28.9.16

A sky full of stars

"Sei un cielo pieno di stelle,  illumini il cammino e t’illumini di più quando diventa buio". "'Cause you're a sky full of stars, you light up the path. 'Cause you get lighter the more it gets dark". (Memorie di una canzone, Coldplay, A Sky Full Of Stars).

27.9.16

SIAMO NOI I VINCENTI, PERCHÉ SOGNIAMO SOLO LA NORMALITÀ NELL'UGUAGLIANZA

SIAMO NOI I VINCENTI, PERCHÉ SOGNIAMO SOLO LA NORMALITÀ NELL'UGUAGLIANZA. "Mi chiamo Stefano, 35 anni, tetraplegico. Sono finite le Paralimpiadi? Bene, adesso posso pure togliermi dai coglioni. Oppure, meglio, posso partecipare alle Paralimpiadi tutti i santi giorni, basta uscire per Roma con la mia carrozzina. Del resto, già andare alla Posta è da medaglia, ma è sulle buche romane che noialtri possiamo dare il meglio d'agonismo maschio. Anche se, devo dire, fare la spesa non è da meno. Più volte ho preso penalità, o sono stato squalificato, perché rimasto bloccato, placcato da un Suv parcheggiato a mò di sfida, come un difensore di baresiana memoria. Alle volte anch'io prendo la macchina, e qui la sfida diventa il riuscire a parcheggiare nel mio stesso parcheggio invalidi. E già, perché puoi trovare chi ti ha fregato il posto, e se chiami i vigili puoi stabilire un altro record: il mio è stato 1 anno fa, 95 minuti di attesa. Mi chiamo Stefano, ho 35 anni, sono tetraplegico e giocatore di rugby. E non mollo, siamo noi i vincenti. Vincente è chi resiste in questo paese infame che tenta, con l'indifferenza e la  prepotenza, di schiacciare la dignità. Peggio ancora c'è solo la pietà. Ma questo paese non riuscirà a schiacciare la nostra dignità. Perché siamo noi i vincenti. Noi che lottiamo per salir su un autobus, sui marciapiedi e, quando impossibilitati, via in strada, facendo slalom tra le macchine impazzite, infastidite da noi in carrozzina, odiati quasi quanto i ciclisti. Mi chiamo Stefano e ho capito presto che se ti lamenti e ti fai assistere troppo smetti di vivere. Lavoro al Centro per l'Autonomia di Roma, insegno come essere autosufficiente anche in carrozzina. Tutto si può fare, volendolo fare: andare in bagno, cucinare, fare all'amore. Siamo noi i vincenti, perché sogniamo solo la normalità nell'uguaglianza". (A. Battantier, dedicato a Stefano Asaro, 2016).

26.9.16

La vita è troppo bella per...

"Ho provato a sostituire persone insostituibili e a dimenticare persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho [...] creduto di morire di nostalgia ed ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere), ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca. E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È bello battersi con ostinazione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante". (Charlie Chaplin).

INSIEME SI RESTA IN PIEDI

INSIEME SI RESTA IN PIEDI. "Ehi tu, là fuori, solitario e vecchio, puoi sentirmi? Ehi tu! Non aiutarli a seppellire la luce. Non mollare senza combattere! Ehi tu, che aspetti che qualcuno chiami, mi toccheresti? Apri il tuo cuore, sto venendo a casa. Ehi tu! Non dire che non c’è più speranza: insieme si resta in piedi, divisi cadiamo”. (Memorie di una canzone, Pink Floyd, Hey you).


24.9.16

CERTO, L'AMORE...NON PERDIAMOCI DI VISTA.

CERTO, L'AMORE...NON PERDIAMOCI DI VISTA. "Certo, l'amore. Ne ho sentito parlare. Quella cosa che ci fa paura perché troppa luce nel buio acceca. In special modo chi non sa dove andare e nella caverna ha smesso ormai di brancolare, adagiandosi stanco su di una pietra piatta con un poco di paglia rafferma. Soli, siamo stati abbandonati e abbiamo il terrore di esserlo ancora, e ancora. Soli, abbiamo questa nuova opportunità di amarci, comprenderci a fondo, preparandoci all'altro che verrà, attraverso quel cunicolo là, dall'altra parte della caverna. Ecco cos'erano quegli scricchiolii, quel rumore di passi in fondo all'anima. Non perdiamoci di vista". (A. Battantier, 15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, 2003).


IL TEMPO CHE PASSA IN MANO NOSTRA

IL TEMPO CHE PASSA IN MANO NOSTRA."...Non aveva mai pensato che di mille e una possibilità forse già mille erano ormai sfumate e perdute -oppure- che sarebbe stato costretto a perderle perché una sola era la sua. (...) Getta la rete della memoria, la getta attorno a sé e tira su se stesso predatore e insieme preda, oltre la soglia del tempo, oltre la soglia del luogo, per capire chi egli sia statoe chi sia diventato. (…) Mai, neanche per un attimo, aveva temuto che il sipario potesse alzarsi come ora sul suo trentesimo anno, che toccasse a lui pronunciare la battuta, che un giorno avrebbe dovuto dimostrare ciò che realmente era capace di pensare e di fare, e confessare di che cosa gli importasse davvero".

23.9.16

LA CANZONE DEL BAMBINO IPERATTIVO

SEI UN BAMBINO IPERATTIVO. Sei un bambino iperattivo è dedicato ai bambini iperattivi. In questo video, la canzone inno dei bambini iperattivi (Gigi e la bambina,mal minuto 1'34"), è preceduta da un intervento di uno dei mie personaggi, lo psichiatra M. Thompson Nati. "Esiste il gene responsabile del tuo comportamento? Cerco di aiutarti, ma tu che stai facendo? Sei un bambino iperattivo, ma come ti funzionano i neuroni? Ti ci vorrebbe una diagnosi. I sintomi son gravi, sai? Un problema tu lo rappresenti in questa società. D'accordo, tu non vuoi gli psicofarmaci del dottor Nati però, che soluzioni alternative hai portato al tavolo della coscienza? 11 milioni di bambini in America si alleviano con farmaci psicoattivi, sai? Non sei mica il primo! Non credo agli elementi oggettivi ma tu, bambino mio, devi credere allo specialista, abbiamo l'occhio clinico, analizziamo i sintomi e troveremo noi la giusta terapia. Avverti disagio? Rispondimi ti prego! Sto sbagliando io, medico, oppure tu, che non ti fermi un attimo e dai fastidio a scuola e poi alla mamma ed al papà, ed a questa sporca società". "Your gene predicts Response to life. I'm trying to help you son. Are you doing anything to help yourself? You're an hyperactive child. Poor boy, your neurons do not function. Would you like to know what is wrong with you?mWe'll help you identify your symptoms and manage your life. Ok mister, you don't want to take Thompson Nati's drugs but...You are just talking, you don't want real solutions. Pill is the Solution, my little Devil. Medication should be the first resort not the last, my little silly bear. We'll be friends forever won't we? Please answer. Someone correct me if I am wrong! But I am the doctor who told the monkeys not to jump on the bed". (You're an hyperactive child, 2006, Andrea Battantier).

Poesia del bambino iperattivo

Poesia del bambino iperattivo.
"Potremmo dare una pillola al papà e alla mamma,
Potremmo tutti quanti non avere più paura di pensare, e vestirci da pecore solo a carnevale,
Potremmo smetterla di credere al demonio, e soprattutto agli angioletti biondi persi nel mondo,
Potremmo far incontrare sul ring; "dr. Barnard vs. dr. Mario Thompson Nati", e lasciare che si pestino e noi correre per prati senza esser presi per matti,
Potremmo trovare altre strade, per non finire in Riformatorio,
Potremmo amarci gli uni con gli altri, anche se siamo rompipalle.
Potremmo giocare anche se mi arrampico sulla sedia, in fondo ho solo 9 anni". (A. Battantier, 2006).

22.9.16

PSICOFARMACI


PSCOFARMACI. "Un sacco di bambini e ragazzini prendono psicofarmaci, Pare che stiamo tutti male. Si prendono pillolette per non soffrire più, o per soffrire meno. Si ha paura di soffrire. Appena uno soffre gli danno subito droga. Per far finta che vada tutto bene. In società bisogna tutti ridere, e stare allegri, altrimenti c'è qualcosa che non va. Ma è nella società che c'è qualcosa che non va. Pretende che tutti si rida alla merda intorno a noi. Ma io, al massimo posso tapparmi il naso, ma ridere proprio no". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, Jason, 2014).


LA DIGNITÀ NEL TEMPO

LA DIGNITÀ NEL TEMPO. "Lottiamo e resistiamo sapendo che è solo una questione di tempo. Ma forse quel che conta non è il tempo ma la dignità che ci portiamo dentro nel viverlo". (Padre Tosca Panunzio, 1932, Tutte le lettere).

21.9.16

IL TUTTO NEL NULLA

IL TUTTO NEL NULLA. "Essere in armonia col Tutto, perdersi nel Nulla. Attraversai la mia strada, cercando di oltrepassare il corpo e la mente. Aprendo un varco nell'universo, sgomento scoprii la vera natura dell'infinito: nulla, non c'era nulla. Poco a poco, il silenzio iniziò a far vibrare il creato. E beatamente mi addormentai nel lungo sonno". (Lao Bu-Shem, Nulla è così sia).

17.9.16

PROVE D'INGRESSO: ADOLESCENZE

PROVE D'INGRESSO: ADOLESCENZE. "Era il tempo di sviluppare. Nuove epoche irrompevano le righe, formando già le prime rughe. Ero un ragazzo, poco male. Le prove d'ingresso. Cosa volevi farmi capire? L'essenzialità. I compromessi devono esserci da entrambi, altrimenti restan sulla gola i tuoi. L'essenzialità, ci passai attraversando il dramma, poi la farsa e, mentre mi attaccavo a tutto, faceva capolino dalla siepe l'infinito nulla. Il nulla è prezioso: abbassa il livello di stupidità. Poiché lo stupido ha il nulla dentro, senza possederlo". (A. Battantier, 2016).

16.9.16

I TRISTI LAMENTOSI E I GUERRIERI DELLA LUCE

I TRISTI LAMENTOSI E I GUERRIERI DELLA LUCE. "I tristi lamentosi avvolti dalle tenebre, e i guerrieri della luce. Mondi separati ma, i primi si aggrappano ai guerrieri, tentando di rubar la luce. I guerrieri possono donar la luce, ma non la perderanno mai". (M. Thompson Nati: Lao Bu-Shem, I need you around).

11.9.16

EPPERÒ IL JAZZ ABITA QUA. LA BOMBA

LA BOMBA. "La fine. Quando arriva la bomba essa è partita da lontano, da prima. È che uno spera non scoppi, o che scoppi un poco più in là dall'anima troppo infranta ferocemente, già dilaniata di suo. Il dolore della bomba parte da lontano, da prima. Potevamo capire? Anticipare, prevedere? La fine non è quando qualcuno sta andando via. La fine è quando si capisce. Amore, amore, amore. Le proiezioni di caricature, le aspettative disattese semplicemente perché diverse. Alle volte si aspetta un autobus alla stessa fermata. Ma se uno prende il 32 e l'altro il 23 (bucio de culo), cosa abbiamo condiviso? La stessa fermata, per qualche tempo, magari riparandoci dalla pioggia, scambiandoci un panino o una musichetta là-là-là. Alle volte serve solo un pizzico di forza in più per dire basta. La bomba è esplosa e quindi? E quindi raccogliamo i frammenti, e se manca qualcosa è perché dobbiamo cercarla, ancora, nel mondo. Polvere, polvere e macerie. Quando manca l’aria io lo so che passerà. Piove fuori e dentro me, un altro sogno se ne va, la pioggia se lo porta via. Ma qualcosa resterà. La paura, certo, ma anche il vuoto da riempire, ancora, con la vita. Alle volte si rinuncia alla vita, proprio quando ci si aggrappa disperatamente. Ad esempio se io mi aggrappo ad una bomba, essa mi fa volare, per un po'. Ma non è la vita. Non sempre ci si aggrappa alla vita giusta". (Epperò il jazz vive qui, 2016, ABSDPH).

LO SPAGO DEI CAPELLI PERSO AL PARCO DEI SOGNI

LO SPAGO DEI CAPELLI PERSO AL PARCO DEI SOGNI. "Non mostrai una lacrima andandole incontro. Mi accompagnavano i ricordi belli, la gioia ed i sorrisi, i giochi al limitar del giorno. Lei stava bene, ma da lontano vidi che si fermò guardando a terra, come se cercasse qualcosa. Uno spago per i capelli. Come tante coppie cercammo di costruire il nostro futuro. Ma il futuro si perse, tra i meandri di ghiaia sporca ed il buio del parco dei sogni. Io accelerai il passo perché volli assicurarmi che lo spago si ritrovasse. Senza parlare, iniziammo a rovistare in terra tra i sassolini, la terra e qualche filo d'erba. Un'assurda caccia al tesoro. Il futuro in uno spago. Lei ad un tratto volle dirmi: 'Lo sai come sono. Io non mi separo facilmente. Ho perso lo spago di mia nipote Lisa'. 'Lo troveremo', risposi io, borioso, ma alla massima potenza di buona fede. Quel vialetto di ghiaia stava tentando di curare il nostro vivere insieme. Fu l'ultimo controllo prima della dimissione. Le storie non sono sempre uguali. Non ci vedemmo mai più. Ed io, qui me ne vengo sovente a passeggiare, alla ricerca di uno spago dei capelli perso al parco dei sogni". (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, A. Battantier, 2003).


10.9.16

È TUTTO UN RUBARE L'ANIMA

"È tutto un rubare l'anima. Goccia a goccia, l'essenza viene depredata per aver abbandonato il sentiero. L'anima resta nostra solo quando percorre il sentiero. Persa l'anima, poiché, nei giorni, goccia a goccia, si perse la via". (Lao Bu-Shem).

8.9.16

LA BUGIA, LA VERITÀ, LA FINE DI UN'EPOCA

LA BUGIA, LA VERITÀ, LA FINE DI UN'EPOCA. "Gli volevo bene. Ma oggi, cosa dobbiamo ancora recuperare? Ci attacchiamo al tempo. Ed il tuo quadro malinconico posso pure guardarlo. Epperò? Io sono ancora il tuo decoro più bello. E non ti chiedo più niente. Epperò non mi devi dire balle. La bugia al servizio della tua libertà. È questo che vuoi? D'accordo, io te la lascio la tua libertà. Ma come te la lascio, te la levo la tua libertà. Io ho pagato con la moneta dell'onestà. Ma tu il resto me l'hai dato in bugia. Esiste un momento in cui finisce un'epoca? Ebbene sì, quando non ci si commuove più. Iniziai a non provare più niente. Ecco la fine di un'epoca. Ho un sacco di cose belle da fare". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016).

7.9.16

Il gatto con gli stivali ed altri bugiardi

"Nella vita è un peccato rimanere creduloni per sempre. I creduloni si perdono buona parte della vita reale, accontentandosi delle perline colorate e di favolette raccontate da furbetti approfittatori". (Il gatto con gli stivali ed altri bugiardi", M. Thompson Nati). 


6.9.16

RIDERE

"Gente che piangeva a sinistra, gente che piangeva a destra...e allora io mi sono messa al centro, insieme a quelli che ridevano!". (Era lei, Thomas Bergen).

5.9.16

LA PERFEZIONE È LA RICERCA DELL'ESSENZIALE

"LA PERFEZIONE È LA RICERCA DELL'ESSENZIALE" (Lao Bu-Shem). "Quante ferite mi sono servite per imparare l'arte dell'essenziale? Tanti ricordi riposti delicatamente in quello speciale magazzino che io chiamo CUSTODIA E RIPARAZIONE DEI RICORDI. Ci vuole tanto amore coi ricordi. Anche quelli brutti? Anche quelli brutti. Perché ci hanno avvicinato all'essenziale. E l'essenziale è l'encomiabile, spasmodica, inutilmente bellissima irraggiungibile ricerca della perfezione. Quello che rimane della vita, un'amabile e preziosa lunga ferita. L'essenziale, trasformare il dolore in qualcosa di nuovo. La più bella storia da raccontare" (M. Thompson Nati). "Tu hai ciò che sei. L'essere si può modificare. Conduci i sogni alla sorgente della tua essenza. Rammenta che niente è essenziale, la vita scorre, e la si scorre vivendo pur non vivendo. Ma non è essenziale rincorrere l'illusoria futilità dell'inessenziale". (Lao Bu-Shem).

VIOLA

UNA STELLA SUL PRATO SEI TU. "La campagna, il vento che ti spettina, stesa sul fieno mentre il sole va giù. Una stella sul prato sei tu. Dormono le farfalle, che incanto la notte per noi. Mi sento forte, la mia forza sei tu, stringimi sempre, amami così. Poi si sveglia il sole e ti ritrova con me". (Viola, A. Celentano).

4.9.16

QUANDO MIO PAPÀ SCOPRI UN METODO PER FAR RICRESCERE I CAPELLI

QUANDO MIO PAPÀ SCOPRI UN METODO PER FAR RICRESCERE I CAPELLI. "Quando mio papà iniziò perdere i capelli diventò sempre più triste. All'inizio gli raccontavo che gli alberi hanno le foglie, che sono come i capelli. E che se l'albero perde le foglie, poi muore o sta male, invece lui sta bene anche senza i capelli. Ma mio padre mi rispondeva che però agli alberi poi quando è primavera i capelli ricrescono e invece a lui no. E qui papà mi fregò con le parole. Mentre passavo le giornate a pensare a qualche altro esempio della natura per farlo ridere, ecco che mi venne in mente Paoletto, il mio amichetto figlio del barbiere. Andai da lui e studiammo un piano. Fregammo una lozione costosissima, poi, la rinforzammo con una strana colla presa dal garage di nonno, ed infine raccogliemmo da terra una busta di capelli belli neri neri di un ignaro cliente. Tornato a casa, aspettai il momento propizio: ovvero, dopo pranzo, quando a mio padre gli arriva la cecagna e si fa la pennichella del pitone sul divano. Gli dissi solo: papà tu dormi, al resto ci penso io, ti spalmo una lozione che mi ha dato il barbiere. Mio padre già dormiva ed io iniziai a spalmargli tutta la testa di una mini lozione ed un botto di colla, che mi sa era quella dei topi. Poi finii la mia opera d'arte spolverando quella testa con i capelli raccolti dal barbiere. I capelli si attaccarono meravigliosamente bene. Che capelli aveva ora mio padre! Ma quando si svegliò, e si guardò allo specchio, prese a gonfiarmi come una zampogna. Non ho mai capito perché. In fondo ci stava così bene con i suoi capelli neri. Ha proprio ragione nonna: come fai sbagli". (Memorie di un bambino, 2011, A. Battantier). 


3.9.16

IL TEMPO CI METTE TEMPO A PASSARE

IL TEMPO CI METTE TEMPO A PASSARE. "Vivevamo all'angolo di un letto e parlavamo con gli occhi. C'era dolcezza nelle nostre vite. Il domani era pieno di sorprese, quante cose potevamo fare. Il tempo ci mette tempo a passare. E dormivamo così vicini, ma non chiudevamo mica gli occhi. Le lenzuola d'estate bagnate di blu. Non posso pronunciare il tuo nome ma vedo il tuo viso nel mio". (Un sogno occasionale/An Occasional Dream, D. Bowie. Libera traduzione M. Thompson Nati).


2.9.16

NON SI SALVERANNO NEANCHE LE STELLE

NON SI SALVERANNO NEANCHE LE STELLE. "Si salvano i liutai, perché le macchine non possono rubargli ancora il posto. Andavano a braccetto un tempo, la signora Occupazione e sua figlia Produttività. Io le conosco ma, le macchine vanno più in fretta. 
Perdere il lavoro fa sempre un certo effetto. Senza io non campo, mondo io ti cambio.
Uomini che arrancano, ma le macchine vanno più in fretta, in pochi governano la setta, ed è loro tutta la fetta.
I am not a gadget, I would like to live with my head on.
Noi a scambiarci bacini, e i micini e amicizie coi vicini di Carinzia, ma a guadagnarci è Zuckerberg, ah bè, qualcosa qui non va.
Crolla il prezzo delle merci ed i salari di chi le produce.
Noi volenterosi carnefici del mi piace, e la dignità riposa in pace insieme a qualche coglione.
Ci piace la musica gratis, e paghiamo la birra all'amico che ha chiuso lo studio di registrazione. Ricordi? Era un fico, adesso è un uomo finito.
Dio che goduria, ahh quei prezzi stracciati, e piangiamo la zia che ha chiuso la libreria sotto casa mia.
Portiamo soldi a Zuckerberg, e lui dice: sai? Mi piace. 
Dignità riposa in pace.
The winner thakes it all, chi vince prende tutto, chi perde lo pija in culo.
Senza lavoro io non campo, mondo io ti cambio. Questo è poco ma sicuro". (Non si salveranno neanche le stelle, A. Battantier, 2016).

1.9.16

'Til kingdom Come, Coldplay

"Rubami il cuore, rapisci la mia lingua. Fammi entrare, non mi ero mai sentito così. Non so dove sto andando, né più da dove ero venuto. Tienimi la testa tra le mani. Ho bisogno di qualcuno che capisca e che ascolti. Per te ho aspettato questi anni. Dimmi che mi aspetterai". ('Til Kingdom Come, Coldplay, libera traduzione, M. Thompson Nati).

30.8.16

CERCO UNA COSA

LA COSA CHE CERCO (Otters holding hands). "Cerco una cosa persa nel mondo ed io la strada non la conosco. Ma, io so che tu, l'amore non lo perderai mai. Cerco una cosa che non ha dimensione, come la rossa dell'illusione. Ma, io so che tu, l'amore non lo perderai mai. La mia realtà sei tu per me.  La verità è che io e te, e tu il mio domani sei, la cosa che cerco sta qui. Il sole di maggio scalda i nostri pensieri che avevo paura a immaginare solo ieri. Ma, io so che tu, l'amore non lo perderai mai. Io so che tu, mio amore, non mi perderai mai". (A. Battantier, D. Scatolini, 2008). .I'm finding for something lost in the world. I never know, in the wind leaves swirled. But I know that you, you'll never lose love. I'm finding for something that has no dimension. Catching sign of spring, in the red rose of illusion. But I know that you, you'll never lose love. You are my mind, my reality. Let me love you, I don't let you down. You'll be my dawn. I'm finding for something lost in the world. The mild sun of May keeps warm our thoughts. I can see in your eyes. All doubts away. Now I know that us, we'll never lose love".
http://youtu.be/BxvoRA7FBhU

DASH, DIXAN E ALTRE 2 COSETTE SU CONSUMISMO E AMORE

    DASH, DIXAN E ALTRE 2 COSETTE SU CONSUMISMO E AMORE. "Prima compravo  Dash, poi, Dixan, Un giorno ho capito che il lavaggio dipende dalla voglia che uno c'ha. Sta voglia m'è passata, ed ora uso quello che capita, e soprattutto uso passare meglio il tempo: leggo, viaggio, ho lasciato mio marito a farsi fottere con chi vuole lui. Non so se Dixan sia miracoloso fino in fondo, e neanche se Dash lava via pure i peccati del mondo. Certo che io ormai alle basse temperature preferisco andare in montagna con il mio cane e le mie amiche. E se la roba non esce bianca...pazienza, ce ne faremo una ragione e rideremo, salendo in montagna, e non più sugli scaffali dei supermercati alla ricerca di sempre nuove e facili promesse, mai mantenute. Come mio marito, lo spot pubblicitario più ingannevole ch'io abbia mai incontrato. Ps: volete un trucco per rimuovere le macchie piu' difficili? Fregatevene, e vivete con passione la vostra nuova vita, che il ciclo di lavaggio in un attimo è finito". (Memorie di un amore, 2007, Andrea Battantier).

Up & Up

"Come arrivano le persone a soffrire? Come arrivano a dividersi? Come arrivano a lottare? Come arrivano a spezzarti il cuore? Starsene seduti con il veleno toglie il dolore. Ce la faremo, insieme, a sbocciare. Voglio crescere, voglio sentire, mostrami come guarire. Gli angeli nel marmo aspettano di essere liberati; hanno solo bisogno d'amore. E puoi dire cos'è, o lottare per esso, e vedere ogni tramonto come un regalo". (Up & Up, Coldplay. Libera traduzione A. Battantier). 


29.8.16

CANALIZZARE L'ENERGIA NELLE PAROLE

    CANALIZZARE L'ENERGIA NELLE PAROLE. "Lei: 'Quando sono nervosa divento una bestia, almeno a parole. Cioè, io devo canalizzare tutta l'energia nella parola, capisce dottore?'. Psicologo: 'Va bene, è possibile canalizzare l'energia nelle parole. Ma che ne dice se, con il suo ragazzo, passiamo da: ...Mortacci-tua-fijo-de-na-mignotta-rotto-nculo-pozza-morì-bruciato!!! a: Buffone-sei-ridicolo!? Che ne dice? Ci proviamo? Così, tanto per iniziare'. Lei: 'Ci posso provare dottore...ma mi sa che con un semplice Buffone nun la canalizzo tutta l'energia!'. Psicologo: 'Ascolti, allora aggiungiamo: Sei-ridicolo! Buffone-sei-ridicolo! Che ne dice?'. Lei: "Ok dottò, ma se poi vedo che nun basta, un Cojone e 2 Stronzo je li posso dì, magari a bassa voce, ehh?'". (Era lei, Thomas Bergen, 2009).

PER UNO SCAMBIO DI CHIMICA

PER UNO SCAMBIO DI CHIMICA. "Vado al corso per uno scambio di chimica. Siamo noi i protagonisti, animali in festa di sabato pomeriggio. Ho dato un po' di chimica a Maria, che non ne vuole sapere di ricambiare baci. E così lei si tiene a distanza e non possiamo parlare e confortarci. Lei scappa e la soddisfazione più grande è che fugge la mia presenza ed io vivo la sua assenza come una presenza costante. Vado al corso per uno scambio di chimica. E’ come i cani che scambiano odori e senza annusare non ci possono stare. Vado al corso per uno scambio di chimica, e intanto Maria se la bacia Tobia. E meno male che era frocio Tobia!". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2008).


28.8.16

Menefreghista

"Il menefreghista vive in un mare di beatitudine. Mare che infatti poi è la merda che ci circonda". (T. Bergen, Era lei, 2009).


25.8.16

In ogni forma di vita

"Questo corpo non è me. Sono vita senza confini, libero al di là del tempo. Nascita e morte. Per il nostro viaggio oltrepassiamo queste porte. Ci siamo già trovati. Ci ritroviamo oggi. E domani. In ogni forma di vita". (Da Il Canto del Cuore,Thich Nhat Hanh, libera traduzione e riduzione, A. Battantier).


...è tutto nascosto negli occhi


21.8.16

La pigrizia andò al mercato

LA PIGRIZIA ANDÒ AL MERCATO. "Letizia Pigrizia andò al mercato ed un cavolo comprò. 
Mezzogiorno era suonato quando a casa ritornò. Mise l'acqua, accese il fuoco, si sedette, riposò. Riposò e riposò, ed il sole, poco a poco, tramontò. Così, persa ormai la lena, sola al buio ella restò, ed a letto senza cena la meschina se ne andò". COMMENTO DELL'OTTIMISTA: "Anzi che Letizia Pigrizia ha comprato il cavolo! Ed ha messo l'acqua, ed ha acceso il fuoco. Letizia Pigrizia presenta alcune indubbie aree di miglioramento, ma le basi ci sono! Coraggio, Letizia, giovedì prossimo al mercato, riparti di slancio!".  (A. Battantier, 2012, verso il MIP). 

passato-PRESENTE-futuro

passato-PRESENTE-futuro."Te ed io, soli, tra le immagini di un passato che si ostinava a non andar via. Soffocando il futuro che, ormai, pigolava sempre più flebilmente. Quando il passato ed il futuro si sfidano all'ultimo sangue, sta al presente frapporsi e ergersi ad arbitro, giudice, confidente, tirando le fila tra il vecchio, da custodire, e il nuovo, da costruire". (M.Thompson Nati, Amori al bar, 2005).


18.8.16

Il suono del silenzio (The sound of silence)

IL SUONO DEL SILENZIO. "Buio, vecchio amico mio, eccomi ancora a parlare con te. Dormivo e dolcemente nel cervello si insinuò una visione, lasciando crescere i suoi semi al suono del silenzio. Camminavo solo su strade di sassi poi, d'un tratto, tante persone, conversavano senza parlare, ascoltavano senza sentire. E nessuno osava disturbare il suono del silenzio. Il silenzio è un cancro che avanza, e le mie parole, mute, scivolavano via come gocce di pioggia, risuonando nei pozzi del silenzio". (Memorie di una canzone, The sound of silence, P. Simon, A. Garfunkel, libera traduzione M. Thompson Nati, 1987).


17.8.16

LA TATTICA SENZA SCHEMI

LA TATTICA SENZA SCHEMI: C'ERA LA NEBBIA E, ALL'ALBA, TROVAI NAPOLEONE AL ROXY BAR. "Napoleone era un visionario concreto, che valorizzava le mutevoli esigenze del momento, prescindendo da principi  teorici fissi. Nelle sue campagne di vita ci metteva segretezza, rapidità di manovra, calcolo e velocità di marcia. Sapeva  riunire grandi forze sopra un punto, e qui, lesto agiva. Signore e signori, ecco a voi LA TATTICA SENZA SCHEMI. 'On s'engage partout, et après on voit'. Fino alla distruzione del nemico, o di noi stessi. Tanto è questione di poco conto, tanto è questione di tempo. E a noi basta un telescopio, e la nave dei sogni ad esplorare altri pianeti. Alle volte c'é da chiederci se siamo noi nel posto giusto. Quante bussole dobbiamo avere? Ne è sufficiente una, da portare sempre in tasca. Non esiste vento favorevole al marinaio che non sa dove andare. Ma sapere dove andare è troppo facile alle volte, e allora si può fare il gioco di perdersi alla nebbia, e ritrovarsi all'alba in qualche bar. In compagnia di Napoleone e altri tre cani". (Napoléon c'est moi, M. Thompson Nati, 1979).


LA MIA VACANZA CON PAPÀ...E GOOGLE MAPS

LA MIA VACANZA CON PAPÀ...E GOOGLE MAPS. "Finalmente in vacanza con papà. Lui ha cercato in tutti i modi di non farci mai annoiare. Epperò, organizzava tutto e solo con il cellulare. Tipo sagre, cinema, acqua park e ristoranti. Ci passava le ore al cellulare. Ma non faceva prima a chiedere ad un vecchietto che passava sulla strada? Comunque, 3 sono stati i momenti indimenticabili. 1) Quando ci siamo persi con il google maps sulle montagne, e, mentre lui cercava il segnale come un'antenna umana, mia sorella ed io ci siamo arrampicati sulle liane del bosco vicino alla strada, e abbiamo giocato a Tarzan. C'erano gli scoiattoli e tantissime more. Mio padre intanto smadonnava parlando come un matto con il cellulare. 2) Questo è un fatto avventuroso avvenuto al ristorante sul mare. Mentre aspettavamo da mangiare, mia sorella ed io siamo andati sul porticciolo con altri due amichetti conosciuti lì. Bè, ecco, anche se non si poteva, siamo tutti saliti su di una barchetta ormeggiata. Ma, a furia di saltare, si sarà tolta l'ancora e ci siamo ritrovati al largo sospinti dalla corrente assassina e fetente. Mio padre si gustava le ostriche, e noi lo vedevamo sempre più piccolo, più piccolo, più piccolo. Ci hanno ritrovati dopo 1 ora, con il gommone della capitaneria di porto. È stato bello, ma abbiamo saltato la cena, e pure la TV in camera.  3) Mio padre si è sbagliato ancora con il google maps. Siamo andati in un acqua park, ma non quello vicino, sarebbe stato troppo facile. L'apparecchio infernale ci ha spedito zitto zitto, anzi vocetta vocetta, 200 km più lontano. Mio padre non se n'è accorto e la sera abbiamo dormito in una specie di maneggio. Ma la mattina siamo andati sui pony. Da questa vacanza ho imparato che, alle volte, da un errore può nascere anche qualcosa di indimenticabile. PS: Secondo me mio padre non sa usare il google maps. Meglio se chiede alle persone vere per la strada, almeno non si perde o, magari capita che ci invitano pure a mangiare a casa loro e si fanno amicizie. Ma è bello perdersi alle volte". (Memorie di un bambino, A. Battantier, la vacanza di GM, 2016).


L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO

L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO. "Da piccola passavo le ore nella mia vasca da bagno. Mi piaceva contemplare l'acqua, che usciva poco a poco, a causa di un'impercettibile perdita del tappo. Mi piaceva restar lì, era il momento mio, sapevo che sarebbe finita, ma non presto, come quando se ne andò mio padre, come quando se ne andò mia nonna. Ma questo l'ho scoperto dopo. Quel bagno era per me un tentare di fermare il tempo, replicando quello che già accadde. Ma in quell'ora stavo bene, toccavo l'acqua con le dita, lei scivolava via, ma io la riprendevo, le dedicavo mille attenzioni. Anni dopo, il giardiniere tutto fare, mise del silicone. Io mi accorsi che non perdeva più, e ne soffrii. Con un cacciavite, scavai quel volgare silicone, ristabilendo quel mio nobile sport del ricordo d'amore". (Memorie di un amore, Andrea Battantier, 2012. Rilla e la scoperta dell'acqua).

16.8.16

REINCARN(E)AZIONE

REINCARN(E)AZIONE. "L'altro giorno ho visto un corto bellissimo di T. Bergen. Un prato in fiore, un paesaggio di montagna, forse Svizzera. Alcune mucche al pascolo, con i campanacci. 

Poi d'un tratto, da questa scena soave di natura, si passa ad un'altra, ambientata in un locale-pub: un uomo, 70 anni, baffi folti, trangugia un panino con hamburger, ridendo sonoramente. Tre o quattro amici intorno a lui, intenti a sgranocchiare gli ossi di una bistecca con le mani. Una donna, anch'essa di circa 70 anni, li osserva da una poltrona. L'uomo coi baffi la cerca con gli occhi, non trovando però quel barlume di complicità desiderata. Quindi, se ne torna a partecipare alla tavolata mangereccia in un rumoroso brindisi festaiolo.

Ancora una volta la scena si sposta sullo stupendo paesaggio di montagna. La donna passeggia e, lentamente, si avvicina alle mucche, che non la temono affatto, anzi, si lasciano da lei tranquillamente avvicinare. Ne prende ad accarezzare una, che la fissa con dolcissima intensità. La donna si rivolge affettuosamente all'animale, mormorando: "Tu sei Fred, io lo so!". La mucca lecca sul viso la donna, la mucca ha gli occhi lucidi. 

Stacco. Una camera da letto piena di ninnoli e fotografie di famiglia. L'uomo con i baffi si sveglia improvvisamente, come da un incubo. Gli manca l'aria, cerca con angoscia un bicchiere d'acqua sul comodino. Beve d'un fiato. Poi si alza, con gli occhi ricolmi di lacrime. Cerca meccanicamente le ciabatte, ne trova solo una, scende le scale con ai piedi quella che ha trovato. Cerca, visibilmente scosso, qualcuno per la casa, con voce rotta, e forte: "Lisa!!! Lisa!! Lisa!!!". 

Dalla cucina esce la donna di cui prima, con un vassoio tra le mani, ricolmo di pane, marmellata, una caffettiera e due tazzine. La donna osserva l'uomo, sconvolto, e gli sussurra."La colazione è pronta, Fred". 

Fred guarda la donna, e le si fa sotto per abbracciarla, goffamente, rischiando di far cadere tutto il vassoio, retto a fatica da una sorridente Lisa. Fred inizia a leccarla, come un bimbo scemo, poi prende a ridere, come lui solo sa. Una risata liberatoria. Lei lo guarda con un sorriso bonario, dapprima sorpreso, poi, compiaciuto".

[Reincarn(e)azione, A. Battantier,  2014].



LA SEMPLICITÀ DEL CORAGGIO

LA SEMPLICITÀ DEL CORAGGIO: NON È MAI TROPPO TARDI. "Volli raggiungere i miei maestosi obiettivi, dimenticando di apprezzare, amare e godere la strada percorsa. In vecchiaia ho capito che sono ancora in tempo per apprezzare, amare, godere, la semplicità del coraggio. Sono gli stimoli nuovi ad alimentare la passione, ed un raggio di luce s'irradia dentro me". (Manlio De Pretis, La semplicità del coraggio, 1979). "Egli, Don Quijote de la Mancha, era un abile sognatore che ogni dì s'inebriava in volo con la fantasia, periva scontrandosi con la dura ed arida realtà. Eppure continuò nei giorni a sognare, finanche la luna". (M. De Pretis, Don Chisciotte vive qui, 2009).

15.8.16

LA FORZA OLTRE LA FORZA

    LA FORZA OLTRE LA FORZA. "L'insieme delle nostre forze è la Forza. La nostra Forza esce allo scoperto quando non si cade andando oltre le nostre forze. È la Forza oltre la forza, che si rileva, ancor più, nel rialzarsi dopo la caduta". (Lao Bu-Shem).

12.8.16

DORMO ANCORA CON LA TUA MAGLIETTA ADDOSSO (Ceca)

DORMO ANCORA CON LA TUA MAGLIETTA ADDOSSO. "Addormentarsi con la foto accanto. E ancora con quella maglietta addosso. Stanotte ho aperto le finestre al petto. E ho preso il volo fino alla tua stanza, come un tempo, fin sulla tua spalla. Questa è la resa". (Ja jos spavam  u tvojoj majicii. Ceca. Libera traduzione, M. Thompson Nati).

CAPIRE, AMARE

CAPIRE, AMARE. "Chi non fa niente, non capisce niente. Vedere, osservare, capire, amare. Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente, come le fragole, non sa nulla dell'uva. La conoscenza è indissolubilmente congiunta all'amore". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Paracelso, 2015).


10.8.16

SE LO VORRAI

SE LO VORRAI. "Ieri ho salutato mio padre. Dopo 10 anni di assurdo silenzio. Un CIAO che, pur riconoscendo il padre di merda qual è, ha forse aperto un nuovo spiraglio. Padre, puoi essermi ancora papà, se lo vorrai. Io ci sarò". (Se lo vorrai, A. Battantier, Otto Vontree, 2016).

10 AGOSTO

10 AGOSTO. "La stella è caduta come un sacco di spazzatura. Per te era un desiderio in più. Mesi ultimi lasciano intatta l’identità. Meglio ascoltare le foglie e i giovani insetti. Un misero istante è un indizio alla vita. In nessun caso avrò nostalgia. Tremo e volo, ad ogni cielo che incontro". (A. Battantier, 1994). 


9.8.16

DONNE

DONNE. Le mie tre sorelle stanno sedute. La prima sta cucendo il costume; si vestirà Dama Trasparente, coi nervi tutti allo scoperto. La seconda sta cucendo quella cucitura sul cuore, che non si è mai del tutto cicatrizzata. La terza fissa lo sguardo sulla cresta dell'onda rosso-scura, lontano. Le sue calze sono tutte strappi ma lei è bella. (Adrienne Rich).

CANDY È MORTA, FINALMENTE

IO NON CI STO PIÙ: LA RINASCITA. "...le sue sciocche -perché prevedibili ormai- ambiguità. Ci siamo visti, per lasciarci. I suoi 'non so' io me li sono tradotti -facendomi forza- in un solo forte e chiaro, definitivo 'NO'. Dapprima sembrava tutto incolore, non sentivo niente, né tristezza né allegria. Poi, semplicemente libera". (Candy è morta. Finalmente. 2016. A. Battantier, MGF).

La libertà

"L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi". (Erich Fromm).

2.8.16

LA MASCHERA D'OSSIGENO

LA MASCHERA D'OSSIGENO. "Caro diario, oggi papà mi ha prestato la sua maschera per l'ossigeno OxMach33. Come ogni volta è un regalo bellissimo che mi rende troppo felice, epperò io poi mi sento in colpa perché tolgo l'aria a lui, che si mette in un angolo con gli occhi chiusi per respirare di meno. Caro diario, te lo prometto: un giorno esplorerò un nuovo pianeta. Un pianeta come quello dei bis-nonni, che aveva tante stecche marroni dai capelli verdi che, pensa, regalavano aria senza bisogno dell'OxMach33, che costa così tanti soldi per ogni bombola Nastlé". (Millo Peg e le memorie della terra. I racconti assurdi della città perduta, A. Battantier, 1996). [...]  "Da giovane snobbavo la fantascienza, ritenendolo un genere minore d'evasione. Non avrei mai pensatto di potermi innamorare della fantascienza, intesa come fedele documentario della vita di tutti i giorni. Togliete alla fantascienza le navicelle spaziali, ridicoli abiti luccicanti, ed ecco che resta l'amaro e vuoto realismo che ci siamo meritati: la dittatura del futuro pagata con comode rate fatte di coscienza e pezzetti di libertà". (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and others animals, 1996).

AI PENSIERI LIBERI

AI PENSIERI LIBERI. "Ai pensieri liberi dalle paure, agli amori volanti nel passaggio tra due tempi. Quando quel giorno, ancora, ostinatamente, cercammo di cambiarci e poi, all'uscita, ci scoprimmo leggeri nel mondo. Sapere di pensare è molto meglio che pensare di sapere. Volano i pensieri, mai ebbri abbastanza di spirito libero, ed il Guardiano del Tunnel indicò il mare e nel mare il sole si tinse di blu, e il sole il mare scaldava. E la piccola Lia si perse nel cielo farfalla". (Ai pensieri liberi, A. Battantier, 2015, su raffigurazione di Gio Pistone, Tunnel del Quadraro, Roma, 2012).


IMPARARE AD AMAR SE STESSI

IMPARAR AD AMAR SE STESSI. "Sono i bambini il nostro futuro. Insegniamogli bene quel che sappiamo e lasciamoli guidare il mondo. Facciamogli vedere le bellezze che hanno dentro. E che le loro risate ci ricordino come eravamo. Tutti cercano un eroe, qualcuno da ammirare, ma nessuno mi andava a genio. Fu così che imparai a contare su me stesso, smettendo di copiare l'ombra di qualcuno. Successo o fallimento, almeno io ho vissuto fino in fondo quello che ho voluto. Non importa quel che ho perso, di sicuro ho ancora addosso la mia dignità. Ed ho trovato il grande amore, tra tutti quelli che...stava dentro me". (Greatest Love of All, Michael Masser e Linda Creed, 1977. Cover di W. Houston, 1986. Libera traduzione, A. Battantier, Memorie di una canzone). https://m.youtube.com/watch?v=IYzlVDlE72w

IL SOGNO E LA VERITÀ

"Il sogno schiaccia la verità. Ma la verità non muore e schiaccia il sogno. Il sogno non muore e schiaccia la verità. La verità non muore e...". (Lao Bu-Shem).

1.8.16

USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO

USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO. "E aspetto sempre appesa ad un filo di tempo in salsa fantasia. Una roulette russa si attiva quando aspetto te. Mi chiamerai? Ci sarai? Mi sento obbligata ad aspettarti perché l'amore ha i suoi comandamenti. L'amore è garanzia di salvezza, specialmente quando ci credi. Tutto fallisce intorno a me,  il sole era opaco e, nel mentre aspettavo risposta, si è spento, Niente di grave,  il buio perenne è un rischio che in amore sovente si corre. Amore dammi luce, da mesi io ti aspetto in fondo alla caverna. Tra le fauci di un drago mi sono cacciata, mi sono consegnata senza lottare. [...] Ho penato per anni, pensando che lui sarebbe stato la condanna della mia vita. Poi, poco a poco, realizzai che io non ero mica necessariamente una condannata all'ergastolo. No. Allora, iniziai a decidere, solo io, quando espiare la condanna per uscire di galera. Le chiavi della cella ce le abbiamo noi. Non diamole a nessun altro. Poiché, quando le chiavi del cuore le abbiamo noi, non si tratta più di cella ma di meraviglioso spazio infinito". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2008). 

PIERO NARCISO E LA SUA LOGICA D'AMORE

PIERO NARCISO E LA SUA LOGICA D'AMORE. "Quando Piero Narciso si scoprì innamorato se lo tenne per sé, continuando a fingere amicizia. Zitto zitto, daje e daje, giunse alfine l'agognato amore. Per Piero Narciso sarebbe potuta essere la storia perfetta. Poiché, esattamente così l'aveva immaginata: straordinaria e meravigliosa. Insomma, finalmente la felicità. Felicità, ma. Pochi giorni e qualcosa cambiò in lui. Pierò Narciso aveva voluto, inseguito, afferrato, ed ora non era più ciò che voleva. Noia, stanchezza, indifferenza, voglia d'altro, iniziarono a prevalere sempre di più. Ma come dirglielo a lei? Semplice, cercando una miccia, una molla, un pretesto, un litigio, che sembrava impossibile da trovare. Perché lei donava amore assoluto e incondizionato. Ma Piero Narciso ebbe un'idea: farla disamorare, fino a farsi poi lasciare. E ci riuscì. Finalmente lui, lui, e solo lui, nuovamente libero. E poi? E poi Piero Narciso iniziò a sentirne la mancanza e allora la ricercò. Pierò Narciso era un ragazzo fortunato, perché non dovette faticare molto: lei era lì che lo aspettava con il cuore aperto. Certo, questa volta sperava solo di non dover più soffrire. Ma Piero Narciso continuò a farla soffrire. La lasciò e la riprese, più e più volte. Lei, che immaginava una vita insieme a lui. Lei, che dette 1000 ricevendo in cambio niente. Lei, che fino all'ultimo credette alle parole, e dopo infinite sofferenze colse l'amara verità: Piero Narciso sarebbe stato impermeabile al suo Amore, e non sarebbe stato lui l'uomo della sua vita. L'amara verità. E poi? Piero Narciso sentì morirsi dentro ed il respiro s'interruppe, ora era tutto chiaro, e troppo tardi. Piero Narciso rispettò la sua scelta, facendosi da parte. Per la prima volta era difficile, impossibile riportarla a sé. Poiché è impossibile recuperare quando è rotto l'incantesimo dell'Assoluto. Passò del tempo, Piero visse fino in fondo il suo lutto amoroso, senza aggirarlo. Il suo dolore doveva avere un perché, altrimenti, come avrebbe potuto accettarlo? E in fondo ad uno specchio d'acqua lui ritrovò se stesso. Piero perse tutto per crescere almeno un poco. Era lei la donna della sua vita? Chissà, forse in un'altra età, non ero pronto, aveva paura. Lei gli insegnò cos'è l'amore e che si può tornare ad amare conoscendosi e donando amore senza prendere e senza perdere. Ecco i suoi doni preziosi. E venne il tempo in cui Piero si rimise in gioco, continuando a conoscere, ad innamorarsi ancora. Ora Piero guarda quello specchio d'acqua e in fondo, in fondo al cuore, lui ha trovato Lei. E se adesso sa che non sempre la realtà riserva sempre un lieto fine, Piero nutre la speranza che sia Lei a conoscere il suo nuovo essere nel mondo, un amore nuovo". Memorie  di un amore, A. Battantier, 2008).


29.7.16

SAPER ANDARE

"Saper andare, lasciando al domani inutili domande. Solo andando il tempo esprime esistenza". (Lao Bu-Shem). 

LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO

LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO. "Da piccolo non potevo vedere troppa televisione. Giusto. Peccato che mio padre la guardava per ore: tutto il calcio e lo sport, pure le gare di lancio coriandoli. E mamma sempre le sue mezze cavolate di fiction in cucina. Un giorno mi scoprirono in bagno con mio cugino a fumare una sigaretta. Si arrabbiarono. Giusto. Peccato che papà fumava quasi 2 pacchetti, e mamma uno. Poi da ragazzo è arrivato internet. Non ci potevo stare troppo che secondo loro mi rincoglionivo. Giusto. Peccato che gli ho insegnato io (mannaggia) a usare Facebook, ed ora stanno sempre rincoglioniti loro su sto Facebook. Infatti mamma non sta mai con mia sorellina piccola, sembra una drogata e posta le peggio stronzate. E pensare che era lei a dirmi sempre: 'E spegni sto coso quando ti parlo!!!'. Poi ce ne sarebbero tante altre, ma quello che ho capito è che i figli imparano dall'esempio dei genitori, non da quello che dicono. E quando non sono coerenti, sono ridicoli, ma noi ragazzi ce ne accorgiamo tardi". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2013. VB, 19a).

27.7.16

SOPPORTARE IL PESO DELL'OMBRA

"L'incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi riesce a visualizzare la propria ombra e ne sopporta la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito". (Carl Gustav Jung, Illustrazione Paola Luciani).

LA DIPENDENZA

DIPENDERE DALLA LIBERTÀ. 
Dipendo da te, essenza che mi umilia e ammalia sull'onda di promesse false di emozioni. 
Dipendo da te, dolcemente e amaramente mi risveglio, e addosso sento il peso di una gabbia che mi fa sballare fuori e non mi fa ballare dentro. 
Non ascoltai il vecchio quando disse: "Il problema non sono le droghe, è la dipendenza".
Ah ah ah!! Ed io ridevo, forte della mia vanità. 
Dipendo da te, fin quando in faccia non avrò la libertà. 
Non c'è cosa più bella che dipendere dalla libertà. 
Amico non dimenticare come e quando si cade. 
E la libertà, non è quel cazzo che ti va. 
(Memorie di una dipendenza, Andrea Battantier, 2011).

LA PATENTE A 70 ANNI

AVEVO UN SOGNO. "Avevo 70 anni. Un bel giorno ho pensato che il mio sogno era di prendere la patente. Era il periodo che andavo al centro anziani. Facevamo gite, ci portavano in giro con il pullman. Siamo state in Sardegna, a Rimini, alle grotte di Castellana, a Venezia. Ma dopo 4 soggiorni estivi la noia iniziò a vincere, non ne potevo più. Con tutti sti vecchi eh eh! La patente? I miei figli pensavano fossi pazza, ma io in garage avevo la macchina di mio povero marito, ferma da 10 anni. La feci mettere a posto dal figlio della mia amica Liana. Feci i corsi per la patente, io sono brava con la settimana enigmistica e, insomma, mi hanno promosso dopo 1 anno di prove, mica subito. Ricordo quella mattina: l'entusiasmo mi salì alle stelle. Ricordo l'ingegnere dell'esame che mi disse: "La prego signora faccia la brava sulle strade, se succede un guaio finiamo sui giornali". Quell'estate mi divertii troppo a fare i giretti per il quartiere. E quando gli anziani del Centro Sociale Polivalente partirono tutti in pullman per il mare, io dissi che non sarei partita, e neanche Liana che stava male con le gambe gonfie. Ma io la convinsi e partimmo 2 giorni dopo, di nascosto dai miei figli e da suo marito. Fu un viaggio bellissimo anche se poi la macchina si è rotta quasi subito prima di entrare in autostrada. Ci hanno riportato a casa con il carro attrezzi, tristi, ma anche felici perché almeno ci avevamo provato. Poi i miei figli mi hanno tolto la macchina e da allora sono triste. Mi hanno tolto la libertà e ora sì che mi sento davvero vecchiarella. E voi che siete giovane, un giorno mi portate a fare un giro con la vostra macchina?. ("La percezione della vecchiaia e della morte", 2010, di A. Battantier, Rosanna detta "Lancia Fulvia").

25.7.16

L'AMORE È LA MUSICA CHE AVEVO IN TESTA, E NEL CUORE

L'AMORE È LA MUSICA CHE AVEVO IN TESTA. "Suona il violoncello. Lui suona Beethoven alla perfezione. Alle volte suona anche me. Alle volte. Mi rivesto sapendo che sono solo un'aria nella sua partitura della vita. Si riveste sapendo che tanto io sono qui ad aspettarlo, con il mio piccolo triangolo che farà TIN in qualche recondito ultimo atto della sua fantasia. La domanda che mi pongo, sotto alla doccia, è sempre la stessa: che musica voglio io interpretare? Forse non mi basta più l'attesa di quel TIN, forse voglio un'orchestra che esegua la musica che ho in testa e nel cuore. Forse mi serve un nuovo direttore. È con questo pensiero che, piangendo, ho trovato la forza di lasciarlo, spingendomi alla ricerca della musica che avevo in testa, e nel cuore". (Memorie di un amore, A. Battantier, 1987). 

23.7.16

ESTATE

ESTATE. "Alti castelli di sabbia distrutti dall'onde, rifatti all'infinito. Come i sogni miei, che inseguono il sole con un dito". (VItto Kiii, Estate, 2016).

PRETENDERE LA LUNA NEGLI OCCHI

PRETENDERE LA LUNA NEGLI OCCHI. "A caro prezzo ho imparato a dire no, ad avere dubbi, a chiedere ciò che voglio. Ho scoperto l'altra faccia, quella che dovevo coprire. Adesso la vedo negli altri, dietro le parole. Ho imparato che devo sentirmi sempre, e devo amarmi, senza darmi colpe. A caro prezzo ho imparato l'audacia di guardarmi allo specchio, e, pretendere la luna negli occhi, sempre". (Phyllis Morroni).