20.1.17

REALIZZARE UNA SPERANZA

"Realizzare una speranza. Se hai una speranza e non fai nulla per realizzarla, non è una speranza ma un sogno ad occhi aperti. La realizzazione costa fatica, richiede un duro lavoro sul nostro carattere, sulle illusioni costruite intorno al nostro io, passando attraverso il nostro orgoglio a protezione della nostra vigliaccheria" (M. Thompson Nati, Verso il MIP, 1996).



19.1.17

QUANDO FAI YOGA A 15 ANNI BESTEMMI DI PIÙ

QUANDO FAI YOGA A 15 ANNI BESTEMMI DI PIÙ. "Non so perché ma quando fai yoga a 15 anni bestemmi di più. I miei non lo capiscono che sto cercando di staccarmi da loro mica per cattiveria ma perché se i miei amici mi vedono che mamma mi accompagna fino a scuola mi prendono per il culo. I miei vogliono parlare con me cercano il dialogo ma questo dialogo mica lo puoi fare per forza a volte preferisco andare a pesca con papà e restare in silenzio e pure questo è dialogo o comunque volersi bene. I miei non lo sanno che mi fanno schifo sti peletti sulla faccia e questa voce mezza da minchione, mezza da femmina, cioè femmina no, ma da bambino sì, ma io non sono più bambino ma nemmanco ancora grande. Che cosa sono io? Uno che cresce, che per la prima volta sente che deve fare da solo ma ancora non sa che cazzo fare ma vuole fare. Ma pure non fare, alle volte voglio scomparire e svegliarmi tra qualche decina di anni pronto per capire. A casa non ci sono i soldi, papà è preoccupato ed io prima volevo fare ingegneria ma oggi come oggi non lo so se mi conviene. Dovrei aiutare in famiglia, che periodo di merda. Mamma alle volte la sfanculo perché mi sembra che non capisce niente. Poi però quando vedo Mattia trattare così male sua madre, la sera mi viene di stringere forte mia madre che sopporta me, mio padre e quell'altro deficiente di mio fratello. Mio padre invece vorrebbe fare l'amico, e lo sarebbe anche se solo... non volesse far vedere a tutti i costi che è un amico. Alle volte è imbarazzante, specie coi miei amici. Non capisci se vuole fare l'amico o ha solo paura di invecchiare. E bravo papà ti voglio bene lo stesso pure se non fai il deficiente a tutti i costi, come quella volta che si è messo a correre col motorino con Thomas, dicendo che lui conosceva Schwartz e altri piloti cazzuti. Risultato? È caduto sulla tangenziale e l'abbiamo riccolto col cucchiaino. Avoja che mi diceva sul lettino in ospedale: "tranquillo te lo ricompro un altro motorino Ciccio!". Io je volevo da risponne: a papà ricomprate n'artro cervello che famo prima!". Ma siccome si lamentava e guaiva come un cihuahua ciaccato, sta risposta me la sono tenuta per me, per la prossima volta che mi dirà qualche frase del cazzo sulla maturità di noi adolescenti inquieti". (Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, 2014).


18.1.17

IL BAMBINO DENTRO NOI

"Io non vorrei mai tornare bambino!". "Ah che sottile dolore nel sentire queste parole. Dice Lao Bu-Shem: Non abbattete il bambino dentro voi. Poiché l'adulto senza il bambino è ancora più perduto di un bambino senza l'adulto". (T. Bergen, 2009). 



15.1.17

LA FIDUCIA (TRADITA)

LA FIDUCIA (TRADITA).  "Quando non sei amato per troppo tempo, non ti fidi più, e preferisci stare solo. La fiducia è l'incontro tra i risultati passati e le nostre aspettative future. La fiducia è rassicurante, rende un rapporto amorevolmente prevedibile (non scontato). Ma quando il destino sembra essere deciso, e la disperazione ammanta una storia finita, occorre ricordare che la solitudine non è necessariamente stare soli. È il tempo che ci è dato per capire,  allontanandosi da facili pretesti d'accusa agli altri. Gli altri, sì va bene, ma noi dov'eravamo? Possibile che siamo sempre noi i poveri agnellini sacrificati? Però, chissà, magari quando sbagliavamo non ce ne accorgevamo. Forse fummo noi i primi a non amarci, a riporre troppo ideale in testa a chi non meritava, o non poteva, o non voleva. Termina l'idealizzazione quando si vedono nell'altro tutti i difetti, ma siamo sicuri che prima fosse tutta meraviglia? Proviamo a scovare e a sciogliere bugia e adulazione, innanzitutto dentro noi. Alle volte si perde per ritrovare altro. E per dimostrare di essere amati, iniziamo ad amare noi stessi". (La fiducia, Andrea Battantier, verso il MIPA, Modello Ideale di Partner, 1994/96). 



13.1.17

DA ERRORE NASCE ALLE VOLTE NUOVO AMORE

DA ERRORE NASCE ALLE VOLTE NUOVO AMORE. "Oh voglia di te, che mi assale nei momenti impensati e lentamente sospiro sapendoti lontana. Anch'io so che il verbo è HO, eppure Martina, amore mio, non fare la maestrina, poiché, da errore nasce a volte un nuovo amore. Tu mi correggi con la biro, ed il mio OH sa di tristo sospiro, e si perde nel vento grazie a una virgola, Rapito ti ammiro, mia principessa Zaffìro". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2012, Riccardo, 14a, l'amore in ritardo). Illustrazione di Paola Luciani.


12.1.17

LA FELICITÀ

LA FELICITÀ "La felicità non è solo una parola. Forse, l'amore è un'illusione, ma la sua felicità è reale, come la paura che ne consegue, e la voglia di saltare, e raccontarlo a tutti. La felicità è un momento prezioso in cui qualcosa di speciale accade. Non serve un grande amore per una grande felicità. La felicità è uno stato mentale, e l'amore è il suo occasionale migliore amico. Cerca di cogliere al volo la felicità nelle piccole cose di tutti i giorni...adesso. Trova la tua felicità. Perché non è solo una parola, anche se molti cercano la GRANDE FELICITA' senza darsi da fare per ottenerla nel quotidiano. Di doman non v'è certezza. La felicità è ora! Ora! ORA!". (M. Thompson Nati, "Happiness is a warm cup of tea", 2011).  "Happiness is not just a word. Perhaps love is an illusion, but his happiness is real, his need to scream, jump and tell it everyone. Happiness is a precious moment when some special things happen. It does not take great love to do great happiness. Happiness is a state of mind, and love is his part time best friend. And when there is a chance of happiness, take it all. The power of happiness is "Now", in everyday life, in little things and you'll have to find out for yourself. Happiness is not just a word. Everybody wants the big happiness and they don't want to work for it in everyday life. Tomorrow never knows. Happiness is now!". (M. Thompson Nati/A. Battantier: "Happiness is a warm cup of tea", 2011). (Illustrazione di Paola Luciani).



L'ARMONIA DI CHARLIE BROWN

L'ARMONIA DI CHARLIE BROWN. "Era un movimento molto disordinato. Quelle parti di me in divenire perennemente confuso, senza un criterio apparente. Presi a farci caso. Da qualche parte si andava, quelle tante particelle presenziavano alla vita. Era un movimento molto disordinato, si andava da qualche parte. Si finisce sempre per andare da qualche parte. Capire dove, mi avrebbe permesso di comprendere l'agitazione che da sempre pervadeva l'essere. Quegli urti, le guerre lancinanti entro me, i conflitti che mi attanagliavano e non trovavano risposta se non in nuove battaglie logoranti. L'armonia. Non l'avevo considerata. In fondo l'armonia è un insieme ordinato di caos sconclusionato, che trova ragion d'essere in un nuovo respiro primordiale". (M. Thompson Nati, A. Battantier, I talenti nel bosco: storia di 6 ragazzini che entrarono nella leggenda MIP, 1996).  "La scelta c’è dove c’è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c’è necessità di scelta, c’è azione". (J. Krishnamurti).


11.1.17

ADESSO È COSÌ

ADESSO È COSÌ. "Cadi alle volte, guerriera. Ma ti conosco, saprai rialzarti. Cresce la forza nel dolore. Non è ancora finita, e la sconfitta sa come temprar lo spirito al senso della vita. Sembra più bello il divertimento, dopo aver capito che il gioco non ha un regolamento. Ma soffri ridendo, oppure in silenzio, altrimenti il dolore lo raddoppi ai dadi per ogni lamento. E se non è quello che avevi desiderato, che almeno tu ci abbia provato. Adesso è così. Adesso è così". (A. Battantier, 2016).


8.1.17

GUERRIERA

GUERRIERA. "Sono rinata al concerto di Mengoni. Non un giorno qualunque. So che non aspettavi altro per avere un contatto con me. Ci sarà qualcuna delle donne tue, avremo gli occhi puntati. Sono agitata come prima di andare in scena, ma, varcata la soglia dello stadio, le mie paure svaniscono. Mi sento invincibile e so che tu nel cuore mio non passerai. Mai più. Perché ho smesso di crederti. Tu molli il posto sugli spalti e ti avvicini, aspettando la mia attenzione. Ma è impossibile crederti ancora. L'ho fatto fino a ieri, e fino a ieri è stato un giorno qualunque. Da stasera inizia il viaggio verso me. Ti avvicini con quell'aria distratta ed io ti guardo, ma non ti vedo. Mi tocchi e mi concentro a pensare che non sia la tua solita mano. Troviamo posto tra la folla, sospinti dai rumori intorno a noi. Mi sembra attutito il mondo attorno, e soprattutto la mia vita non ascolta te. Penso alla neve prima che cada. Sento il tuo disagio, il tuo imbarazzo. Se fossi te, lo giuro, mi vergognerei. Ti entro nella testa e lo so, ti senti perso, perché non ti permetto di entrare nella mia. La risata goffa, la battuta, la birra. Sì, certo, tenti coi tuoi soliti modi, ma stavolta sai che qualcosa è diverso. Io sono diversa. Ho tagliato il filo invisibile che ci legava. Per non farmi più trovare, per ritrovar me stessa. Sono qui come ci sono sempre stata, ma non per te. Brillo stasera di una luce nuova e se ne accorgono in molti, tu per primo. Chissà, chi ci conosce, ha notato tutto questo? Oppure nel silenzio delle cose non dette e non fatte ce ne siamo accorti solo noi? Che importa, ormai. Me ne vado lasciandoti lì, solo con i tuoi mille interrogativi. Sembra una di quelle sere nelle quali te ne andavi e mi lasciavi nel dolore di un'attesa, per un nuovo gioco sporco. Mai più. Per sempre me stessa, stavolta sono io, me ne accorgo. T'ho voluto bene veramente. Ma questa volta, alle tue stupide lusinghe resto indifferente. Io non ti aspetto più. Penso a te, una delle cose che non ho. Ed è per questo che t'ho dato via, per prendere me stessa e adesso sono pronta a correre, a saltare il mondo, fin dove si vola. Lontanissima da te. Finalmente un finale diverso. È questo l'essenziale".  (A. Battantier, Memorie di un amore, 2016, Guerriera Ritrovata).



4.1.17

E quando sono triste

"[...] E quando sono triste, a terra, penso al cielo, e a chi sta sotto terra. Sovente scordiamo i vantaggi dello stare in terra, lo diamo per scontato. Eppure chi lo ha detto che vivere sarebbe stato facile? Non è facile, ma neanche impossibile. Forza, orsù, ripartire, con tutto l'amore che sapremo donare". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le lettere, 1932). 



1.1.17

L'AMORE PERFETTO

L'AMORE PERFETTO. "Il trucco sta nell'essere sempre un po' bambini. Abbracciandosi  in riva al fiume dei nostri desideri". (M. Thompson Nati, 1970). [...] "Ma chi mai ha ricevuto l'amore perfetto? Ognuno avrà sempre qualcosa da dire sull'amore negato, poiché l'amore non basta mai. E nella vita, anche chi ha smesso di cercarlo, in cuor suo non anela che ad esso. L'amore da grande incontra l'amore dei bimbi di allora, in quel tempo cattivo che ha rubato l'amore sempre desiderato. Chi può dare l'amore a un bambino ormai grande? Forse un grande che dentro ha un bambino. E ci aspetta per giocare all'amore, il bimbo col bimbo ed il grande col grande. E insieme si va, mano alla mano, sereni d'incanto, incontro alla sera". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

30.12.16

IL NOSTRO BENE, I SOGNI, LA REALTÀ

IL NOSTRO BENE, I SOGNI, LA REALTÀ. "Ma lento e inesorabile proceda il nostro bene, levando via quei sogni inutili, lasciando quelli che -con desiderio e sudore- diverranno realtà". (M. Thompson Nati, Augurio per un nuovo anno). 



29.12.16

I TRENI DELLA VITA

I TRENI DELLA VITA. "Voglio imparare a vivere di gusto e di gioia, mentre aspetto il mio treno. Questi che ho avuto non erano treni ma carriole sui binari della noia". (T. Bergen, Era lei, 2009. Bilancio di vita alla stazione).



LA VERITÀ

LA VERITÀ. "La verità non sembra mai vera, scriveva Simenon. Alle volte la vita ha un percorso che non capiamo subito, ma nel tempo svela il suo perché, traccia a traccia. La verità sembrava vera all'inizio, quando era fascinazione, e lo diventa alla fine come consolazione e spunto di rinascita. Verità era nel mentre, quando sentisti quella scossa, quella frusta fin dentro le viscere e il cuore". (A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, 2003).

PAROLE

PAROLE. "Le tue parole, gesti dolcissimi e inconfessabili. Amo quel che scrivi, vedo i tuoi occhi piangere. E si confondono le sofferenze, perdendosi in un attimo ancora senza fine, dove sognare è lecito. Non torneranno le cose passate, me noi non le lasceremo andare via. Salveremo tutto coi ricordi, e le parole mai dette, protette dentro noi. E che siano perdonate le stronzate di due illusi". (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, A. Battantier, 2003).




TE STESSO

TE STESSO. "Sii te stesso!". Ma...io...sono me stesso!". "Sei te stesso con gli altri, ma non sei te stesso con te stesso". (Thomas Bergen, Era lei, 2009. Frank all'amico politicante che ha fatto carriera).


27.12.16

E COLMIAMOLI STI CAZZO DI VUOTI

E COLMIAMOLI STI CAZZO DI VUOTI. "I vuoti pieni di silenzio. Il buio lacerava l'anima. Mi aggrappai a chi amore dispensava e dirompente mi riempì di cartilagine e nefandezze, scambiate per dolciumi. Illusione, dipendere da chicchessia eletto a regola di vita, ultima e sublime scimitarra del mio filo logico. Solo con me stesso non volevo starci eppure, quella notte mi svegliai trovandomi abbracciato ad un cuscino. Ero lì, a scaldarmi coi pensieri. Ponti sul vuoto, passaggi verso nuovi desideri di vita".  (A. Battantier, 1994).



KARMA: LASSA CHE TI PASSA

KARMA: LASSA CHE TI PASSA. "C'era un tempo ch'era come se io avessi una qualche forza d'obbligo d'assolvere per stare bene. Ma più facevo e più sembrava allontanarsi il bene. Mi cimentavo in compiti ostinati e fastidiosi che, nella mia testa, avrebbero aiutato a disbrigare qualche lontana faccenda di coscienziosità per l'anima. Continuavo ad agire, sperando, prima o poi, di stare in armonia con me stesso. E invece. Alle volte si dice: 'È il destino!'. Sì, va bè, ma possibile che 'sto destino fosse tutto compatto universalmente contro me? Più facevo e più morivo, schiacciato dalle condizioni avverse, dal disinteresse e l'egoismo altrui. Qualcosa non andava per il verso giusto". (Karma: Lassa che ti passa, A. Battantier, 2016).


IL PARCHEGGIO DELL'ANIME

IL PARCHEGGIO DELL'ANIME. "Veduta dal parcheggio dell'anime. Seguire la mappa, dai cipressi, al campanile, disperdersi, su alle nuvole, per il lieto dormire". (Formello, 2016, A. Battantier). 




IL CASO E IL SENSO DELLA VITA

SUL CASO ED IL SENSO DELLA VITA "La libertà di nuove strade nasce dal caso che incontra la necessità. [...] Anche ciò che non era previsto, da qualche parte stava andando ed io l'ho incontrato e lo incontrerò ogni nuovo giorno". (Lao Bu-Shem).





26.12.16

LA NANA BIANCA

NANA BIANCA. "La stella muore disperdendosi poco a poco. Infine si raffredderà, diventando il cristallo più grande dell'universo". (I diari di Major Tom. A. Battantier, 2016).


22.12.16

PERLE AI PORCI

"Doni sempre troppo di te. Perle ai porci. Impara a farti conquistare. Basta mollichei. Prenditi la torta per intero". (T. Bergen, Era lei, 2009. Il bigliettino anonimo che LEI trova sotto la porta).

Oblivion Station

"Ragazzi miei la libertà va conquistata. Ho capito da vecchio che vivere da codardi è una scelta. I problemi vanno affrontati e nel reale c'è la soluzione. Da giovane mi lamentavo alimentando i dubbi. Mi sento ancora dentro la forza di un leone e raccomando sempre ai miei nipoti: siate forti già da adesso, non c'è niente da aspettare". (La percezione della vecchiaia e della morte, A. Battantier, Raffaello, 2007).



CANTO L'UOMO MORTO

"Canto l’uomo morto, non dio risorto. L'uomo infangato, impazzito, ficcato dentro il chiodo ed il legno, intirizzito, nudo e straziato, seppellito. Canto la rabbia e l’amore di chi è stato vinto, respinto, l’uomo perduto che chiede aiuto". (R. Roversi, libera riduzione e adattamento, A. Battantier, Notte di Natale, 2012).

https://m.youtube.com/watch?v=a4c0k4lD8lU

IL MESSAGGIO ERA CHIARO

IL MESSAGGIO ERA CHIARO. "Non parlare! Il messaggio è chiaro: quello che non vorrei mai sentire. Lasciami sognare nel varco dell'incertezza. Ricordi sbiaditi, sempre meno presenti a loro stessi. Ricordi confusi nell'amara verità. Erano gli abbracci, amori aggrappati al filo dell'illusione. Meccanismi perfetti non lo saremo mai, eppur realizziamo leggerezza animando i sogni. Non è difficile. Difficile è svegliarsi, la realtà lenisce le ferite troppo lentamente. Aspetterò, sapendo che...ma sapendo che, sapendo un cazzo ecco che so! Me ne torno verso casa, non hai parlato, non ho capito perché è finita. Ma ho capito. Il messaggio era chiaro". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005). 





21.12.16

NEL CENTRO DI QUESTO NATALE

NEL CENTRO DI QUESTO NATALE. "Camminiamo come insetti, nel centro di questo natale. Robot apparentemente anarchici creati da un piccolo dio fascista che ha il cervello più rude di noi. Siamo stati costruiti, una notte di qualche tempo fa. Siamo esseri altamente manovrabili, in questa via del corso che non finisce più. Agiamo autonomamente, facendo però la fila per vendere e comprare ali sempre nuove. Non abbiamo sei zampe, ma è innegabile che nel tempo siamo notevolmente migliorati". (Andrea Battantier, 1998). 




20.12.16

AMORE PESANTE, LEGGERO, PROFONDO, SUPERFICIALE

"[...] Lo sai cosa io rifuggo da te? La forma specifica della rottura di palle. La forma che diviene sostanza nella pesantezza testicolare. D'altronde, chi ritiene d'esser tanto profondo, spesso è solo pesante, nella sua convinzione che chi cerca leggerezza sia un superficiale. Vero sarà anche il contrario, ecco perché ho scoperto che, difficilmente, un PESANTEMENTE PROFONDO legherà con un SUPERFICIALMENTE LEGGERO. E, se legherà, sarà in compagnia di 2-300 chili di pietre fino in fondo al mare. Alle volte è meglio tenersi strette le proprie profondità o le proprie leggerezze, pur auspicando che sarebbe bello, come insegnava Lao Bu-Shem: arrivare alla leggerezza senza essere superficiali, alla profondità senza essere pesanti". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).



NOTTE DI NATALE II

NOTTE DI NATALE II. Un ladro al lavoro, la notte di Natale. Imprevisti del mestiere. E un po' di tenerezza. Un mio vecchio corto, con mia figlia Vittoria.

19.12.16

SU, GIÙ, LE FASI DELLA VITA QUI E OLTRE IL KARMA: FINCHÉ NON CAPISCI L'ERRORE LA VITA TE LO RIPROPONE IN VARIE SALSE DI MERDA

SU, GIÙ, LE FASI DELLA VITA QUI E OLTRE IL KARMA: FINCHÉ NON CAPISCI L'ERRORE LA VITA TE LO RIPROPONE IN VARIE SALSE DI MERDA. "Alle volte va bene, alle volte una melma che poi scopri era merda. Le stagioni della vita possono alternarsi in un giorno solo. Che bello quando ti va tutto bene, io ho avuto quei periodi di serenità, amici, il ragazzo, la scuola, alla grande in famiglia. Poi si fece scuro: i miei separati, la malattia e la morte di nonna, Alfredo con Gaia Lucilla (troietta), la bocciatura. Sembrò andare tutto storto per 3 anni. Poi cambiai scuola, città, ed infine a 20 anni paese. Lentamente tornò il sereno. Ma le cose non cambiano affatto senza fare niente, serve l'avvio di una coscienza. Io capii che avevo dato troppo ad Alfredo. Capii che la malattia e la morte fan parte della vita, che le scorciatoie di droghe e compagnie sbagliate non portavano alla strada desiderata. Però rimasi dell'idea che Gaia Lucilla fosse una troietta. Ho capito che le situazioni assurde e imbarazzanti, quelle nefaste, servono a qualcosa. Io ho capito che finché non capisci l'errore, la vita te lo ripropone in varie salse di merda. Per iniziare qualcosa di nuovo risulta utile portare a termine il vecchio. E se c'è impedimento, occorre capire perché e come risolvere. Le crisi si risolvono iniziando ad affrontarle, preparando il cambiamento a tempo debito, ma mica tutto e subito, meglio poco alla volta, serve tempo, il tempo che serve il cambiamento. Intanto io consiglio: liberatevi dai pesi. Sia leggera l'esistenza, il peso giusto per non disperdersi nel vento. E soprattutto: un po' di coraggio. Giocare seriamente alla vita implica saper scegliere con le invenzioni della fantasia. Come scrisse nel 400 a.c. Lao Bu- Shem: "Desidero inventare senza costrizioni. Libera anima, inventa mentre esisto nel reale che non c'è"". (A. Battantier, Memorie di una dipendenza, 2007, F. Brà).




18.12.16

PROFONDO MILLE BACI (L. Cohen)

PROFONDO MILLE BACI. "Dopo le tue piccole vittorie, sei chiamato ad affrontare l'invincibile sconfitta. Vivi la tua vita come fosse reale. Perdi il controllo, scivoli, promesse da mantenere. Abbandoni tutto per restare in vita, in un abisso di mille baci". (L. Cohen, A Thousand Kisses Deep). "You win a while, and then it’s done, your little winning streak. And summoned now to deal with your invincible defeat. You live your life as if it’s real. You lose your grip, and then you slip, and promises to keep. You ditch it all to stay alive, a thousand kisses deep". https://m.youtube.com/watch?v=M1mkFKVns6U



GIOCO D'AZZARDO

"C’era fra noi un gioco d’azzardo. Certe parole sembrano pianto, sono salate, sanno di mare, chissà, tra noi, si trattava d’amore, un gioco di vita, duro e bugiardo, volersi e desiderarsi facendo finta d’essersi persi. Adesso è tardi e dico soltanto che si trattava d’amore, e non sai quanto". (Paolo Conte, Memorie di una canzone).


17.12.16

PER LIBERARE LA CREATIVITÀ DENTRO DI NOI

"Basterebbe chiudere gli occhi e non pensare a niente. Il cervello è organo pigro, che si attiva in alcuni, rari momenti. Sta a noi coglierli, cavalcando le onde del genio. L'area dei ragionamenti più complessi -la corteccia temporale e frontale- sovente vien distratta da elementi superflui, che inibiscono la creatività. Ma è pur vero che sono proprio questi elementi superflui ad attivare la voglia di cercare una soluzione alternativa, in grado di risolvere creativamente un problema. Ma quando ci rendiamo conto che sono eccessivi gli sforzi per trovare una soluzione -che sembra non arrivare mai- bene, allora il consiglio è quello di chiudere gli occhi e non pensare assolutamente a niente. Ma proprio a niente. A niente. A niente. Voglio ripeterlo ancora una volta. A niente. La concentrazione va e viene e voi non dovete fare NIENTE per farla vostra. Abbiamo cominciato a capire come funziona il cervello: per creare non occorre fare niente, in attesa che il 'lampo neuronale' riattivi l’inconoscibile melassa cognitiva. Satori zen: in Oriente c’erano arrivati 2, 3 mila anni fa". (M. Thompson Nati, Around, 2015. Around Lao Bu-Shem).


16.12.16

L'ONDA DELL'AMORE

L'ONDA DELL'AMORE. "Parlavano e le corde si tendevano in concerto con i cuori, colpiti dalle vibrazioni d'essere compresi finalmente in uno. L'intensità di questo amore si misura con il fatto che scompare il resto: tutto l'energia dell'onda spazza via. Nasceva l'onda dell'amore propagandosi, portando l'essenziale fino al limitar del vuoto". (A. Battantier, 1990).



15.12.16

L'IMPORTANZA DELL'ANSIA

L'IMPORTANZA DELL'ANSIA. [...] L'ansia non vuole solamente dirti di restare a casa, quanto piuttosto di andare avanti nell’esplorare e accendere il tuo modello ideale di persona. L'ansia non è la malattia, ci racconta di un disagio dell'Essere, e del desiderio di intraprendere strade nuove alimentate da passioni vive inscritte in equilibri armoniosi". (M. Thompson Nati, "L'attaccamento e il conflitto d'ansia", 1999).

La foglia e l'albero

"La foglia e l'albero affidato al mio giardino. E’ una sola cosa viva che in se stessa si è divisa. O son due, che hanno scelto di conoscersi come uno? Ma in fondo, non avverti nei miei canti ch’io son uno e doppio insieme?". (Liberamente J. W. von Goethe, riduzione e adattamento A. Battantier, Epperò il jazz vive qui, 2016, ABSDPH). 




In foto, "Ginkgo biloba", l'albero dei dinosauri. Sei esemplari sopravvissuti alle radiazioni della bomba atomica su Hiroshima, simbolo della città di Tokio, nella sua veste autunnale.




14.12.16

Smettere di lamentarsi? Si può!

"[...] Poiché ai lamentosi accade tutto di storto. E già smettere di lamentarsi rende un poco più diritta la via smarrita". (M. De Pretis).


13.12.16

Tutto guardate come fosse una stella

"Tutto guardate come fosse una stella, una bolla sull'acqua, una goccia di rugiada. Adesso è così e nulla stringe chi vuole l'illusione. Vada come vada". (Lao Bu-Shem, Vajracchedika, Il Sutra del Diamante).



12.12.16

Conscio e inconscio

"Conscio e inconscio si muovono nella stessa direzione, verso uno specifico stile di vita". (A. Adler).



10.12.16

MA IO HO PAURA VERAMENTE

MA IO HO PAURA VERAMENTE. Le paure dei bambini, le paure dei grandi. Chi ha più paura?
https://youtu.be/bwfiq1rxOqY

Innamorarsi di se stessi

"Il dolore più grande è non essere desiderati, rendersi conto che i tuoi genitori non hanno bisogno di te quando tu hai bisogno di loro. Quando ero bambino ho vissuto momenti in cui non volevo vedere di non essere voluto. Questa mancanza di amore è entrata nei miei occhi e nella mia mente. E così, solo quando sarai innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice e potrai amare qualcuno". (J. Lennnon).



6.12.16

LA RICERCA DELLA PERFEZIONE: LA SPOSA DI GHIACCIO

LA RICERCA DELLA PERFEZIONE. "Era una mattina d'inverno, un uomo osservava un ghiacciolo pendere dalla grondaia: 'Come sarei felice se avessi una donna così bella, sottile, perfetta'. Arrivò sera e sentì bussare alla sua porta: 'Sono la ragazza-ghiacciolo di questa mattina'. Lui la guardò incredulo, estasiato e la fece entrare. L'indomani l'uomo si svegliò, non vedendola e non udendo alcun rumore, iniziò a cercar la ragazza per la casa. Ma quando aprì la porta del bagno, vide in terra, sopra ad una pozza d'acqua, un pettine da acconciatura e una forcina". (Fiabe giapponesi, la sposa di ghiaccio, riduzione e adattamento A. Battantier, 2016).


L'ADDIO IN UN CIAO

"Evidentemente ADDIO era una parola troppo dura per me, e allora lei mi disse solo CIAO. Mai più io la rividi. Quel CIAO fu il mantra di una dolce morte nei mesi a venire". (Era lei, 2009, Thomas Bergen).




1.12.16

LA VITA PERDUTA CI SI RIVOLTERÀ CONTRO

LA VITA PERDUTA CI SI RIVOLTERÀ CONTRO. "Sono convalescente. Sono avvenute trasformazioni, ora per ora. Sto arrivando all'essenza. Voglio fare i conti con l'invisibile. Per arrivare alla purezza dei sentimenti. È questa la moneta dell'onestà. Vediamo se sono capace di volermi ancora bene. Mia nonna diceva: 'Non ho più tempo per bere del vino cattivo!'. Mio nonno preferiva: 'Chi non sta con me in tempo di guerra non sta con me in tempo di pace!'. Figurarsi chi non sta con me in tempo d'amore. Non sto scappando, sto vivendo il mio viaggio, che mi porta incidentalmente lontano da te. Noi siamo quello che scegliamo di essere. Anche incidentalmente, siamo noi che scegliamo". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Ogni vita non vissuta accumula rancore verso noi, dentro noi, moltiplicando le presenze ostili. La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung).


30.11.16

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE. "Lasciare scivolare il male via da me. O almeno poterlo immaginare. La morte violenta di un amore, è come un walkie talkie che non parla più. Pshhh bzzz bzz bz Z. Come è successo? Quando? Dov'è il buco che ha assorbito tutto? Senza parole verso la resa, ma la bandiera bianca non è ancora tesa, l'orgoglio che rifiuta di accettare il male". (A. Battantier, Memorie di un amore, 2003, ABADP).


28.11.16

La vita non vissuta

"Ogni vita non vissuta accumula rancore verso di noi, dentro di noi: moltiplica le presenze ostili. La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung).


25.11.16

PAROLE

PAROLE. "Le tue parole, gesti dolcissimi e inconfessabili. Amo quel che scrivi, vedo i tuoi occhi piangere. E si confondono le sofferenze, perdendosi in un attimo ancora senza fine, dove sognare è lecito. Non torneranno le cose passate, me noi non le lasceremo andare via. Salveremo tutto coi ricordi, e le parole mai dette, protette dentro noi. E che siano perdonate le stronzate di due illusi". (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, A. Battantier, 2003).


20.11.16

Esplora, sogna, scopri

"Tra vent'anni potresti essere molto infastidita e arrabbiata per le cose che non hai fatto. Esplora. Sogna. Scopri". (M. Twain, riletto da Vitto kiii). 



LA GIRAFFA IN METRO


LA GIRAFFA IN METRO. "Entrata in metro ho chiesto al mio vicino -poteva essere mio padre- che ci facesse una giraffa in carrozza. Il tizio giocherellava con il tablet, nessuno sembrava accorgersi della giraffa. Ho  inviato una domanda a Mike, l'amico mio nerd, ma lui mi scrive: 'Non so niente, ora preparo cannetta numero 5. Cmq amoruccio, le giraffe non possono entrare in metro, sbattono la testa...a meno che...Nadia ma che è una giraffa nana come te ah ah?'. Niente affatto, non è nana, è alta, ma sembra a suo agio. Chissà, forse devo smetterla di farmi assegnare le linee guida del mondo da queste 5 o 10 droghe che assumo come fossero caffè o bicchieri d'acqua. Il fatto è che sono sempre stata una bimba tranquilla e ubbidiente, e per andare fuori di testa ho dovuto aiutarmi, perché da noi bisogna sempre frenarsi e controllarsi e trattenersi compitamente e doviziosamente aspettare in un angolino assegnato e vaffanculo a questa ipocrisia del mondo, sono stanca e mi sono andata a sedere accanto alla giraffa. Non sono pazza, sono solo insopportabilmente stanca di questa situazione assurda e imbarazzante di morte civile dentro. Ho sempre amato le giraffe perché sembrano buone ma, quando gli girano le palle tiranno certi calci che spaccano in due pure i leoni. Però a pensarci le giraffe mangiano acacie e mica c'hanno bisogno di droga per invocare lo spirito giraffa di Bruce Lee a donare loro forza. Comunque, prima di scendere a Termini, ho preso coraggio e ho detto alla giraffa: Ciao amica mia, ti ringrazio per avermi cercata, sai che c'è? 'Da oggi tiro calci e inizio a prendere solo infusi d'acacia'. E me ne sono uscita e mi è sembrato, per un attimo, di avere il collo più lungo". (Memorie di un adolescente, Leggende degli animali, A. Battantier, 2014. Nadia Lee 17a).



Bullismo: come annientare i bulli

SI SUICIDA DOPO LA DENUNCIA AI BULLI. "In classe abbiamo parlato di un ragazzo suicida, dopo aver denunciato i suoi bulli aguzzini. Non ce l'ha fatta, ma COLPEVOLI non sono solo questi 4 stronzi. COLPEVOLE è la cosiddetta 'brava gente' che li lascia fare, perché i bulli hanno una specie di lasciapassare o condono sociale. Questo ragazzo da un anno non usciva praticamente da casa. Si vergognava per i video e le beffe continue, ripeto, nella complicità generale. Noi pure nel quartiere abbiamo problemi con i bulli. A me non fanno paura perché pratico BJJ da quando ho 7 anni e 2 o 3 di loro  li ho già ripassati una volta. La tristezza dei bulli è che attaccano sempre i deboli e gli indifesi, come tante jene codarde che se la prendono con un piccolo gnu o una zebra ferita. Io non ho paura dei bulli, io ho paura della 'gente' che ghettizza e cerca il nemico facile, o che si nasconde pensando non sia mai un suo problema. Invece certi episodi vanno bloccati sul nascere. Io vorrei che in futuro ci fosse più unione tra le persone, l'unione fa la forza, e non è solo un modo di dire. Esempio? Quel ragazzo sarebbe ancora vivo se nella sua scuola di 300 persone tutti lo avessero difeso, isolando quei miserabili bulletti assassini". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2015, frammento di Virgilio, 16 anni).



LA TAVERNA DELL'INCONSCIO

LA TAVERNA DELL'INCONSCIO. "Ho fatto casini ultimamente". "Se i casini portano alla serenità, ben vengano". "Bè...insomma, serenità...sto di merda". "Hai fatto il pasto più lungo della pancia. E sai una cosa? Hai fatto pure i conti senza l'oste". "Scusa e chi sarebbe l'oste?". "L'oste?  Sei te! Alla fine dovrai fare i conti con te stessa!". "Ah ah! Mi dispiace non c'ho i soldi, e l'oste non lo pago!". "Sarebbe bello vero? Ma l'oste della coscienza alla fine lo paghi sempre!". "See! Pure se scappo?". "Pure se scappi. La coscienza in un modo o nell'altro si fa pagare sempre! E pure l'inconscio non ascoltato!!!"." Vaffanculo a te e all'oste, m'è passato l'appetito!". (Era lei, T. Bergen, 2009).





18.11.16

L'arte di vedere le cose invisibili

"La visione è l'arte di vedere cose invisibili. E la vaghezza aiuta a definire meglio il quadro". (M. Thompson Nati: Van Gogh, Swift, nonsense and some other favourites things). 




Sognare

"C'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti, perdere la voglia di sognare ancora". (S. Freud).


17.11.16

HANDE KANDER

CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. "Ero una ragazza trans. Volevo fare la maestra, ma sono finita ammazzata da odiatori di esseri umani. La mia famiglia mi cacciò di casa. Finii per fare la prostituta. Mica era quello il mio sogno, mica ho scelto di battere in strada. Non avevo alternative. Ero una ragazza trans, ed in Turchia non te lo danno il lavoro se sei trans (chissà invece negli altri paesi!). Amavo la vita, ed il mio sogno era uno: il diritto di esistere come sono. E fare la maestra. Il diritto all'esistenza passa attraverso la resistenza, ed io ho lottato, diventando un punto di riferimento LGBT nel mio paese e nel mondo. Ma le dittature temono le teste pensanti, le minoranze che portano avanti i cambiamenti. Ogni dittatura sa come muovere le teste calde, ha i suoi bravi burattini. Non vi racconto come è andata l'ultima notte della mia vita in terra. Non importa perché io sono ancora viva, fintanto che qualcuno porterà avanti il mio nome, le nostre idee di cambiamento. Ho imparato a perdonare, a sorridere nel sogno, a perdermi nel vento. Il cambiamento cerca noi, bussandoci alle porte, anche quando pensiamo di non essere pronti. Il cambiamento, incurante di pur immense, inutili resistenze, spazza via tutto, perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso di energia, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, ci lasciamo andare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, 2016, CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. Dedicato a Cristina Leo).



LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO

LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO. "Mi piace il tuo viso scolpito dai disegni del tempo. Hai imparato a perdonarti, a sorridere nel sogno, a brindare agli anni ormai passati, a perderti nel vento. Piacersi è amore. Il cambiamento cerca noi, bussandoci alle porte, anche quando pensiamo di non essere pronti. Il cambiamento, incurante di pur ammirevoli, immense, inutili resistenze, spazza via tutto -come il mare-perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso di energia, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, ci lasciamo andare. Nuovi sentimenti preparano il pensiero che ancora ha da nascere. Possono spuntare le ali dalla schiena di un uomo? Sì, ma non bisogna solo crederci. Utile è il volare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. Stare male è molto utile. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, Ylpa Racine, 2016).

16.11.16

PASSATO-PRESENTE-FUTURO

PASSATO-PRESENTE-FUTURO. "I tempi iniziano ad essere maturi per cambiamenti importanti. Il futuro è ancora tuo. Te l'avevano solo rubato. Riprenditelo. Ma ricorda che l'attesa del futuro è il fallimento del presente. Siamo coinvolti anche noi in questo futuro da ri-conquistarci". [...]  "Te ed io, soli, tra le immagini di un passato che si ostinava a non andar via. Soffocando il futuro che, ormai, pigolava sempre più flebilmente. Quando il passato ed il futuro si sfidano all'ultimo sangue, sta al presente frapporsi e ergersi ad arbitro, giudice, confidente, tirando le fila tra il vecchio, da custodire, e il nuovo, da costruire". (M.Thompson Nati, Amori al bar, 2005).



15.11.16

LA TRASMIGRAZIONE DELL'ANIMA IN VITA

"Finalmente l’anima mia esplode e saggiamente mi grida: Non importa dove! Purché sia fuori di questo mondo! [...] Così ciascuno fugge se stesso, ma, a quel suo ‘io’, naturalmente, come accade, non potendo sfuggire, malvolentieri gli resta attaccato, e lo odia". (Baudelaire, N’IMPORTE OÙ HORS DU MONDE/ Lucrezio, De Rerum natura).  



12.11.16

GIOCARE SERIAMENTE

MI SONO SEMPRE DIVERTITO. "Mi chiamo Jean-Michel Saive ho 47 anni e gioco a ping pong. Ho rappresentato il Belgio in 7 edizioni dei giochi olimpici, e sono stato il numero 1 del ranking mondiale. Ma non è questo il punto. La cosa importante è che io mi sono sempre divertito. Mio padre era un campione del ping pong, mamma ha vinto il campionato di doppio femminile quando era incinta di me. Ricordo ancora nella pancia i movimenti, le strusciate a terra, il POC della pallina. Com'è, come non è, ho vinto 130 medaglie, un po' qua un po' la, ma divertendomi sempre. Lo sport senza tanti soldi fa divertire di più. Con il mio amico Chuang Chih-Yuan, al Tai-Ben International abbiamo dato vita alla partita più buffa della storia del tennistavolo. Mi facevo vecchio, lui giovane e promettente, è stato bello giocare alla vita. Consiglio a tutti di giocare seriamente alla vita". (M. Thompson Nati, Around. Around Jean-Michel Saive, 2016). https://m.youtube.com/watch?v=PAzQqqJycF0

È come andare in bicicletta...

"Albert: -È come in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio, muoviti!
Tea: -Non ci riesco!
Albert: -Se sei paralizzata cadi!
Tea: Ma come faccio se son paralizzata!!!?
Albert: -Muoviti!
Tea: -Ma dove!!? Dove mi muovo??
Albert: -Intanto muoviti, poi la strada si farà...". (T. Bergen, Era lei, 2009).


IL TEMPO SIAMO NOI. "Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando"..."serve liberarsi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”... "la farfalla non conta i mesi ma i momenti, ed ha tempo a sufficienza". (Frammenti del tempo, ALBERT EINSTEIN, ALDA MERINI, RABINDRANATH TAGORE). 




11.11.16

Il limite

"Gli incontri più importanti generalmente avvengono quando arriviamo ad un limite. Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente." (libera mente P. Coelho, 11 minuti, da Rolly&Silvestro).



8.11.16

TU HAI DONATO AMORE

TU HAI DONATO AMORE. "L'amore mica è tutto razionalità. L'amore ha qualcosa di inspiegabile. E questo qualcosa si chiama Amore. Il resto è spiegazione" [...] "Senza inutili rancori pei perduti amori la mente possa alzarsi verso il cielo, che è più grande di noi. Lì, vedrai il vero amore. Poi in terra tornerai e sì, dai, un altro ne troverai". [...] "Tu hai donato amore a chi forse allora era distratto. Il tempo ci mette tempo a passare, ma tu, ricordalo sempre, fosti contenitore d'amore, tu hai donato amore". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).


IL MANTRA DELLA GIOIA

IL MANTRA DELLA GIOIA. "Buona giornata e un cammino verso il centro del sole dentro di noi". (Lao Bu-Shem).




MIO NONNO ED IO

MIO NONNO ED IO. "Si può imparare molto dai bambini e dagli anziani. I primi hanno una visione autentica e immacolata della vita. I secondi, la saggezza nell'esperienza, ed hanno imparato dai loro errori. E, se non hanno ancora imparato, bè, in fondo è perché sono ancora bambini" [...] La vita inizia dove finisce la paura, e per un bimbo inizia e si sviluppa al meglio, grazie all'incoraggiamento per affrontare la paura. Come l'acqua per una piantina, donare fiducia, crea le condizioni per una crescita armonica. Mio nonno mi ha donato la fiducia".  (M. Thompson Nati, taccuini verdi, 1956). 



6.11.16

IL BAMBINO CAPRICCIOSO

TEMA: RACCONTATE UNA FIABA DI QUANDO ERAVATE BAMBINI. "Il bambino capriccioso è la fiaba dei fratelli Grimm che ho odiato di più da piccolo. Mia nonna me la raccontava per farmi essere più buono. C'era una volta un bambino capriccioso che non faceva mai quello che chiedeva la mamma ed il papà, insomma, faceva quello che gli pareva. Per questo il buon Dio (che forse non era così buono) si arrabbiò e lo fece ammalare, nessun medico riuscì a salvarlo e alla fine schiattò, ma schiattò che morì proprio mica per scherzo. E già a questo punto io piangevo e mi mettevo paura, pensando a cosa avessi fatto di male per meritarmi questa fiaba. Ma mia nonna mica si fermava, no, continuava a raccontarmi -perfida- la storia. Quando questo povero bimbo venne messo nella fossa e ricoperto, all'improvviso da sotto terra spuntò fuori il suo braccino che salutava verso l'alto. La mamma, lo ricacciava sotto con i piedi, e il papà tornò a ricoprir di terra. Ma ogni volta il braccino tornava su, forse ad implorare perdono, o foss'anche per un semplice saluto di cortesia. Ma questi parenti erano proprio cattivi e, ad un certo punto, il nonno, infastidito, prese un bel bastone e iniziò a corcare quella povera manina (pensate che a me faceva male la mano solo a sentire quella storia). Allora il braccino si ritrasse (ettecredo tacci loro!!!) e il bimbo ebbe finalmente pace sotto terra. In finale vorrei dire: va bè che il bambino era viziato, ma che famija de merda! Ps: poi mamma se chiede perché me piacciono i film dell'orrore. E fattela na domanda no?". (Memorie di una fiaba, 2007, Andrea Battantier).




5.11.16

PERDUTO NEL MONDO DEI SOGNI SPIETATI

CIASCUNO  NEL SUO ESSERE PUCCIO PERDUTO NEL MONDO DI SOGNI SPIETATI PERCHÉ MAI RESI VERI. "E così, senza saperlo, mi ritrovai a parlare chiusa, dentro casa, con i pucci dei miei figli. La solitudine porta a cercare facile compagnia, ed io la trovai in Pinocchio, Braccobau e Orsotto. Mi disse Massimo, del corso ZUMBAYOGA: Libera il flusso dei pensieri. Mi disse parla con i sassi, con i chiodi, coi criceti al limite -ma proprio al limite- con qualche essere umano. Esseri umani mi sembrava troppo e allora, quando mio marito usciva per portare i nostri figli a scuola, presi a servire il caffè ai pucci. Tra una faccenda e l'altra, che vi credete? Io mando avanti una casa, me la sudo la mia squallida TV alla sera, stesa sul morbido divano mondo convenienza. Tanto non parliamo in famiglia, e allora, meglio perdersi dinanzi alle cazzate della tele, una droga leggera, piano piano via, te ne vai nel mondo del nulla, che è solo un piano più sotto del piano reale. Un tempo desideravo esser libera, ma costava fatica, ecco perché ho preso a servir caffè ai pucci dei miei figli. Ci guardiamo e ci rispettiamo, ciascuno nel suo essere puccio perduto nel mondo di sogni spietati perché mai resi veri". (A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba d'Hélène, 2003). "Esiste un proverbio indubbiamente interessante: 'Non è mai troppo tardi!'. Eppure ve n'é un altro, che può seguire cronologicamente il primo, con una certa amarezza: 'Ma troppo tardi è mai!'". (Manlio De Pretis, aforismi a cura di M.Thompson Nati, 1963). 



4.11.16

Facile no, ma nemmeno impossibile

"Nessuno disse che era facile. Ma nemmeno impossibile. Inferno non era. E mi misi all'opera. È l'incontro dei sognatori poeti che rende gradevole ancor la vita". (M. Thompson Nati, Taccuini Verdi, 1956, su M. De Pretis). 


3.11.16

L'inconscio non ascoltato

ASCOLTA IL TUO SOLE. "L'inconscio non ascoltato è pericoloso perché se ne va per conto suo. E da un momento all'altro può venir fuori come un'esplosione". (M.Trevi).


1.11.16

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA. "Questo amore violento, fragile e disperato. Così vero, così bello, felice, beffardo. Trema di paura come un bimbo al buio, è sicuro come un uomo tranquillo nel cuore della notte. È un amore tutto intero, ancora vivo. È tuo. E' mio. È stato quel che è stato, una cosa sempre nuova, e non è mai cambiato. Noi possiamo andare e ritornare, scordare, addormentarci, risvegliarci, soffrire, invecchiare, riaddormentarci, svegliarci nel sorriso. Ridere e ringiovanire. Il nostro amore è là, testardo come un somaro. Vivo è il desiderio, crudele è la memoria, sciocco il rimpianto, tenero il ricordo. Il nostro amore ci guarda, e parla senza dire nulla. Io l'ascolto e grido per te, per me, per gli amanti persi nel mondo che non conosco. Fermati Amore là dove sei, dove sei stato altre volte. Non andartene, non dimenticarci. Non avevamo che te sulla terra. Non lasciarci morire nel gelo. Dacci un segno di vita, ai margini di un bosco, nella foresta della memoria. Alzati. Tendici la mano. E salvaci". (Jacques Prévert, libera traduzione A. Battantier, 1988).


Fragile? No, sono innamorata

LEI: "Io non mi preoccupo di essere fragile. Mi preoccupo di quello che tu ne farai, delle mie fragilità". 

LUI: "E vabbè, allora sei fragile". 

LEI: "No, sono innamorata! Ma non farmi male perché i buoni possono diventare bastardi dopo esser stati troppo buoni con i bastardi. E allora, quando un bastardo incontra un buono diventato bastardo, il bastardo nato bastardo ha da morì". Lui deglutisce mestamente e, facendo il vago, si avvicina alla finestra grattandosi meccanicamente la testa. (Era lei, T. Bergen, 2009, quando lei gli fa capire che bisogna temere l'ira dei buoni).



28.10.16

GELOSIA TRA FRATELLI

LA GELOSIA TRA FRATELLI. "Siamo sempre stati due fratelli gelosi, abbiamo 2 anni di differenza, e cercavamo davvero il pelo nell'uovo. A proposito di uovo, litigammo di brutto a Pasqua di qualche anno fa. Al momento di aprire l'uovo mio fratello se la prese con i nonni: "Eh ma Alfredo ha l'uovo più grande!". Mio padre gli fece vedere che il peso era lo stesso, ma io, che ero il più piccolo, ma non meno stolto, replicai: "Io non lo volevo l'uovo giallo, il mio colore preferito è il rosso!". Mio padre ci tolse l'uovo e lo mangiammo mezzo sciolto il 2 giugno, alla festa della repubblica. Ma l'avvenimento che ci fece riflettere fu quando ricoverarono mamma per un'infezione. Non poteva camminare e le diedero una carrozzella. In corridoio, mio fratello ed io iniziammo a scorticarci su chi dovesse spingerla. La concitazione fu tanta, iniziammo a spintonarci, assurdamente aggrappati alla carrozzella. Mamma aveva solo la forza per sussurrare: "Basta basta ve ne prego!". Insomma, noi invece continuammo e, per farla breve, mamma si fece tutte le scale rotolando in carrozzella e la ricoverarono pure 20 giorni ad ortopedia. Adesso siamo cresciuti e lavoriamo insieme con papà e gli voglio bene a mio fratello, tacci sua!". (Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, 2014).




27.10.16

L'INCOMPLETEZZA

"Il bello dell'esser dimezzato è il capire d'ogni persona e d'ogni cosa al mondo la pena che ognuno ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati ovunque. Non solo io sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco, ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, imparerai a soffrire i mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro". (I. Calvino, Il visconte dimezzato).


HEY JUDE (LA TUA CANZONE)

LA TUA CANZONE. "Non restarci male, se una canzone è triste migliorala, falla entrare nel cuore e nella pelle. Non caricarti il mondo sulle spalle. Aspettavi qualcuno per suonarla insieme, e quel qualcuno sei proprio te. E il ritmo che ci vuole è gia dentro te". (Hey Jude. Libera traduzione A. Battantier).


26.10.16

LA NATURA DELL'AMORE

LA NATURA DELL'AMORE. "Ho scoperto, negli anni, che non c'è solo il sesso biologico, i cromosomi, i genitali, che ci fanno riconoscere come maschietto e femminuccia. L'ho scoperto su di me, che sentivo dentro un carattere diverso da quello che mi appioppava con tanta fretta la società (e soprattutto mio padre che voleva il maschio di casa dopo 3 femmine). Mi hanno portato dai dottori per curare qualcosa che per me era natura, la mia natura dell'essere così. Mia madre mi capiva ma se ne stava zitta, era mia complice, ma per carità, sempre zitta con papà. Ora che ho 35 anni posso dire che avrei tanto voluto vivere la mia infanzia serena e felice. Avrei capito nel tempo, avrebbero capito tutti, senza forzature, senza maschere da indossare ogni santo giorno. Ma se uno, una, non si sente maschio o femmina, o si sente maschio invece che femmina, che male c'è?Rispondo io: NESSUNA papà. Sono sempre io che ti voglio bene ed ho imparato ad accettare il tuo carattere carabiniere dell'800. A me ha salvato, in parte mia mamma, ma soprattutto la musica. La musica, l'arte di attraversare le convenzioni, il già dato, non corrispondere ad un'etichetta e andar bene lo stesso, essere accettati, amati come persone. Amate gente, amate, amatevi gli uni con gli altri, gli uni con le altre, le une con gli altri, le altre con gli altri. Amate, amatevi. E lasciate vivere l'essenza in ognuno di voi. Uomo, donna, si va bene va bene, ma sopra tutto Persone che amano e che vogliono amare. Anche questo è rispettare la natura, la natura dell'amore". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Janette).