 15 minuti (+0,8%): con il partner abituale quando scatta la rara intesa (+10%), ma anche con anonimi avventori, i cosiddetti "protagonisti della strada" (+34%), siano esse "donne, uomini, bambini (purtroppo un +17%)".

Lo psichiatra e psicologo M.T.Nati sottolinea come ormai la durata del rapporto sia solo un dato "surrogato e non vincolante", o, per meglio dire:

la qualità del rapporto sembra privilegio raro, soprattutto perché "non c’è più tempo di fare niente:

il camionista ha fretta, il manager ha fretta, il politico ha fretta, il prete ha fretta!".

E sì, perché, sorpendentemente, anche i prelati sembrano essere interessati alla sfera carnale della conoscenza (+2,1 %) anche se confessano poi (+1,5%) "di provare un forte senso di colpa".

Secondo M.T.Nati, infine, una buona fetta di uomini vorrebbe avere "la moglie come amante e l’amante come moglie" (+32%), probabilmente perché in questo modo la fedeltà verrebbe fatta salva, ma non a scapito del sempre verde fascino del proibito.

Omosessualità: tra oggi e domani




Estratto dall'intervento: "Omosessualità: tra oggi e domani" (IASF)
Conference of the International Academy of Social Family, 2006. Relatore: dott. Andrea Battantier



"Gli omosessuali sono contro natura" -sostiene il collega K. Mondrian che approfitto per salutare-
Vanno capiti, ma indubbiamente sono diversi da chi vive in armonia con la natura".

Qui, amici, e colleghi, dobbiamo metterci d'accordo: se esistono regole, per vivere e riprodurci, allora seguiamole, rispettando chi non le segue.

L'omosessuale, ad esempio, è "un narcisista integralista non funzionale alla riproduzione della specie" (Mario Thompson Nati), L'omosessuale cerca se stesso, talvolta soffrendo disperatamente, soprattutto quando, finalmente, si trova.

Sì, è vero, anche l'eterosessuale, ma questo è un altro discorso. Il fatto da prendere in esame è: quanta sofferenza si può sopportare? L'omosessuale vuol ritrovar se stesso, ma dove sbaglierà? Capiamolo insieme con un esempio. Un omosessuale vuole allevare un figlio, ma, parliamoci chiaro: come fa? Un genitore, dovrebbe introiettare nel bambino la realtà, e questo perché essa pone i paletti ai vissuti di onnipotenza narcisistica. Se non introietti la realtà, "il vissuto onnipotente ti si mangia, poco a poco, lasciandoti della coscienza solo le ossa" (Manlio De Pretis). L'omosessuale, anche quello preparato, "si è fermato con gli studi della vita, ha abbandonato i banchi alle fasi pregenitali", a differenza dell'eterosessuale adulto e maturo che, almeno tenta (potenzialmente o con corsi di recupero CEPU), di prendersi questa benedetta maturità psicosessuale, conseguendo la fase fallica, con uno, due, tre figli, a seconda delle specializzazioni (ahh! poveri sterili!).

A parte queste facili battute, la natura da millenni governa l'uomo. Due uomini o due donne non possono procreare. Un dato di fatto. Voi mi direte: lo possono adottare. Ed io vi rispondo, cari amici e colleghi, ah sì? E con chi si identifica il bambino? Piccolo e tenero bambino. Già è troppa la confusione e l'ambiguità in questo mondo. Ce la potrebbe fare? Vogliamo andare oltre la natura? Va bene andiamo ma poi, non lamentiamoci che...che cosa? Anche le famiglie eterosessuali non se la passano tanto bene? Che? I mass media? Professoressa Chiarelli non dia troppo credito ai mass media. Spesso si tratta di gossip. La famiglia tradizionale regge...e regge benissimo, basta seguire l'esempio di alcune famiglie di politici nostrani.

Vogliamo o non vogliamo salvaguardare la specie? Proprio lei, professoressa Chiarelli, che si occupa di comunicazioni di massa all'Università, non ha sentito le ultime novità dal polo artico? Il rischio estinzione degli orsi polari. E che vogliamo fare? Li facciamo accoppiare maschio maschio e femmina femmina? Ma suvvia, siamo ragionevoli. In questo mondo c'è bisogno di armonia, e di equilibrio.

E' vero, anche i delfini, i bufaghi, i leoni, le giraffe, le balene, i nocciolini possono essere omosessuali...per non parlare dei bonobo che la vivono con grande spensieratezza questa esperienza...e poi ci sono altre specie...però, ecco però, loro non sono contro natura. La biologia è estranea alla moralità.

A noi qui oggi interessa parlare di patologia, e non faremo giochi di parole...anche perché mi fanno segno che non mi rimangono che pochi minuti...L'omosessuale è un deviante? Se sì, da cosa devia? dalla sua meta pulsionale? E qual è la sua meta? Ciò che "natura crea"? (Mario Cirio). Se sì, allora l'omosessuale è un elemento patologico del sistema, ed io questo lo dico con sofferenza, perché so che vuol dire andare contro la Biologia e contro l'Etologia, e contro l'Anatomia, e contro la Psicoanalisi.

Ma ricordatevi, cari amici e colleghi, che l'omosessuale dalla sua ha la Storia. Perché se è vero che la diffusione del disadattamento trasforma gradualmente la vita nel rifiuto per le novità, è anche vero che per muovere il vuoto occorre agitarsi. Per muovere il vento basta soffiare. Brevi considerazioni, la storia altro non è che il senso della vita spiegato dopo. La storia nasce lontano e non muore mai, non si ripete. La storia sta attraversando anche te; è necessario adoperarsi per provare occasioni di incontro. Ad oggi ho incontrato milioni di persone; vorrei farle uscire dal ruolo di passante, folla indistinta, occasionale presenza strusciata. Vorrei davvero usare un linguaggio comune distribuito nel mondo in collaborazione con me, te e tutti voi. E’ con questo augurio che mi addormento ogni sera.

Troppo alcol tra i giovani


Tutto pronto per la giornata mondiale sulla prevenzione del consumo di alcol.
Gli esperti sono preoccupati: troppo alcol tra i giovani.
In Italia, infatti, più della metà delle vittime degli incidenti stradali è causata dall'alcol (e dalla velocità): 200 giovani se ne vanno così, ingloriosamente, altro che il gusto vero della vita.
Si beve sempre di più, soprattutto tra gli adolescenti. Queste le motivazioni in ordine decrescente (sondaggio MTN, 700 intervistati, 12/20 anni):

Bevo perché...

"...Parlo di più, e meglio" (80%),
"...Mi fa sentire più sicuro (68%)",
"...Per fare qualcosa con gli amici (45%)",
"...Mi sento diverso e speciale" (43%),
"...Fa scena con gli amici" (23%),
"...Non sappiamo che fare (16%)",
"...Per lasciarsi andare (11%)".

Si inizia a bere molto presto, il 15% prima dei 9 anni, "Perché c'è la pubblicità in tv" (54%), ma anche perché "I genitori mi dicono di non bere, ma poi loro bevono (45%)".
Bere prima dei 15 anni risulta particolarmente dannoso per l'organismo perché a quell'età l'apparato digerente non ha completato la maturazione necessaria a smontare l'alcol per digerirlo e, inoltre, risulterebbe ancor più dannoso per le femmine, che riescono ad eliminare la metà dell'alcol ingerito rispetto ai maschi.

La novità di quest'anno (presentata al Congresso di Mosca) per la lotta all'alcol, è rappresentata, tuttavia, dalla RU-T05, una pillola che, paradossalmente, aumenterebbe gli effetti piacevoli della sbronza, da un lato, eliminando l'irritazione e la rabbia che subentrano spesso dopo l'euforia iniziale, dall'altro, aumentando il periodo di euforia e la voglia di stare insieme.

La pillola, che sarà messa in commercio nei prossimi mesi, è basata su un estratto della vite ed ha un impatto positivo sullo smaltimento dei superalcolici da parte del fegato.

E’ stata concepita come uno strumento di lotta contro la depressione, perché “Bevendo si sta bene, è dopo che si sta male, quindi con la RU-T05 si sta bene prima, durante e dopo”.

Lo sostiene Martens, uno dei ricercatori americani che, insieme al russo-polacco Solynsky, ha brevettato la pillola.

“E’ vero che il processo di autodistruzione procede ugualmente, ma, almeno, ci si diverte nel mentre” sostiene forse un po’ troppo cinicamente Solynsky.

La RU-T05 era nata su commissione KGB: le spie negli anni ’50 e ‘60 ne avevano bisogno per simulare ubriachezza (bevendo) pur rimanedo perfettamente lucidi.

Chi l’ha provata non esperisce quel senso di smarrimento e di cranio schiacciato, e si salva la giornata anche dopo aver ingerito 6 litri di liquore (42°).

Sarà il mercato a decidere il successo del RU-T05, ma, intanto, la pilloletta al gusto di lampone ha già suscitato più di una polemica.

Ha vinto il premio “Médecine Pharma 2005”, eppure, alcuni eminenti medici, si sono scagliati contro quella che definiscono “una droga che colpisce subdolamente” (Lind) e che “uccide il fegato senza fartelo sapere” (Tyler).

Il soggetto, infatti, “non si sentirebbe torturato dai sensi di colpa e dai postumi di una sbronza comunque rivelatrice di patologia alcoolica” (Tyler), alimentando il senso di euforia e di onnipotenza, tipico del bevitore al primo stadio.

Eppure le critiche di Tyler sono ridimensionate dalla una parte della comunità scientifica che, ironicamente, ha dichiarato, per bocca del professor Jonsson: “Tyler, Lind e pochi altri, attaccano la RU-T05 perché sono invidiosi, avrebbero voluto inventarla loro!”.

Il brevetto RU-T05 è stato ceduto da un équipe di scienziati russo-americani, guidati proprio dal professor Jonsson, alla MEDLAB, la più importante multinazionale farmaceutica.

(di Andrea Battantier)

Il telefonino fa bene alla depressione?


Le onde elettromagnetiche dei telefonini ecciterebbero la corteccia celebrale, creando, addirittura, uno "stato momentaneo di benessere, specie in persone depresse". Nel lungo periodo, la ricerca MTN (Roberti, 2006), non ha ancora avuto modo di verificare i danni al cervello, ma intanto, godiamoci la vita nel breve periodo.
E comunque, buone nuove da questa ricerca indipendente per i depressi.
Alcuni pazienti, volontari del Sacro Cuore dell'Infante di Padova, sono stati dotati di telefonino ed invitati a parlarsi tra loro, da una stanza all'altra. Un gruppo per 5 minuti, un altro per 30 minuti, un altro per 3 ore.
I risultati sono molto interessanti. I ricercatori hanno verificato che le cellule della corteccia motoria più vicine al telefonino hanno mostrato molteplici segni di eccitazione nel gruppo 2 (30 minuti) e, soprattutto, nel gruppo 3 (3 ore). Ma, mentre nel gruppo 2, le condizioni sono tornate alle normalità entro 30 minuti dalla fine della telefonata, nel gruppo 3 lo stato di eccitazione si è protratto mediamente per 6 ore.
Ora, un secondo esperimento, ha verificato che, in un gruppo di depressi, il "parlare" per almeno 3 ore al giorno, creerebbe un'attivazione minima (Optiminal Arousal) in grado di "favorire un equilibrio e una positività nel percepire la vita" (M. Thompson Nati).
Anche se, a voler esser precisi, non è che i pazienti depressi del Sacro Cuore dell'Infante abbiano "parlato". Il dott. Roberti, infatti, ha ammesso che al "gruppo depressi" veniva inserito l'apparecchio radiomobile all'orecchio, bloccandolo con un ingegnoso sistema. Il cellulare non emetteva alcun suono, alcuna voce, alcuna musica. Solo le onde elettromagnetiche. Questo perché il "gruppo depressi" non è che avesse poi così tanta voglia di collaborare all'esperimento, come ha dovuto ammettere l'autore dello studio in conferenza stampa. Insomma, il telefonino fa bene alla depressione? Quello che è certo è che il mercato dei cellulari è in costante crescita. Secondo le previsioni del settore, quest'anno saranno venduti quasi 1 milione di apparecchi, mentre poco meno di 3 miliardi di persone fanno già uso.

13/05/09

Il rubinetto aperto (Contributo di Giacomo, 16 anni)



Adesso ve lo dico io che significa "enuresi".
Significa che non controlli la vescica, e fai la pipì a letto.
Ce l'avevo quasi fatta a controllare il tutto e invece poi macché, è nata mia sorella, e a me proprio questa cosa non mi è andata giù.
Ho sempre detto di non essere geloso, ma ricordo che a 5 anni, guardando mia sorella e mia mamma che le metteva il pannolino ho detto: beata lei che non deve andare in bagno, fa tutto in casa.
Mia madre quell'anno se ne andò al mare con la zia e mia sorella.
Ed io solo con mio padre a guardare i mondiali, o gli europei, insomma qualche palla di gioco col pallone, che io neanche amo.
Io ho sempre fatto nuoto, e mi è sempre piaciuto far la pipì nella piscina.
Lo so che non è bello da dire, soprattutto a qualcuno che sta in acqua accanto a me.
I miei le hanno provate tutte. Iniziò mia nonna a vietare di darmi acqua a partire dal pomeriggio. Risultato: arrivavo la sera assetato e la notte bagnavo sempre il letto.
Ma il nobel per la furbizia è andato a mio padre, che maniacale com'è (è della vergine, ascendente vergine mi sa), aveva calcolato che io facevo pipì 3 ore dopo la nanna, e quindi che cosa si inventa il sant'uomo?
Mi mette la sveglia all'una di notte, così secondo lui io me ne andavo a fare il mio fisiologico bisogno.
Risultato: le prime 3 notti non ho chiuso occhio perché guardavo sempre la sveglia (non ho fatto la pipì perché non ho dormito).
Alla quarta notte sono finalmente crollato e mi sono preso un mezzo infarto: ha suonato la radio sveglia su qualche programma di preghiera.
Mi sa che lì è la volta che sono diventato veramente ateo.
Sempre mio padre (che odio) decise di risolvere il problema a suo modo.
Allora, lui che guardava la TV (quei canali un po' così), prima di andarsene a letto, mi svegliava e mi portava in braccio sulla tazza (che odio! che odio! E tra l'altro nemmanco la facevo tanto era l'odio per questo uomo che pensava di capire tutto lui).
Mia madre invece piangeva e si lamentava sempre e si vergognava quando andavamo in qualche posto in villeggiatura.
Poi ho iniziato a parlare con 2 psicologi, ho parlato tanto, mi sono aperto sfogato, e ho anche fatto degli esercizi che all'inizio mi sembravano delle mezze cavolate (anche adesso lo penso, però mi hanno aiutato, alle volte le cose semplici stupide funzionano meglio delle torture di quell'intelligentone di papà).
Ah, ci tengo a dire che per un periodo un medico amico di zia mi ha appioppato delle medicine, la pipì a letto non la facevo ma poi mi erano venute delle allergie e quando smettevo tornavo a fare il laghetto notturno.
Com'è e come non è, parla che ti riparla, ricordo che l'estate successiva sono partito per la prima volta da solo in Inghilterra, senza genitori e senza sorella (ho fatto con loro 10 anni di campeggio). Lo volete sapere? Neanche una volta ho bagnato il letto. E da allora (2 anni) ho risolto il problema.
PS: una volta mi sono vendicato: ho messo radio rock a palla nella camera da letto dei miei, ho messo la radio sveglia alle 3 e 30.
Mio padre mi voleva ammazzare ma poi ha capito che era solo un modo per dirgli: papà quanto sei intelligentone!

03/05/09

Lo sai che tuo marito ha un amante?


Pensavo di essere diversa dalla mia amica Lia, lei mi piangeva addosso la miseria, i tradimenti del suo ometto stronzo in cerca di facile virilità con zitelle e troie varie.
Poi, un bel giorno, la mia amica Lia arriva quasi con un sorriso e mi dice:
"Lo sai che tuo marito ha un amante?".
Io figurarsi se ci credo, ma intanto caccio 2000 euro e l'investigatore mi offre le foto:
mio marito ha l'amante, avrà sì e no 18 anni,e sembrano pure innamorati.
Io non batto ciglio, le amiche (tranne Lia che ho cancellato dalla lista) mi dicono:
colpa tua, forse era annoiato, la crisi dei 50, una stronza mi dice pure: si vede che non gli preparavi la cena, a tavola e a letto! (cancellata dalla lista, sì sono permalosa).
Ho dato ascolto a tutte le mie amiche, ma soprattutto ho esaminato le foto del detective:
Sembravano davvero innamorati. Da quanto tempo non lo vedevo così a mio marito!
La ragazzetta che lui pettina in macchina non è molto bella, ma sorride e scherza con lui che sembra un 20 enne.
Dovrei quasi dire: sono contenta per loro!
Oggi mio marito è tornato a casa con delle rose, oggi è il mio compleanno, ed io gli ho fatto le lasagne e ho spento la torta che mi aveva ordinato.
Ho fatto la carina, e ci ho fatto l'amore.
Piangevo e lui pensava che mi fossi emozionata nell'orgasmo.

30/04/09

La corazza dell'ansia (Contributo di Aldo)


Anche io una volta sono stato male. Avevo la corazza, la corazza dell'ansia.
Pensavo che bastasse parlare con amici fidati, ma poi ero arrivato a parlare con sconosciuti incontrati per strada, alla fermata della metro.
Ho capito tardi (ma non troppo tardi) che è meglio parlare liberamente con uno sconosciuto, ma che questo sconosciuto sia il tuo psicologo.
Non sto facendo sviolinate, infatti con il mio psicologo io ci litigo, lo odio e lo maledico, poi dopo, capisci l'utilità dell'odio...e dell'amore.
L'autostima era il mio problema, la superficie.
Scava scava chi ti carica di stima nei primi anni di vita? Il padre e la madre.
Ecco il problema.
Sentirsi capito, compreso, creduto, a me è successo esattamente il contrario e di questo mi sentivo pure in colpa.
Resta il fatto che all'inizio pensavo "non c'è niente da fare".
Mi ero rassegnato a rimanere sempre in perenne ansia da vita, anzi, ansia da viltà, scusate il gioco di parole.
Ho capito che serve un lavoro difficile, non bisogna lasciarsi andare subito, ma prima o poi serve lasciarsi andare, bisogna spogliarsi della corazza...è la corazza che indossiamo a farci sudare e che ci appesantisce e paralizza.
Se ripenso alla fortissima angoscia di quel 6 novembre, temevo di essere rimasto chiuso nella mia macchina, ma la macchina era aperta, un signore mi aprì vedendomi sfinito nel parcheggio di Porta di Roma.
Come se dovessi morire da un momento all’altro…eppure non morivo mai.
Da quel giorno, tutte le mattine mi svegliavo con la testa bollente, sciolta di febbre finta, la schiena appesantita da questa maledetta corazza.
I medici mi dicono: niente di fisico, può essere un po’ di stanchezza, e intanto la mattina è sempre peggio, al lavoro, prima di entrare, fatico a respirare, aspetto che mi passi, convivo con l'ansia, evito tutto ciò che possa mettermi in imbarazzo, quindi, esco sempre meno e sempre per meno tempo. Ogni giorno arriva puntuale il mio incubo personale, ho dolori ovunque, al petto e alla schiena, il cuore impazza spossato, come se avessi una bomba a orologeria tra i polmoni e nella testa un'esplosione nucleare.
Mi viene da piangere al solo pensare che solo 1 anno prima non era così, perché tutto ora? Perché?
Nessuno lo sa, nessuno può sentire quello che sento io, intrappolato dalla mia stessa corazza, una corazza fatta di sorrisi falsi e ipocrisia, dire sì quando vorresti dire no, e non quando vorresti dire sì.

Forse era giunto il momento di cominciare a togliersi quella corazza, e di buttare nel cesso i miei stupidi sorrisi. Piacere ad ogni costo? A che costo?
Piacere solo perché pensavo di non piacere ai miei?
Il cammino è lungo ma ormai non sudo più.
E scusate se alle volte sono serio e non rido più come prima.
Ma dentro rido, rido come un pazzo finalmente contento della mia nuova leggerezza e libertà.

12/04/09

L'ansia di Maria (La voglia di capire)


L'ansia mi ha accompagnato per tanti anni.
E quando leggo che esiste l'ansia normale, e che un moderato livello di ansia aiuta a percorrere meglio la strada della vita io mi chiedo:
la mia ansia aveva sbandato la strada? Non c'era nessun pericolo ed io scappavo dal niente.
Tutto è partito da quando mi ero trasferita a Roma da Nuoro.
Difficile raccontare cosa ho provato. Un senso di vuoto e di pienezza insieme.
La famiglia mi schiacciava, ma ora mi mancava. Dovevo essere felice ed invece iniziai a sognare la morte dei miei, ed io che li guardavo morire senza far niente.
Incubi che mi accompagnavano durante la giornata.
Mi sentivo in colpa per aver abbandonato la mia famiglia.
Eppure stavo male con loro, li amavo ma mi soffocavano.
Sono sicura di una cosa. Se fossi rimasta in Sardegna mi sarei ammalata ancor di più.
Sardegna/Nuova vita: un conflitto che andava risolto, paura e desiderio,
Perché sognavo la morte o il dolore dei miei? Volevo capirlo.
Ho scoperto il concetto di inconscio, ho iniziato a raccogliere i miei sogni, ne ho contati 50, in pochi mesi. Ho preso gusto alla loro interpretazione, ho amato ed odiato lo psicologo, ho imparato ad odiare, ad amare, a comprendere i miei genitori.
Anche se non ho detto tutto, spero di essere stata chiara: bisogna mettersi in discussione alle volte e confrontarsi con gli altri. Un saluto a tutti.
Maria

04/01/09

il benzinaio innamorato

E' un falso dire che ti ho amato.
Sei presente nel tesoro del mio corpo e nelle carni molli della cervice.
Sono debole di cuore e non so se posso dirti: "Io ti amo".
Quasi ogni settimana vengono a contare il gas nel mio distributore.
Ma contare quanto conti te, no non si può.
Si può aggirare sol contando tutte queste stelle in cielo.
Ed è già l'alba e sono a 10.133.

(A. Battantier, poesie 2008, ed. battar)

Sedotta e abbandonata

Mi sono adattata a quel denso colore dell'Es.
E tu mio Don Rodrigo hai sondato il mio corpo,
tralasciando la mia anima,
e se facessi un sunto sarebbe "sedotta e abbandonata".
Nuda e trasandata, tendo i miei occhi allo spettro del vuoto.
Uccisa di falso amore.

(Andrea Battantier, modelle, sedotta e abbandonata, poesie, 2008, ed. battar)

27/12/08

Descrivi il tuo Mobbing (contributo di Sarah)

Il nuovo capoufficio, e il gruppo intorno a lui.
Ed io lentamente sola, a lottare contro tutti. Però mi sentivo forte come un orsa ("orsarah" è il mio soprannome) e non avrei mai ceduto. Pensavo.
Poi, la vita in azienda sempre più difficile, perché ti senti circondata.
Loro non ti intimano la resa, anzi ti sorridono, aspettano la consegna delle armi.
E più tenti di resistere più l'ansia ti uccide, e quando non dormi per 3 mesi, le cose diventano oggetto di interesse per lo psichiatra.
E’ la crudeltà di chi ti sminuisce fino a farti fragile come un cristallo antico.
E alla fine te ne vai.

21/12/08

The last cigarette (L'ultima sigaretta). Dipendenza e nicotina



You Never Let me go.
You never leave me alone.
My little fire, you warm me like the morning sun.
There's no way to slow down, but in 3 minutes I reset my soul.
I see nothing in the smoke.
My little fire, I catch you for a while,
And life goes on with you.
You kiss me, Judas, and one day you'll betray me.
I know you're not my Messiah.

(Cigarette, Andrea Battantier, Poesie, 2006, ed. Battar)


L'ultima sigaretta (La poesia sulla sigaretta, A. Battantier)

CI SEI SEMPRE COMPAGNA.
E NON MI LASCI MAI.
PICCOLO FUOCO, MI SCALDI COME UN FOCOLARE IMMENSO.
L'ANNULLAMENTO CHE PASSA IN QUEI 3 MINUTI MI E' DI SOLLIEVO NELL'ATTENUARE IL NULLA.
NULLA CHE NEL FUMO IO VEDO,
E PER UN ATTIMO TI TENGO TRA LE DITA,
VITA CHE VAI VIA.
AD OGNI BOCCATA, FEDELE PER SEMPRE, COMPAGNA CHE UN GIORNO MI TRADIRA'.
MA QUESTO IO LO SO.

(Sigaretta, Andrea Battantier, Poesie, 2006, ed. Battar)


The song "My good day" (A. Battantier)

That is nice.
I'm expecting my good day.
I never miss:
Every day is my good day

I am running so fast,
I simply wish to live every day as a good day.

Please darling, shine your good day.
Good day my little one.
Won't you join us?
The sure beats running,
your good day

Mi piace aspettare il mio buon giorno.
Non sbaglio mai, ogni giorno è il mio buon giorno.
Vado veloce, vorrei solo vivere ogni giorno come il mio buon giorno.
Ti prego, fai che splenda il tuo buon giorno.
Buon giorno piccolina.
Ti unisci a noi?
Sta arrivando il tuo buon giorno.


(Text, Andrea Battantier, Poetry 2006, ed. Battar)

14/12/08

Anteprima mortem (Come arrivare allenati alla propria morte)


Bisogna allenarsi tutti i giorni, per prepararsi alla morte.
E anche se alla fine vincerà lei, sarà stata comunque una bella partita.
Anche perché, parliamoci chiaro, la morte è un attimo, è la vita che dura un casino.
La morte si sconta vivendo? E allora iniziamo con i SALDI della morte, piccole esercitazioni casalinghe, e un poco alla volta, saremo pronti.
Non sono triste, è che il mio sorriso non si vede. Poiché io combatto la morte come un condottiero del nulla, invece di ritardarla artificialmente, io l'anticipo e sarà uno spettacolo ben congegnato il mio morire.



Lascerò la vita senza un palpito di sofferenza, perché io lo so, la morte non esiste, è solo una grottesca commedia, ma la maggior parte di noi non si studia la parte, e sul palco si comporta come un dilettante allo sbaraglio.
È tempo di credere alla morte, basta spacciare per gioia la pura e semplice vita, basta comprare a credito l'aldilà. Io faccio bene i conti e pago la morte in contanti, giorno dopo giorno.
E se qualcuno mi chiedesse, "Come si vive dopo la morte?", io risponderei, senza presunzione:
"Bene grazie! E dopo aver messo a posto le candele mi faccio pure una pennichella".

13/12/08

Gita a Ravenna (quasi un documentario)

L'amore che strappa i capelli è perduto ormai, io l'amavo moltissimo, e mi aveva insegnato ad andare in bici, ad amare il mare, e a fare l'amore dentro ad una petroliera.
Mi riferisco a Ravenna, la città che ho vissuto in fondo per tanti anni.
A Ravenna ho conosciuto Chiara. Ci sono tornato, nella mia città, una gita, quasi un documentario, alla ricerca delle mie origini, ma sopra tutto, del fantasma di Chiara.
Solo ora mi accorgo dello sbaglio enorme. Ora che lei convive a Milano con un flautista e ha un figlio bellissimo che fa le pubblicità delle Nike (mi dice la vecchia Elisa, la barista).
Ma mica mi sento solo! Oddio, solo, un po'.

In fondo, tante volte abbiamo tentato la rianimazione, ma io mi chiedo, dopo tanta analisi, perché proprio ora, a 46 anni, la fame d'amore è ancor più forte?
Mi sono svegliato dal letargo come un pitone innamorato.
Cerco Chiara in queste vie di Ravenna, ho bisogno della sua carne, ma la carne di un fantasma non soddisfa il languore del cuore.

Lo Tsunami della mente: storia di un Attacco di Panico (Massimo)

Prima dello tsunami stavo bene? Certo che no, ero stressato come pochi.
Mia moglie sempre più lamentosa che mi sembrava l'asinello Ih-Oh di Winnie the pooh, avete presente l'asinello di pezza sfigato? Per non parlare del lavoro, 3 ore di traffico tutti i santi giorni e quell'ufficio con le stanze sempre più piccole e le pareti che lentamente mi cercavano per schiacciarmi. E no cazzo, mica sono un pezzo di formaggio dentro a un toast!!
All'inizio non lo vedevo lo stress, a dire il vero non lo vedevo neanche dopo gli attacchi, perché ci vuole tempo per vedere il tuo stress: noi siamo sempre bravi a vedere la sofferenza degli altri, ma la nostra no.
Quando arriva lo stress e ti sovraccarica il cervello, dovresti staccare, e invece uno con l'incoscienza del coglione non molla e va avanti, avanti, come una macchinetta, un robottino.
Il corpo mio i segnali me li mandava, eccome. Respiravo male, mi sembravo un sub in apnea, e poi il cuore che iniziava a traballare. Quando ho avuto il primo ho avuto la mazzata. Perché da allora mi sono messo in all'erta come una sentinella, la piccola vedetta lombarda del mio stato d'ansia.
E' talmente chiaro che se stai attento a tutti i segnali, prima o poi qualcosa lo senti, e allora, la catastrofe è dietro l'angolo.
Più sto male e più penso di star male. Ma è vero anche il contrario. Fate voi, perché tanto come la giri la giri, il panico è un'isola che non esiste eppure ci vai a vivere fintanto che non vieni spazzato dallo tsunami.
Il consiglio: Ragazzi, staccate la spina finché siete in tempo. Chi cazzo ve lo fa fare di schiattare per un lavoro infame? Meglio 300 euro di meno, credetemi. Basta non comprarsi il macchinone e avete recuperato in salute.
Va male con la moglie? Cercate di capire cosa si può fare. Ma mica a tutti i costi.
Avete un desiderio? E' realistico? Cercate di realizzarlo.
E se non è realistico (capirai io volevo fare di tutto e di più e adesso fotografo gli insetti e basta!), scendete da cavallo e cambiate sogno. C'è sempre un sogno che ci aspetta.
Un abbraccio

07/12/08

A perfect day (Un giorno perfetto)




Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you.
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on.

Just a perfect day,
problems all left alone
We can do this on our own,
it's such fun.

Just a perfect day,
you made me forget myself;
I thought I was someone else
someone good.

Un giorno perfetto,
e l'ho passato con te, che mi tieni su.

Un giorno perfetto
Tutti i problemi via,
possiamo farcela.

Un giorno perfetto,
mi hai fatto dimenticare me stesso,
pensavo di essere qualcun altro,
qualcuno buono.

Che senso ha una bugia se non protegge niente?

Ora ti dico, va bene: basta tirare sassi, anche se so che un sasso lungo la strada si trova sempre.
Speriamo che non ci si voglia più far male, anche perché altrimenti mi trovo ad abbracciare la frase di Safran Foer: Che senso ha una bugia se non protegge niente?
Il fatto è che alle volte la vita mi sembra una caricatura della mente, ed io pensavo che anche se uno diceva una bugia, alle volte serviva per preparare la verità.
Se dicessi che hai fatto male a lapidarmi, sarei bugiardo.
Ma la mia bugia enorme pensavo di averla scoppiata come una bolla, parlando finalmente, vomitando tossine nascoste in fondo al cuore.
Conviene rispondere con una bugia? Se lo fai una volta, poi finisce che una bugia ne sostituisce un'altra, e questo è un problema per tutti gli amori che vanno ad arenarsi in un paese di nebbia.
Una volta credevo alle bugie consolatorie, ma ho scoperto che non consolano affatto, solo il momento si scalda un poco o si raffredda, dissolvendo il tempo nella confusione.
Possibile che non ci si possa proteggere in altro modo che non regalando bugie?
A dire il vero, alle volte ho pensato che certe bugie si vendono, perché chi le riceve le voleva comprare, ne aveva bisogno. Ma erano altri tempi.
E così, un uomo e una donna iniziarono ad odiarsi, proprio quando iniziò il regno della verità.


31/10/08

Rooms (Stanze)

When you're with me,
One is the colour of our room.
We are going to paint it in red.

Don't look me now,
I'm naked on a cloud.

Let time goes by,
Let the matress clouds come over us.

Please kiss me and caress me,
so tenderly and sweet.

Don't let my soul take flight.
Take me away.

When we saw the light, we freaked out.

And the puppy soul sleeps all night and half the day.
Is it bad to let my puppy sleep with us?
And so we lost the bus

Is this room bugged?
Please kiss me and caress me,
so tenderly and sweet.

Is it bad to put my hand a bit above your breast?

Darkness, take my hand,
Darkness, take my soul.

And we can be free until dawn,
in our room.

(Andrea Battantier, 08, "Room/Stanza, Sottotitoli per un discorso interrotto", ed. battar)


Quando sei con me,
uno è il colore della nostra stanza,
dipinta dalle ore passate assieme,

Non guardarmi nuda,
baciami piuttosto,
e accarezzami come un bambino,

Abbiamo perso l'autobus,
e non so se la stanza è sorvegliata,
ma tu, baciami piuttosto,
e accarezzami come un bambino,

lasciamo passare le ore,
a guardare l'anima che vaga e non va via,
se non in questo attimo,
e poi ancora giace qui con noi,
come un cagnolino che abbiamo cresciuto,
come il seno che colgo,
e la mano che ti porgo,
e il sonno che ci avvolge,
ancora e ancora,
nella nostra stanza.

(Andrea Battantier, 08, stanza, "Sottotitoli per un discorso interrotto", ed. battar)

23/10/08

Le ricorrenze che danno tristezza

Cara ragazza triste,
la non voglia di alzarti, vestirti, lavarti, ed altri "trasandati atteggiamenti dell'anima" (M.Thompson Nati, "Lasciarsi andare per rinascere"), ha un'origine specifica:
la depressione necessaria per elaborare il tuo vero e proprio lutto amoroso.
E se tutto ti sembra provvisorio, e se ti senti perduta e sul punto di crollare, ti serve (oh come è difficile agli inizi) vivere godendo di ogni giorno che viene senza pensare a ciò che viene domani.
E quando arriva "quel maledetto giorno", è normale che tu pianga, tu sei un animo nobile e sincero e sensibile alle cose belle e brutte della vita.
Tu riesci ancora ad esprimere emozioni, e chi esprime emozioni necessita di tempo per rinascere di nuovo amore, per tornare a vivere serbando in sé la vita.
Molte persone provano tremende difficoltà nel descrivere un’emozione, e preferiscono andare avanti con uno speciale pilota automatico che lenisce la coscienza.
Tu con il tuo dolore sei fortunatamente ancora in grado di descrivere le emozioni dell'anima.
Serve tempo per elaborare un lutto d'amore, non si può spiegare o insegnare, solo aspettare con umiltà e dignità che torni la primavera.
Un abbraccio grande

ps:
(ho scelto questa foto perché lontano si vede il sole)

16/10/08

El amor es un rayo (L'amore è un raggio)







El amor es un rayo
para abrir la puerta de mi corazón.
El amor no es para siempre
ma el amor todo lo puede
porque un rayo de locura no es racional.

L'amore è un raggio
per aprire la porta al mio cuore.
L'amore non è per sempre,
ma l'amore può tutto
perché un raggio di follia non è razionale.

Andrea Battantier ("Don Quixote: Las cifras de la locura", ed. battar, 2007)

12/10/08

L'attaccamento è deleterio/Maternal attachment and necessary child death (A. Battantier)


"L'attaccamento è deleterio perché rende gradualmente: teneri, innocenti, innocui, idioti" (Mario Thompson Nati & Andrea Battantier, L'attaccamento e il conflitto d'ansia, 1999, ed. battar)
Lo scrivevamo anni fa, e ancora oggi, in terapia, occupano gran spazio tematiche connesse all'elaborazione del lutto da distacco amoroso.
Uomini e donne paralizzati/e impreparati/e -a 40 anni- a strappare il cordone ombelicale.
Escono dalla famiglia e non sentono l'aria di libertà, bensì l'aria di prigionia, rimanendo sospesi tra il passato ed il futuro.
Lasciato in balìa/bàlia delle/alle ansie di se stesso, ogni uomo è un nulla perché non definito ed individuato.
Ma se ci si mette insieme con rinnovata umiltà e consapevolezza, a poco a poco si ritorna a vivere e si ritrova la felicità, voltandosi a procurarla agli altri.
Il distacco è necessario per la realizzazione del proprio corso.
L'uomo si costruisce abbattendo il passato e ricostruendolo ogni giorno sulle fondamenta del futuro.

10/10/08

Come 2 formiche


Enzo è un uomo che vive solo in casa, pieno di tic e nevrosi. Qualcuno saprà aiutarlo. Filmato realizzato in collaborazione con il dottor Edoardo Salbitano.

08/10/08

L’autonomia: ricerca sull’adolescenza inquieta (ad uso di genitori e nonni)

Le crisi di crescita portano alla ricerca di autonomia. La parte migliore deve ancora uscire allo scoperto ma, tempo qualche anno, li vedremo sotto una nuova luce questi ragazzi. La raccolta delle informazioni procede spedita (dalla nascita non si è mai interrotta) ma si attende da un momento all’altro il singolo episodio in grado di fare esplodere una volta per tutte le informazioni accumulate.
Il “processo formativo”, parliamoci chiaro, è una rottura di cazzi, un’espressione che l’adolescente non vuole sentire, né tanto meno intende sentire la vostra voce di adulti cresciuti anzitempo.
Fatelo correre, più con le sue gambe che con la vostra fantasia; la fantasia viene correndo. Non misurate il passo della corsa, fingete di leggere il giornale, parlate tra di voi, fategli trovare il passo suo. Ogni adolescente che si rispetti controlla lo spazio con indolenza, trasandume, scioltezza disarticolata. L’adolescente non conosce ancora il proprio potere ma non si riconosce nel vostro.
Come ricostruire un rapporto compromesso? Non con il confronto. La pedagogia del confronto è morta. Una struttura fragile non ne esce bene da un confronto con un monolite. Perché voi siete pietre, sassi da lanciare in acqua e fare affondare. Non dimenticate: siete pesanti, non siete migliori, siete solo più vecchi. Vivete sì, ma non basta per rompere il cazzo a chi della vita ha una vaga idea.
Cambieranno, con certezza non so quando: alcuni sono veloci, altri hanno tempi lenti, alcuni realizzeranno sogni, altri resteranno infelici. Sono come voi gli adolescenti; ma ancora non lo sanno. Voi che lo sapete, soffrite con loro, ma non datelo a vedere. Non picchiateli ma, in campana, non fatevi neanche ammazzare: questi bastardi vanno giù pesante.

Io non partirò/Radio Nowhere (System & Battantier)

Agosto. Roma deserta. Ma in una casa c'è ancora qualcuno. Una casa vuota. Ma dentro c'è ancora qualcosa.

Cosa è esattamente la solitudine?
E' difficile definirla. Sono sempre stato solo.
Ma l'armonia con il mio stare solo si è spezzata quando iniziarono a svuotarmi la casa.
Quelli del pignoramento ripulirono, poco a poco, tutto.
La mia casa, unico rifugio per la mia anima stanca.
Circa 10 anni fa l'ultima resistenza all'assedio, le ultime forze a difendere un televisore, l'unico oggetto rimasto in un luogo deserto.
Voi non so se potete comprendere, non stavo bene, questo no, tanto che mi hanno poi ospitato in una casa-famiglia (dopo 6 mesi da barbone).
Ed ora ho un piccolo lavoro e me lo sono ricomprato una piccola TV, e mi faccio anche la spesa e mi compro le scarpe.
Anzi, se vi serve un giardiniere e piccoli lavori, un tuttofare part time, chiamatemi, prezzi modici per la mia nuova libertà.
Enzo

07/10/08

L'addio non sarà tanto lieve

Yes little Otty,
You will always be swimming in my heart little one!

Otters holding hands (La cosa che cerco) Battantier & Scatolini

video

Otters holding hands (La cosa che cerco)
Song by A. Battantier & D. Scatolini
Video: Cynthia Holmes

I'm finding for something lost in the world
I never know, in the wind leaves swirled
But I know that you,
you'll never lose love
I'm finding for something
that has no dimension
Catching sign of spring,
in the red rose of illusion
But I know that you,
you'll never lose love
You are my mind, my reality
Let me love you,
I don't let you down
You'll be my dawn
I'm finding for something
lost in the world
The mild sun of May keeps
warm our thoughts
I can see in your eyes
All doubts away
Now I know that us, we'll never lose love

Cerco una cosa persa nel mondo
ed io la strada non la conosco
Ma, io so che tu l'amore non lo perderai mai,
Cerco una cosa che non ha dimensione
come la rosa rossa dell'illusione
Ma, io so che tu l'amore non lo perderai mai
La mia realtà sei tu per me.
La verità è che io e te, e tu il mio domani sei,
la cosa che cerco sta qui
Il sole di maggio scalda i nostri pensieri
che avevo paura a immaginare solo ieri
Ma, io so che tu, l'amore non lo perderai mai
Io, so che tu, mio amore, non mi perderai mai

Vancouver Aquarium:
two sea otters float around, napping, holding hands.

04/10/08

Ne me quitte pas - Jacques Brèl (Nina Simone)

Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s'oublier
Qui s'enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le coeur du bonheur
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas.
Moi je t'offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu'après ma mort
Pour couvrir ton corps
D'or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l'amour sera roi
Où l'amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je t'inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vue deux fois
Leurs coeurs s'embraser
Je te raconterai
L'histoire de ce roi
Mort de n'avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l'ancien volcan
Qu'on croyait trop vieux
Il est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu'un meilleur avril

Et quand vient le soir
Pour qu'un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s'épousent-ils pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder
Danser et sourire
Et à t'écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L'ombre de ton ombre
L'ombre de ta main
L'ombre de ton chien
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

(jacques brel)


(non mi lasciare, bisogna dimenticare, si può dimenticare ogni cosa che già fugge via, dimenticare il tempo dei malintesi e il tempo perso a chiedersi come, dimenticare queste ore che a volte uccidevano a colpi di perché il cuore della felicità, non mi lasciare, non mi lasciare....

io ti offrirò perle di pioggia venute da quei paesi in cui non piove, scaverò la terra fino alla mia morte per ricoprire il tuo corpo d'oro e di luce, creerò un regno, dove l'amore sarà re, dove l'amore sarà legge, dove tu sarai regina, non mi lasciare non mi lasciare....

inventerò per te delle parole senza senso che tu capirai, ti parlerò di quegli amanti che hanno visto due volte i loro cuori prendere fuoco, ti racconterò la storia di quel re morto per non averti potuto incontrare, non mi lasciare, non mi lasciare...

si è visto spesso riaccendersi il fuoco del vulcano antico che si credeva troppo vecchio, si sono viste terre bruciate dare molto più grano del migliore aprile, e quando viene sera, perché un cielo prenda fuoco il rosso e il nero non si sposano mai, non mi lasciare, non mi lasciare...

non mi lasciare, non piangerò più, non parlerò più, mi nasconderò lì a guardarti danzare e sorridere e ad ascoltarti cantare e poi ridere, lasciami diventare l'ombra della tua ombra, l'ombra della tua mano, l'ombra del tuo cane, non mi lasciare, non mi lasciare...)

25/09/08

Credere in me


Il senso forse è lei che sembra già più grande, grande più di me.
Forse è questa vita che mi guarda con quegli occhi blu ed un sorriso non finisce più.
Non lo so, come posso io spiegare se non so il perché?
Questa vita non aspetta, e se non sali in tempo,
te lo fa il dispetto sai di farti perdere il diretto.
E non ricordo se il mio cuore ha mai battuto il tempo tuo.
Ma forse non ha mai battuto.
E forse sono vivo solo per immaginare te che te ne vai senza cadere, e senza ormai più credere,
credere in me.

24/09/08

Carlo Chicchessia: Quando soffrivo di attacchi di panico (51A, imprenditore)




Sono sempre stato un tipo tranquillo, carino, con me si trovano tutti a loro agio...tranne me.
Da solo balbetto e mastico le mie parole, eppure in pubblico no, mi sforzo di parlar lento e adagio mi faccio capire.
Mi sudano le mani ed i piedi. Tengo, come tutti, i piedi nelle scarpe e quindi nessuno se ne accorge.
Tengo le mani in tasca e le sfrego prima di salutare chicchessia.
La prima volta? Sudorazione, tachicardia, oppressione dell'anima o dir si voglia, terrore di morire ora, adesso, ecco, all'improvviso.
In ascensore. Non vennero i soccorsi ma Furvietto, il portiere dello stabile 43.
Ok, faccio le scale, ed invece, di nuovo, ancora una volta tornando a casa, a piedi.
Fisicamente, lo accertai, non avevo niente, eppure, ad ogni esame andato bene, aumentava la paura di star male.
Non si può capire, ed ho capito negli anni (3) che solo chi aveva il mio problema potesse rinfrancarmi (ed io a loro).
Poi ho capito che forse dietro c'era qualcosa.
Io non sono bravo a scrivere però, se prima stavo bene e poi, un giorno qualcosa è successo, allora un motivo ci sarà.
Fisicamente stavo bene, lo capite?
Io ho accumulato tanto dolore, e tanta fatica di andare avanti.
Ma lo strumento fantastico del mio cervello è andato avanti, mi ha condotto verso lidi lontani, un diploma brillante, un lavoro che mi...avrebbe dovuto gratificare, ed una donna che...avrebbe gratificato chicchessia. Ma non me,
il mio cervello mi ha fatto fare tanta strada, ma io...non ci volevo andare, io non volevo seguire, io non ho ascoltato la mia pancia, il mio cuore e l'anima che in mezzo dentro qua di me se ne stava ad aspettare, e sempre più costretto ho scelto troppe volte secondo coscienza, quando avrei potuto scegliere secondo incoscienza. Rimorsi, rimpianti, libertà tradita per un piatto di noccioline e per uno strano senso del dovere che mi ha condotto a dover essere un cretino, uno sciagurato che non ha ascoltato il tempio mio che è il corpo. Stanno cambiando tante cose, ed una per tutte, è questa qua: quando posso faccio quello che mi va e se non mi va, mai sia.
E ascolto l'anima prima ancora che ascoltare chicchessia.

Ansiosi di tutto il mondo unitevi!



“So che non è molto, ma solo lo 0,000002% degli ansiosi muore.
Di ansia non si muore mai.
Semmai, si vive male.
Ma questo è un altro discorso”.

(Mario Thompson Nati, frammenti dall’intervista di Wageningen, Olanda, 2005, ed. battar)

IL PAPA’ E LA MAMMA




(Guida x i neonati quando saranno grandi)


I genitori accompagnano i figli per la prima volta al mondo.
Un lavoro in più per chi voleva starsene tranquillo a fare ancora il figlio, me ne rendo conto, perché, quando nasce un figlio, muore il tempo libero, che già prima non è che se la passasse troppo bene.
Prima ancora di essere buoni genitori ci si chiede: ma chi sono io? E’ tutto vero? Comunque è un’ottima occasione per venire a patti con il proprio narcisismo.

Consigli

Papà: datti da fare! La pacchia è finita.

Mamma: Va bene così ma un occhio di riguardo per il vostro compagno. Vi sembrerà di aver partorito 1 figlio in più (ed è pure geloso!).
Ricordate una cosa: i maschi adulti sono semplici e gli basta un fronzolo, una carezza ogni tanto, un conforto 5 minuti al giorno: E ditegli “Si’”3 volte al giorno, prima e dopo i pasti. SI sentirà maggiormente coinvolto e risparmierete i soldi del terapeuta di coppia.

("IL PAPA’ E LA MAMMA:
Guida x i neonati quando saranno grandi
Andrea Battantier, 2007
ed. battar)

23/09/08

Piccole regole per provare ad essere felici




Gianni e Sofia (16 e 17A) ci mandano alcune regole che stanno (con fatica) provando a seguire:

1. Cercate da liberare il vostro cuore dall’odio

2. Liberate (almeno un po') la vostra testa dalle preoccupazioni

3. Cercate di vivere con più semplicità

4. Date di più

5. Aspettatevi di meno.

22/09/08

L'anima



L'anima, bisogna sapere come utilizzarla.
Solo chi ha l'anima non la utilizza. Ce l'ha e basta.
Cosa me ne faccio oggi dell'anima?
L'ho pagata pochi soldi, e la mia è un buco nero. Le cose scompaiono dentro, le idee e le persone.
Ma io non voglio dimenticare, dimenticarmi di me, ed ecco che l'anima alle volte restituisce, i corpi e le altre anime perse nel vuoto tra lo stomaco e il cuore.
Un altro viaggio dentro, verso luoghi impervi e scuri.
Eccomi. Mi sto facendo sentire.

21/09/08

Arturo



Arturo decadeva giorno a giorno
e non risorgeva.

Era snello e nell'urto si sarebbero sentite le ossa.
Arturo era un uomo intero,
uno stelo,
un filo di pensiero,
un litro di buon vino andato a male.

Arturo non strillava,
a cadere era abituato
solo,
non era abituato a rialzarsi.

Arturo decadeva verso il nulla
e intanto si sentiva re.

Lo spago non ha peso senza rotolo.

Arturo è morto illeso
ha perso un turno e non è ripartito,
Arturo.

TEMA: DESCRIVI LA TUA MENTE (Alex, 17anni)




La mia mente è impantanata
Fa vrrrrrrrr ma slitta nel fango.
La mia mente è un paese di nebbia,
non si vede a un passo e se ti agiti e hai fretta
sbatti ai lampioni il naso e la fronte.
La mia mente è un bradìpo, torpido animale del mio album di figurine,
dorme sempre e sembra una moviola in bianco e nero.
La mia mente ha tanto sonno e ha chiuso gli occhi.
La mia mente non sopporta i rumori, ha il soffitto bucato e di notte,
il plic-plic della pioggia, mi tiene sveglio,
e non penso a niente.

17/09/08

L'importanza delle piante


Ho messo acqua alle piante grasse. Possono resistere per mesi e so che mi aspettano senza morire. Non potrebbero morire senza di me. Guardandole mi accorgo di non poterne fare a meno, c'è un alone di vita al centro di ogni vaso. Io non lo vedo, ma so che c'è. Così come so che l'acqua è importante per loro, quanto lo è per me. Mi fanno felice quando le innaffio e sembrano più forti ma non si abbattono se io non torno in tempo dai miei piccoli viaggi. Ho deciso di lasciarle sul terrazzo del lago, perché in città era troppo comodo. Sono indipendenti, non hanno bisogno di me più di quanto io di loro. Mi chiedo, tornando in città, se è giusto amare queste piante così forti, ma la domanda più appropriata è forse: perché amo queste piante così forti? Ne ho bisogno, ho bisogno della loro sicurezza e caparbietà, del loro sapersi accontentare. Le piante grasse impediscono a me di morire di sete.

12/09/08

Jealous guy (Angelo 18A)


Vado al corso per uno scambio di cellule e chimica.
I protagonisti siamo ancora una volta noi, animali in festa il sabato pomeriggio.
Ho dato personalmente un po’ di chimica a Maria, che non ne vuole sapere di ricambiare baci.
E così lei si tiene a distanza e non possiamo parlare e confortarci.
Lei scappa e la soddisfazione più grande è che fugge la mia presenza ed io vivo la sua assenza come una presenza costante.
Vado al corso per uno scambio di cellule e chimica.
E’ una cosa molto sentita scambiarsi la chimica. E’ come i cani che scambiano odori e senza annusare non ci possono stare.
Vado al corso per uno scambio di cellule e chimica, e intanto Maria se la bacia Tobia.
(E meno male che era frocio Tobia!)

Biscotti (Amerigo, 46A)


Un ricordo. Mia madre mi diceva: "Non fare colazione con troppi biscotti". Riempivo la tazza di biscotti. Cosa intendeva per "Troppi"? Non lo diceva. Ed io, che ne frantumavo con pollice ed indice una trentina (troppi?) scendevo il giorno dopo a 25. E lei diceva: "Non fare colazione con troppi biscotti". Ed io, malvolentieri, passavo a 23, 21, 20, 19 e via scendendo di numero. Per lei erano sempre troppi, ma non diceva mai il numero. Alla fine delle medie, dopo l'esame (portai la scoperta dell'acqua su Marte), smisi di mangiare biscotti, ma anche tutto il resto, ad eccezione di ananas e gelato allo champagne. Un anno dopo ripresi a mangiare 1 biscotto, poi 2, 3, 5, 7, 10, in quell'unico modo che avevo per farla franca: in silenzio, lentamente. E infatti non se ne accorse. Arrivai a 20 biscotti al giorno. Verso i 18 anni tornai a 30. Quando mia madre scomparve, decisi per sempre di smettere di mangiare biscotti. Anche perché era lei che me li cucinava.

28/04/08

La verità dalla bugia (Una canzone di Andrea Battantier)

26/04/08

La verità dalla bugia



Voglio solo che non sia
la verità è che non sei mia
non voglio che mi veda piangere
e invece posso solo piangere
non voglio piangere.

La vita mia l'avevi tu
la tua realtà si porta via
la mia illusione è la realtà
e così sia la verità
la verità dalla bugia
e te che vai via.

Il link alla canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=YiHj3Q1fxVA

23/04/08

Prima di annusare il vento


A te che pensavi di sapere tutto
e che non hai previsto niente,
neanche che sei uscito di scena pensando di salire sul palco.
Imprevedibile certezza è la vita
e un errore non è più lo stesso
e la seconda volta è la prima ancora.

31/03/08

Videogames


Mi chiamo Pepo.
Ho 15 anni e ho rischiato di morire, mica per l'ecstasy, no, per i videogames.
Bisogna scriverlo sulla scatola del giochetto: se ci giochi troppo ci schiatti col cervello.
Mia madre c'aveva paura che giravo troppo in discoteca, non voleva che uscivo, era contenta che giocavo a casa, così mi controllava, lei guardava la tv e io giocavo.
Pure 8 orette al giorno, o la notte.
Roba che se studiavo come giocavo adesso ero un genio.
Mia madre era meglio che mi faceva uscire.
E' più pericoloso dentro una stanza col pc che fuori a una piazza con gli amici.

PS: A maggio facio pure una lezione a scuola. Per dire de non rincojonisse troppo coi pc, ma neanche alla tv. Come mia madre, le bidelle e certi professori.

26/03/08

L'amore


Si pensa che sia facile l'amare; invece e' difficilissimo. Facile e' il prendere la mano e accarezzare e baciare. Ma l'amare, invece, e' difficilissimo. Esprimere il rispetto con pazienza, distruggere barriere nel cervello, e non arrendersi all'infelicita'. L'amore e' l'infelicita' piu' bella.
(A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, ed. Battar)

21/02/08

Le Colpe e la Responsabilità Personale


"Io sono, forse, il mio carnefice".

(Ugo Foscolo)

20/02/08

Mi sembra di essere un uccello



Bene o male non conosco il cielo.
Mi esercito nell'acqua della mia piscina.
Io non nuoto, volo nell'acqua.
Lascio le tracce di me in una scia che va via e si perde.
Lascio agli arti la sensazione di tutto.
Io non nuoto, volo nell'acqua.

15/02/08

Tonino, un soldato in terapia



Io non penso affatto che la vita sia tutta qui.
Eppure, mi chiedo, dove si trova l'ultima spiaggia?
Sarebbe già qualcosa.
Ma io non vedo la spiaggia.
Vedo il deserto.
Ci hanno fregato!
Dicevano che c'era il mare e ci eravamo portati il surf.
Ma era un mare di sabbia.
Caro Fred, mi sa che tutti e due abbiamo la coscienza di quanto siamo insignificanti.

12/02/08

Da grande diventerò un bravo programmatore


Ho 15 anni e mi chiamo Luigi.
Anche se dicono che ho un lieve ritardo, un deficit cognitivo, diventerò un bravo programmatore.
Non leggo bene, scrivo male, vabbè sono indietro, però coi pc ci capisco.
Sto molto a casa, non ho amici, frequento i neo catecumenali, con mio nonno, e prego nelle catacombe, con un lungo cero acceso in mano. Percorro anche 10 km nei cunicoli spettrali. "Spettrali" l'ho sentito in un film.
Mio padre non lo conosco. Chi è mio padre? Non me lo dicono. E mia madre sta zitta più di tutti.
Vivo con mio nonno. E' lui che mi ha portato a pregare sotto terra. Parliamo poco, più che altro si prega. Mia nonna è matta.
"Beh...forse è una diagnosi un po' troppo severa", dice la mia psicologa.
Non sopporto le psicologhe. Parlano troppo. Vogliono entrare nella mia testa. Ma la mia testa è come una catacomba spettrale.
Io sono cresciuto. Non come vogliono le psicologhe. Ma più di quello che pensa mio nonno, che mi vede come quando mi portava alle giostre. Lui non parla a me, parla con Luigino, la mia immagine spettrale di qualche vita fa. Se ho 7 vite come i gatti, ora sono morto e infatti sto sempre sotto terra, nella mia catacomba.

"Nonno dove sei??".
L'ho perso nella catacomba un giorno di fine marzo. Non l'hanno ancora trovato. Io ora sto bene.


10/02/08

Sono uno scoglio emergente





Sono uno scoglio emergente.
Benvenuti su di me.
C'è bisogno di credere che qualcuno abbia bisogno di me.
Ma io non ho bisogno di niente.
Sono uno scoglio emergente.

07/02/08

Maledetta primavera (Viaggio nel mondo delle allergie)



"Maledetta primavera!!"
Disse il bambino allergico alla mimosa in fiore.
Rancoroso, quella notte cosparse le radici di acido.
In meno di un mese l'albero si spense.

Ora il bambino ha 18 anni. La sua non era allergia ma patologica avversione al colore giallo.
E' arrivato a bere, nell'ultimo periodo, fino a 10 litri di acqua al giorno, pur di non riconoscere il naturale colore della sua urina.

E' in cura presso la ASL FM 6.

La strada dell'amore



C'è il tempo della critica e il tempo del ritiro.
Facili i malintesi.
Non tutto si afferra come si vuole, o come si crede.
La vita dell'amore è misteriosa e svanisce o perdura seguendo strade che esplodono quando giunge il momento della sua "espressione".

(A.Battantier, "La strada dell'Amore", ed. Battar, 2003)

01/02/08

Il Ricordista (Dedicato a chi si ricorda tutto tranne che di vivere)



Il presente non esiste, esiste il passato, che però non esiste più. La collaborazione neuronale resta un mistero. Perché l’uomo non può ricordare tutto? I ricordi superano attente selezioni ed io, cercherò di dimostrare quanto i migliori risultati non si ottengano sforzandosi o acquisendo farmaci tipo MEMORIL.
Il virtuoso del ricordo si allena fin da piccolo, con diari e foto, catalogando, annusando, toccando, ma non vivendo.
Vivendo ti godi la vita ma il ricordo che ne consegue non sempre è qualitativamente soddisfacente rispetto a chi predilige, alla vita, il suo ricordo.
Il ricordista si chiede: “Quando passerà l’evento?” per meglio ricordare. Ritengo importante riflettere su questo: il ricordista non vive ma ricorda da dio. Il ricordista tiene a distanza per non perdere la messa a fuoco. Le sue qualità emergono solo con il tempo; sarà lui il depositario della storia di classi, corpi militari, avventure estive tra le rocce o sui muretti di paesi e città. Il ricordista conosce in modo diverso da voi, tante ore al giorno a ricordare sviluppano differenti aree cerebrali. Il ricordista non disperde, previene con taccuini o con sofisticati giochi mentali. In alcuni casi subentrano comuni forme di nevrosi o di psicosi ma in genere il ricordista non perde il controllo. Studia la vita, frequenta i propri insiti archivi, è in grado di studiare le vostre mosse e segna tutto.
Da un punto di vista comportamentale, egli gode meno di voi ma se un giorno gli doveste chiedere ”…Che avete fatto il 13 aprile 1986?” allora avreste fatto felice un uomo.
I ricordisti temono l’Alzheimer più di qualunque altro e il 54% di loro tenta di togliersi la vita con il progredire del morbo.
Per il ricordista, tra gli obiettivi della vita c’è il ricordare la vita, a prescindere da essa.
Dovete farvene una ragione: c’è chi considera la vita un mero esercizio mnemonico.

(Andrea Battantier, La pace di Leonardo, storie dei pazienti, ed. battar, 2008)

30/01/08

Preoccuparsi di te



Lo spirito che voleva esaltare la carne. Una definitiva ragione maturata diventando grandi. Che vuol dire preoccuparsi di te? Quando il tempo si trasforma in ostacoli che non consentono più di costruire è necessario un qualcosa tipo caterpillar che renda difficile la crescita di questi ostacoli. E’ importante sostenerle noi le fondamenta, offrire amore a chi non sa che farne, almeno agli inizi. Bisogna provare. Questo vuol dire.

("L'attaccamento è deleterio. Nuovi racconti". A.Battantier, 2006, ed. battar)

19/01/08

Rapporti di forza (Studio sulla leadership di coppia)


Come dici scusa?
Non vedi che posso stringerti la mano sorridendo fino a fartela sudare e sanguinare?
Il divieto della forza me lo impongo io, mica tu a me.
E puliscimi le scarpe per favore, se puoi, s'intende.
Ah, certo, se non ti lascio la mano, come me le pulisci?
La mano è nera, poverina, tutta livida, che c'è non ti piace?
E allora non farmi innervosire, se puoi, s'intende.
La torta del tuo compleanno la tagliamo insieme più tardi.
Vatti a dare una lavata, che puzzi di lucido.
Mi leggo il giornale, ti aspetto, lavati però.
E garantiscimi un sorriso almeno. Me lo fai?
:)
Brava!

Estasi (La gioia che provo nello stare al mondo)




Comunque vada,
il corso della vita mia si intreccia con le esistenze di tutti voi che siete al mondo. La pelle non è ancora esplosa, ma considero i giorni a venire come un mezzo per esistere negli altri. Tutti.
Pertanto,
le aspettative mie sono le prime avvisaglie di un'estasi che non ha niente di religioso. La gioia che provo nello stare al mondo è tutta terrena: non si disturbi alcuna divinità, che nessuna stravagante e pretenziosa entità si appropri della natura delle mie sensazioni.
Esprimo idee,
perché io sono nel mondo, senza mediazioni altre che non il mondo stesso.

("Io, Dio e l'Altro", A. Battantier, ed. Battar, 2007)

Ecco tutto (Quando Clara smise di volare)

C’erano esami unici, nuovi universi, orizzonti, verità, ogni meta incontrava le linee di perimetri già definiti.
Non esistevano tesi, il cielo conteneva ancora le stelle, gli uccelli, i desideri sinceri in gestazione come ogni desiderio che si rispetti.
Clara si mise il rossetto soppesando la vita davanti ad uno specchio, senza nascondersi niente mise un punto, per sempre, ma prima poggiò la sigaretta sul posacenere, lasciandola volare. Smise di volare, ecco tutto.

Ma noi siamo gocce




(Estratto dalle "Interviste alle suore". Documentario realizzato da A.Battantier, presso le piccole sorelle di Gesù, 3 Fontane, Roma, 2001)

…E’ il gesto che compie l’azione. La parola è un male che cerco di sopportare.

…Il mio cuore è debole e gioca con le piccole cose; è spalancato, vuoto da tutto perché innamorato.

…Vorrei lavorare di più, la sera dico "Signore, avrei potuto fare ancora!". Il giorno dopo so quello che mi aspetta: il sole negli occhi di ogni fratello.

…Oggi una mia sorella piangeva, mi ha detto che non riusciva a fare; il suo amore è una goccia nel mare. Ma noi siamo gocce, le ho detto, e ci siamo abbracciate.

…Là dove non c'è acqua la goccia è benvenuta.

…Mi presenterò senza sapere se mi vorrà, senza sapere se c'è. Lo aspetterò. Perché io credo in lui e questo basta.

…Il problema della fede è sempre esistito in me. Una parte di me protesta per non poter vedere, sentire, toccare il mistero. Ma la protesta prende la testa, non il cuore. Nel mio cuore non c'è spazio per la protesta.
…Sono sempre molto attenta alle vicende del mio paese. Noi non ci dobbiamo chiudere, dobbiamo vivere ogni giornata come esseri umani, non come paladine della santità.

…La via per la santità porta all'aridità. Ci sono cose troppo importanti per pensare anche alla santità.

…Io non ho ragione, devo solo fare, ascoltare, non dire, riascoltare e ascoltare.

…Non mi sentirò mai sicura fino a quando ci sarà un bambino che
piange.

…Crisi ne ho avute tante. Ogni notte mi abbandono, mi lascio andare allo sconforto. C'è chi pensa che le suore, le missionarie, siano creature senza paura, che vivono alla luce del Signore. Non è vero. Io vivo nella luce, ma non sempre. Ma è questo che mi dà la forza di andare avanti. Il buio mi dà la forza di cercare la luce. Io ho fede perché vivo nel buio.

…Il segno tangibile dell'esistenza di Dio?…Adesso, adesso non mi sovviene. Dio non lascia segni. Siamo noi che dobbiamo lasciarli.

…Io invece vorrei sondare il mondo alla ricerca del mio Dio. Lo sento sempre accanto a me. Mi domando perché. Non mi scordo mai che lui è accanto a me.

…La forza la trovo negli altri, in tutti quelli che soffrono. Se non ci fossero i sofferenti mi accascerei al suolo, mi sgonfierei senza più alcuna forza.

…Dio per me è solo un effetto sconvolgente. Tutto il resto non mi interessa.

…Sono rimasta colpita dalla fede 14 anni fa. Colpita perché ho sentito un colpo nel cervello, mi sono sentita devastata, ma più si annullava la mia mente più caldo diventava il mio cuore. Anche dopo questa esperienza, non volevo diventare suora. Qualcosa mi ha portato via la mente ma mi ha dato infinitamente di più. Adesso, ad esempio, mi meraviglio di parlare con voi.

…Non è complicato credere in Dio. Il difficile non è farsi rapire dalla sua forza ma dalla sua debolezza. Credo nel Cristo flagellato più che nel Giudizio Universale.

…Sostengo ogni giorno la mia piccolezza. E' così pesante.
In chiesa non ci andiamo tanto. Seguiamo il Vespro, per riposarci. La Chiesa, le panche, sono fatte per riposare. La vera chiesa è dentro di noi.

…La divisa non mi pesa. Mi annulla, ho due tonache. In 11 anni non le ho ancora mandate in sostituzione. Le alterno, una alla settimana.

…Nessuna di noi è sicura. Nessuna di noi è saggia. Non ci serve essere saggi. Dobbiamo solo porci al mondo, semplicemente.

…Non siamo buone. Non lo sappiamo neanche noi come siamo. Abbiamo solo tante cose da fare.

…Io mi occupo della lavanderia. Cerco di metterci tutta la cura che posso perché le mie sorelle, con gli abiti puliti, mi daranno la gioia.

… Se Dio è l'infinito io sono niente. Se Dio è l'universo io non sono il più piccolo pianeta, sono niente. Se Dio è la montagna, io non sono il sassolino, sono niente. Se Dio è il cielo io non sono il gabbiano, sono niente. Se Dio è questo bambino che piange, io sarò accanto a lui a baciarlo e a soffiargli il naso.

…Cosa manca alla mia vita? Tutto quello che non ho. E Dio me lo dà.

…Sono angosciata per quello che non faccio. E quello che faccio non mi soddisfa. Vorrei sbagliare di più. Credere troppo porta a non sbagliarsi. Vorrei non dover pregare più. Pregare è un automatismo, è lanciare un sasso nell'acqua per vedere il cerchio.

…Ho respinto il mio dolore abbracciando il dolore dei miei fratelli. Chi mi ringrazia non sa che mi ha salvato.

…L’armonia non l’ho mai trovata in convento. In convento ho trovato un po’ di silenzio e una piccola camera di legno. Non cerco ancora l’armonia. L’armonia sarà la mia ultima domanda.

…Ringrazio Dio perché non l’ho mai sentito né visto. Tendo le orecchie. Non avrò sue notizie fino a quando cercherò di pensare. Lui è la mia mente. E il mio cuore è la mente che non sa di pensare.

15/01/08

"Ti amo" ha ancora un senso



L'amore è un'attesa richiesta e, seguendo tutti i principi della logica apparente, avanza a colpi di ultimatum;
e di baci;
e di dolori subiti, arrecati, andati a trovare negli anfratti di una frase intesa male.
Ho cercato l'amore.
Ho lasciato che mi assalisse, è stato bello.
E adesso andiamo a vedere che succede e come va a finire.
L'amore ti sveglia un giorno al mattino, senza spiegarti niente.
Che deve spiegarti?
E' amore, non insistere ti prego.



L'amore che si consuma rinasce diverso, in un altro amore e in un altro ancora.
L'amore è la congiunzione di alcuni organi,
l'amore muore, nasce, vive, come tutto.
L'amore non prende atto della realtà: va avanti e si ferma, ma non sempre quando è il momento che volevamo noi.
Non ha senso insistere, ma insisti pure, alle volte funziona.
"Ti amo" ha ancora un senso.
(Andrea Battantier, "15 storie d'amore e la fiaba di Hélène", 2003, ed. battar)

Goditi tutto questo tuo innamoramento



Cara Cecilia, tu mi parli in maniera bella dell'amore.
Eppure, non è sempre vero che i sentimenti sono deboli o forti se noi siamo deboli o forti.
Alle volte, i sentimenti sono deboli quando ci crediamo forti, e forti quando ci crediamo deboli.
Le emozioni che entrano in conflitto necessitano di tempo per far prevalere le une o le altre, o per accomodarle entrambe.
D'altra parte, l'ombra che pervade il tuo cuore ha un nome:
PAURA!
Ma se non ci fosse questa paura ci sarebbe qualcosa di molto più dannoso per il tuo cuore:
LA NOIA!

Strano a dirsi, io ti dico, goditi questa paura, goditi tutto questo tuo innamoramento, che un giorno svanirà, forse, per lasciare il posto ad un amore robusto, conquistato superando le 1000 paure che ti avranno assaltato lungo la strada.
Il senso di colpa per Giulio, guarda, se è vero ciò che mi dicesti di lui, che non prenda troppo il sopravvento.
Risponditi a questa domanda: Gli hai fatto male?
E poi: potevi fare altrimenti?
E poi? Per non spezzare il suo cuore ti sembra giusto spezzare il tuo nuovo cuore?
La pietà è un sentimento mefitico, che allunga lo strazio di qualcosa che in te deve ancora morire per rinascere pienamente!
Ti abbraccio forte.
Andrea

06/01/08

3A 3B: MEMORIE DI UN ADOLESCENTE (A. Battantier)

Non è affatto facile definire l'adolescenza, ma possiamo affidarci alla definizione dello psichiatra M.T.Nati:
"...vaga età che copre i comuni disagi emotivi e cognitivi dei futuri adulti. E' che non sanno quando lo diventeranno. E' questo il vero disagio! E' questa la crisi di identità. Sono come noi gli adolescenti; solo, ancora non lo sanno". A. Battantier

02/01/08

SEI UN BAMBINO IPERATTIVO (Sindrome ADHD, by a.battantier)

Carissimo Zvani,
l'idea di un medico che dice ma non parla, che sembra comunicare direttamente con l'inconscio, me l'ha ispirata un mio vecchio professore, personaggio, a dire il vero, molto simile allo psichiatra del video.
Con questo contributo, io non intendevo criticare l'idea del farmaco, inteso come sostanza potenzialmente in grado di migliorare parte della disfunzione alla base dell'ADHD.
Purtroppo, lavorando con bambini e adolescenti, ho avuto modo, di incappare in psichiatri eccessivamente disinvolti nel proporre Ritalin e psico stimolanti a persone distratte, vivaci, al più impulsive.
Credo nella ricerca e nell'importanza di indagare le cause dell'ADHD.
Faccio solo presente come, in alcuni casi, gli effetti di questi farmaci, potrebbero essere raggiunti, anche grazie ad interventi di apprendimento cooperativo che stimolino l'impegno attivo del bambino e dell'adolescente.
Per non parlare poi delle cause da disagio sociale:
Forse è giusto che, non solo la psicologia, ma anche la psichiatria, si facciano in parte carico del disagio sociale ed esistenziale, non solo, ricorrendo a farmaci. Bioetica per la psichiatria e le neuroscienze? Non lo so, intanto cerco di far bene il mio lavoro di psicologo.
Ti abbraccio caro Zvani, e grazie per il tuo contributo.
Andrea

Sei un bambino iperattivo

Esiste il gene responsabile
del tuo comportamento?
Cerco di aiutarti, ma tu che stai facendo?
Sei un bambino iperattivo,
ma come ti funzionano i neuroni?
Ti ci vorrebbe una diagnosi.
I sintomi son gravi, sai?
Non è patologia, ma un problema tu lo rappresenti in questa società.
D'accordo, tu non vuoi gli psicofarmaci del dottor Nati però, che soluzioni alternative hai portato al tavolo della coscienza?
11 milioni di bambini in America si alleviano con farmaci psicoattivi, sai? Non sei mica il primo!
Non credo agli elementi oggettivi ma tu, bambino mio, devi credere allo specialista,
abbiamo l'occhio clinico, analizziamo i sintomi e troveremo noi la giusta terapia.
Avverti disagio?
Rispondimi ti prego!
Sto sbagliando io, medico, oppure tu, che non ti fermi un attimo e dai fastidio a scuola e poi alla mamma ed al papà, ed a questa sporca società.

27/12/07

L'amore secondo Jeff (parafrasando)




Questo è il nostro ultimo addio.
Odio sentire che l'amore tra noi due è finito,
ma è finito.

Mi hai dato qualcosa in più per cui vivere
Molto più di quanto tu possa immaginare.

Questo è il nostro ultimo abbraccio.

Ecco le campane, là fuori, in cima al campanile.
Bruciano i ricordi nel mio cuore e i tuoi occhi dolci.
E' finita.

26/12/07

Elaborazione del lutto amoroso





THEY DIDN'T SEE ME YET/Non mi hanno ancora scoperto

I didn't want to leave without saying goodbye
I don't want to discuss much.
I come in and you are looking to me without accepting that I can still love you.
Can't you read inside of me? I am begging you for help
And the best thing you can say is: "OK 'ciao', but please go now 'cause I am waiting for some guests!"
You lock up yourself in the middle of the room: "Come on, here it's your stuff !". A picture of my dog, the mobile phone and a few CDs.
And here he comes...
I should disappear quickly
Or...Plop on the floor and just die without saying anything.
They are looking to my eyes without realizing that...
I am still there, by now basically dead on the floor
They didn't catch me yet. They are just drinking an aperitif with their friends, actually they are stomping on me telling stories, it seems that everybody has some special kind of glasses built just to see me
But I am here, right here on the floor, almost dead, please have a look to me, Anja, I am at your place, almost dead, well I understand now, I am nothing to you.
You turn my tears into stubborn spots of champagne, and you just bow down to dry me out while I am almost dead on the floor.

NON MI HANNO ANCORA SCOPERTO
Non volevo partire senza salutarti
Non voglio discutere.
Entro e tu mi guardi,
non ammettendo che io possa ancora amarti.
Non sai leggermi dentro? Ti sto chiedendo aiuto.
E tu mi dici: "ciao ciao, dai ora vai che ho degli amici!".
Ti pianti al centro della stanza e mi dici: "Sono là le tue cose!".
La foto del cane, il cellulare, e quattro cd.
Ecco che arriva lui...
Dovrei sparire in fretta,
Oppure...Cadere stecchito sul parquet e morirmene senza dir niente.
Mi guardano negli occhi e non si sono accorti che...
Io sono là, ormai morto sul parquet.
Non mi hanno scoperto.
Prendono un aperitivo con gli amici, mi calpestano, si raccontano storie, sembrano tutti in possesso di speciali occhiali fatti apposta per non vedermi.
Sono qui, sono sul parquet, sono morto sul parquet, guardami, Anja, in casa tua son morto, e nonostante tutto ti sono indifferente.
Traduci le mie lacrime in ostinate macchie di champagne, e ti inchini ad asciugare me, morto sul parquet.

THEY DIDN'T SEE ME YET/Non mi hanno ancora scoperto


A Luisa che chiede: "Come si riconosce l'amore vero?"



L'amore è facile da giocare, se non si pensa troppo.
Pensare non fa vedere le sfumature.
Per le sfumature non bisogna pensare.
L'istinto ti fa passare sulle cose come il pennello o un raschietto da falegname
E' difficile se ci pensi, ma se ci pensi è facile.
Potessi spegnere il cervello ogni tanto;
lui che è così bravo ad aprirmi la strada verso il nulla.


Nulla, un modo di dire per non apparire.
Ho bisogno di un posto dove nascondermi.
Ma non nel passato. Il passato dà alla testa e manca l'aria al cervello.
Serve oggi oggi oggi, e poi si va a domani.
E mi detesto quando guardo indietro.
Cuore errante, nella preistoria della mia isola che non c'è più, non si distingue il paradiso dall'inferno,
e il dolore ha il colore del cielo.
Basterebbe essere se stessi.
Per un Amore totale,
intimo,
assoluto,
da morire,
e da tornare a vivere.
Amore, amore, che vuoi che ti dica?
Mica è tutto razionalità.
Quando lo senti è amore,
e quando non lo sai è amore,
e quando lo sai è amore,
e quando non lo chiami e non lo invochi è amore.
Si dice che non si prova,
si prova ma non si dice,
E' la paura la fregatura.
E non è facile, e sarebbe bello innamorarsi come stupidi degli stupidi.
Gli stessi errori di sempre, e non cresciamo mai.
Siamo esserini e viviamo di espedienti e ripetizioni.
Voglio essere ingenuo, voglio essere stupido,
e innamorarmi come stupido degli stupidi.
Amo i disegni della tua mente.

25/12/07

Non puoi sempre seguire l'ape

You can't always follow the bee
(Non puoi sempre seguire l'ape)

There's something in the air
Here is my bee
I have no time for a documentary about the world of nature
However I can say that
Each bee should have the possibility to join with her flower
In the open air, my bee finished half an hour ahead of the others bees
As soon as my bee was airborne, I turned something special over in my mind:
What's all this in aid of?
I don't know but my bee has aim in life
Things aren't all that good but
It's good to be alive and it seems to me the better honey in the world
Am I alone in thinking so?

My only flower, my deep happiness
Dreams have grown hanging about the endless flight
Silence is trimmed with the flowers of my life
Come on, suck life, it's already dark


C'è qualcosa nelll'aria
Ecco la mia ape!
Non ho tempo per un documentario sulla natura
Ma posso dire che ogni ape dovrebbe avere la possibilità di unirsi al suo fiore
All'aria aperta, la mia ape finì con mezz'ora di anticipo rispetto alle altre api
E appena prese il volo, pensai a qualcosa di speciale:
A cosa serve tutto questo?
Non lo so ma la mia ape ha uno scopo nella vita
Le cose non vanno sempre bene ma...
Essere vivi è una bella cosa e mi sembra il miglior miele del mondo
Sono il solo a pensarlo?

Unico fiore, felicità immensa
Crescono i sogni ronzando in voli infiniti
Colgo i fiori che ornano il silenzio,
Succhia la vita e fai presto che è già buio

(andrea battantier)

ARRIVEDERCI ANSIA


Compagna di viaggio per cinque anni,
con te ho imparato ad ascoltare i miei bisogni e a dire no a chi pretendeva la mia attenzione senza essere disposto a dare un po' d'amore.

Arrivederci ansia, ti sto per salutare,
avrò presto un uomo nuovo da abbracciare,
ed il sorriso di un bimbo da alimentare.

Forse mi verrai a trovare,
semmai avrò la tentazione di cercare ancora il fantasma di un vecchio amore.


Francesca

RAUL: Peccato essermi innamorata di un narciso


Che emozione vederti danzare
Che belli i fiori al primo appuntamento
Che magica la sera assieme al teatro.

Peccato che non danzassi per me
Peccato che i fiori li prendesti da un fioraio e non dal tuo cuore
Peccato che a teatro fosti tu l'attore e regista, io mera comparsa di una sera.

Francesca

20/12/07

Natale 2007 (Poesia sulla combinata Aracnofobia/Agorafobia)


Camminiamo come insetti, nel centro di questo natale,
orientandoci con il cervello verso negozi che offrono tutto.

Siamo stati creati per camminare come robot apparentemente anarchici.

Ma siamo stai creati da un piccolo dio fascista che ha il cervello più rude di noi.

Siamo stati costruiti, una notte di qualche tempo fa.

Siamo esseri altamente manovrabili, in questa via del corso che non finisce più.

Agiamo autonomamente, facendo però la fila per vendere e comprare ali sempre nuove.

Non abbiamo sei zampe, ma è innegabile che nel tempo siamo notevolmente migliorati.

(Andrea Battantier)

15/12/07

L'ultima sigaretta (Amore e dipendenza da nicotina)


CI SEI SEMPRE COMPAGNA.
E NON MI LASCI MAI.
PICCOLO FUOCO, MI SCALDI COME UN FOCOLARE IMMENSO.
L'ANNULLAMENTO CHE PASSA IN QUEI 3 MINUTI MI E' DI SOLLIEVO NELL'ATTENUARE IL NULLA.
NULLA CHE NEL FUMO IO VEDO,
E PER UN ATTIMO TI TENGO TRA LE DITA,
VITA CHE VAI VIA.
AD OGNI BOCCATA, FEDELE PER SEMPRE, COMPAGNA CHE UN GIORNO MI TRADIRA'.
MA QUESTO IO LO SO.

(Sigaretta, Andrea Battantier, Poesie, 2006, ed. Battar)

12/12/07

E’ difficile fare l’angelo custode


Dove siamo arrivati?
Cosa aspettiamo?
Ma a fare cosa?
A cambiare vita?
Perché?

Ma a pensarci mica serve un perché.

Da tempo mi chiedo “qual è il mio vero nome”,
sono di casa nella casa della follia,
ma non ho le chiavi.

Anzi, non le voglio,
perché se resto fuori poi non passa il tempo,
senza volontà e coscienza,
soli in un mondo vinto che ci ha vinti.

E la vita non dura che un istante.
Ecco perché non aspetto più nulla da quando è finita con Chiara.

Sto male, perché vorrei abbracciare tutti:
ma non ce la faccio ad abbracciare tutti.
E’ davvero difficile fare l’angelo custode.

La video poesia si trova questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=xgLZ2b0YW00

28/11/07

Il suono del silenzio (Viaggio con Francesca nel mondo degli acufeni)

Per acufene si intende quel disturbo costituito da rumori che, sotto diversa forma (fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc.) vengono percepiti in un orecchio, in entrambi o in generale nella testa e che possono risultare fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita di chi ne soffre. Si originano all'interno dell' apparato uditivo ma, alla loro prima comparsa vengono illusoriamente percepiti come suoni provenienti dall'ambiente esterno.
Gli acufeni soggettivi sono i più comuni e si individuano nei casi in cui il soggetto percepisce un suono che non è ascoltabile dall'esterno e che può essere provocato da farmaci come l'aspirina (acido acetilsalicilico), da alcuni antibiotici (aminoglicosidi), ma anche da alcool, caffeina e antidepressivi. La ricerca recente ha proposto due categorie distinte di acufene soggettivo: l’acufene ottico, causato dai disordini dell'orecchio interno o del nervo acustico e l'acufene somatico, causato da disordini che non riguardano l'orecchio o il nervo, pur trovandosi all'interno della testa o del collo.




Nelle orecchie sento un fischio costante
(per frequenza ed ampiezza):

lieve ronzìo,
scricchiolìo da legname,
motore di aereo,
giostra, trattori, pentola a pressione,
una cascata che scende e che sale.

Mi sta' uccidendo.

Adoro i freni della metro, lo stadio pieno al derby, il traffico di punta, i mercati rionali, le risse occasionali, gli schiamazzi in genere, le discoteche dopo l'una di notte. La confusione dell'umanità!

Adoro i rumori della vita per non pensare ai miei.

27/11/07

Viaggio all'interno di una coppia (A&P)



Ci siamo ritagliati uno spazio nell'infinito.
Con le forbici della follia e della pazienza.
Sembrava impossibile, eppure, nei luoghi più angusti e nascosti,
con insensata pazienza e meticolosa follia,
ci siamo ritagliati uno spazio nell'infinito.
Amore mio.

Have a good Thanatos (dedicato a Luciano)



Ecco
Ultimo
Thanatos,
Amore
Naturale,
Amore
Speciale,
Indolore
Amore

Io sono già morto.
Chiedo il permesso di andare via.
La legge non lo consente.
Ma non posso aspettare che mi diciate voi come morire ancora e ancora.
Credo sia giusto e vi dirò perché.
E' semplice, non voglio più morire ogni giorno in questa vita che vita non è.
Non mi sto arrendendo e avrò vinto,
Se potrò scegliere quando andare via.


La video poesia "Have a good Thanatos":
http://www.youtube.com/watch?v=p2zR5VUNy4Q

La mia anima (Michelle, verso gli 80 anni)


Ho da finire un lavoro.
La mia anima.
E' evidente l'assurdità di una tale pretesa.
Eppure, lasciatemi fare:
le ultime righe della mia anima sono le più difficili da rintracciare.
Alla fine dei miei giorni, desidero tornarmene a casa mia con un lavoro ben fatto.

Ecco la video poesia dedicata a Michelle:
http://www.youtube.com/watch?v=RuqXG3dk-4g

Amore schizoide (Fede)


Non vorrei mai perderti.
Eppure, sono così distratta.

25/11/07

La solitudine


Sono sempre più sola. Fortunatamente.
La solitudine è una risposta eccessiva della mente nei confronti di elementi estranei.
A reagire a questi elementi estranei non ci vuole poi molto.
Basta allontanarsi da tutti e allontanare tutto.
L'unico rischio è un incontro occasionale.
Ma io non sono predisposta a permettere che ciò avvenga.
Altrimenti tutti tornerebbero, prima o poi, ad innamorarsi tra loro.

21/11/07

ERAVAMO NOI 20 ANNI FA (Emiliano Pegoraro)


(Dedicato a Millo Peg)

Eravamo noi 20 anni fa. Non eravamo niente e il giorno dopo umiliavamo Dio.
Si piangeva per un bacio dato male e quante seghe che ci facevamo!
E quella forza immensa, sai, di avercela col mondo, e si perdeva e si cadeva riprendendo sempre il volo.
E adesso invece, siamo polli mai sorpresi, e siamo noi che ci accendiamo il forno.
20 anni fa non ci si annoiava,
si giocava con la noia e poi,
la si ammazzava con il tempo.
20 anni fa c’era Francesca.
E siamo stati tutti a letto con le tette di Francesca.
In fondo poi alla fine non è mai successo niente.
E per uno che sognava e raccontava gli altri poi lo superavano a cazzate.
Gli avrebbe fatto un sacco bene un tipo come me, a Francesca.
Ma ormai…
Non eravamo svegli allora, e quante inutili vergogne.
Forse eravamo solo un po’ coglioni, e adesso lo sappiamo che non era mica vero.
Insomma, un po’.
20 anni fa si aveva il mondo in tasca,
la tasca bucata, e dentro alla tasca il buco ci ha succhiato i sogni e la voglia di andar via.
Quante canne fatte per sembrare un po’ così.
Guarda amico, quelli siamo noi, la terza G. La foto è un po’ sbiadita. Quelli siamo noi, 20 anni fa.
Noi che scoppiavamo di energia,
Noi che raccoglievamo i pezzi e poi si ripartiva.
Noi che fermi non stavamo mai, e impazzivamo senza una ragione.
Ed ora invece, che ragioni ce le avremmo, guarda come siamo bravi e silenziosi e morti dentro.
20 anni fa eravamo noi, che gioco strano ehh?
In perpetuum, frater, ave atque vale.

20/11/07

Lo stato del mio cervello (Agnese)

A proposito di fine terapia (Cristiana)


Questa volta voglio l'ora del tè.
Questa volta voglio l'ora della pennichella,
e l'ora sotto il sole,
e sopra le onde.
E poi l'ora di amare,
e di tornare a sognare.

Carissimo papà (frammento di Gianfranco)


Carissmo papà, la confusione ha ceduto il posto alla consapevolezza.
Il tempo mi ha portato ad amarti per il troppo odio accumulato.
Chi l'avrebbe mai detto?
Un abbraccio
Tuo figlio

15/11/07

Nuovo giorno


La sabbia non impedisce al mare di entrare
Alla fine vince chi insiste di più

Aspettiamo il tramonto, aspettiamo la luna, aspettiamo un nuovo giorno.

Si muore ogni volta di nuovo amore.
Amore che non si può capire
E' davanti la luce dell'alba.




(Andrea Battantier, poesie dal lettino, 2007, ed. Battar)

11/11/07

ABUSO SESSUALE ALL'INFANZIA


Abuso sessuale all'infanzia? Non è facile curare le ferite di un trauma subito e ripetuto ai danni di un minore. Troppo spesso l'abuso è taciuto, anche dai parenti più stretti, e non è facile riconoscerlo e, quando possibile, prevenirlo.


Storia di Biancamaria, mamma di Davide (12 anni)


DIARIO DI MIO FIGLIO DAVIDEDDU
Mi hanno fatto un sacco di domande e io mi vergognavo e non volevo dire niente.
Ho fatto i disegni e dicevano chi ero io e chi era mia sorella e chi era papà e chi era mamma e chi era il cane e chi era il nonno e se mio padre è bravo.
Papà è mio papà e io gli voglio bene come a un papà.
Mia madre dice che papà è cattivo ma papà è buono. Mi porta gli animali quando viene dal lavoro. Loro vogliono sapere tutto quanto della mia casa e se mio padre è buono con me e la mamma. Ma io non mi ricordo e loro dicono che ho paura. Ma io voglio stare solo con papà. Mamma dice che lo portano via e io voglio gli animali di gomma che mi regala quando torna da lavoro. Loro vogliono che dico la verità e dicono che sono buoni con noi. Ma intanto io non vedo più papà e mamma è sempre triste. Però pure prima era triste.
Mi hanno fatto fare i giochi e i disegni ma io volevo tornare a casa. Se papà non torna più a casa è colpa mia perché sono cattivo. E anche la mamma è nera per colpa mia. Io voglio tornare a casa e non voglio più andare a scuola e dormire solo con mamma. Voglio stare sempre con mamma, senza papà.

10/11/07

Telefono ("né con te, né senza di te")



Sigaretta, nell'attesa ti cedo volentieri il mio sogno

Stona la sigla del nostro amore
ci siamo svegliati da un brutto sonno

La tosse scava la gola lisa
la cenere coerente vola via come il seno che colsi

Ricomincio da solista,
la soglia del dolore è avvisata

Emergono i pori nell'attesa
tu-tu-tu
Riaggancio per sempre
Intimo silenzio
l'energia di un morto si erge a difendere me
la miopia si erge a difendere me
gli amici si ergono a difendere me
tutto si erge a difendere me
tranne il telefono riagganciato che fa tu-tu
Quel tono è un monte un ponte esploso, riagganci così?
Geometrie distese di pronomi germinati così:
tu-tu-tu! Riagganci così.
Mimo il silenzio il tu-tu
ignoro
che fai?
Imito te che fai...qualcosa farai
ti immergi, la vasca era nostra, riemergi
non senti,
tu
l'acqua ti pigia, tu ti detergi,
un monito: "rispondi!!"
tu riemergi
regni sola nella casa,
riagganci
tu




(A.Battantier, Poetry, 2006)
La video poesia è visibile a questo link:

http://www.youtube.com/watch?v=h1XqzslVpc8

08/11/07

Anoressia. (Lettera del papà di Mara)


Ho visto donne preservare in TV la bellezza.
Pillole magiche preservano la pelle dall'invecchiamento.
Le donne si chiamavano Lucy e Kate, rispettivamente 16 e 17 anni.

Depressione. Elaborazione del lutto. (Teresa, siamo a buon punto)


Quando mi ritiro faccio come le onde, che poi ritornano a lambire spiagge sempre nuove.
The water feeds my sand. My heart is greater than desert.

Depressione. Elaborazione del lutto. (Massimiliano, Stadio 2)


Un tempo raccoglievo le cellule morte in un cestino. Adesso nel cestino ci dormo. Fate piano.
The ancient cultivation of cells is over just a waste of time.

31/10/07

Preghierina del depresso


Cose da fare

Fare bagno prego anche per me.
Pedalare prego anche per me.
Prego ridere anche per me.
Guardare il sole, credere, sognare,
Piangere anche per me.

Mani in volo (Elaborazione del lutto. Da Piciolo a Piciola)


Mani in volo incerte e belle spiegavano in alto teorie di una mente che invano ha sognato un amore di metallo,
sgretolato nell'aria al canto di un gallo.

Aria magica di 1000 voglie,
Resta una nuvola di ruggine che si dissolve.

21/10/07

Esortazione


"I confess: I'm the best day of my life"
"Lo confesso: Sono il giorno migliore della mia vita".
(Andrea Battantier, Poetry, 2007)

24/09/07

Don Abbondio


Don Abbondio

(Riporto la storia di Luigi, che nella simulata di Luglio "Personalità e Monitoraggio Ambientale", ha scelto di impersonare Don Abbondio)


Per cominciare vi raccomando una cosa. Credetemi, è una fortuna l'aver paura.
Da quando andavo a scuola la raccomandazione di mio padre, era:
"Lascia correre, non t'immischiare!".
Ho capito solo anni dopo che ciascuno di noi trova nel tempo la sua strategia per uscirne vivo.
Io non sono mai andato a muso duro.
Io ho scelto di non scegliere.
Questa è la mia forza.
Io mi perdo nella gente qualunque.
Che scelgano per me.
Io, poi, sceglierò solo il meglio di ciò che hanno scelto.
Di questo io ho bisogno, di una storia non mia che mi faccia suo.
Ed io vivrò nella storia degli altri.

Direttamente al cuore



Direttamente al cuore bisogna parlare.
È la novità di quest’anno e lo so,
mi ci vorrà tempo per imparare il linguaggio,
e non mi abbatterò quando non sarò capito.
Direttamente al cuore bisogna parlare, ma solo quando lo si sente respirare.
E non m’importerà più niente dei rifiuti e delle indifferenze,
perché io lo so, ad amare non ci si fa mai male, se il cuore protegge il cuore.

IL QUADRO DELL'OTTIMISMO


(Estratto dal seminario LPDL 2007: "Ottimismo o pessimismo della speranza?")


1) RIMANERE ATTIVI.

2) NON SENTIRSI VITTIME, SE NON PER REAGIRE.

3) EVITARE IL PANTANO DELL'IMPOTENZA.

4) NELLA DISPERAZIONE, RICORDARSI CHE ESISTONO ALTERNATIVE.

5) ESISTE SEMPRE UNA SCELTA NELLA VITA.


(Traduci ciò con ciò che sai fare)

Andrea Battantier

Il benzinaio innamorato


E' un falso dire che ti ho amato.
Sei presente nel tesoro del mio corpo e nelle carni molli della cervice.
Sono debole di cuore e non so se posso dirti: "Io ti amo".
Quasi ogni settimana vengono a contare il gas nel mio distributore.
Ma contare quanto conti te, no non si può.
Si può aggirare sol contando tutte queste stelle in cielo.
Ed è già l'alba e sono a 10.133.

DIO (a self portrait)


Questa è la conclusione.
L'aver trovato la prova che non esiste niente all'infuori di me.
Ho percorso lunghe distanze, ma non ho mai raggiunto tutto me.
Inizialmente ne sono rimasto deluso, e confuso.
Non lascio niente dietro me.
E avanti io non vedo.

21/09/07

Un lasciapassare per gli occhi tuoi (Lutto e attesa di una nuova nascita)


Avrò un lasciapassare per gli occhi tuoi?
L'attesa è un turbamento remunerato con un cuore che salta come una bomba.

Derido me stesso, pronto a svenire per un bacio.

Un viso caldo, rosso, timido, impunito,
un viso insù, verso le mie labbra nuove, che attendono te.

Inizio a vendere ogni diversivo:
come posso sviare da te, se vedo solo te?

(Andrea Battantier, Poesie, ed. Battar, 2007)

19/09/07

Quando allontanai la donna della vita mia


Contributo di Piero all'elaborazione del lutto amoroso: I 12 punti che fecero la storia


1) Innamorarsi, eppure fingere amicizia.
2) Toccare, alfine, l'Amore desiderato.
3) Poteva essere la mia storia perfetta. Esattamente così, l'avevo immaginata: straordinaria, e meravigliosa...finalmente la felicità!
4) Pochi giorni, e qualcosa cambia in me. Avevo voluto, inseguito, afferrato, ed ora, non era più ciò che volevo: Noia, stanchezza, indifferenza, voglia d'altro.
5)Come dirglielo? Semplice, cerco una miccia, una molla, un pretesto, un litigio, che sembra impossibile da trovare: perché Lei mi dona Amore assoluto e incondizionato.
6) Idea: la faccio disamorare; mi faccio lasciare. E ci riesco. Finalmente io, io e me, nuovamente libero, ed ora?
7) Sento già la mancanza ed allora la ricerco. Lei è lì che aspetta: spera solo che mai più succeda e che non debba più soffrire.
8) E invece no. Un anno e mezzo la lascio e la riprendo, più e più volte. Lei, che immagina una vita insieme a me. Lei, che mi dà 100 ricevendo in cambio 1. Lei, che fino all'ultimo ci crede, e dopo tante sofferenze coglie l'amara verità: sono impermeabile al suo Amore, e non sarò io il suo uomo in questa vita.
9) L'amara verità. Ed ora che succede? Sento morirmi dentro ed il respiro s'interrompe, e tutto è chiaro, e tutto è troppo tardi. Rispetto la sua scelta, facendomi da parte. E adesso, per la prima volta, è difficile, ma sì, molto difficile, impossibile tornare e riportarla a me. Impossibile recuperare quando è rotto l'incantesimo dell'Assoluto.
10) E' passato un anno. Sono maturato? Ho vissuto fino in fondo il mio lutto amoroso, senza aggirarlo. Il mio dolore doveva avere un perché, altrimenti, come avrei potuto accettarlo? Fino in fondo ho vissuto il mio lutto amoroso. E in fondo ad uno specchio d'acqua io ho trovato solo Me. Non sapevo che il mio nome fosse Narciso. In fondo, dai, lei non poteva mai lasciarmi, e invece sì, l'ha fatto. Bravo! Bravo Narciso! Ci sono riuscito a farle perdere l'Amore. E' stato difficile con lei ma ci sono riuscito. Ho fatto tutto io, io, io, da solo.
11) Ho perduto e sono cresciuto. Forse. Era lei la donna della vita mia? Non l'ho capito, non ero pronto, avevo paura. Lei mi ha insegnato che cos'è l'Amore e che si può tornare ad Amare conoscendosi e donando amore senza prendere e senza perdere. Suoi regali, suoi doni preziosi.
12) Sono pronto a rimettermi in gioco, continuando a conoscere, e a innamorarmi ancora. Ora guardo quello specchio d'acqua e in fondo, in fondo al cuore, io ho trovato Lei. E se io so che la realtà poi non riserva sempre un lieto fine, nutro la speranza che sia Lei a conoscere il mio nuovo essere nel mondo, un amore nuovo.

17/09/07

Passavo ore seduto su una sedia: Cronaca di un'Ansia (non) annunciata


Passavo ore seduto su una sedia. Tremavano le gambe, ma io me ne stavo immobile dentro coi pensieri in fuga.
Dovevo partire in aereo e mi sentivo ansioso.
Doppiamente ansioso perché andavo a fare il mio ultimo esame.
Non avevo paura. Però da una settimana non dormivo che 2 ore: temevo che andasse male il viaggio, iniziai a sentire di incidenti dappertutto.
E poi iniziai a ragionare: l'esame, ammesso che mi salvo con l'aereo, non lo supero, e quindi non posso laurearmi e quindi lascio perdere tutto.
La causa di tutto ciò era reale?
Non lo so, ma avrebbe potuto essere reale: L'aereo sarebbe potuto o no cadere? Certo che sì. E l'esame? Mica era così sicura una mia promozione.
Io temevo che sarebbe potuto accadere qualcosa.
E mi faceva schifo provare questa sensazione di blocco.
Non mi era mai successo.
Un ragazzo normale, improvvisamente trasformato in codardo.
L'anno prima me n'ero andato ad Ibiza con gli amici: avevo preso l'aereo, e avevo fatto 3 esami nella sessione estiva.
Altri tempi.
Pensai di lasciar perdere l'aereo. Ma anche con la macchina le paure sarebbero rimaste. Anzi, mi capitò sotto mano una statistica: si muore più in auto che in aereo.
Potevo lasciare l'università per questa paura?
I miei amici, i miei genitori, la mia ragazza. Tutti mi vedevano strano, e più mi dicevano "Ma che hai?" E più io pensavo: ecco, mi hanno scoperto. Sanno ormai tutto della mia debolezza.
Le ultime due notti il cuore iniziò a battere forte, come sotto scossa 220v. Iniziai a vedermi come morto, morto nel letto d'infarto, ma anche morto nella vita, incapace di fare niente, l'unica cosa da fare sarebbe stata sparire. Ma dove? Tutto era una minaccia, sarei potuto andare in campagna, da mia nonna. Ma lì in campagna, pensai, ci sono altri pericoli e sarei potuto morire, per il morso di una serpe, o cadere in qualche pozzo, o per colpa di qualche trattore impazzito o di qualche prodotto andato a male. L'ultimo giorno non respiravo quasi più. Sembrava di vivere sott'acqua, e solo quando mi sciacquavo la faccia con violenza, mi sembrava per un attimo di respirare aria pura. Non ero pronto a partire, paralizzato sul letto, la borsa in terra fatta a metà. Pensavo: almeno stando fermo sul letto, non può succedermi niente. Stando sul letto, non posso sbagliare.
Cavolata: la mia ragazza mi lasciò per telefono, stanca dei miei modi "malati e incomprensibili".
Mia madre mi buttò giù la porta, e un medico mi visitò. Tentarono di ricoverarmi. Io improvvisamente mi calmai. Capii che la soglia della pazzia era stata per un attimo superata. Io ho sempre odiato ricoveri ed ospedali.
Pensai: qui se continuo così finisco in qualche pseudo manicomio. Meglio fingere che vada tutto bene. Preparai la valigia, ed anche qualche sorriso di circostanza.
Ok, pensai, meglio morire di incidente aereo, che ricoverato come pazzo.

15/09/07

Terapia di coppia. Riflessioni di M&M, dopo il "secondo seminario delle coppie 2007"


La coppia, organismo complesso che nasce da 2 e diventa 1. Perché siamo qui?
Per il nostro futuro incerto? O per il passato inspiegabilmente sfuggito di mano?
Babele. Ecco, anche noi qui, per cercare il filo di una comunicazione interrotta. Quando?
Ci provochiamo, guardandoci con assurdi sorrisi e cerchiamo il dottore, in una vana alleanza, per non soccombere in questa nostra guerra.
Ci difendiamo dandoci baci che sembrano morsi, giochiamo alla vittima e al carnefice, la pecora è lupo nel gioco seguente e il lupo rimane scuoiato dal terribile cacciatore. Ma chi è il cacciatore? E la pecora? E il Lupo?
Cerchiamo una soluzione, come il porco una ghianda. E' pieno di ghiande, là sotto alla quercia, "ma il porco nel porcile alla quercia non arriva se la gabbia è ostile". Lo diceva nonna Gina. E chi l'ha costruita la gabbia? E chi ha messo in trappola chi?
Nel giorno del riso eravamo felici, così sembrava dalle foto ricordo che abbiamo portato in questo week-end della speranza. Oggi sposi, domani psicosi. Ieri psicosi, oggi sposi.
Lasciarsi è la fine o un punto di partenza?
Osserviamo le nostre confusioni, e le ambiguità portate con eleganza innegabile.
E' complesso il lavorìo di questa deframmentazione. Pezzo a pezzo. E poi si ricompone. Li riconosciamo? Sono i nostri pezzi?
Volevamo crescere. E siamo cresciuti. Aiuto, non si può tornare indietro?
La dipendenza e l'autonomia. L'adulto e il bambino. Un po' io e un po' tu? Ma giochi sempre tu!!
Ti rifaccio la domanda amore mio: vuoi vivere con me?
Il desiderio adesso cresce di ricominciare a vivere con te. Ti ho scelto io 20 anni fa, e so perché. Ma il guaio è che noi siamo ormai cambiati e tu non vedi che non guardi me ma quella foto di 20 anni fa.
Temo le infinite combinazioni del mondo. Non sono certa di voler provare ancora. Proviamo? Proviamo ancora? Ma no, però, tu non guardare lì, quella è una foto; piuttosto guarda me. Io sono qui. Tu dove sei?
Conservare e bruciare, la madre che mi porto dentro, e tu tuo padre, l'ombra sempre grava su di te.
E allora ecco che non siamo un organismo che da 2 poi si diventa 1. Non siamo 2. Noi siamo 4, 100, e molti più.
E quando diventiamo 1, è in quel momento magico in cui si annulla il mondo per non tornare più.
Perché siamo qui? Perché avevamo paura. Perché volevamo conforto prima ancora che un confronto.
Dateci indietro la nostra intimità, e la complicità. Cambiare per non morire? Chi inizia? Inizia tu a cambiare. Ma siamo già cambiati, e chi sta avanti aspetterà? Bisogna esser consapevoli del punto in cui si sta. Sei incastrato? Ok. Paralisi? Va bene. Perché già sapere, è vedere.
Ora occorre modificare gli assetti.
Squilibrio, un nuovo copione, l'incastro perfetto non c'è più. Meglio, troppa perfezione mi faceva male. La delusione, la crisi, l'immagine che supera il reale. Si combatte con immagini che diventano reali. I conflitti irrisolti, perché quel giorno mio padre non guardò la mia esibizione al violino. Ma tuo padre ormai è morto, amore mio. Non è morto, è più vivo di prima. Ed assomiglia allo psicologo che ci sta qui a guardare, sì è lui, lui che ora mi guarda, e che si accorge del mio spazio di pensiero, e tu, sei bella amore mio, e se mi lasci che farò? Te lo dico io che farai. Andrai a casa a preparare la caffettiera per domani. Scemo. Scema. Fine.

12/09/07

NON POSSO (frammenti di un tentato suicidio)


(Inserisco il contributo di Manuele, che ha condiviso con noi un momento del suo recente passato)



Non posso prevalere sul mondo intero.
Non posso limitare il mio essere a poche sparute particelle.
Non posso stare fermo e
Non posso più andare avanti verso ignoti pensieri che disperdono la disperazione nel tiepido mare della conoscenza.
Non posso più sognare al buio e
Non posso più ardere per questa povera realtà.
Dunque, mi scaravento da solo dal ponte rupestre della super strada km 112 e 200 mt.
Dio lo vorrei contemplare così,
assorbito nel vuoto di una luce eterna.

07/09/07

Che sogni stavamo cercando?


Non siate amorfi.
Lo so che è difficile da riempire la vita con le giuste aspettative!
La soluzione?
Forse, sostituire i fallimenti con l'esperienza.
È possibile modificare la vita.
È possibile trovare giorni migliori.
E quando la resistenza cede al nulla,
ecco il momento per domandarsi:
Che sogni stavamo cercando?

(estratto dal saggio "E la vita cambierà: 7 contributi per affrontare la depressione", manoscritto , edizioni LPDL, A.Battantier 2007)

06/09/07

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio



(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e libero però nel mondo. Qualcosa era cambiato in noi. Io lo riconobbi, per la prima volta, bello in quelle vesti madide di vita, scampoli di vita unta. Morì sette giorni dopo, ma mica di pazzia, no, la polmonite se lo portò via. La psicanalisi in quei giorni non servì. Ci guardammo e basta, lui nel letto moribondo, ed io, lì accanto, vivo più che mai ad assorbire tutto il padre mio in uno sguardo sperso e libero però nel mondo.

02/09/07

LA DEPRESSIONE DI MANLIO


LA DEPRESSIONE DI MANLIO
(contributo di Manlio...dopo 1 mese di silenzio). :)

Le prime impressioni possono ingannare.
Sento che respiro. Ma respiro anche se non lo sento.
Sento che digerisco. Ma digerisco anche se non lo sento.
Sento di vivere. Ma vivo anche se non lo sento.

LE IMMAGINI DELLA GELOSIA


(Oggi pubblichiamo la storia di Davide, che sta lavorando ormai da tempo sulla sua gelosia)

Il punto non è, per assurdo, saperti sempre immagine onirica nuova. Anche se alle volte preferirei averti ".jpg 500kb", sfondo sul mio pc.
Gelosia, lascio andare le mie ossessioni da uomo roso.
Lavoro al mio declino ogni volta che faccio emergere la gelosia dal privato dei nostri amori felici. Oggi mi piace disegnarti diversa. D'accordo, per una volta non sarai mia, ma offerta al mondo. Gratis per voi l'immagine della donna che amo. Fatene ciò che volete. Tanto, le immagini più belle le ho dentro di me.

L'inconscio


L'inconscio non ascoltato è pericoloso perché se ne va per conto suo. E da un momento all'altro può venir fuori come un'esplosione. (M.Trevi)

LA GELOSIA PER LENA, 50 ANNI, ARCHEOLOGA


(ECCO COME LENA HA DRAMMATIZZATO LA SUA STORIA).
Mi chiamo Lena e non ho ucciso quella lì per gelosia. Se Antonio si era messo con lei, io che ci potevo fare?
Se ho ucciso è perché...sì, è per gelosia.
Le ho strappato i visceri e ho sparso il sangue dappertutto; come un etrusco ad un uccello. Volevo fare l'archeologa. Mi è riuscito meglio fare il macellaio.
Amavo Antonio, ancora un ragazzo quando l'ho fatto mio, e sempre un ragazzo resterà per me. Perché ho 20 anni più di lui, 20 anni più di quella lì. "Quella lì", un atto dovuto chiamarla così. Perché non ha nome chi ruba l'amore con la giovinezza, ch'io invece ho perduto un po' alla volta, giorno dopo giorno. Ero troppo vecchia per lui? Cos'è? Non andava più bene quella mia maturità che l'ha aiutato a riprendere gli studi e la gioia per la vita? Io non odiavo quella lì. Io odiavo la mia fotografia di vecchia. Io dovevo ammazzare quella foto vecchia dentro me. Diciamo che ho fatto un sacrificio. Ed ora lei vive in me, in un carcere che si chiama età.

01/09/07

Intelligenza e quoziente intellettivo




Rispondo a Federica, così preoccupata, nell'ultimo incontro di gruppo, di non superare i test di selezione. Federica ha confessato a tutti noi: "Sono stata scartata a 3 test nel giro di 1 mese. Eppure mi sono laureata con il massimo dei voti. Forse non sono intelligente". E prosegue su questa'onda di "depressa autostima (MTN, 2003).Vi dico la mia. I test d'intelligenza sono uno schiaffo all'intelligenza, sono mezzi idioti per stabilire chi sia più capace. Alcuni colleghi sperimentalisti mi hanno attaccato, in ambito accademico ed in contesti di selezione aziendale. Ma ti rendi conto, cara Federica, rispondere scegliendo quale delle risposte è quella giusta?Ma la realtà, come sappiamo, è per fortuna diversa, e la risposta non è quasi mai una sola. Le scelte sono tante, e sono complesse. Il mondo dei test è tristemente limitato. Punta molto sulla rispostina secca, tralasciando i confini tra le diverse opzioni della vita. Ecco perché, in sintesi, i test d'intelligenza sono uno schiaffo all'intelligenza. Tu, cara Federica, continua a mandare cv. Hai solo 25 anni e un cervello grande. Con affetto, Andrea Battantier

IL SENSO DELLA STORIA



La diffusione del disadattamento trasforma gradualmente la vita nel rifiuto per le novità. Per muovere il vuoto bisogna agitarsi. Per muovere il vento basta soffiare. Brevi considerazioni, la storia altro non è che il senso della vita spiegato dopo. La storia nasce lontano e non muore mai, non si ripete. La storia sta attraversando anche te; è necessario adoperarsi per provare occasioni di incontro. Ad oggi ho incontrato milioni di persone; vorrei farle uscire dal ruolo di passante, folla indistinta, occasionale presenza strusciata. Vorrei davvero usare un linguaggio comune distribuito nel mondo in collaborazione con me, te e tutti voi. E’ con questo augurio che mi addormento ogni sera.

(tratto da: "L'ansia di vivere fa morire", Mario Thompson Nati/Andrea Battantier, ed. battar, 2006)

22/08/07

Qualità della vita: 7000 euro al mese non valgono i miei polmoni



(Quando Oscar ha capito che i soldi non valevano il suo stress)

Sono un ingegnere meccanico. Ho lavorato 5 anni in Cina. Stavo morendo di smog. Tornato a Roma mi sono accorto che non era lo smog. Era il tipo di lavoro che mi stava ammazzando. Ora ho aperto con un socio un mini bed&breakfast in Umbria. Sto meglio. 750.000 persone l'anno. Questi i morti per smog in Cina (ed io che m'ero pure comprato una bicicletta!). Ero stato chiamato a Pechino per contribuire al futuro dello sviluppo economico, ma anche, al suo dissesto ambientale. Ho respirato per 5 anni particelle tossiche. Anidride carbonica a colazione, pranzo, cena. Lavoro tanto, ben pagato. Mi occupavo del potenziamento della capacità di produzione di energia elettrica. Non so se lo sapete, ma nei prossimi anni la Cina inaugurerà 490 nuove centrali termoelettriche. I due terzi sono a carbone. Anche i miei polmoni stavano iniziando ad andare a carbone. E così, ora sto in Umbria, il mio altro modo di essere uomo. Scopritelo anche voi. Ognuno ha il suo modo di essere uomo. 7000 euro al mese in Cina? Va bene, ma due polmoni nuovi costano di più. E vale infinitamente meno del mio nuovo cuore umbro. Ah...dimenticavo: ho smesso di fumare.

Gioco d'azzardo: Monekò, l'usuraio buono


Ho iniziato ad indebitarmi giocando d'azzardo. Sono presto passato alle bische clandestine: c'era più gusto. Mi sono rovinato con videopoker e gratta e vinci e allora mio zio mi presenta Monekò (il nome è di fantasia), "...l'usuraio buono" diceva. Ogni giorno giravo per 10, 20 tabaccai. Compravo decine e decine di gratta e vinci. Sfruttavo i soldi di un'eredità. Sono arrivato a comprare un pacco di G&V. Lo so, a voi non vi dice niente, ma ve lo dico io: sono 200 gratta e vinci.
Ho iniziato per smettere di fumare. Entravo dal tabaccaio e prendevo un solo pacchetto di camel, invece che due. Per consolarmi, per tirarmi su, iniziai a prendere uno o due gratta e vinci. Per diventare milionario? Nossignore! Per tirarmi su.
Per un periodo ho fatto giocare mio figlio alle slot, tenendolo in braccio. Un po' perché mi portava fortuna. Un po' per fargli fare le abilità, come gioco per il cervello. Ma poi l'ho lasciato a casa: portava sfiga. Questa mia testimonianza è solo per dire che ci sta poco da spiegare. Un bel giorno ho detto: "Mi dovete aiutare! Sennò io ammazzo lo strozzino, tutti i tabaccai di Roma e provincia e poi ammazzo me!". E i poliziotti della squadra mobile sono riusciti ad incastrare Monekò. Ho perso mia moglie e mio figlio Tommaso. Ora ha 8 anni. Ho perso quasi tutto ma ho ritrovato la mia libertà!!! Faccio a tutti un appello: Denunciate il vostro usuraio di fiducia, confessate le vostre colpe, il vostro vizio. Basta con la vergogna. Fatevi aiutare.


PS: Chi ha sofferto a causa del gioco d'azzardo, può scrivermi e raccontarmi come sono andate le cose. Per aiutare chi ne ha bisogno.

L'ansia


Il fantasma che mi fa paura non mi tocca
ma mi apre il cuore con improvvido sorriso;
me lo ha chiuso con un ghigno che mi ha ucciso;
e non si perde in questa nebbia di pensieri.

(tratto da: "L'ansia di vivere fa morire", Mario Thompson Nati/Andrea Battantier, ed. battar, 2006)