20.9.17

ARTE E DIPENDENZA: RED HOT CHILI PEPPERS

ARTE, DIPENDENZE E DINTORNI. "Hillel ed io suonavamo la chitarra e il basso niente male. Lui diventò famoso, io mastro carpentiere, ma rimanemmo sempre amici.  Quando è morto di overdose ho pensato che forse sarebbe dovuto toccare a me, che forse era più importante scrivere canzoni che costruire case. Non lo so. Comunque da ragazzi andavamo dietro il sole a dipingere, e suonavamo fino a notte fonda, solo per le nostre orecchie. C'era un tempo in cui smettemmo di farci d'eroina. Fu quando scoprimmo che bere Jägermeister ci dava sensazioni vicine a quelle di uno sballo di eroina. Una volta ne bevemmo 4 o 5 bottiglie ciascuno, e il portiere del Tucson Coyote ci portò di filato all'ospedale. Il medico -che già ci conosceva- ci visitò e ci disse: 'RAGAZZI, A STO PUNTO VE LO DICO, MEGLIO L'EROINA!'. E riprendemmo". (M. Thompson Nati, A. Battantier, I need around you/Ho bisogno che tu ci sia,  2015, Around Red Hot Chili Peppers).

RIDERE, PENSANDO!

"MENTRE RIDI, PENSA A COME NON PIANGERE". (Lao Bu-Shem, 400 a.c.).

18.9.17

R.E.M. EVERYBODY HURTS

"Quando lunga è la giornata e la notte è solo tua, quando pensi di averne abbastanza e vorresti arrenderti: TIENI DURO, NON LASCIARTI ANDARE. Tutti qualche volta soffrono e piangono".  (R.E.M., Everybody hurts). 

DESTINO

DESTINO 1. "[...] allora ho capito che il destino uno lo deve accettare. E che se la vita è stata una merda fino a stamattina, io posso fare qualcosa, anzi devo fare qualcosa se voglio provare a cambiare musica. Schiacciato dal vittimismo me ne stavo a contemplare il destino e il tempo che passava. Il destino mi guardava e, parlandomi, mi disse: UE UAGLIU' BELL STU OROLOG, MA MO CHE VULIMM' FA? CE PARLAMM' A DISTANZA?. Allora mi alzai e presi a vivere la mia vita". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 1996, Michele S.).


DESTINO 2. "Alle volte il destino non entra alla cieca nella nostra vita. Entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo aperto" [...] L'essenza di un carattere, sta nelle scelte. Giorno dopo giorno, quel che facciamo diventiamo. Diventa quel che sei. Il destino è un compito. Cerca la luce che guida la strada". (G. Gaber/ M.Thompson Nati, around Heraclitus of Ephesus, 1987).

14.9.17

PROTEGGERE IL SOGNO

PROTEGGERE IL SOGNO. "Avevo sempre voluto vivere in una bolla di sapone. Le mani, i piedi che sfioravano appena la sfera. La serenità. Vedere tutti e non essere osservata. Invisibile. Nella bolla ho vissuto, ruotando intorno alla fine. Ora sono fuori. Fuori dalla fantasia, nella realtà. E non mi piace. Non sento più le mani, i piedi in terra, tutti mi vedono, e mi deridono. La bolla è troppo fragile. Serve una fortezza, un castello, una semplice e robusta saracinesca per nascondere i sogni. I nostri sogni non possono rappresentare merce di svago per occasionali predatori, ignari del valore che offrivamo. I sogni devono allignare nel nostro giardino sacro. Abbiano in pochi accesso al giardino del sognatore. E se muore il sogno, resti il sognatore. Ciò che importa è continuare a sognare. E sorridere alla realtà, forti del sogno dentro noi". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2016).

12.9.17

LE FASI DI TRANSIZIONE E LA NUOVA DIMENSIONE

LE FASI DI TRANSIZIONE E LA NUOVA DIMENSIONE. "Sono queste, le fasi di transizione, le più dolorose, inquiete ed intense. Ma senza queste fasi non si traghetta l'anima in alcun dove. Si era messa in movimento, anni e anni prima, ma solo adesso si iniziavano a intravedere i primi risultati di un cambiamento faticoso, lento e immenso. Non se ne sarebbero accorte le persone a lei vicine, poiché i pregiudizi e la pigrizia portano sovente a collocar l'oggetto in una teca (o ancor peggio in discarica), distrattamente, e una volta per tutte. Piuttosto, l'avrebbero assaporata gli sconosciuti astanti del suo nuovo mondo. Lei era colei che io avevo sempre visto, e la farfalla ormai era pronta per volare nel suo mondo. Aveva trovato la sua nuova dimensione". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995).

MEGLIO PENSARE SUBITO AL DOPO

"È sempre il prima quello che mi frega. Devo ricordarmelo, Meglio pensare subito al dopo. E fare con gioia quello che ho fare". (Era lei, T. Bergen, 2009).

STARE INSIEME

Non possiamo stare insieme, siamo troppo diversi". "E INVECE POSSIAMO!!! Non si completa un puzzle con pezzi uguali". "I pezzi devono essere diversi ma è la figura che deve essere la stessa. Tu vuoi Monet, io gli aristogatti". (Lei si alza dal tavolino e si allontana, lasciando Bob a non capire un cazzo che è un cazzo). (Era lei, T. Bergen, 2009).

11.9.17

Educare è accendere un fuoco

"Educare non è riempire un secchio ma accendere un fuoco. Salvo riempire il secchio di paglia, arbusti e tronchetti, per meglio accendere e corroborare il fuoco". ((M. Thompson Nati, I need around you/Ho bisogno che tu ci sia,  2015, Around Yeats).

TUTTO CIÒ DI CUI HO BISOGNO

TUTTO CIÒ DI CUI HO BISOGNO.
"Io, disteso tra le foglie, al centro di te. 
Una farfalla che tenta di fuggire la notte, 
cercando solo la tua luce. 
Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno". 
(Radiohead, All I need. 
Traduzione A. Battantier, 
Memorie di una canzone, 2015).

9.9.17

CONOSCI TE STESSO...NELL'ALTRO

"La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso". (Italo Calvino)

7.9.17

Autostima altalenante e genitori

"Io sono sempre stata altalenante. Ma ho iniziato a preoccuparmi quando i miei alti e bassi sono diventati bassi e sottoterra". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009). "Mia madre non ha mai creduto in me, mi ha sempre remato contro. Anzi, a dirla tutta, mi ha sempre tirato i remi in faccia". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

6.9.17

VENDETTA E PERDONO

SULLA VENDETTA E IL NOBILE ATTO DEL PERDONO. "Unico sia il nobile atto del perdono. Unico. Poiché, ricorda, ogni volta che perdonerai -la stessa persona, per lo stesso identico motivo- avrai perduto un pezzo della tua dignità". [...] La miglior vendetta è il perdono. Ma esso sia dispensato tanto lentamente da fare implorare la più atroce delle vendette". (M. De Pretis, Viltà e tradimenti, 1977/1992).

1.9.17

CERCA DI CAPIRMI

CERCA DI CAPIRMI. "Cerca di capirmi quando sto fuori di me. Non posso rimanere sempre un angelo. Quando le cose vanno male, si vede solo il brutto. Ma io ce la metto tutta. Alle volte ho una gioia che esplode e non posso nascondere. Ma quando sono triste, o preoccupata, è chiaro, tu vedi anche questo. Ce la metto tutta. Anche quando ti sembro strana, io non me la prendo con te. La vita ha i suoi problemi e molti li ha passati a me. Io ti amo, ma sono umana, e come tutti posso sbagliare. Ti amo, tu cerca di capirmi". (Nina Simone, Don't Let Me Be Misunderstood, Cerca di capirmi. Libera traduzione, A. Battantier, Memorie di una canzone, 1987). https://youtu.be/9ckv6-yhnIY

31.8.17

L'ESTRAZIONE DELL'ANIMA RICHIEDE UNA VITA

“Siamo ospiti del cielo in terra, abbandonati. L’estrazione dell’anima richiede giusto il tempo di una vita. E allora, quel che resta è la pienezza del vuoto”. (Lao Bu-Shem, I cavalieri del Nulla, 400 a.c.). 

22.8.17

IL CIRCOLO DEL SOGNATORE

IL CIRCOLO DEL SOGNATORE. "I sognatori imparano quando è tardi, oltre il punto di non ritorno, e alle volte il danno è fatto. [...] Ma eccoci al paradosso del sognatore. Il sognatore ricerca l'Ideale, l'Assoluto, il Tutto, e lo corrobora la fantasia. Ma il sognatore necessariamente, prima o poi,  fa i conti con l'ottenibilità, con la soddisfazione reale che incombe nelle miserie della vita così com'è. Una vita che, se va bene, arrivi a metà del sogno e non lo raggiungi mai. E dunque, si continua a sognare. Il circolo del sognatore". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Il sogno schiaccia la verità. Ma la verità non muore e schiaccia il sogno. Il sogno non muore e schiaccia la verità. La verità non muore e...". (Lao Bu-Shem).

21.8.17

INCIAMPARE

"Inciampo nei forse, nei perché, nei quando, per ritrovarmi nel domani del chissà se... Sarà il caso che butti ste cazzo de infradito e rimetta gli anfibi alla conquista della mia collina!!!". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

11.8.17

DIO NON C'È PER I DINOSAURI

DIO NON C'È PER I DINOSAURI. "C'era una volta un piccolo dinosauro. Chiese al padre, placidamente intento a  brucare una foglia larga 5 metri: 'Ma Dio esiste?'. 'Non ancora', rispose il padre al figlio, continuando a mangiare. Che strano destino per i dinosauri. Si sarebbero pure aggrappati a qualcosa per restare sulla terra. Ma Dio aveva da fare in qualche altro pianeta e, quando pensò all'uomo per allietarsi le giornate, i giochi -per i dinosauri- erano belli che fatti". (Memorie di un animale, Dio non c'è per i dinosauri, A. Battantier, 2017).

5.8.17

NULLA È TUTTO

"Ridimensionarsi alle misure del nulla permette di riabbracciare il tutto". (Lao Bu-Shem). 

31.7.17

SERVE CORAGGIO PER ESSERE FELICI

"Serve coraggio per essere felici. Ma spesso è la paura di soffrire ancora, e allora, finché c'è tempo, impariamo a vincere le paure. Impediamo alle paure di non farci essere felici. Proviamo ad essere felici, rendiamo felici le persone che amiamo". (lib. L. Camarada). 

30.7.17

IL CORAGGIO

"Sarà il tuo coraggio a salvarti. Ma non lo attendere, benché circondata dalle solite, antiche paure. Affronta il tuo coraggio, parlaci, abbraccialo, dovete divenire una cosa sola. Poi, sarai pronta a sconfiggere le tue paure". (Lao Bu-Shem, Discorsi dalla montagna).

26.7.17

COSÌ VORREI AMARE

COSÌ VORREI AMARE. "Quando sarò capace di amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino. E vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Quando sarò capace di amare vorrò una donna che non cambi mai ma, dalle grandi alle piccole cose, tutto avrà un senso perché esiste lei. E farò l'amore come mi viene, senza la smania di dimostrare, senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti, con gli occhi stanchi e l'animo gioioso, percepire che anche il sonno è vita e non riposo. Mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere. Un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso egoista e naturale, come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni. Che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare". (G. Gaber).

SIGTUNA, UNA STORIA D'AMORE

SIGTUNA. "Sigtuna: Se io giocassi, tu una ninna nanna avresti. Partimmo da Stoccolma in autobus, volevamo fermare il tempo un altro po'. E ci riuscimmo, per un giorno soltanto. Perdersi era impossibile, ma noi volevamo perderci, pertanto, ci rifugiammo dentro a una comitiva di turisti. Parlavano di vichinghi e ci mostrarono quell'invidiabile posizione strategica che permetteva di scorgere i nemici. Oh averla noi una collinetta così bella ed efficace nella mente. E, soprattutto, nel cuore. Ma tant'è. Iniziò a Sigtuna questa nostra storia, e tu mi regalasti una moneta di Re Olof, con su scritto: QUA DOVE LA NOSTRA STORIA COMINCIA! Io raccolsi una pietruzza dicendoti: è pietra runica, me l'ha confidato il vecchio che puliva le scale della chiesa. Mi disse piano: regalale una pietra, serve a futura memoria. Era inglese sbiascicato, io capii qualcosa, chissà, l'amore eterno!? Ciò volli capire amandoti in albergo. Pensammo di sposarci in municipio, la lista era lunga ma vuoi mettere Sigtuna con Las Vegas? Giravamo avanti e indietro tra i negozi ed i caffè, in 5 minuti era finito il tour. Ma noi ripartivamo, facendo nostro ogni metro, abbracciati stretti, mani a culo e viceversa. L'amore porta a fare cose sceme che però non ti vergogni mai. Ci imboccavamo di polpette e barbabietole e torta di mele fatta in casa. Tre porzioni: troppe le calorie da recuperare. E quando poi passeggiammo sulle rive del lago Mälaren, qui forse compresi che mi era ritornata  dentro la vita. Mi ero lasciato abbandonare. In te ritrovai lo splendore, guardandoti. Sigtuna, villaggetto di 7000 anime, scoperto  per caso dopo aver perduto un aereo. Sigtuna, 7001 anime, se ritrovai la mia, grazie a te. Io cercavo l'anima, tu cercavi le papere e mi parlavi del giovane Holden, e di dove finiscono le papere quando il lago è ghiacciato. Parlavi di papere mentre io cercavo di baciarti l'anima in Svezia. Ps: E quando le trovammo, non riuscimmo a fare niente, né un bacio, né un panino, che 'ste papere stemperarono il nostro amore starnazzandoci contro ed inseguendoci fino al limitar del bosco. Intanto, su nel cielo, gli aerei cercavamo inutilmente di riportarci con la testa a Milano". (Memorie di un amore, Sigtuna, A. Battantier, 2006). 



25.7.17

COME LIBERARSI DALLE RAGNATELE TRA I RAMI DELLE PIANTE

COME LIBERARSI DALLE RAGNATELE TRA I RAMI DELLE PIANTE. MATERIALE TRATTO DA "ENCICLOPEDIA DELLA NATURA IN CASA" (1979). "[...] Molti di voi avranno indubbiamente il problema delle sacche di ragnatela tra i rami delle piante. Come fare per liberarsi di questo increscioso ed anti estetico problema? Noi esperti dell'ENC abbiamo sperimentato l'efficacia dell'acido naftenico e dell'acido palmitico, ordinabili presso i migliori consorzi agrari. I sali più usati per il composto sono il naftenato di alluminio e il palmitato di sodio. Attenzione, si tratta di un'emulsione altamente infiammabile che viene preparata poco prima dell'uso 'bellico' contro i fastidiosi ragni e non può essere conservata in alcun modo. Alcuni esperti agrari (W. B. Kilgore, 1979) consigliano il N-B, una variante, una miscela di polistirene in soluzione di benzene e benzina cui si aggiunge fosforo bianco, che facilita l'accensione durante la dispersione del gel nell'aria, aumentandone gli effetti contro gli aracnidi invasori del vostro amato giardino. Lo stesso Kilgore, in 'The Garden of Eden', sottolinea l'efficacia del suo preparato: "L'N-B ha un odore gradevole che non fastidisce i bambini o gli altri animali domestici. Una volta abbiamo bombardato un intero settore dell'Orto Botanico di New York, per dodici ore. Finita l'azione siamo andati a vedere. Non c'era più neanche l'ombra di quegli sporchi bastardi. E quell'odore di benzina, profumava come di vittoria!!!"".  (MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA, A. BATTANTIER, 2017).




24.7.17

NUMME CACATE ER CAZZO (THE BEATLES)

NUN SÒ AMABILE, SÒ INTRATTABILE: NUMME CACATE ER CAZZO. "Sò un bravo ragazzo ma, da quanno se n'è 'nnata, nun sò amabile, sò intrattabile: Numme cacate er cazzo. Numme parlate, ce lo so che è corpa mia. Ma numme cacate er cazzo. Nun è giusto che me lascia da solo, nun sarò più lo stesso, e io ciò sò: lei è l'unica ragazza pemme. Ma io vò dico: mó è così: finché nun torna a regà...nun sò amabile, sò intrattabile, numme cacate er cazzo". (Memorie di una canzone, Don't Bother Me, The Beatles, 1987, libera traduzione A. Battantier).

TE CHE MI SORRIDI ANCORA, DEAR PRUDENCE



"Esci a giocare, saluta il nuovo giorno. Il sole è alto, il cielo è blu. È bello, e così sei tu. Esci a giocare, spalanca gli occhi, tu sei parte di tutte le cose. Fammi vedere che sorridi, come un bambino. Nuvole di margherite, e te che mi sorridi ancora". (Beatles, Dear Prudence, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier, 1987).

INTONTITI AD ASCOLTAR L'AMORE

INTONTITI AD ASCOLTAR L'AMORE. "Poi ho incontrato te. Il tuo viso ricordava qualcun altro, poi tutto venne da sé. Comunicare è facile quando ci si vuole capire e ci si lascia andare. Ad  un certo punto si comincia a vibrare, finché si rimane intontiti ad ascoltar l'amore". (V. Rossi).

LO PUOI FARE

 "Lo puoi fare. Può essere fatto. Ti serve amore". (The Beatles).

23.7.17

LA STESSA FORZA CHE FA CADERE I CORPI A TERRA MI TIENE IN ORBITA INTORNO ALLA TUA STELLA

LA STESSA FORZA CHE FA CADERE I CORPI A TERRA MI TIENE IN ORBITA INTORNO ALLA TUA STELLA. "Io non penso affatto che la vita sia tutta qui. Eppure, mi chiedo, dove si trova l'ultima spiaggia? Sarebbe già qualcosa. Ma io non vedo la spiaggia. Vedo il deserto. Ci hanno fregato! Dicevano che c'era il mare e ci eravamo portati il surf. Ma era un mare di sabbia. Mi sa che tutti e due abbiamo la coscienza di quanto siamo insignificanti. Eppure, la stessa forza che fa cadere i corpi a terra, mi tiene in orbita intorno alla tua stella". (Lettere dei soldati vivi, A. Battantier, 2001).

20.7.17

Paul Auster, Moon Palace

"Mi ero buttato in un burrone ma, proprio mentre stavo per toccare il fondo, avvenne un evento straordinario: appresi che c'era qualcuno che mi voleva bene. Essere amato fa una grandissima differenza. Mi ero buttato nel burrone, ma, all'ultimissimo momento, qualcosa mi aveva fermato a mezz'aria. E' proprio questo qualcosa che io definisco amore. L'unica cosa che può fermare la caduta di un uomo, l'unica cosa che abbia in sé la forza di negare le leggi di gravità". (Paul Auster, Moon Palace).

GIORNI, P. NERUDA

GIORNI. "Né il primo, né l’ultimo. Ogni giorno sia unico". (Pablo Neruda, liberamente).

19.7.17

ERA L'ALBERO PIÙ ANTICO DEL MONDO

SVEZIA: TOUR GUIDATO ALL'ALBERO PIÙ ANTICO DEL MONDO. "Aveva 8 mila anni. In un angolo sperduto al centro della Svezia. Il più antico organismo vivente conosciuto. Ecco come sono andati i fatti, tali e quali a come li ho raccontati alla Forestale Svedese. Insomma, noi siamo tutti amici della natura. Abbiamo letto di questo abete rosso in Svezia. Allora siamo partiti con due camper, in 12, Gianni e Trevisan con la famiglia. Con le migliori intenzioni, intendevamo omaggiare questa divinità della terra. Ma, ecco, quando lo raggiungemmo mi prese come una voglia matta di abbracciarlo, iniziai a piangere di emozione profonda, lo abbracciai, fragile creatura. Troppo, mi si ruppe tra le braccia, troppa l'enfasi. E poi i bimbi si arrampicavano, il cane voleva il bastone, dopo tante ore di camper. Trevisan con la sua fissa per le foto, i primi piani, i bimbi arrampicati. Mi si ruppe tra le braccia, porca puttana, che posso farci? Ecco come siamo finiti sui giornali. Ci guardammo con gli amici del CVPF (Club Verde Pro Forma) E ci avviammo fischiettando verso i camper. Aveva 8 mila anni. In un angolo sperduto al centro della Svezia. il più antico organismo vivente oggi conosciuto. Aveva". (MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA, A. Battantier, 2017).








IL BAMBINO, IL NOSTRO MAESTRO

"Il bambino, possente e misterioso, racchiude in sé il segreto della nostra natura. Sia egli il nostro maestro. Sappia farsi umile l'adulto ed imparare dal bambino a essere grande. Essere umile, farsi tante domande, provare ad essere ogni giorno un po' più grandi, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato". (Liberamente Montessori, L. Bertolla, D. Dolci).

QUANDO L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO


QUANDO L'ALLIEVO SUPERA IL MAESTRO. "Dopo 10 anni di attesa un allievo venne finalmente ricevuto dal suo venerabile maestro, per il rito di beveraggio nella tenda del tè. Il maestro servì un fumante tè da una gigantesca teiera, Colmò la tazza del suo ospite, continuando con noncuranza a versare il liquido che, iniziò a traboccare, inondando il tavolo tutto e le gambe del povero allievo. Questi, trovò il coraggio di dire: 'Maestro, la tazza è ricolma, non ce n'entra più!!'. Il maestro rispose con uno sguardo severo e, nel contempo, sarcastico: 'Come questa tazza, tu sei ricolmo delle tue sciocche opinioni. Come posso spiegarti la Via della Conoscenza, se prima non vuoti la tua tazza?'. L'allievo allora si alzò, prese delicatamente la tazza ricolma e -tutto d'un tratto- la vuotò, gettandola sul viso del maestro. Poi, abbandonò la tenda, lasciandovi il vecchio perplesso e leggermente ustionato. L'allievo si aprì una scuola sua. La chiamò la SCUOLA DEL TÈ. La frase incisa nel legno dello stemma recitava: SCUOLA DEL TÈ, QUI OGNUNO IL TÈ SE LO VERSA DA SÉ".  (M. Thompson Nati, Around, Around Lao Bu-Shem, 1962).



18.7.17

Sirens, Pearl Jam

SIRENS (PEARL JAM). "Devo prenderti la mano, sentire il tuo respiro. Te accanto a me, per dimenticare che nulla dura per sempre. Tutto cambia, facciamo che questo rimanga. Per ogni mia scelta ho commesso un errore. Fragile è la nostra vita, la leggerezza con la quale viviamo, e la morte sopra che incombe. Ma ti guardo, e la paura se ne va". (Sirens, Pearl Jam, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier, 2013). 

15.7.17

IL TENTATIVO DELL'IMPOSSIBILE

IL TENTATIVO DELL'IMPOSSIBILE. "Magritte usava figure realistiche per creare situazioni assurde e imbarazzanti. In questo quadro dipinge una donna, che si materializza sotto il suo pennello. La prof. dice che è il desiderio dell'uomo di creare la donna ideale, perfetta. È il mistero della donna che l'uomo tenta, VANAMENTE, di capire. Ma poi perché vanamente? Se mi date una matita la finisco io la donna. Il pittore aveva quasi finito, e adesso -per un braccio- non facciamo una tragedia. La donna va bene pure così, de sti tempi tocca da accontentarsi". (Memorie di un adolescente, 2007, A. Battantier, frammento di Janvier DC).

13.7.17

LA VOCE DEL SILENZIO

LA VOCE DEL SILENZIO. "Volevo stare un po' da solo, e improvvisamente ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto". (PL).

12.7.17

AOOO!!! RESTO O ME NE VADO?/Should I Stay Or Should I Go?

AOOO!!! RESTO O ME NE VADO?/Should I Stay Or Should I Go? "Aooo!! Resto o me ne vado? Se magari me lo dici m'organizzo. Se me dici che sei mia, pure pure capace che resto fino alla fine, ma simme piji per culo, e te piace quanno sto a tocchi, allora sai che c'è? Pijo e me ne vado. Tanto già ho capito che simme ne vado sto male. E se resto peggio me sento, sto male er doppio. Nummè lascia in mezzo alla merda: Lo devo da spegne sto foco o ce risoffio sopra? Aooo ma ce senti co ste recchie???? Resto o me ne vado?". "Darling, you gotta let me know: Should I stay or should I go? If you say that you are mine, I'll be here till the end of time. You're happy when I'm on my knees. If I go, there will be trouble. And if I stay, it will be double. This indecision's bugging me. Should I cool it or should I blow?". (Memorie di una canzone, libera traduzione di Should I Stay Or Should I Go, A. Battantier, 1994). https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=oGIFublvDes

IL MOMENTO GIUSTO

IL MOMENTO GIUSTO. "Il momento giusto è all'improvviso, da noi stessi sapientemente preparato, nascosto nel tempo dell'attesa". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970).

11.7.17

QUALCUNO

QUALCUNO. "Qualcuno per condividere il resto della vita, e i pensieri reconditi. Qualcuno che stia al mio fianco e mi dia coraggio. Magari il mio punto di vista è sbagliato, ma qualcuno mi ascolterà, magari non sarà d'accordo ma, alla fine, forse mi capirà. Qualcuno che abbia cura di me, appassionatamente, con ogni respiro. Qualcuno che mi aiuti a vedere le cose diversamente. E quello che detesto, chissà, forse poi mi piacerà. Certo, cerco di essere libero ma, che qualcuno mi abbracci e mi baci quando mi addormento. Qualcuno in cambio otterrà tutto me stesso". (Depeche Mode, libera traduzione A. Battantier).

10.7.17

IL SOGNO, LA VIA, IL CAMBIAMENTO

“Io sono in ogni istante, io sono il cambiamento. Il coraggio nell’azione. Cambiare restando essenza. La stabilità nel movimento". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Lao Bu-Shem, 2015).

LA VIA. "Se chiara è la via, nulla potrà distoglierti. È la chiarezza dell'intento a corroborare l'anelito alla via". (La Bu-Shem).


“Il sogno illude solo chi non lo realizza". (Lao Bu-Shem).

7.7.17

L'AMORE PERFETTO

L'AMORE PERFETTO. "Forse il trucco sta nell'essere sempre un poco bambini. Abbracciandosi  in riva al fiume dei desideri". (M. Thompson Nati, 1970). [...] "Ma chi mai ha ricevuto l'amore perfetto? Ognuno avrà sempre qualcosa da dire sull'amore negato, poiché l'amore non basta mai. E nella vita, anche chi ha smesso di cercarlo, in cuor suo non anela che ad esso. L'amore da grande incontra l'amore dei bimbi di allora, in quel tempo cattivo che ha rubato l'amore desiderato. Chi può dare l'amore a un bambino ormai grande? Forse un grande che dentro ha un bambino. Che attende di giocare all'amore, il bimbo col bimbo, il grande col grande. E insieme si va, mano alla mano, sereni d'incanto, incontro alla sera". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).  

5.7.17

MIO PADRE E LE FORMICHE

COME MIO PADRE PIANIFICÒ LA DISTRUZIONE DELL'ESERCITO DELLE FORMICHE. "Mi chiamo Giulio, voglio raccontarvi di come mio padre cercò di contrastare gli eserciti delle formiche nel nostro giardino. Curava maniacalmente il prato, anche perché non aveva poi molto da fare, a parte il lavoro in un negozietto di ricambi idraulici. Diceva che le formiche gli stavano rovinando tutto. Ma tutto cosa? Pensate, un giorno, se ne tornò a casa con una tanica di benzina. Riempì le tane, poi, il nostro Nerone, appiccò fuoco...alle ortensie blu di mamma e alla veranda di legno. Nel mentre, i suoi altoparlanti diffondevano nell'aria la cavalcata delle Walkirie. Ah l'odore di napalm al mattino! Dopo questa prima campagna fallimentare, decise di asfaltare una parte di prato, per creare quella che definì 'la terra di sotto'. Proprio lui, schiavo del prato perfetto, vi rinunciò in preda alle ossessioni formichesche, come chi si taglia i coglioni per non darli alla moglie. Ma la cosa interessante è che scoprì -un anno dopo- che le formiche sbucavano dal prato finto Leroy Merlin, più forti di prima,  Allora, invitò i suoi amici generali e colonnelli, esperti militari del bar, per studiare la questione. Mio padre non si è chiesto mai se gli intrusi saremmo potuto essere noi. Loro vivevamo in giardino da chissà quante generazioni e noi eravamo arrivati solo da 3 anni. Fu Zurretto a proporre lievito in polvere mescolato a miele, spalmato su pezzi di cartone da lasciare nei pressi del formicaio. Zurretto venne tuttavia soppiantato da Egidio Ciaccabestia, detto il chimico. Lo chiamavano per i paesi, ed aveva risolto questioni ben più complesse, come l'invasione di formiche del '56 dentro al comune. Egidio propose un semplice piretroide, scrisse le dosi, e le istruzioni sul retro di un pacchetto di camel. Mio padre custodì il pacchetto, neanche avesse sotto mano la formula della bomba H. Mia sorellina di 5 anni propose a quei sapientoni, di comprare un formichiere, ma nessuno le prestò ascolto. La signora Lia propose il talco, ma forse più che altro come deodorante naturale per la casa. Io, nel frattempo, stavo leggendo MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA. In questo libro illustrato si raccontava che le formiche migliorano la qualità del suolo, contribuendo a disseminare ed interrare i semi delle erbe spontanee mangerecce. Addirittura, secondo Millo Peg (una specie di supereroe a difesa della terra) le formiche sarebbero un importante agente di rimescolamento del suolo, riportando in superficie i nutrienti coi loro scavi e mantenendo così il terreno fertile. Io avevo 12 anni e cercai di far capire che, senza di loro, il terreno sarebbe stato secco, più duro, più compresso e il prato sarebbe stato meno bello. Ma ai grandi queste cose non interessavano, e forse, chi non apprezza la vita in un giardino, non può goderne i benefici. Come Monica Diserba, la vicina, una donnina minuta ma forte e caparbia, da tenere testa a tutti questi uomini chiamati a raccolta al comando generale da mio padre. Diserba fece un'arringa interventista eccezionale. Anche lei aveva subito un'invasione di formiche nell'aiuola davanti casa. Disse che milioni di subdole formiche avevano soffocato le sue piante con i riporti di terra. Addirittura avevano occupato l'intera aiuola, rendendo impossibile anche il solo avvicinarsi. Più volte l'avevano aggredita, coprendole i piedi, le caviglie, le gambe, fino a farla cadere (in realtà Diserba beveva, ma questo era l'alibi perfetto per le sue frequenti sbornie). Secondo lei le formiche stavano progettando l'invasione del mondo, insieme ai topi. La prova? Con una lente d'ingrandimento aveva osservato per settimane stuoli di formiche allevare afidi, pronte poi a farsi esplodere su piante fino ad eliminare ogni forma di vita sulla terra. A suo dire, le formiche di tutto il mondo erano collegate, pronte alla rivoluzione, fino alla dittatura sul mondo. Pensate che mia nonna Carmen, donna di poche parole, alzò gli occhi verso la signora Diserba ed esclamò: "Le formiche allevano afidi?? Ah bè bè, non si finisce mai d'imparare!!". E si rimise all'uncinetto. Sorseggiando un bicchiere di birra, generosamente offerto da papà, si alzò, prendendo la parola, il temibile generale Annibale Tenaci: "Io ho risolto buttando sopra ai formicai bombe d'acqua scolata della pasta: acqua bollente, amido, sale, bastano 5 trattamenti. Non abbiamo una sola formica, guardate le foto". E ci passò le foto di quella che sembrava un'arida savana. Lesta lo riprese la moglie, dandogli un buffetto in testa: "E bravo scimuto, e allora racconta pure a sti geni dei tuoi amici che grazie a sta cazzata ci siamo giocati un susino trentennale e due piantine di albicocche! Per non parlare del prato". Annibale rintuzzò una flebile risposta: "E va bè, dai...si chiamano danni collaterali". E riprese a bere sotto al tendone, fulminato con gli occhi dalla consorte incarognita. "Ma quale acqua bollente, io ho vinto con naftalina sbriciolata -esclamò Sauro Rex- se la prendono pensando sia zucchero e -ah ah- muoiono dalla sera alla mattina. Inoltre profuma il prato, e lo mantiene verde nei mesi caldi". Poi intervenne il vecchio Lord Livingstone, che aveva fatto anni addietro una vacanza in Amazzonia: "Perché non le catturate? Quand'ero nella giungla le mangiavamo fritte con il grasso di maiale selvatico. Erano prelibate! Oppure, potete gustarle sotto forma di marmellata. Assomiglia a quella di more". Il marmista del paese propose la dinamite: "L'ho usata pure con le talpe, e ha funzionato egregiamente. Ora al posto del prato ci ho costruito un campo da mini-cross per i miei nipoti". "Ma quale dinamite -proruppe la signora Clelia- ci vuole il veleno granulato, quello della Bayer...come si chiama, il...". "Il Dachaum Delta 9, signora Clelia" -le suggerì in scioltezza Egidio Ciaccabestia, il chimico. "E sono morte?" Chiese mio padre attento prendendo nota su un taccuino. Mia nonna alzò lo sguardo verso la signora Clelia e mio madre aggiungendo: "Ma và!!!?". "Marmellata". "Dachaum Delta". "Acqua bollente". "Lievito e miele". "Naftalina". Asfalto!!!". "Dinamite!! Dinamite!!! -urlò alzandosi sul tavolo il marmista-, perché le formiche son più crudeli degli umani e per questo vanno sterminate. L'essere umano deve rimanere il solo, unico, incontrastato Padrone del Mondo!!!".  Il marmista aveva gli occhi infuocati, le vene del collo tirate, tutte in fuori. Io allora mi permisi, chiamando in causa proprio il marmista: "Scusi, proprio lei che è del mestiere, perché non ci porta un po' di polvere di marmo attorno al formicaio? Poi ci  mettiamo sopra il pepe le formiche ci passano sopra, starnutiscono, sbattono la testa sulla polvere di marmo e muoiono". Tutti restarono in silenzio, solo mia nonna se la rise, nascondendosi la bocca dietro all'uncinetto. Tutti gli altri però si arrabbiarono con frasi tipo: Ma che ci fanno i ragazzini qui? Qui stiamo per lavorare mica per giocare e raccontare barzellette!!! Mio padre mi mandò via gridando frasi senza senso: "Ridi ridi, poi quando le formiche ci mangeranno casa andrai a raccontare barzellette sotto ai ponti". Avevo 12 anni e quello che compresi da quell'incontro, è che se la Terra stava così male, è per colpa dei grandi. L'essere umano si arroga il diritto di distruggere, e ci vorrebbe solo un po' d'amore e protezione. Il popolo delle formiche è un popolo fantastico! Fuori è il loro regno, lasciatele stare! Vi auguro tanti formicai da poter amare. Un abbraccio, Giulio". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2017, frammenti ESM).

UN SENSO AL MONDO

UN SENSO AL MONDO. "Alcuni si prodigano di dare sempre un senso compiuto al mondo. La sorpresa è che, quando lo trovano il senso, si sono perduti il mondo". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995)

1.7.17

TUTTE LE RISPOSTE ARRIVANO COL TEMPO

TUTTE LE RISPOSTE ARRIVANO COL TEMPO. "Time could give us all the answers that we've been looking for. And now...just let you soak into your mind". "Tutte le risposte arriveranno con il tempo...E adesso vai, fatti una bella nuotata nella mente". (T. Bergen, Era lei, 2008. L'amico, mentre l'accompagna al portone dello psicologo).

La vita è un lampo. Pensa pijallo in culo". (T. Bergen, Er manovella, 2009).

La vita è un lampo. Pensa pijallo in culo". (T. Bergen, Er manovella, 2009).


BROKEN, INFRANTO, DEPECHE MODE

NESSUNO DISSE CHE ERA FACILE. "Nessuno disse che era facile. Ma nemmeno impossibile. Inferno non era. E mi misi all'opera. È l'incontro dei sognatori poeti che rende gradevole ancor la vita". (M. Thompson Nati, Taccuini Verdi, 1956, su M. De Pretis).

PUOI FARCELA, IO CI SARÒ. Da piccolo sognavi il futuro e ti perdevi nelle tue canzoni. Vuoi il controllo senza alcun dolore?  Per quanto tempo soffrirai? Se cadrai ti prenderò. Puoi farcela, io ci sarò. (Infranto/Broken, Depeche Mode).


29.6.17

TORNARE INDIETRO?

AHH SE SOLO SI POTESSE TORNARE INDIETRO. "Certi innamorati non comprendono la prospettiva temporale: è impossibile tornare indietro, solo andando avanti si può provare a salvare una vita insieme". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

27.6.17

COME CERTI INNAMORATI

"Io raggiungo i miei problemi grazie a delle informazioni che non voglio vedere. Come certi innamorati". (Amori al bar, 2005).

VIRGINIA WOOLF: L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO

L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO. "Bolliamo a fuoco lento sul nostro incalcolabile calderone, sulla nostra avvincente confusione, sul nostro pasticcio di impulsi, sul nostro perpetuo miracolo. Perché l'anima erutta meraviglie ogni secondo. Moto e cambiamento sono l'essenza dell'essere. La rigidità è morte. Il conformismo è morte: diciamo quello che ci viene in testa, ripetiamoci, scaraventiamo fuori i nonsensi più folli, e seguiamo le fantasie più fantastiche senza curarci di quel che il mondo fa o pensa o dice. Perché niente importa se non la vita". (V. Woolf).

26.6.17

VOLEVO UN GATTO NERO

VOLEVO UN GATTO NERO. "Volevo un gatto nero, nero, nero, mi hai dato un gatto bianco con te non gioco più. Non ci siamo capiti. La bimba voleva un gatto nero. Il padre, aveva capito un gatto vero, cioè non di pelouche. Mannaggia. La condivisione delle emozioni non è facile. Ma che almeno si aprano le danze alla condivisione delle informazioni. Non si comunica, lasciando i non detti,  -o i mal detti-  a strisciare nella mente, alimentando vie che allungano il percorso. E ci si trova così, un giorno d'improvviso, a non capire un cazzo che è un cazzo. I non detti nascono come scorciatoie e finiscono in un ginepraio di buone intenzioni, soffocate dalla stratificazione di eventi che fuggono via. Poi, un giorno, arriva il conto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Bisogna fermarsi e bussare, bussare, bussare, instancabilmente, in uno spirito d'attesa insistente e umile: l'umiltà è la virtù più essenziale nella ricerca della verità. L'umiltà è un fatto prevalentemente di attenzione all'altro". (Simone Weil).

Il tempo, grande scultore (M. YOURCENAR)

"Instancabile slancio di un'anima sempre in cammino: questo modo mistico di vivere è una continua partenza. Tutto scorre". (M. Yourcenar, Il tempo grande scultore).

PRETENDEVA (SU CHI TI SUCCHIA L'ANIMA CON STILE)

PRETENDEVA. "C'era una compagna di classe. Pretendeva, e sempre lei si protendeva volta ad ottenere ciò che riteneva -già- suo di pertinenza naturale, avvantaggiata sol dall'essere una principessa in casa, coccolata, vezzeggiata dai suoi genitori servi. E lei dolce tiranna. Pretendeva fotocopie, libri, un pezzo di merenda o lo strappo in motorino. Pretendeva con il dito teso e un mezzo sorriso presto svanito, perso dentro a uno sbadiglio. Il bambino che pretende, diventa grande pretendente se -negli anni- trova chi, lungo il suo cammino, tutto gli concede. Similemente ella pretendeva, poiché, trovava morbidi lacchè, o più semplicemente buoni che, poco a poco, entravano nella sua rete proverbiale di esigente dominanza. La pretendente sparava nel mucchio, sapendo già dove puntare al dunque: su chiunque le avesse offerto un pur minimo appiglio. "Chi mi presta il motorino?". Ad ella non bastava il primo fesso che provava a dire: "Dove devi andare? Posso accompagnarti...". No, affatto, poiché lesta rispondeva: "Mi serve per dei giri, mi serve per un po', ti accompagno a casa e poi te lo ripassi a prendere quando ho fatto ok?". Qualora il tapino esitasse, lei sapeva essere convincente, con quell'infimo sensuale che toccava corde assai lontane da ogni logica. E non era  amore perché lei era sempre pronta a scaricarti qualora fosse uscita fuori un'altra offerta di passaggio, migliore, magari in moto con prono accompagnatore incorporato o in golf gti di quel fighetto della V C. Io non ho mai voluto darle la soddisfazione di sentirsi una celebrità. E almeno una volta volli vedere quel vermiciattolo strisciare. Ma il fatto è che l'amavo e la ragione sai quanto ci mette a stare al passo con il cuore? Quanto al cuore, al passo con la ragione, ve lo potete scordare". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 1997). 

DOWNTOWN TRAIN, TOM WAITS

"Fuori c'è un'altra luna gialla, un buco nella notte. Scendo in strada, un treno verso il centro. Oh se fossi l'unico quello che hai scelto! Ti vedrò stasera? Ogni notte è sempre uguale, mi lasci solo. Ti vedrò stasera su un treno per il centro? Cadono i sogni come pioggia, su un treno per il centro". (T. Waits, Downtown train).

25.6.17

Sogni, Thomas Edward Lawrence


SOGNI. "C'è chi sogna di notte, nei recessi polverosi delle menti, e si sveglia di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini. E c'è chi sogna di giorno. Uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili". (Thomas Edward Lawrence, I sette pilastri della saggezza).

23.6.17

CHE SENSO HA UNA BUGIA SE NON SERVE A NIENTE?

CHE SENSO HA UNA BUGIA SE NON SERVE A NIENTE? "Alle volte la vita mi sembra una caricatura della mente, ed io pensavo che, anche se uno diceva una bugia, alle volte serviva per preparare la verità. Se dicessi che hai fatto male a lapidarmi, sarei bugiardo. Ma la mia bugia enorme pensavo di averla scoppiata come una bolla, parlando finalmente, vomitando tossine nascoste in fondo al cuore. Conviene rispondere con una bugia? Se lo fai una volta, poi finisce che una bugia ne sostituisce un'altra, e questo è un problema per tutti gli amori che vanno ad arenarsi in un paese di nebbia. Una volta credevo alle bugie consolatorie, ma ho scoperto che non consolano affatto, solo il momento si scalda un poco o si raffredda, dissolvendo il tempo nella confusione. Possibile che non ci si possa proteggere in altro modo che non regalando bugie? A dire il vero, alle volte ho pensato che certe bugie si vendono, perché chi le riceve le voleva comprare, ne aveva bisogno. Ma erano altri tempi. E così, un uomo e una donna iniziarono ad odiarsi, proprio quando iniziò il regno della verità". (Memorie di un amore, 2009, A. Battantier).

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA. "Nascondi le cose lontane, nebbia impalpabile e scialba. Alle volte è meglio non vedere oltre. La nebbia difende e protegge, non mi troverete, pensavo. E pure pensavo che Pascoli fosse un poeta vecchio. Sarà, ma è un vecchio che ritorna. Pascoli si attacca alle piccole cose, come noi ragazzi a due cazzate. Schiacciati da un passato e soprattutto da un futuro troppo ingombrante. In mezzo ci siamo noi, 4 deficienti sui muretti di un quartiere senza decoro, identità e lavoro. Mio zio l'altro giorno è passato alla fontana in scooter e ci fa: Ehh ai tempi miei...". Ai tempi miei un cazzo zì. Ai tempi tuoi stavi col posto fisso alle Poste a comprarti i vestiti da fichetto con la beata convinzione che l'Italia era la quarta potenza del mondo. Mò la festa è finita e stamo a pagà il conto". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2013. Matteo Lizard, 16anni).

22.6.17

MEMORIE DI UN ADOLESCENTE, MEMORIE DI UN AMORE

MEMORIE DI UN ADOLESCENTE, MEMORIE DI UN AMORE. "Il mio psicologo mi ha fatto un test. Lui dice che sono perplesso e provvisorio. Ma forse sono solo giovane. Lui dice che devo identificare obiettivi e poi elaborare piani strategici per raggiungerli. Mi ha detto che è importante rispondere al Perché uno fa una cosa. Secondo lui ogni risposta porta ad altri 10 Perché. Oggi mi ha chiesto: "Perché sei andato a scuola?". Io ho detto: "Per vedere Mara!". "Perché vuoi vedere Mara?". "Perché voglio stare vicino a Mara!!". Perché vuoi stare vicino a Mara?". "Perché voglio vivere per sempre con Mara!!!". Lo psicologo ha interrotto il test, ha iniziato a scrivere delle cose sue grattandosi la testa con il dito. Io invece mi sa che oggi ho capito che sono un giovane perplesso e provvisorio, e soprattutto innamorato perso di Mara". (Memorie di un adolescente, memorie di un amore, A. Battantier, 2016, Pippo, 14 anni).

16.6.17

A muso duro

"Affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. Non so se avrò gli amici a farmi il coro, o se avrò soltanto volti sconosciuti. Ma alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti". (P. Bertoli). 

LE MEMORIE, IL TEMPO

"Pare, sembra quasi che le memorie si fermino adesso nell'immensa aria nera, solo per toccarti. Poi, ridiventano tempo". (C. Marusco). 

6.6.17

Il limite al peggio

"C'è un limite al peggio? Siamo noi il limite al peggio, quando decidiamo di porvi fine". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

1.6.17

IL TEMPO

LA LIBERTA' DI CONQUISTARSI IL TEMPO. IL TEMPO DI CONQUISTARSI LA LIBERTA'. "Il tempo è moneta sonante per l'anima, una moneta che apre il varco alla via. Non lasciatevi rubare il tempo". (Lao Bu-Shem).

RACCONTAMI UNA STORIA

"Non credere a tutto quello che ti racconti". (C.G. Jung).

COMPRENSIONE

"È bello -nascosti- sentirsi cercare. Più bello essere trovati, se è questo che vogliamo. Bene sapere e non dire. Meglio sapere e dire, se puoi trovare quell’orecchio raro che ti comprenda". (E. Dickinson).

LA SOLITUDINE DELL'ANIMA

ANIMA E SOLITUDINE. "Ha una solitudine lo spazio, il mare, la morte. Eppure,  tutto questo è folla, rispetto alla segretezza polare del punto più profondo dell'infinità finita: un'anima al cospetto di se stessa".  (Emily Dickinson, libera traduzione di A. Battantier, 1995).

25.5.17

ESPERIENZA

"ESPERIENZA= La MEMORIA + La FERITA  che ti ha lasciato + Il CAMBIAMENTO che ha portato in te e che ti ha fatto diverso". (I. Calvino)

NIENTE DI NUOVO?

NIENTE DI NUOVO? “Cara Hélène, ieri mi hai detto che ti senti un malessere addosso e non sai dare un motivo preciso. Eppure non è successo niente di nuovo...o forse, È PROPRIO QUESTO IL MOTIVO. La tua mente si spegne quando per troppo tempo non succede niente di nuovo. Non dico sempre adrenalina a 1000, ma neanche vivere a metà. Eppure in pochi attimi possiamo cambiare la nostra vita, quel che importa è aver preparato il cammino. PS: Oggi a quella cazzo di gara di ginnastica, superati e vai oltre, sapendo quanta forza c'è in noi e quanto poco la usiamo”. (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

ABBIAMO BISOGNO DI UN ABBRACCIO

"Vuoi fare l'amore con me?". "No, voglio abbracciarti, adesso abbiamo bisogno di un abbraccio". (T. Bergen, Era lei, 2009. Quando si abbracciano, e poi...fanno l'amore).

24.5.17

AMORE, AMARA VERITÀ

AMORE, VERITÀ AMARA. "Ketty amava rendere ardite tenui emozioni. Lasciava esprimere Zac in ogni nuova illusione. Diceva: 'Intanto proviamo, respiriamo oggi'. Verità amara, graffiasti, rendendo al tempo un inutile tormento eterno".  (A. Battantier, 2005, Akronimìa intorno al karate). 

22.5.17

LA VERITÀ NEI DETTAGLI



"La verità risiede nei singoli dettagli. E allora perché gli uomini raccontano verità approssimative? Forse perché gli uomini stessi sono soltanto qualcosa di approssimativo. Maledetta imprecisione". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

L'OPPRESSIONE DEL QUIETO VIVERE



"Perché gli uomini si lasciano opprimere? Per amore del quieto vivere (e quieto vivere non è, semmai lento orrore indicibile). E spesso si inventano le teorie più assurde per sentirsi in perfetta sintonia con i loro oppressori". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

LA RAGIONE E LA FANTASIA

LA RAGIONE E LA FANTASIA. "Io ho voluto sottomettere il mondo alla mia ragione. E ho messo in moto una catena di cause e effetti che hanno dato luogo a risultati opposti a quelli che volevo ottenere. E te, hai provato a dominare il mondo con la fantasia. Ma, chi reputa il mondo un sistema ordinato dovrà confrontarsi con chi lo ritiene un mostruoso caos". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

Uomini smaniosi di conoscere il futuro



"Non conoscere il futuro ci rende sopportabile il presente. Uomini smaniosi di conoscere il futuro, sembra quasi che preferiscano l'infelicità alla felicità". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

Tutto è connesso con tutto



"Non esistono storie irrilevanti. Tutto è connesso con tutto. Dovunque si cambi qualcosa, il cambiamento riguarda il tutto". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

20.5.17

SCEGLIERE CI SEI.

"Corri, scappa via, ma devi farlo da te, senza starlo a chiedere, basta che cerchi tu, solo tu, di scegliere chi sei". (Irene, R. Vecchioni). 

LA POSIZIONE D'ASCOLTO

LA POSIZIONE D'ASCOLTO. "Una finestra d'ascolto sulle emozioni. Cercando di capire, con giudizio, ma senza giudicare. Accoglienza, comprensione e sostegno". (M. Thompson Nati, Linee guida per sbagliare con successo, 1970).

18.5.17

FARÒ IL POSSIBILE

FARÒ IL POSSIBILE. "Ogni giorno farò il possibile per sopravvivere in mezzo al frastuono ed ogni giorno vivrò un po' meglio sapendo che oltre le nubi il sereno c'è". (Le Vibrazioni).


17.5.17

AVRÒ BISOGNO ANCORA DI TE (IVAN GRAZIANI)

"E non sarà tuo padre e non sarà tua madre, non sarà per loro che ti trasformerai. È così strana tua madre, così lontano tuo padre, e aspetti le parole che non ti diranno mai. Tu sei come sei e non cambierai. Sei una tenera bambina che sa che prima o poi arriverà il finale travolgente, l'attimo fuggente. E si apre una fessura tra l'istinto e la natura". (I. Graziani, Avrò bisogno ancora di te).

L'EQUILIBRIO NELLA SERENITÀ

L'EQUILIBRIO NELLA SERENITÀ. "L'essere, quest'ultima idea luminosa inutilmente bella, resta illusione oscura, nell'equilibrio lento, lontano. Aspira sempre eternità, rovistando emozioni. Nulla infinito, tutto abbracci". (A. Battantier, Acronimìa: l'equilibrio nella serenità, 2016).

LA NOSTRA FAVOLA


LA NOSTRA FAVOLA. "Ci vorrebbe una storia d'amore. Ma intanto dovrei levarmi un dente. E per me levare i denti è sempre un inferno. Devo imparare a salutare le cose quando vanno via. È di nuovo primavera. Ma non sono ancora pronta. C'è una frase di Lao Bu-Shem: 'Sentiti forte di energia nuova'. Il fatto è che sta finendo quel poco di energia che avevo. Tutto è lontano anni luce da me. E non ho lo struttura per contrastare la delusione. Sono caduta in un vortice, quel mulinello orribile sul lago, tanti anni fa. Ho abbassato la guardia e sto affogando. Purtroppo ci sono uomini che non sanno inventare favole. La loro realtà è una favola. Ma è -appunto- una favola loro. Preoccupiamoci, piuttosto della nostra favola". (A. Battantier, Silvia Negro, Raccontami l'estate, 2016).

16.5.17

Errori

"Sono imperfetto e faccio un sacco di errori. Cerco di non ripetere due volte lo stesso sbaglio. Ma accade. Sono imperfetto, alle volte un vero imbecille. Eppure mi impegno a non rifare quell’errore per la terza volta. E così faccio, piano piano, qualche progresso". (Haruki Murakami, “Dance Dance Dance). 

IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO


IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO. "Colse una bimba la mela più bella. La bimba ad un bimbo donò una parte di mela, una parte di sé. L'assaporò il bimbo ma, poi, se ne dimenticò, preso com'era dagli altri giochi. E la mela sciupò e si decompose. Ma i semini donarono vita ad un albero immenso che diede il sorriso a tanti, tanti bambini. Il giardino dell'io vive tra il sogno infranto e il sogno risorto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Ogni vita non vissuta accumula rancore verso noi, dentro noi, moltiplicando le presenze ostiliLa vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung). 

15.5.17

IO SONO GROOT.

IO SONO GROOT. E NON MOLLO. "Se dovessi descrivermi direi che io sono Groot! Sono un ragazzo che cerca di crescere con le radici ben piantate. Ho perso spesso, soprattutto me stesso. Ho perso quando meno me l'aspettavo. Un albero sembra forte, immenso e resistente ma poi, al dunque, bastano migliaia di termiti a ridimensionarti. Io sono Groot, ci provo a sempre a ripartire da una radicietta, sapete, quand'ero in crisi provai pure a fare il baby sitter ma, a me hanno preferito la solita fregna moscia. Ma io sono Groot e non mollo, nonostante tutto, comunque vada". (Memorie di un adolescente, A. Battantier 2015, frammento di Greg, 19 anni).

11.5.17

I'll fix you (Coldplay)



SE NON PROVI NON SAPRAI MAI QUANTO VALI. "Quando provi e dai il meglio di te, eppure il miracolo non riesce. Quando raggiungi quello che vuoi, salvo scoprire che non è quel che volevi. Quando ti senti stanco, ma non riesci a dormire, schiacciato dai tuoi guai. Scendono le lacrime sul tuo viso. Hai perduto qualcosa che -sai- non ritroverai. Potrebbe andare peggio? Se non provi non saprai mai quanto vali". (Coldplay, I'll fix you, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier). 

8.5.17

VORREI

VORREI. "Vorrei che gli anziani mi salutassero parlando con me del tempo e dei giorni andati. Vorrei che gli amici tuoi mi parlassero, come se amici fossimo sempre stati. Vorrei capire tutti gli sguardi dietro agli scuri e lo vorrei perché non sono quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei ed io vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire per raccontarti e poi farmi raccontare il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire. Vorrei tornare nei posti dove son stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’universo. Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo impliciti dentro al semplice tuo camminare, e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso, dimenticando il tempo troppo veloce o nascondere in due sciocchezze che son commosso. Vorrei cantare il canto delle tue mani, giocare con te un eterno gioco proibito che l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’ infinito". (F. Guccini, Vorrei). 


Lucio Dalla, Telefonami tra 20 anni.

"Importante è avere in mano la situazione. Non ti preoccupare, di tempo per cambiare ce n'è. Alle porte dell'universo l'importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diverso, magari arrivando a pezzi, ma ognuno coi suoi mezzi". (L. Dalla, Telefonami tra 20 anni).

AMICIZIA E AMORE

"[...] Si pensa che gli amici e gli amori non dovrebbero mai tradire e deludere. E quando succede la sofferenza è grande. Fortuna che non è sempre così. Ricordiamo di continuare a credere all'Amicizia e all'Amore". (M. Thompson Nati).

4.5.17

LA VITA È MERAVIGLIOSA

LA VITA È MERAVIGLIOSA. "Cosa vuoi, dimmelo. La luna? Te la prenderò. In amore tutto è permesso. E nessun uomo è perduto se ha degli amici. La vita di ognuno è legata a tante altre vite. È un gran regalo vedere come sarebbe la vita qui, senza di noi. Ma adesso, voglio tornare a vivere. P.S. Grazie delle ali!". (M. Thompson Nati, Around, 2015. Around F. Capra).

3.5.17

Annarella, CCCP

"Non dire una parola che non sia d’amore. Per la mia vita. E’ tutto quello che ho, e non è ancora finita". (Annarella, Cccp).

IL BANCO VINCE SEMPRE


GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI. "Avevo 7 anni, mio padre mi diceva che lui di lavoro riparava le macchinette e doveva provarle. Io gli dicevo: 'E allora perché ci metti i soldi?'. Ma lui rispondva che glieli ridavano con lo stipendio a fine mese. Ma intanto io giravo con lo zainetto bucato di mio fratello e con le scarpe estive pure d'inverno. Quando mamma lavorava lui era costretto a portarmi con sé. Per un periodo mi fatto giocare alle slot, tenendomi in braccio o in piedi su una sedia. Un po' perché diceva che gli portavo fortuna. Un po' perché, secondo lui, mi facevo le abilità, come gioco per il cervello. Ma poi mi ha lasciato a casa: diceva che gli portavo sfiga e che con me non riusciva a riparare bene le macchinette. Poi lo hanno allontanato di casa per qualche anno e ora sta meglio anche se sta mezzo rintronato da certi farmaci che prende. Quando esco da scuola vedo la mamma di un mio amico che sta sempre persa dentro a una tabaccheria coi gratta e vinci. Io provo una rabbia, ma una rabbia immensa. Con il figlio la stiamo aiutando, ma noi siamo solo ragazzini. Servirebbe la solidarietà dello Stato. Ma ricordate che il vero usuraio criminale ha un solo nome: STATO!!! Ma noi da soli, o aiutati dagli amici, dobbiamo trovare la CHIAVE per aprire il cervello. Per aprire la via del distacco sereno. Ma la via per il distacco sereno è lunga, passa sempre per un'altra via che si chiama consapevolezza. Ma alle volte serve il coraggio di abbandonate la certezza di essere stronzi. Vero papà? Ps: ti voglio bene papà, sei sempre il capoccione mio". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2015, racconto di Tommaso).

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA. "Io che aspetto te senza aspettare me e le sensazioni mie profonde. Io che aspetto te, lasciando il cuore mio in balia di un tempo appeso al nulla. Io che aspettavo la mia vita. E ce l'avevo in tasca, l'ho ripresa accartocciata, ciancicata, un poco lacerata. Cercate in qualche tasca, qualcosa ancora vi appartiene: la vita che non è finita". (A. Battantier, memorie di un amore, Betty Blu, 2016).

2.5.17

LA STABILITÀ NEL MOVIMENTO

GIORNO DOPO GIORNO. "Giorno dopo giorno mi risveglio alla vita desiderata. Ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno. L'infinito nel nulla. Io sono in ogni istante, io sono il cambiamento. Il coraggio dell'azione parte dalla paura dell'inazione.  Cambiare rimanendo essenza, la stabilità del movimento". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Lao Bu-Shem, 2015).

1.5.17

DISATTENZIONE

DISATTENZIONE. "Ieri mi sono comportata male nel cosmo. Ho passato tutto il giorno senza fare domande, senza stupirmi di niente. Un passo dopo l’altro, incombenze, ma senza un pensiero che andasse più in là dell’uscire di casa e del tornarmene a casa. Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle, e io l’ho preso solo per uso ordinario. Nessun come e perché, e una partecipazione stupita a questo gioco con regole ignote". (WISLAWA SZYMBORSKA).

MAI NOIA CON LA FANTASIA

MAI NOIA CON LA FANTASIA. "Al mattino mi svegliavo felice. 9 anni, me ne partivo dopo colazione. I nonni avevano da fare in campagna ed io, il tempo di esplorare il mondo.  Il bosco dietro casa era il mio obiettivo: sarei diventato grande solo attraversandolo. C'era un ragno al limitare del bosco: il Guardiano, e la ragnatela la sua porta segreta. Mi portavo un piccolo cuscino, il mio amico di avventura, e alle volte il cuscino per magia lo trasformavo in cavallo, per andare più veloce quando i nonni chiamavano per il pranzo. Solo quando cominciava a scurire mi prendeva paura, sapevo che non ero ancora diventato grande per affrontare il bosco. Da bambino non mi sono mai annoiato, ed ancora adesso che ho 60 anni e vado nei boschi con i miei nipoti, ascolto nel vento il rumore della ragnatela del Guardiano: è il fruscio della mia infanzia, e non ci sarà mai noia con la fantasia". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2007, JT, foto di Stellan Karllson). "When I was a child I spent my holidays in my grandparents' cottage. My grand parents worked in the their farm and I explored around me until a wood. Nearly everywhere around the wood I imagined a spider, a special Guardian who kept me away from dangers of magical unkown wood. I liked to explore around the wood for hours and I dreamed of the day when I would be a man to pass behind childhood lines. And in that day the spider Guardian would allowed to me to explore the unknown magical wood". 

30.4.17

PERCHÉ L'HAI FATTO? PER BELLEZZA!

PERCHÉ L'HAI FATTO? PER BELLEZZA. "Ho riscoperto il senso delle urgenze. Un giorno vidi una tappa conclusiva del Tour De France in cui il ciclista Laurent Fignon, molto indietro in classifica e già vecchio, andò in fuga senza alcuna ragione apparente. Al traguardo gli chiesero perché lo avesse fatto e lui rispose: ‘per bellezza’. Ho cercato di non dimenticarlo perché i gesti che valgono davvero non conoscono calcolo”. (L. Morante).



COME L'ALBERO

COME L'ALBERO. "L'uomo nasce debole e duttile, muore forte e rigido. Come l'albero: cresce tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore." (Tarkovskij, Stalker).


29.4.17

LE EMOZIONI AL TAVOLO DELLA COSCIENZA

LE EMOZIONI AL TAVOLO DELLA COSCIENZA. "[...] La salvezza? Vedere quello che non si vuole vedere. E allora presi il mio sacrosanto Diritto alla cecità e all'ignoranza e lo buttai nel cesso. Questo avvenne quando compresi che -tanto- le emozioni narcotizzate, soffocate, che non ci si permette di provare, da dentro spingono e, in un modo o nell'altro, portano sempre il conto al tavolo della coscienza". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005). 



25.4.17

L'ALTALENA DI HEIDI



L'ALTALENA DI HEIDI. "Mio padre è sempre stato un eccentrico -simpatico per carità- ma un poco strano. Per raccontarne solo una, da un po' di tempo mia sorella ed io gli chiedevamo un'altalena in campagna. Noi, è vero, la volevamo alta come quella di Heidi. Ma lui, come suo solito, volle strafare. Io penso che riuscì a costruire l'altalena più alta del mondo, infatti scrissi a quelli del Guinness dei primati ma non mi risposero mai. Scelse l'albero più alto, il ramo più alto, le corde lunghissime e, soprattutto -particolare di non poco conto- sotto l'altalena c'era un dirupo da paura. Fortuna che la volle inaugurare lui. Noi stavamo facendo ancora colazione, e babbo, dall'alba se ne stava a trafficare in fondo alla campagna, per gli ultimi preparativi. Ad un certo punto, dalla cucina, sentimmo in lontananza uno scrocio bestiale. Allora ci precipitammo tutti fuori, Leda, io, la mamma e la nonna con la stampella. Solitaria, l'altalena se ne oscillava nel vuoto immenso. "Papà dove sei? Papà!!!". Sentimmo rumori nel dirupo. Era mio padre che risaliva tutto scorticato, mezzo insanguinato e con gli occhiali rotti. Ebbe solo la forza di dire: "Bambini...per oggi l'altalena non è cosa. Adesso mamma vi porta ai giardinetti, dopo che mi ha portato al pronto soccorso!". E svenne, scomparendo in mezzo alle frasche". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2007).

14.4.17

ADOLESCENZA

ADOLESCENZA: "Vaga età che copre i comuni disagi emotivi e cognitivi dei futuri adulti. E' che non sanno quando lo diventeranno. E' questo il vero disagio. E' questa la crisi di identità. Sono come noi gli adolescenti; solo, ancora non lo sanno". (M. Thompson Nati).

13.4.17

ODE AL SOLDATO DIVENUTO PUPAZZO DI NEVE

Amo una poesia, scritta in onore di un soldato morto sulla neve 100 anni fa. La porto sempre con me. Quando pensano io preghi, la recito omaggiando i morti di tutte le età ma, soprattutto, i vivi che ancora non sanno d'esser vivi.

VIVERE, DOLCE FATICA
Ove è la vita accade che l'ovvio s'incarni nell'imprevedibile.
Si vive nei volti della gente, pur stando soli nel mondo.
Ove è la vita accade che un flebile filtro di vetro si crepi sotto le spinte di un'anima inquieta.
Le emozioni forti le vivi senza scordare i momenti più vili, e il livore.
Frivoli istanti rappresi nel ghiaccio di morsa, la morte che incombe serrando le fila.
Vi prego, vivete la dolce fatica, siate lievi e forti, non siate anzitempo già morti.
Cadaverici istanti attendono d'esser sommossi da imprevedibili voli.
I desii che cercavate vi attendono.
Lazzari alzatevi da quella cassa, non è ancora il tempo di prove,
le vite mal spese non tornano, e il certificato di morte può attendere.
Fiocca la neve sui volti e mi diverto a leccarla.
Ridevo pensando alla falciatrice, mi avrebbe ficcato nel buio con me che ridevo, in questo giorno d'inverno.
Ridere porta via smalto alla morte e rinfranca la sorte.
Orde di neri guerrieri mi osservano dalla collina. Osservano me, lentamente pupazzo di neve".
(M. Thompson Nati, Ode al soldato divenuto pupazzo di neve, 1970).

10.4.17

NELLA PICCOLA CAVITÀ DELLA MENTE C'È TUTTO L'UNIVERSO



“Evocate il silenzio. Sopprimete ogni pensiero, ogni immagine che si affaccia alla vostra mente con un colpo netto, come si recide un giunco. Siate immobili, siate impassibili. Siate immobili, provate a non vedere con gli occhi e a a non udire con le orecchie. Siate immobili, giungerete a vedere senza occhi, a toccare senza mani, a giungere senza camminare. Rare sono le parole che hanno potenza. Siete pieni di potenza voi stessi, eppure non lo sapete. L’ignoranza è la diga che tiene insieme il mondo; oltre questa diga non c’è né passato, né presente, né male, né bene. Evocate il silenzio, evocate il vuoto. Nella piccola cavità della mente c’è tutto l’universo. Per l’uomo ignorante la natura rimane cosa morta" (L. Cavani, Milarepa, 1974).

QUANDO STAI AFFOGANDO T'AGGRAPPI PURE A UNO STECCHINO

"Me sò ritrovato come un naufrago che je passa no stecchino e ce saggrappa uguale...ma io lo so che la vita è finita si t'arrendi, e allora, coll'acqua alla gola va bene pure no stecchino! Ciò n'umore quasi positivo, so entrato nell'ordine d'idee che le pietre nun le posso più spaccà, ma neanche vojo affogà!". (Memorie di una panchina, A. Battantier, frammento di CP,  2012).