18.11.17

IL MIO SEGRETO È IL MARE.

IL MIO SEGRETO? IL MARE. "[…] Quelle incomprensioni causa di conflitti tra noi. E quella insopportabile tendenza a interpretare ogni desiderio di pace come prova di debolezza. Un veleno lentamente asciuga i cuorI. Il mio segreto? Passeggiare in riva al mare. E un senso di pace mi avvolge". “Misunderstandings are causing unnecessary tension between us. And an inordinate tendency to interpret any desire for peace as evidence of weakness. A poison, slowly eroding hearts away. My secret? In my walk to the seashore, a feeling of peace washes over me". (Thomas Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009)

16.11.17

LE LACRIME NON MACCHIANO (LEVANTE)

"Per averti mi sono trascinata via dalle certezze. Le lacrime non macchiano. Non se ne accorgerà nessuno. I doni della vita non finiscono mai". (Levante). 

Gesù Cristo sono io, Levante

GESÙ CRISTO SONO IO. "Tutte le volte che mi hai messo in croce. Per le menzogne che ti ho perdonato. E le preghiere fuori dalla porta. Moltiplicando tutta la pazienza, ho sfamato te e la tua arroganza. Di miracoli ne ho fatti tanti, ti ho preso in braccio e ti ho portato avanti. Ma tu ricordi solo i miei peccati. Non mi sono genuflessa. Da te risorgo anch’io". (Levante).

15.11.17

LUNA PIENA, SAMUEL

LUNA PIENA. "E poi si resta soli quando tutti sono andati via. Gli unici rumori sono ingranaggi della nostalgia. Non lo sapevo ancora quanto male fa la luna piena. E poi si resta soli dentro ad un vagone della metro. Stanotte imparerò a mie spese quanto può far male la luna piena". (S.). 

14.11.17

LE MIGLIORI RISPOSTE SONO LE DOMANDE

LE MIGLIORI RISPOSTE SONO LE DOMANDE. "Ti imponi delle regole, uno stile tutto tuo, il listino della vita è sempre all'ordine del giorno. Fino a degradarti, fino a pagare caro un'anima rifatta, ricucita, finta, non tua. Sopito, moltissimo tempo dedicai sotto ad un pino. Smisi di crescere, di cercare chissà dove. Senza rimorsi, ripresi a dipingere me stesso, avvolto nella nebbia. Ma ero io, almeno. Senza più delegare altrove, assaporo piccole libertà. I timorosi desiderano poltrire sugli allori, senza aver conquistato la vittoria. Io almeno sognai di morir rospo, o cane maremmano, fedele al nulla però. Pigolii di voce mi portarono al successo fatuo. Ma presto tornai al mio poltrire, senza implorare, senza un lamento, rompendo le righe anzitempo me ne tornai sotto al mio pino. L’auto ipnosi mi ha spinto a parlare con il postino, di un suo matrimonio sventato per un soffio. La vita. Abbiamo dilapidato un capitale, capirai, per quello che vale. Maomao. Stringo il mio orsetto. Quello che mia madre non riuscì a mandare al rogo. Note stonate di un carillon, a guardia dei miei sogni un vecchio gnomo sceso dai monti. Giocai, sempre e comunque, pur diseredato dalla vita. Io infine sorrisi. E la morte sgominai, bruciandola sul tempo". (A. Battantier, 1998). 

Road to nowhere, Talking Heads

"Sappiamo dove stiamo andando. Ma non sappiamo da dove veniamo. Limpido è il futuro, dateci tempo. Siamo sulla strada che non porta a niente. Mi sento bene stamattina, siamo sulla strada per il paradiso. Il tempo è dalla nostra parte. C'è una città nella mia mente. Vieni e viaggia con me. Tanto loro possono dirti cosa fare, ma ti prenderanno in giro. Va tutto bene amore mio, siamo sulla strada giusta, anche se non porta a niente". (Talking Heads, Road to nowhere, 1985. Traduzione A. Battantier, Memorie di una canzone, 1987). https://m.youtube.com/watch?v=AWtCittJyr0

Scoppiò il sorriso

"Scoppiò un sorriso e illuminò i monti della solitudine, un'alba nuova dichiarò la guerra contro l'abitudine". (Pierangelo Bertoli, Scoppiò un sorriso). 

12.11.17

Baustelle, La morte (non esiste più)

"Nei tramonti dentro gli occhi tuoi, e lungo i viali, ritrovo il mondo. Nei fiori di campo, e nei passeri se nevica, li vedo campare senza niente da mangiare. Certe notti da nevrastenia -da soffocare- apro la finestra e volo via, si fa per dire. Come la ginestra nata sulla pietra lavica, mi vedo lottare. Come una mosca nel bicchiere. Poi improvvisamente arrivi tu. Sorridi e penso che non ho più timore, lascio correre, il dolore non c’è più, e niente muore. La morte non esiste più, mio folle amore. Credimi, morire non è niente se l’angoscia se ne va! Stringimi le mani, non è niente, la guerra passerà. Parlami d’amore, nonostante la stagione che verrà". [La morte (non esiste più), Baustelle]. https://m.youtube.com/watch?v=o7rpn1I_tis

Va oltre la morte

"La sublimazione dell'amore va oltre la morte, l'essenziale è nell'amore che continua a sfuggire a tanti e a pochi si concede. Tenetevelo stretto l'amore, qualunque forma esso assuma". (Alessandro Ridolfi).

Tom Petty and the Heartbreaker, Refugee.

"Da qualche parte, in qualche modo, qualcuno deve averti fatto male. Ma ora dimmi, quanto vuoi restare a coccolarti nel dolore? Dobbiamo combattere per essere liberi". "Somewhere, somehow, somebody must have kicked you around some. Tell me why you want to lay there, revel in your abandon. Everybody has to fight to be free, you see". (Tom Petty and the Heartbreaker, Refugee, lib. trad. A. Battantier). 

RIFORNIMENTO AFFETTIVO

"Cibo d'amore, rifornimento affettivo per partire poi ad esplorare il mondo. Con l'amore attraverserai cielo e terra, ignorando l'età, con il buon senso di quel battito al seno che donava il ritmo all'essere". (M. Thompson Nati, Taccuini verdi, 1956, Amori al bar, 2005). 

D'AMORE LEGAVO OGNI NUVOLA

"D’AMORE LEGAVO OGNI NUVOLA. UN GIORNO PIOVVERO LACCI E LACRIME AMARE". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

11.11.17

LA SPERANZA VA IRRORATA

"L'ansia e la depressione asciugano la speranza. La speranza va irrorata creando energia dal fare, con criterio". (M. Thompson Nati, L'attaccamento e il conflitto d'ansia, 1999).

4.11.17

TENERSI STRETTE LE PERSONE CARE

"Bisogna tenersele strette le persone che ci rendono le giornate migliori". "E come?". "Rendendogli le giornate migliori". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009, quando lui gli fa capire che si può uscire dalle solite, antiche logiche egoistiche).

SAPERE, NON SAPERE, BOH!!!

SAPERE, NON SAPERE, BOH! "Insomma, ecco, sapere di non sapere è saggezza. Non sapere di sapere è un male. Sapere di sapere è presunzione. Non sapere di non sapere...insomma poi mi sono impappinato e la prof di filosofia mi ha messo un altro 4”. (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2009, Cristiano C.)

2.11.17

IL SEGRETO PER ANDARE AVANTI

IL SEGRETO PER ANDARE AVANTI. "Il segreto per andare avanti? Iniziare. Il segreto per iniziare? Farsi venire un'idea geniale. Che ognuno trovi la sua. Ma non basta mica un'idea geniale. Ne servono altre mille attaccate insieme, e la voglia di realizzarle, giorno dopo giorno". (M. Thompson Nati, La paralisi del cervello: dall'idea all'azione, 1987).

31.10.17

L'AMORE SCADUTO

L'AMORE SCADUTO. "Sotto accusa finisce tutto di noi. Rimorsi, rimpianti, sensi di colpa. Il desiderio mescolato al disgusto. Ogni cosa fa sentire la sua voce. Lo giuro, non sono lacrime sul viso. Noi. Eravamo noi. La telefonata. Addio. Non sono lacrime sul viso. Uccido il mio dolore gettandolo nel mare. Il mare, lo scroscìo delle onde, unica musica che cura". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2003, F. April). 

30.10.17

100% del 10%...e non se ne parli più

“Non mi sento mai pronto al 100%”. “Chi dice che bisogna essere pronti al 100%!!? Nessuno è pronto al 100%. Ti senti pronto al 10%?? Ok, allora dai il 100% del tuo 10%”. “Ti pare facile. Ti piace giocare coi numeri vero?”. “Mi piace giocare coi numeri. Giochiamo al 100 di 10, e vediamo di nascosto l'effetto che fa”. (Brindisi con l'ultimo goccio di Amarone). (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

IO PRIMA!

“Qualcosa che mi opprime. La forza di gridare: IO PRIMA!". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

STABILITÀ EMOTIVA

“Oggi su, domani giù. Ma dove sono io? Perché non riesco ad essere stabile?”. “Nessuno è stabile. Qualcuno finge meglio”. (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).


HALLOWEEN E TIPPETE

"Nostro fratello grande aveva un poster di Linus e ci parlava di Halloween. Avevo 9 anni. Una notte, con mia sorella piccola, sgattaiolammo nell'orto in cerca di fantasmi o zucche in movimento. Comunque non voglio parlare di feste americane. Ma di un coniglio ferito ad una zampa che trovammo nel fogliame. Uno di quelli scappati dalla gabbia di mio nonno. Lo mettemmo in cameretta, dentro ad uno scatolone. Una garza con il disinfettante, dell'acqua e una carota. Mia sorella ed io dormimmo accanto a lui sul tappeto. La mattina, partimmo per andare dal veterinario, ma ci fermò mio nonno: "Ecco dove stava!! Bravi bravi!!!". E ce lo strappò dallo scatolone, e poi dalle mani. Non l'abbiamo mai più visto. E non vi dico come è finita. Ma io da allora non ho mai più mangiato conigli, e dopo qualche anno neanche gli altri animali. Perché mica è giusto fare differenze. Semplici esseri viventi. E chi siamo noi per comandare sempre su tutto e tutti?". (Memorie di un animale, A. Battantier, Ale74bis).

SI DOVEVA SFILARE

SI DOVEVA SFILARE. "Volevo solo dormire. Ma si doveva sfilare. Ero una modella di 14 anni. Pensavo di farcela a lasciare gli Urali, magari sposarmi un calciatore o un cantante famoso. Soffrivo di meningite, avrei chiamato pure un medico. Ma si doveva sfilare. L'ho fatto per 13 ore. Poi la febbre ha ceduto il passo al sonno eterno. Claudine mi aveva detto in mensa ch'ero bella, ma avevo gli occhi troppo stanchi. Vero. Gli occhi non li puoi truccare dentro. Mamma mi chiamava sconsolata, pentita, mi rivoleva a casa. Io glielo dicevo che volevo solo dormire. Oggi come oggi tornerei a Pern, mi manca la scuola, e il mio semplice ragazzo buffo e geloso". (A. Battantier, Memorie di un'adolescente, 2017, Vlada Dzyuba).

29.10.17

DA UN NAUFRAGIO (IRON MAIDEN/PAOLO CONTE)

DA UN NAUFRAGIO PUÒ NASCERE QUALCOSA. "Mai più mi salverò?". "Ma non importa. Cerca di capire, non sprecare il tempo rimpiangendo anni perduti. Stai vivendo i tuoi migliori anni". "Steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso, guardo in faccia il paradiso. Mi sono ambientato ormai, il naufragio mi ha dato la felicità". (Memorie di una canzone: Iron Maiden, wasted years/P. Conte, onda su onda).

INCONTRO (Paolo Conte)

INCONTRO. “Io, ingannato dal sole, ti ho intravista per strada. Io, incatenato e perduto, con le mie mani piene di luce, cercavo l’ombra, schermavo gli occhi per ammirarti come in segreto". (P. Conte).

27.10.17

LA MORTE NON È NIENTE (Henry Scott Holland)

"La morte non è niente. Sono passato dall’altra parte, come nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io, e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Parlami come prima, non cambiare la voce, non assumere un’aria triste o solenne. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente? Solo perché son fuori dalla tua vista? Asciuga le lacrime e non piangere. Il tuo sorriso è la mia pace". (Henry Scott Holland, lib. traduzione A. Battantier). 

26.10.17

Back to black (Amie Winehouse)

"Non hai lasciato tempo ai rimpianti. E a lacrime asciutte vado avanti da sola. Tutto dimenticato vero? Il mio t'amo non è mai abbastanza. Ci siamo detti addio solo a parole. Sono morta cento e cento volte. Tu torna da lei. Io torno a noi". (Back to Black, Amie Winehouse, 2007, lib. traduzione A. Battantier).

INVESTO IN BORSA

INVESTO IN BORSA: DIARIO DI UNA  DÉBÂCLE BORSISTICA. "[…] Un giorno volli cambiar sistema. Ed iniziai a tenere conti su un’agenda, per un mese. Compravo e vendevo in giornata. Era uno stress, ed io tremavo dietro a quel computer. Tenevo i titoli accanto a me, accarezzandoli come cagnolini da compagnia. Ma erano piranha, e mi spolparono l'anima. Investo in borsa. Sosto due turni in vicolo stretto, il sonno è un intruso male accolto, e la notte è nutrita da me che non abbasso la guardia, un toro intriso nel suo stesso sangue. Alzavate i prezzi e non capivo. Osavo e non capivo. Mi ostinavo a volere avere torto. Avete abbassato, avete tritato il mercato, e anche me. L'alba è lenta oggi a salire. Mi sono tolto l'anima come fosse un sasso nella scarpa. Del resto che volevo fare? Smettere non potevo, mica suona -prima- il gong, ad avvertirti che sei stronzo. L'essere stronzo si vince con l'esperienza. Sfiancato sul letto, mi addormento così, alla luce del sole". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2009, Refolo). 

19.10.17

Eskimo

"Perché a vent'anni è tutto ancora intero. Perché a vent'anni tutto è chi lo sa. A vent'anni si è stupidi davvero. Quante balle si ha in testa a quell'età". (F. Guccini).

Ho bisogno che torni

"Ti faccio male, anche se ti amo. Troppi spigoli nei miei giorni, ferisco i tuoi riposi, i sonni, con parole insistenti, col bisogno che torni". (C. Lolli).

Dare la colpa a qualcun altro

"Un uomo può fallire molte volte. Diventa un fallimento quando inizia a dar la colpa a qualcun altro". (William Burroughs).

Sei speciale

"Vorrei farti vedere te stesso attraverso i miei occhi. E ti renderesti conto di quanto sei speciale per me". (Frida Kahlo).

18.10.17

QUANTI ALIBI NASCOSTI NEGLI ALTRI

QUANTI ALIBI NASCOSTI NEGLI ALTRI. “Prima pensavo: 'LORO devono capire che io sto male'. Ma LORO chi? Quanti alibi nascosti negli altri. Poi, nei lunghi mesi -e che fatica- ho imparato che io -da me, per me- dovevo capire perché stavo male. Poi, consapevole, costruire il mio nuovo desideriomdi STARE BENE. PS: so che non è facile questa ricerca di consapevolezza. Ma resta la mia unica via per la felicità”. (Memorie di un amore, A. Battantier, Anima Lisa, 2014). 

QUEL PEZZO D'ANIMA

IL PEZZO PER COMPLETARE L'INCASTRO. "Come se mancasse quella parte d'anima che si incastra nel puzzle del mondo. Apro migliaia di scatole, trovo pezzi bellissimi e colorati. Ma è dentro me che manca il pezzo per completare l'incastro". (Fabrizio Caramagna). 

IL SENSO DEL VUOTO

"Il tempo assegna senso al vuoto. L’essenza è oscurata dal superfluo di un mondo non tuo. Divieni quel che sei". (Lao Bu-Shem).

17.10.17

AVEVA UNA VITA DI MERDA CHE LO CINGEVA D'ASSEDIO

Aveva una vita di merda che lo cingeva d'assedio. Probabilmente una vita mal spesa. Dal terrazzo il ragazzo capì che, almeno il volo, sarebbe stato interessante.
Senza rincorsa, ma con mirabile salto, ei si trovò nel vuoto più profondo, un vuoto circondato da palazzi. Eppure, la pienezza l'avrebbe incontrata qualche decina di metri più in basso, a contatto con il duro asfalto pisciato dai cani e dalle combustioni dei tubi di scappamento. 
Su e giù. Su e giù. Se ne accorse la vecchia insonne del secondo piano del dirimpettaio B22. Lei, alle cinque spaccate della mattina se ne stava -come al solito- accoffolata alla finestra con uno yogurt alla banana, ed il caffè riscaldato. 
Quando uno dice su e giù, si pensa a qualche metafora sempliciotta, tipo il tran tran della vita moderna o gli stati dell’umore, o altre  cazzate varie. Qui, in questo speciale contesto di storia, guidata da inequivocabile realismo magico, su e giù significa per davvero che la vecchia vide un uomo scendere in picchiata come un falco pellegrino, poi risalire come un razzo nel cielo, poi falco, poi razzo poi falco -accidenti- si disse la vecchia, e neanche ho bevuto stamani, e che è? 
Ora, il fatto è che il ragazzo si era legato una corda elastica alla caviglia. D’altra parte, quando uno si è allenato per anni al bungee jumping, che fa non lo mette in pratica pure in fase di estremo saluto al mondo? 
Com’è, come non è, il tapino volava, volava, la vecchia rapita lo guardava, su e giù, scorticandosi il giovane nel mentre ai cornicioni, ai davanzali, al muro tutto. 
Eppure, ad un certo punto si trovò appeso come un pollo, a testa sotto, sanguinolento, mezzo fracassato, ma vivo, in prossimità del piano terra. Poteva sentire, addirittura, il piscio dei cani attorno alle aiuole limitrofe. La vecchia posò il cucchiaino sul davanzale, sporgendosi per meglio godere dell’incontro con il Divino, poiché ella, non conoscendo affatto il bungee jumping, preferì credere al ritorno in pompa magna dell’arcangelo Gabriele. 
Arcangelo o non arcangelo, l’elastico, affranto dal troppo lavoro dei ponti abruzzesi, cedette, e cadde quello sfrontato ragazzo che, sfidando la sorte, ebbe in cambio la fortuna di finire il viaggio sul tetto di un furgone Iveco daily. 
Stordito, ma in respiro vero, prese a camminare strascicandosi fino al portone di casa. Suonò. 
Rispose il padre furibondo, convinto che  fosse tornato da qualche sua solita scorribanda tossica con gli amici. 
Mesto il ragazzo se ne entrò, con il padre ad indicarlo saccente con la mano, come a dire: guarda come ti sei ridotto a furia di drogarti!! 
La vecchia raccontò il fatto per gli ultimi suoi tre anni di vita, a don Marco, alle figlie. Solo il nipotino le prestava l’ascolto minimo necessario, impegnato tuttavia a stabilire sempre nuovi record alla Wii. 

Di questa storia posso dirvi che, il proprietario dell’Iveco Daily sta ancora incazzato come una biscia per il tetto sfragnato. Poiché, all’iniziale incredulità circa l’accaduto, subentrò, nel tempo, la rabbia con l’assicurazione che non volle mai pagare i danni". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2007).

16.10.17

QUEL CHE SEI

"Tu sei quel che fai. Ma sopra tutto: cerca di fare quel che sei". (Lao Bu-Shem).

13.10.17

NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ?

NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ? "Torna al cospetto della coscienza, il nostro amore. Le porte, del resto, si aprono e chiudono quando è il momento. Lo si capisce sempre dopo, quel che si vive. Liberi, in spiagge deserte piene di noi. Come nascono le storie, muoiono. Siamo noi che le scriviamo dopo averle vissute. Ma è bello, dopo il morir, vivere ancora". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2005). 

LA BACCHETTA MAGICA È UNA SÒLA

LA BACCHETTA MAGICA È UNA SÒLA. "Belle le fiabe. Ma la bacchetta magica non funziona mai nella realtà. Perché la realtà, alla bacchetta magica preferisce il buon vecchio e solido bastone da camminatore. La bacchetta magica è un pessimo bastone per raggiungere le vette del modello Ideale di persona". (A. Battantier: M. Thompson Nati e i  talenti nel bosco: storia di 6 ragazzini che entrarono nella leggenda, 1996).

I PARADOSSI DEL NARCISISTA

I PARADOSSI DEL NARCISISTA. "Paradossalmente il narcisista fa le cose per gli altri e non per se stesso. Paradossalmente ruota intorno agli altri e non intorno al centro del suo 'significato'. Un significato che non c'è, se non negli altri". (M.Thompson Nati, 1995, I paradossi dell'Io).

12.10.17

Lettera d'amore ad una cagnolina.

"Vita mia,  ho soffiato per te 16 candeline. 16 anni in cui ci respiriamo, cerchiamo, riconosciamo. Uniche e insostituibili l'una per l'altra. A 2 mesi entrasti in casa. Non fu amore a prima vista. Un Angelo volò in cielo troppo presto ed il confronto ti penalizzava. Ti ricordo, minuscolo ammasso di pelo: seduta mi guardavi e scodinzolavi fingendo indifferenza. Risi per la prima volta. Da allora hai sciolto il mio cuore. Tu bella perché vera, sana, altruista, totale. Sei la mia certezza. Mi hai vista piangere, disperarmi, ridere, ballare ma ogni giorno, e con qualsiasi stato d'animo, non ho mai smesso di chiamarti Vita mia. Ora ti porti gli acciacchi del tempo, che non perdona né dimentica.  Fragile e indifesa, guardo te che non puoi più farlo. Ma basta la mia mano mano a sfiorarti, tu mi riconosci, mi annusi, mi doni serenità. Sempre con te. Comunque. Buon compleanno Vita mia!" (Marina Atti, 2017).

10.10.17

ANIMA E PSICOSOMATICA

ANIMA E PSICOSOMATICA. "L'oppressione dell'anima la pagheranno il corpo e la mente. Sia libera l'anima e vivrai qualche refolo di libertà anche qui in terra". (Lao Bu-Shem).

9.10.17

VOGLIO VEDER SUCCEDERE IL FUTURO

VOGLIO VEDER SUCCEDERE IL FUTURO. "Se si guardava indietro, la conosceva, la sua storia, fatta delle cose già successe: ma dopo? Domani? Dopodomani? «Voglio veder succedere il futuro» diceva". (Beatrice Masini, Blu. Un'altra storia di Barbablù, illustrazioni di Virginia Mori, Milano, Pelledoca editore, 2017, p. 23).

8.10.17

TANTO UN GIORNO SI FARÀ

"Se nel tuo mondo immaginario pensassi di volare, il giorno dopo si potrebbe iniziare a realizzare. E se nell'anno non si fa, io lo so che tanto un giorno si farà". (Memorie di un bambino, A. Battantier, Teresa B, 8 anni). 


7.10.17

Tecnicamente

TECNICAMENTE. "Tecnicamente non ho pianto, ho ingurgitato dolore. Tecnicamente mi sono rassegnato, faccio passare il tempo. Tecnicamente manovro un robottino, ma scarica è la batteria ed io me ne muoio. In terra -cadendo- si trasformò il clangore nel morbido dolce caldo cuore sfaldato". (A. Battantier, 1992).

5.10.17

LA PSICOSOMATICA: QUANDO RABBIA E PAURA SCOPPIANO NEL CORPO

LA PSICOSOMATICA: QUANDO RABBIA E PAURA SCOPPIANO NEL CORPO. "Herpes, psoriasi, e bombette varie e affini. Ecco l'effetto di un prolungato abuso della pazienza o l’eccesso di freni posti davanti alle emozioni come rabbia o amore. È insomma uno dei modi del corpo per urlare la paura e il desiderio di un cambiamento".
https://www.riza.it/psicologia/psicosomatica/6104/herpes-zoster-la-rabbia-che-esplode-sulla-pelle.html

3.10.17

AMBIZIONE, FALLIMENTO, MEDIOCRITÀ...E ORSACCHIOTTI

"Meglio essere esageratamente ambizioso e fallire, o avere successo per qualcosa di mediocre? L'amico mio Francesco dice che è meglio la prima e che se gli va male la vita (vuole fare il calciatore o il cantante) ha deciso che a 30 anni si ammazza, piuttosto che fare la vita da sfigato del padre o del fratello (che fanno i camerieri ma a me non sembrano così sfigati). Ma io penso: Non si potrebbe essere ambiziosi per qualcosa in cui si crede, senza essere mediocri e senza ammazzarsi? Gliel'ho detto a Francesco. Ha detto che ci pensa quando torna dal provino alla Ternana". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, frammento di Matteo "Matto", 16 anni).

"Vincé, io mi uccido. Meglio un giorno da leone che 100 da pecora". "Tonì, meglio 50 juorne da orsacchiotto...accussì nun fai 'a figur' 'e merd' ra pecora, ma manc' 'o leone che campa nu jorn' sul'". (Scusate il ritardo, M. Troisi, 1983).

2.10.17

ESERCITARE IL DIRITTO ALLA VITA

"Esercitare il diritto di vita merita azione congiunta di spirito, mente e corpo. In alternativa resta il diritto alla viltà e all'inutile sconforto della lamentela". (M. De Pretis, Viltà e tradimenti alla Vita, 1992).

29.9.17

LA SOLITUDINE DELL'AMORE

SULLA SOLITUDINE DELL'AMORE. "Stare con qualcuno per paura di restare soli. Stare soli con qualcuno. Non è forse già questa la peggiore condizione della solitudine? Quanto è preferibile -piuttosto- stare in compagnia di noi stessi". (M. De Pretis, 1975).

26.9.17

LA LIBERTÀ

LA LIBERTÀ. "Si distrugge la libertà ingabbiandola in forme, regole e strutture imposte. Eppure, costruendo insieme forme, regole e strutture, ecco della libertà cambiar la sorte, poiché la si valorizza rendendola più forte. Insieme libertà non muore ma si esalta, fondendo i liberi arbitri in un progetto comune che dagli egoismi ci salva".  (M. De Pretis, Tutte le lettere, 1932). 

Inquietudine o noia?

"Se l'altra faccia dell'inquietudine è la noia, fin quando ci sentiremo inquieti potremo stare tranquilli". (T. Bergen, Era lei). 

20.9.17

ARTE E DIPENDENZA: RED HOT CHILI PEPPERS

ARTE, DIPENDENZE E DINTORNI. "Hillel ed io suonavamo la chitarra e il basso niente male. Lui diventò famoso, io mastro carpentiere, ma rimanemmo sempre amici.  Quando è morto di overdose ho pensato che forse sarebbe dovuto toccare a me, che forse era più importante scrivere canzoni che costruire case. Non lo so. Comunque da ragazzi andavamo dietro il sole a dipingere, e suonavamo fino a notte fonda, solo per le nostre orecchie. C'era un tempo in cui smettemmo di farci d'eroina. Fu quando scoprimmo che bere Jägermeister ci dava sensazioni vicine a quelle di uno sballo di eroina. Una volta ne bevemmo 4 o 5 bottiglie ciascuno, e il portiere del Tucson Coyote ci portò di filato all'ospedale. Il medico -che già ci conosceva- ci visitò e ci disse: 'RAGAZZI, A STO PUNTO VE LO DICO, MEGLIO L'EROINA!'. E riprendemmo". (M. Thompson Nati, A. Battantier, I need around you/Ho bisogno che tu ci sia,  2015, Around Red Hot Chili Peppers).

RIDERE, PENSANDO!

"MENTRE RIDI, PENSA A COME NON PIANGERE". (Lao Bu-Shem, 400 a.c.).

18.9.17

R.E.M. EVERYBODY HURTS

"Quando lunga è la giornata e la notte è solo tua, quando pensi di averne abbastanza e vorresti arrenderti: TIENI DURO, NON LASCIARTI ANDARE. Tutti qualche volta soffrono e piangono".  (R.E.M., Everybody hurts). 

DESTINO

DESTINO 1. "[...] allora ho capito che il destino uno lo deve accettare. E che se la vita è stata una merda fino a stamattina, io posso fare qualcosa, anzi devo fare qualcosa se voglio provare a cambiare musica. Schiacciato dal vittimismo me ne stavo a contemplare il destino e il tempo che passava. Il destino mi guardava e, parlandomi, mi disse: UE UAGLIU' BELL STU OROLOG, MA MO CHE VULIMM' FA? CE PARLAMM' A DISTANZA?. Allora mi alzai e presi a vivere la mia vita". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 1996, Michele S.).


DESTINO 2. "Alle volte il destino non entra alla cieca nella nostra vita. Entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo aperto" [...] L'essenza di un carattere, sta nelle scelte. Giorno dopo giorno, quel che facciamo diventiamo. Diventa quel che sei. Il destino è un compito. Cerca la luce che guida la strada". (G. Gaber/ M.Thompson Nati, around Heraclitus of Ephesus, 1987).

14.9.17

PROTEGGERE IL SOGNO

PROTEGGERE IL SOGNO. "Avevo sempre voluto vivere in una bolla di sapone. Le mani, i piedi che sfioravano appena la sfera. La serenità. Vedere tutti e non essere osservata. Invisibile. Nella bolla ho vissuto, ruotando intorno alla fine. Ora sono fuori. Fuori dalla fantasia, nella realtà. E non mi piace. Non sento più le mani, i piedi in terra, tutti mi vedono, e mi deridono. La bolla è troppo fragile. Serve una fortezza, un castello, una semplice e robusta saracinesca per nascondere i sogni. I nostri sogni non possono rappresentare merce di svago per occasionali predatori, ignari del valore che offrivamo. I sogni devono allignare nel nostro giardino sacro. Abbiano in pochi accesso al giardino del sognatore. E se muore il sogno, resti il sognatore. Ciò che importa è continuare a sognare. E sorridere alla realtà, forti del sogno dentro noi". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2016).

12.9.17

LE FASI DI TRANSIZIONE E LA NUOVA DIMENSIONE

LE FASI DI TRANSIZIONE E LA NUOVA DIMENSIONE. "Sono queste, le fasi di transizione, le più dolorose, inquiete ed intense. Ma senza queste fasi non si traghetta l'anima in alcun dove. Si era messa in movimento, anni e anni prima, ma solo adesso si iniziavano a intravedere i primi risultati di un cambiamento faticoso, lento e immenso. Non se ne sarebbero accorte le persone a lei vicine, poiché i pregiudizi e la pigrizia portano sovente a collocar l'oggetto in una teca (o ancor peggio in discarica), distrattamente, e una volta per tutte. Piuttosto, l'avrebbero assaporata gli sconosciuti astanti del suo nuovo mondo. Lei era colei che io avevo sempre visto, e la farfalla ormai era pronta per volare nel suo mondo. Aveva trovato la sua nuova dimensione". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995).

MEGLIO PENSARE SUBITO AL DOPO

"È sempre il prima quello che mi frega. Devo ricordarmelo, Meglio pensare subito al dopo. E fare con gioia quello che ho fare". (Era lei, T. Bergen, 2009).

STARE INSIEME

Non possiamo stare insieme, siamo troppo diversi". "E INVECE POSSIAMO!!! Non si completa un puzzle con pezzi uguali". "I pezzi devono essere diversi ma è la figura che deve essere la stessa. Tu vuoi Monet, io gli aristogatti". (Lei si alza dal tavolino e si allontana, lasciando Bob a non capire un cazzo che è un cazzo). (Era lei, T. Bergen, 2009).

11.9.17

Educare è accendere un fuoco

"Educare non è riempire un secchio ma accendere un fuoco. Salvo riempire il secchio di paglia, arbusti e tronchetti, per meglio accendere e corroborare il fuoco". ((M. Thompson Nati, I need around you/Ho bisogno che tu ci sia,  2015, Around Yeats).

TUTTO CIÒ DI CUI HO BISOGNO

TUTTO CIÒ DI CUI HO BISOGNO.
"Io, disteso tra le foglie, al centro di te. 
Una farfalla che tenta di fuggire la notte, 
cercando solo la tua luce. 
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno". 
(Radiohead, All I need. 
Traduzione A. Battantier, 
Memorie di una canzone, 2015).

9.9.17

CONOSCI TE STESSO...NELL'ALTRO

"La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso". (Italo Calvino)

7.9.17

Autostima altalenante e genitori

"Io sono sempre stata altalenante. Ma ho iniziato a preoccuparmi quando i miei alti e bassi sono diventati bassi e sottoterra". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009). "Mia madre non ha mai creduto in me, mi ha sempre remato contro. Anzi, a dirla tutta, mi ha sempre tirato i remi in faccia". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

6.9.17

VENDETTA E PERDONO

SULLA VENDETTA E IL NOBILE ATTO DEL PERDONO. "Unico sia il nobile atto del perdono. Unico. Poiché, ricorda, ogni volta che perdonerai -la stessa persona, per lo stesso identico motivo- avrai perduto un pezzo della tua dignità". [...] La miglior vendetta è il perdono. Ma esso sia dispensato tanto lentamente da fare implorare la più atroce delle vendette". (M. De Pretis, Viltà e tradimenti, 1977/1992).

1.9.17

CERCA DI CAPIRMI

CERCA DI CAPIRMI. "Cerca di capirmi quando sto fuori di me. Non posso rimanere sempre un angelo. Quando le cose vanno male, si vede solo il brutto. Ma io ce la metto tutta. Alle volte ho una gioia che esplode e non posso nascondere. Ma quando sono triste, o preoccupata, è chiaro, tu vedi anche questo. Ce la metto tutta. Anche quando ti sembro strana, io non me la prendo con te. La vita ha i suoi problemi e molti li ha passati a me. Io ti amo, ma sono umana, e come tutti posso sbagliare. Ti amo, tu cerca di capirmi". (Nina Simone, Don't Let Me Be Misunderstood, Cerca di capirmi. Libera traduzione, A. Battantier, Memorie di una canzone, 1987). https://youtu.be/9ckv6-yhnIY

31.8.17

L'ESTRAZIONE DELL'ANIMA RICHIEDE UNA VITA

“Siamo ospiti del cielo in terra, abbandonati. L’estrazione dell’anima richiede giusto il tempo di una vita. E allora, quel che resta è la pienezza del vuoto”. (Lao Bu-Shem, I cavalieri del Nulla, 400 a.c.). 

22.8.17

IL CIRCOLO DEL SOGNATORE

IL CIRCOLO DEL SOGNATORE. "I sognatori imparano quando è tardi, oltre il punto di non ritorno, e alle volte il danno è fatto. [...] Ma eccoci al paradosso del sognatore. Il sognatore ricerca l'Ideale, l'Assoluto, il Tutto, e lo corrobora la fantasia. Ma il sognatore necessariamente, prima o poi,  fa i conti con l'ottenibilità, con la soddisfazione reale che incombe nelle miserie della vita così com'è. Una vita che, se va bene, arrivi a metà del sogno e non lo raggiungi mai. E dunque, si continua a sognare. Il circolo del sognatore". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Il sogno schiaccia la verità. Ma la verità non muore e schiaccia il sogno. Il sogno non muore e schiaccia la verità. La verità non muore e...". (Lao Bu-Shem).

21.8.17

INCIAMPARE

"Inciampo nei forse, nei perché, nei quando, per ritrovarmi nel domani del chissà se... Sarà il caso che butti ste cazzo de infradito e rimetta gli anfibi alla conquista della mia collina!!!". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

11.8.17

DIO NON C'È PER I DINOSAURI

DIO NON C'È PER I DINOSAURI. "C'era una volta un piccolo dinosauro. Chiese al padre, placidamente intento a  brucare una foglia larga 5 metri: 'Ma Dio esiste?'. 'Non ancora', rispose il padre al figlio, continuando a mangiare. Che strano destino per i dinosauri. Si sarebbero pure aggrappati a qualcosa per restare sulla terra. Ma Dio aveva da fare in qualche altro pianeta e, quando pensò all'uomo per allietarsi le giornate, i giochi -per i dinosauri- erano belli che fatti". (Memorie di un animale, Dio non c'è per i dinosauri, A. Battantier, 2017).

5.8.17

NULLA È TUTTO

"Ridimensionarsi alle misure del nulla permette di riabbracciare il tutto". (Lao Bu-Shem). 

31.7.17

SERVE CORAGGIO PER ESSERE FELICI

"Serve coraggio per essere felici. Ma spesso è la paura di soffrire ancora, e allora, finché c'è tempo, impariamo a vincere le paure. Impediamo alle paure di non farci essere felici. Proviamo ad essere felici, rendiamo felici le persone che amiamo". (lib. L. Camarada). 

30.7.17

IL CORAGGIO

"Sarà il tuo coraggio a salvarti. Ma non lo attendere, benché circondata dalle solite, antiche paure. Affronta il tuo coraggio, parlaci, abbraccialo, dovete divenire una cosa sola. Poi, sarai pronta a sconfiggere le tue paure". (Lao Bu-Shem, Discorsi dalla montagna).

26.7.17

COSÌ VORREI AMARE

COSÌ VORREI AMARE. "Quando sarò capace di amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino. E vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Quando sarò capace di amare vorrò una donna che non cambi mai ma, dalle grandi alle piccole cose, tutto avrà un senso perché esiste lei. E farò l'amore come mi viene, senza la smania di dimostrare, senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti, con gli occhi stanchi e l'animo gioioso, percepire che anche il sonno è vita e non riposo. Mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere. Un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso egoista e naturale, come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni. Che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare". (G. Gaber).

SIGTUNA, UNA STORIA D'AMORE

SIGTUNA. "Sigtuna: Se io giocassi, tu una ninna nanna avresti. Partimmo da Stoccolma in autobus, volevamo fermare il tempo un altro po'. E ci riuscimmo, per un giorno soltanto. Perdersi era impossibile, ma noi volevamo perderci, pertanto, ci rifugiammo dentro a una comitiva di turisti. Parlavano di vichinghi e ci mostrarono quell'invidiabile posizione strategica che permetteva di scorgere i nemici. Oh averla noi una collinetta così bella ed efficace nella mente. E, soprattutto, nel cuore. Ma tant'è. Iniziò a Sigtuna questa nostra storia, e tu mi regalasti una moneta di Re Olof, con su scritto: QUA DOVE LA NOSTRA STORIA COMINCIA! Io raccolsi una pietruzza dicendoti: è pietra runica, me l'ha confidato il vecchio che puliva le scale della chiesa. Mi disse piano: regalale una pietra, serve a futura memoria. Era inglese sbiascicato, io capii qualcosa, chissà, l'amore eterno!? Ciò volli capire amandoti in albergo. Pensammo di sposarci in municipio, la lista era lunga ma vuoi mettere Sigtuna con Las Vegas? Giravamo avanti e indietro tra i negozi ed i caffè, in 5 minuti era finito il tour. Ma noi ripartivamo, facendo nostro ogni metro, abbracciati stretti, mani a culo e viceversa. L'amore porta a fare cose sceme che però non ti vergogni mai. Ci imboccavamo di polpette e barbabietole e torta di mele fatta in casa. Tre porzioni: troppe le calorie da recuperare. E quando poi passeggiammo sulle rive del lago Mälaren, qui forse compresi che mi era ritornata  dentro la vita. Mi ero lasciato abbandonare. In te ritrovai lo splendore, guardandoti. Sigtuna, villaggetto di 7000 anime, scoperto  per caso dopo aver perduto un aereo. Sigtuna, 7001 anime, se ritrovai la mia, grazie a te. Io cercavo l'anima, tu cercavi le papere e mi parlavi del giovane Holden, e di dove finiscono le papere quando il lago è ghiacciato. Parlavi di papere mentre io cercavo di baciarti l'anima in Svezia. Ps: E quando le trovammo, non riuscimmo a fare niente, né un bacio, né un panino, che 'ste papere stemperarono il nostro amore starnazzandoci contro ed inseguendoci fino al limitar del bosco. Intanto, su nel cielo, gli aerei cercavamo inutilmente di riportarci con la testa a Milano". (Memorie di un amore, Sigtuna, A. Battantier, 2006). 



25.7.17

COME LIBERARSI DALLE RAGNATELE TRA I RAMI DELLE PIANTE

COME LIBERARSI DALLE RAGNATELE TRA I RAMI DELLE PIANTE. MATERIALE TRATTO DA "ENCICLOPEDIA DELLA NATURA IN CASA" (1979). "[...] Molti di voi avranno indubbiamente il problema delle sacche di ragnatela tra i rami delle piante. Come fare per liberarsi di questo increscioso ed anti estetico problema? Noi esperti dell'ENC abbiamo sperimentato l'efficacia dell'acido naftenico e dell'acido palmitico, ordinabili presso i migliori consorzi agrari. I sali più usati per il composto sono il naftenato di alluminio e il palmitato di sodio. Attenzione, si tratta di un'emulsione altamente infiammabile che viene preparata poco prima dell'uso 'bellico' contro i fastidiosi ragni e non può essere conservata in alcun modo. Alcuni esperti agrari (W. B. Kilgore, 1979) consigliano il N-B, una variante, una miscela di polistirene in soluzione di benzene e benzina cui si aggiunge fosforo bianco, che facilita l'accensione durante la dispersione del gel nell'aria, aumentandone gli effetti contro gli aracnidi invasori del vostro amato giardino. Lo stesso Kilgore, in 'The Garden of Eden', sottolinea l'efficacia del suo preparato: "L'N-B ha un odore gradevole che non fastidisce i bambini o gli altri animali domestici. Una volta abbiamo bombardato un intero settore dell'Orto Botanico di New York, per dodici ore. Finita l'azione siamo andati a vedere. Non c'era più neanche l'ombra di quegli sporchi bastardi. E quell'odore di benzina, profumava come di vittoria!!!"".  (MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA, A. BATTANTIER, 2017).




24.7.17

NUMME CACATE ER CAZZO (THE BEATLES)

NUN SÒ AMABILE, SÒ INTRATTABILE: NUMME CACATE ER CAZZO. "Sò un bravo ragazzo ma, da quanno se n'è 'nnata, nun sò amabile, sò intrattabile: Numme cacate er cazzo. Numme parlate, ce lo so che è corpa mia. Ma numme cacate er cazzo. Nun è giusto che me lascia da solo, nun sarò più lo stesso, e io ciò sò: lei è l'unica ragazza pemme. Ma io vò dico: mó è così: finché nun torna a regà...nun sò amabile, sò intrattabile, numme cacate er cazzo". (Memorie di una canzone, Don't Bother Me, The Beatles, 1987, libera traduzione A. Battantier).

TE CHE MI SORRIDI ANCORA, DEAR PRUDENCE



"Esci a giocare, saluta il nuovo giorno. Il sole è alto, il cielo è blu. È bello, e così sei tu. Esci a giocare, spalanca gli occhi, tu sei parte di tutte le cose. Fammi vedere che sorridi, come un bambino. Nuvole di margherite, e te che mi sorridi ancora". (Beatles, Dear Prudence, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier, 1987).

INTONTITI AD ASCOLTAR L'AMORE

INTONTITI AD ASCOLTAR L'AMORE. "Poi ho incontrato te. Il tuo viso ricordava qualcun altro, poi tutto venne da sé. Comunicare è facile quando ci si vuole capire e ci si lascia andare. Ad  un certo punto si comincia a vibrare, finché si rimane intontiti ad ascoltar l'amore". (V. Rossi).

LO PUOI FARE

 "Lo puoi fare. Può essere fatto. Ti serve amore". (The Beatles).

23.7.17

LA STESSA FORZA CHE FA CADERE I CORPI A TERRA MI TIENE IN ORBITA INTORNO ALLA TUA STELLA

LA STESSA FORZA CHE FA CADERE I CORPI A TERRA MI TIENE IN ORBITA INTORNO ALLA TUA STELLA. "Io non penso affatto che la vita sia tutta qui. Eppure, mi chiedo, dove si trova l'ultima spiaggia? Sarebbe già qualcosa. Ma io non vedo la spiaggia. Vedo il deserto. Ci hanno fregato! Dicevano che c'era il mare e ci eravamo portati il surf. Ma era un mare di sabbia. Mi sa che tutti e due abbiamo la coscienza di quanto siamo insignificanti. Eppure, la stessa forza che fa cadere i corpi a terra, mi tiene in orbita intorno alla tua stella". (Lettere dei soldati vivi, A. Battantier, 2001).

20.7.17

Paul Auster, Moon Palace

"Mi ero buttato in un burrone ma, proprio mentre stavo per toccare il fondo, avvenne un evento straordinario: appresi che c'era qualcuno che mi voleva bene. Essere amato fa una grandissima differenza. Mi ero buttato nel burrone, ma, all'ultimissimo momento, qualcosa mi aveva fermato a mezz'aria. E' proprio questo qualcosa che io definisco amore. L'unica cosa che può fermare la caduta di un uomo, l'unica cosa che abbia in sé la forza di negare le leggi di gravità". (Paul Auster, Moon Palace).

GIORNI, P. NERUDA

GIORNI. "Né il primo, né l’ultimo. Ogni giorno sia unico". (Pablo Neruda, liberamente).

19.7.17

ERA L'ALBERO PIÙ ANTICO DEL MONDO

SVEZIA: TOUR GUIDATO ALL'ALBERO PIÙ ANTICO DEL MONDO. "Aveva 8 mila anni. In un angolo sperduto al centro della Svezia. Il più antico organismo vivente conosciuto. Ecco come sono andati i fatti, tali e quali a come li ho raccontati alla Forestale Svedese. Insomma, noi siamo tutti amici della natura. Abbiamo letto di questo abete rosso in Svezia. Allora siamo partiti con due camper, in 12, Gianni e Trevisan con la famiglia. Con le migliori intenzioni, intendevamo omaggiare questa divinità della terra. Ma, ecco, quando lo raggiungemmo mi prese come una voglia matta di abbracciarlo, iniziai a piangere di emozione profonda, lo abbracciai, fragile creatura. Troppo, mi si ruppe tra le braccia, troppa l'enfasi. E poi i bimbi si arrampicavano, il cane voleva il bastone, dopo tante ore di camper. Trevisan con la sua fissa per le foto, i primi piani, i bimbi arrampicati. Mi si ruppe tra le braccia, porca puttana, che posso farci? Ecco come siamo finiti sui giornali. Ci guardammo con gli amici del CVPF (Club Verde Pro Forma) E ci avviammo fischiettando verso i camper. Aveva 8 mila anni. In un angolo sperduto al centro della Svezia. il più antico organismo vivente oggi conosciuto. Aveva". (MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA, A. Battantier, 2017).








IL BAMBINO, IL NOSTRO MAESTRO

"Il bambino, possente e misterioso, racchiude in sé il segreto della nostra natura. Sia egli il nostro maestro. Sappia farsi umile l'adulto ed imparare dal bambino a essere grande. Essere umile, farsi tante domande, provare ad essere ogni giorno un po' più grandi, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato". (Liberamente Montessori, L. Bertolla, D. Dolci).

QUANDO L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO


QUANDO L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO. "Dopo 10 anni di attesa un allievo venne finalmente ricevuto dal suo venerabile maestro, per il rito di beveraggio nella tenda del tè. Il maestro servì un fumante tè da una gigantesca teiera, Colmò la tazza del suo ospite, continuando con noncuranza a versare il liquido che, iniziò a traboccare, inondando il tavolo tutto e le gambe del povero allievo. Questi, trovò il coraggio di dire: 'Maestro, la tazza è ricolma, non ce n'entra più!!'. Il maestro rispose con uno sguardo severo e, nel contempo, sarcastico: 'Come questa tazza, tu sei ricolmo delle tue sciocche opinioni. Come posso spiegarti la Via della Conoscenza, se prima non vuoti la tua tazza?'. L'allievo allora si alzò, prese delicatamente la tazza ricolma e -tutto d'un tratto- la vuotò, gettandola sul viso del maestro. Poi, abbandonò la tenda, lasciandovi il vecchio perplesso e leggermente ustionato. L'allievo si aprì una scuola sua. La chiamò la SCUOLA DEL TÈ. La frase incisa nel legno dello stemma recitava: SCUOLA DEL TÈ, QUI OGNUNO IL TÈ SE LO VERSA DA SÉ".  (M. Thompson Nati, Around, Around Lao Bu-Shem, 1962).



18.7.17

Sirens, Pearl Jam

SIRENS (PEARL JAM). "Devo prenderti la mano, sentire il tuo respiro. Te accanto a me, per dimenticare che nulla dura per sempre. Tutto cambia, facciamo che questo rimanga. Per ogni mia scelta ho commesso un errore. Fragile è la nostra vita, la leggerezza con la quale viviamo, e la morte sopra che incombe. Ma ti guardo, e la paura se ne va". (Sirens, Pearl Jam, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier, 2013). 

15.7.17

IL TENTATIVO DELL'IMPOSSIBILE

IL TENTATIVO DELL'IMPOSSIBILE. "Magritte usava figure realistiche per creare situazioni assurde e imbarazzanti. In questo quadro dipinge una donna, che si materializza sotto il suo pennello. La prof. dice che è il desiderio dell'uomo di creare la donna ideale, perfetta. È il mistero della donna che l'uomo tenta, VANAMENTE, di capire. Ma poi perché vanamente? Se mi date una matita la finisco io la donna. Il pittore aveva quasi finito, e adesso -per un braccio- non facciamo una tragedia. La donna va bene pure così, de sti tempi tocca da accontentarsi". (Memorie di un adolescente, 2007, A. Battantier, frammento di Janvier DC).

13.7.17

LA VOCE DEL SILENZIO

LA VOCE DEL SILENZIO. "Volevo stare un po' da solo, e improvvisamente ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto". (PL).

12.7.17

AOOO!!! RESTO O ME NE VADO?/Should I Stay Or Should I Go?

AOOO!!! RESTO O ME NE VADO?/Should I Stay Or Should I Go? "Aooo!! Resto o me ne vado? Se magari me lo dici m'organizzo. Se me dici che sei mia, pure pure capace che resto fino alla fine, ma simme piji per culo, e te piace quanno sto a tocchi, allora sai che c'è? Pijo e me ne vado. Tanto già ho capito che simme ne vado sto male. E se resto peggio me sento, sto male er doppio. Nummè lascia in mezzo alla merda: Lo devo da spegne sto foco o ce risoffio sopra? Aooo ma ce senti co ste recchie???? Resto o me ne vado?". "Darling, you gotta let me know: Should I stay or should I go? If you say that you are mine, I'll be here till the end of time. You're happy when I'm on my knees. If I go, there will be trouble. And if I stay, it will be double. This indecision's bugging me. Should I cool it or should I blow?". (Memorie di una canzone, libera traduzione di Should I Stay Or Should I Go, A. Battantier, 1994). https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=oGIFublvDes

IL MOMENTO GIUSTO

IL MOMENTO GIUSTO. "Il momento giusto è all'improvviso, da noi stessi sapientemente preparato, nascosto nel tempo dell'attesa". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970).

11.7.17

QUALCUNO

QUALCUNO. "Qualcuno per condividere il resto della vita, e i pensieri reconditi. Qualcuno che stia al mio fianco e mi dia coraggio. Magari il mio punto di vista è sbagliato, ma qualcuno mi ascolterà, magari non sarà d'accordo ma, alla fine, forse mi capirà. Qualcuno che abbia cura di me, appassionatamente, con ogni respiro. Qualcuno che mi aiuti a vedere le cose diversamente. E quello che detesto, chissà, forse poi mi piacerà. Certo, cerco di essere libero ma, che qualcuno mi abbracci e mi baci quando mi addormento. Qualcuno in cambio otterrà tutto me stesso". (Depeche Mode, libera traduzione A. Battantier).

10.7.17

IL SOGNO, LA VIA, IL CAMBIAMENTO

“Io sono in ogni istante, io sono il cambiamento. Il coraggio nell’azione. Cambiare restando essenza. La stabilità nel movimento". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Lao Bu-Shem, 2015).

LA VIA. "Se chiara è la via, nulla potrà distoglierti. È la chiarezza dell'intento a corroborare l'anelito alla via". (La Bu-Shem).


“Il sogno illude solo chi non lo realizza". (Lao Bu-Shem).

7.7.17

L'AMORE PERFETTO

L'AMORE PERFETTO. "Forse il trucco sta nell'essere sempre un poco bambini. Abbracciandosi  in riva al fiume dei desideri". (M. Thompson Nati, 1970). [...] "Ma chi mai ha ricevuto l'amore perfetto? Ognuno avrà sempre qualcosa da dire sull'amore negato, poiché l'amore non basta mai. E nella vita, anche chi ha smesso di cercarlo, in cuor suo non anela che ad esso. L'amore da grande incontra l'amore dei bimbi di allora, in quel tempo cattivo che ha rubato l'amore desiderato. Chi può dare l'amore a un bambino ormai grande? Forse un grande che dentro ha un bambino. Che attende di giocare all'amore, il bimbo col bimbo, il grande col grande. E insieme si va, mano alla mano, sereni d'incanto, incontro alla sera". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).  

5.7.17

MIO PADRE E LE FORMICHE

COME MIO PADRE PIANIFICÒ LA DISTRUZIONE DELL'ESERCITO DELLE FORMICHE. "Mi chiamo Giulio, voglio raccontarvi di come mio padre cercò di contrastare gli eserciti delle formiche nel nostro giardino. Curava maniacalmente il prato, anche perché non aveva poi molto da fare, a parte il lavoro in un negozietto di ricambi idraulici. Diceva che le formiche gli stavano rovinando tutto. Ma tutto cosa? Pensate, un giorno, se ne tornò a casa con una tanica di benzina. Riempì le tane, poi, il nostro Nerone, appiccò fuoco...alle ortensie blu di mamma e alla veranda di legno. Nel mentre, i suoi altoparlanti diffondevano nell'aria la cavalcata delle Walkirie. Ah l'odore di napalm al mattino! Dopo questa prima campagna fallimentare, decise di asfaltare una parte di prato, per creare quella che definì 'la terra di sotto'. Proprio lui, schiavo del prato perfetto, vi rinunciò in preda alle ossessioni formichesche, come chi si taglia i coglioni per non darli alla moglie. Ma la cosa interessante è che scoprì -un anno dopo- che le formiche sbucavano dal prato finto Leroy Merlin, più forti di prima,  Allora, invitò i suoi amici generali e colonnelli, esperti militari del bar, per studiare la questione. Mio padre non si è chiesto mai se gli intrusi saremmo potuto essere noi. Loro vivevamo in giardino da chissà quante generazioni e noi eravamo arrivati solo da 3 anni. Fu Zurretto a proporre lievito in polvere mescolato a miele, spalmato su pezzi di cartone da lasciare nei pressi del formicaio. Zurretto venne tuttavia soppiantato da Egidio Ciaccabestia, detto il chimico. Lo chiamavano per i paesi, ed aveva risolto questioni ben più complesse, come l'invasione di formiche del '56 dentro al comune. Egidio propose un semplice piretroide, scrisse le dosi, e le istruzioni sul retro di un pacchetto di camel. Mio padre custodì il pacchetto, neanche avesse sotto mano la formula della bomba H. Mia sorellina di 5 anni propose a quei sapientoni, di comprare un formichiere, ma nessuno le prestò ascolto. La signora Lia propose il talco, ma forse più che altro come deodorante naturale per la casa. Io, nel frattempo, stavo leggendo MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA. In questo libro illustrato si raccontava che le formiche migliorano la qualità del suolo, contribuendo a disseminare ed interrare i semi delle erbe spontanee mangerecce. Addirittura, secondo Millo Peg (una specie di supereroe a difesa della terra) le formiche sarebbero un importante agente di rimescolamento del suolo, riportando in superficie i nutrienti coi loro scavi e mantenendo così il terreno fertile. Io avevo 12 anni e cercai di far capire che, senza di loro, il terreno sarebbe stato secco, più duro, più compresso e il prato sarebbe stato meno bello. Ma ai grandi queste cose non interessavano, e forse, chi non apprezza la vita in un giardino, non può goderne i benefici. Come Monica Diserba, la vicina, una donnina minuta ma forte e caparbia, da tenere testa a tutti questi uomini chiamati a raccolta al comando generale da mio padre. Diserba fece un'arringa interventista eccezionale. Anche lei aveva subito un'invasione di formiche nell'aiuola davanti casa. Disse che milioni di subdole formiche avevano soffocato le sue piante con i riporti di terra. Addirittura avevano occupato l'intera aiuola, rendendo impossibile anche il solo avvicinarsi. Più volte l'avevano aggredita, coprendole i piedi, le caviglie, le gambe, fino a farla cadere (in realtà Diserba beveva, ma questo era l'alibi perfetto per le sue frequenti sbornie). Secondo lei le formiche stavano progettando l'invasione del mondo, insieme ai topi. La prova? Con una lente d'ingrandimento aveva osservato per settimane stuoli di formiche allevare afidi, pronte poi a farsi esplodere su piante fino ad eliminare ogni forma di vita sulla terra. A suo dire, le formiche di tutto il mondo erano collegate, pronte alla rivoluzione, fino alla dittatura sul mondo. Pensate che mia nonna Carmen, donna di poche parole, alzò gli occhi verso la signora Diserba ed esclamò: "Le formiche allevano afidi?? Ah bè bè, non si finisce mai d'imparare!!". E si rimise all'uncinetto. Sorseggiando un bicchiere di birra, generosamente offerto da papà, si alzò, prendendo la parola, il temibile generale Annibale Tenaci: "Io ho risolto buttando sopra ai formicai bombe d'acqua scolata della pasta: acqua bollente, amido, sale, bastano 5 trattamenti. Non abbiamo una sola formica, guardate le foto". E ci passò le foto di quella che sembrava un'arida savana. Lesta lo riprese la moglie, dandogli un buffetto in testa: "E bravo scimuto, e allora racconta pure a sti geni dei tuoi amici che grazie a sta cazzata ci siamo giocati un susino trentennale e due piantine di albicocche! Per non parlare del prato". Annibale rintuzzò una flebile risposta: "E va bè, dai...si chiamano danni collaterali". E riprese a bere sotto al tendone, fulminato con gli occhi dalla consorte incarognita. "Ma quale acqua bollente, io ho vinto con naftalina sbriciolata -esclamò Sauro Rex- se la prendono pensando sia zucchero e -ah ah- muoiono dalla sera alla mattina. Inoltre profuma il prato, e lo mantiene verde nei mesi caldi". Poi intervenne il vecchio Lord Livingstone, che aveva fatto anni addietro una vacanza in Amazzonia: "Perché non le catturate? Quand'ero nella giungla le mangiavamo fritte con il grasso di maiale selvatico. Erano prelibate! Oppure, potete gustarle sotto forma di marmellata. Assomiglia a quella di more". Il marmista del paese propose la dinamite: "L'ho usata pure con le talpe, e ha funzionato egregiamente. Ora al posto del prato ci ho costruito un campo da mini-cross per i miei nipoti". "Ma quale dinamite -proruppe la signora Clelia- ci vuole il veleno granulato, quello della Bayer...come si chiama, il...". "Il Dachaum Delta 9, signora Clelia" -le suggerì in scioltezza Egidio Ciaccabestia, il chimico. "E sono morte?" Chiese mio padre attento prendendo nota su un taccuino. Mia nonna alzò lo sguardo verso la signora Clelia e mio madre aggiungendo: "Ma và!!!?". "Marmellata". "Dachaum Delta". "Acqua bollente". "Lievito e miele". "Naftalina". Asfalto!!!". "Dinamite!! Dinamite!!! -urlò alzandosi sul tavolo il marmista-, perché le formiche son più crudeli degli umani e per questo vanno sterminate. L'essere umano deve rimanere il solo, unico, incontrastato Padrone del Mondo!!!".  Il marmista aveva gli occhi infuocati, le vene del collo tirate, tutte in fuori. Io allora mi permisi, chiamando in causa proprio il marmista: "Scusi, proprio lei che è del mestiere, perché non ci porta un po' di polvere di marmo attorno al formicaio? Poi ci  mettiamo sopra il pepe le formiche ci passano sopra, starnutiscono, sbattono la testa sulla polvere di marmo e muoiono". Tutti restarono in silenzio, solo mia nonna se la rise, nascondendosi la bocca dietro all'uncinetto. Tutti gli altri però si arrabbiarono con frasi tipo: Ma che ci fanno i ragazzini qui? Qui stiamo per lavorare mica per giocare e raccontare barzellette!!! Mio padre mi mandò via gridando frasi senza senso: "Ridi ridi, poi quando le formiche ci mangeranno casa andrai a raccontare barzellette sotto ai ponti". Avevo 12 anni e quello che compresi da quell'incontro, è che se la Terra stava così male, è per colpa dei grandi. L'essere umano si arroga il diritto di distruggere, e ci vorrebbe solo un po' d'amore e protezione. Il popolo delle formiche è un popolo fantastico! Fuori è il loro regno, lasciatele stare! Vi auguro tanti formicai da poter amare. Un abbraccio, Giulio". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2017, frammenti ESM).

UN SENSO AL MONDO

UN SENSO AL MONDO. "Alcuni si prodigano di dare sempre un senso compiuto al mondo. La sorpresa è che, quando lo trovano il senso, si sono perduti il mondo". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995)

1.7.17

TUTTE LE RISPOSTE ARRIVANO COL TEMPO

TUTTE LE RISPOSTE ARRIVANO COL TEMPO. "Time could give us all the answers that we've been looking for. And now...just let you soak into your mind". "Tutte le risposte arriveranno con il tempo...E adesso vai, fatti una bella nuotata nella mente". (T. Bergen, Era lei, 2008. L'amico, mentre l'accompagna al portone dello psicologo).

La vita è un lampo. Pensa pijallo in culo". (T. Bergen, Er manovella, 2009).

La vita è un lampo. Pensa pijallo in culo". (T. Bergen, Er manovella, 2009).


BROKEN, INFRANTO, DEPECHE MODE

NESSUNO DISSE CHE ERA FACILE. "Nessuno disse che era facile. Ma nemmeno impossibile. Inferno non era. E mi misi all'opera. È l'incontro dei sognatori poeti che rende gradevole ancor la vita". (M. Thompson Nati, Taccuini Verdi, 1956, su M. De Pretis).

PUOI FARCELA, IO CI SARÒ. Da piccolo sognavi il futuro e ti perdevi nelle tue canzoni. Vuoi il controllo senza alcun dolore?  Per quanto tempo soffrirai? Se cadrai ti prenderò. Puoi farcela, io ci sarò. (Infranto/Broken, Depeche Mode).


29.6.17

TORNARE INDIETRO?

AHH SE SOLO SI POTESSE TORNARE INDIETRO. "Certi innamorati non comprendono la prospettiva temporale: è impossibile tornare indietro, solo andando avanti si può provare a salvare una vita insieme". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

27.6.17

COME CERTI INNAMORATI

"Io raggiungo i miei problemi grazie a delle informazioni che non voglio vedere. Come certi innamorati". (Amori al bar, 2005).

VIRGINIA WOOLF: L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO

L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO. "Bolliamo a fuoco lento sul nostro incalcolabile calderone, sulla nostra avvincente confusione, sul nostro pasticcio di impulsi, sul nostro perpetuo miracolo. Perché l'anima erutta meraviglie ogni secondo. Moto e cambiamento sono l'essenza dell'essere. La rigidità è morte. Il conformismo è morte: diciamo quello che ci viene in testa, ripetiamoci, scaraventiamo fuori i nonsensi più folli, e seguiamo le fantasie più fantastiche senza curarci di quel che il mondo fa o pensa o dice. Perché niente importa se non la vita". (V. Woolf).

26.6.17

VOLEVO UN GATTO NERO

VOLEVO UN GATTO NERO. "Volevo un gatto nero, nero, nero, mi hai dato un gatto bianco con te non gioco più. Non ci siamo capiti. La bimba voleva un gatto nero. Il padre, aveva capito un gatto vero, cioè non di pelouche. Mannaggia. La condivisione delle emozioni non è facile. Ma che almeno si aprano le danze alla condivisione delle informazioni. Non si comunica, lasciando i non detti,  -o i mal detti-  a strisciare nella mente, alimentando vie che allungano il percorso. E ci si trova così, un giorno d'improvviso, a non capire un cazzo che è un cazzo. I non detti nascono come scorciatoie e finiscono in un ginepraio di buone intenzioni, soffocate dalla stratificazione di eventi che fuggono via. Poi, un giorno, arriva il conto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Bisogna fermarsi e bussare, bussare, bussare, instancabilmente, in uno spirito d'attesa insistente e umile: l'umiltà è la virtù più essenziale nella ricerca della verità. L'umiltà è un fatto prevalentemente di attenzione all'altro". (Simone Weil).

Il tempo, grande scultore (M. YOURCENAR)

"Instancabile slancio di un'anima sempre in cammino: questo modo mistico di vivere è una continua partenza. Tutto scorre". (M. Yourcenar, Il tempo grande scultore).

PRETENDEVA (SU CHI TI SUCCHIA L'ANIMA CON STILE)

PRETENDEVA. "C'era una compagna di classe. Pretendeva, e sempre lei si protendeva volta ad ottenere ciò che riteneva -già- suo di pertinenza naturale, avvantaggiata sol dall'essere una principessa in casa, coccolata, vezzeggiata dai suoi genitori servi. E lei dolce tiranna. Pretendeva fotocopie, libri, un pezzo di merenda o lo strappo in motorino. Pretendeva con il dito teso e un mezzo sorriso presto svanito, perso dentro a uno sbadiglio. Il bambino che pretende, diventa grande pretendente se -negli anni- trova chi, lungo il suo cammino, tutto gli concede. Similemente ella pretendeva, poiché, trovava morbidi lacchè, o più semplicemente buoni che, poco a poco, entravano nella sua rete proverbiale di esigente dominanza. La pretendente sparava nel mucchio, sapendo già dove puntare al dunque: su chiunque le avesse offerto un pur minimo appiglio. "Chi mi presta il motorino?". Ad ella non bastava il primo fesso che provava a dire: "Dove devi andare? Posso accompagnarti...". No, affatto, poiché lesta rispondeva: "Mi serve per dei giri, mi serve per un po', ti accompagno a casa e poi te lo ripassi a prendere quando ho fatto ok?". Qualora il tapino esitasse, lei sapeva essere convincente, con quell'infimo sensuale che toccava corde assai lontane da ogni logica. E non era  amore perché lei era sempre pronta a scaricarti qualora fosse uscita fuori un'altra offerta di passaggio, migliore, magari in moto con prono accompagnatore incorporato o in golf gti di quel fighetto della V C. Io non ho mai voluto darle la soddisfazione di sentirsi una celebrità. E almeno una volta volli vedere quel vermiciattolo strisciare. Ma il fatto è che l'amavo e la ragione sai quanto ci mette a stare al passo con il cuore? Quanto al cuore, al passo con la ragione, ve lo potete scordare". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 1997). 

DOWNTOWN TRAIN, TOM WAITS

"Fuori c'è un'altra luna gialla, un buco nella notte. Scendo in strada, un treno verso il centro. Oh se fossi l'unico quello che hai scelto! Ti vedrò stasera? Ogni notte è sempre uguale, mi lasci solo. Ti vedrò stasera su un treno per il centro? Cadono i sogni come pioggia, su un treno per il centro". (T. Waits, Downtown train).

25.6.17

Sogni, Thomas Edward Lawrence


SOGNI. "C'è chi sogna di notte, nei recessi polverosi delle menti, e si sveglia di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini. E c'è chi sogna di giorno. Uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili". (Thomas Edward Lawrence, I sette pilastri della saggezza).