27.6.17

COME CERTI INNAMORATI

"Io raggiungo i miei problemi grazie a delle informazioni che non voglio vedere. Come certi innamorati". (Amori al bar, 2005).

VIRGINIA WOOLF: L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO

L'ANIMA ERUTTA MERAVIGLIE OGNI SECONDO. "Bolliamo a fuoco lento sul nostro incalcolabile calderone, sulla nostra avvincente confusione, sul nostro pasticcio di impulsi, sul nostro perpetuo miracolo. Perché l'anima erutta meraviglie ogni secondo. Moto e cambiamento sono l'essenza dell'essere. La rigidità è morte. Il conformismo è morte: diciamo quello che ci viene in testa, ripetiamoci, scaraventiamo fuori i nonsensi più folli, e seguiamo le fantasie più fantastiche senza curarci di quel che il mondo fa o pensa o dice. Perché niente importa se non la vita". (V. Woolf).

26.6.17

VOLEVO UN GATTO NERO

VOLEVO UN GATTO NERO. "Volevo un gatto nero, nero, nero, mi hai dato un gatto bianco con te non gioco più. Non ci siamo capiti. La bimba voleva un gatto nero. Il padre, aveva capito un gatto vero, cioè non di pelouche. Mannaggia. La condivisione delle emozioni non è facile. Ma che almeno si aprano le danze alla condivisione delle informazioni. Non si comunica, lasciando i non detti,  -o i mal detti-  a strisciare nella mente, alimentando vie che allungano il percorso. E ci si trova così, un giorno d'improvviso, a non capire un cazzo che è un cazzo. I non detti nascono come scorciatoie e finiscono in un ginepraio di buone intenzioni, soffocate dalla stratificazione di eventi che fuggono via. Poi, un giorno, arriva il conto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Bisogna fermarsi e bussare, bussare, bussare, instancabilmente, in uno spirito d'attesa insistente e umile: l'umiltà è la virtù più essenziale nella ricerca della verità. L'umiltà è un fatto prevalentemente di attenzione all'altro". (Simone Weil).

Il tempo, grande scultore (M. YOURCENAR)

"Instancabile slancio di un'anima sempre in cammino: questo modo mistico di vivere è una continua partenza. Tutto scorre". (M. Yourcenar, Il tempo grande scultore).

PRETENDEVA (SU CHI TI SUCCHIA L'ANIMA CON STILE)

PRETENDEVA. "C'era una compagna di classe. Pretendeva, e sempre lei si protendeva volta ad ottenere ciò che riteneva -già- suo di pertinenza naturale, avvantaggiata sol dall'essere una principessa in casa, coccolata, vezzeggiata dai suoi genitori servi. E lei dolce tiranna. Pretendeva fotocopie, libri, un pezzo di merenda o lo strappo in motorino. Pretendeva con il dito teso e un mezzo sorriso presto svanito, perso dentro a uno sbadiglio. Il bambino che pretende, diventa grande pretendente se -negli anni- trova chi, lungo il suo cammino, tutto gli concede. Similemente ella pretendeva, poiché, trovava morbidi lacchè, o più semplicemente buoni che, poco a poco, entravano nella sua rete proverbiale di esigente dominanza. La pretendente sparava nel mucchio, sapendo già dove puntare al dunque: su chiunque le avesse offerto un pur minimo appiglio. "Chi mi presta il motorino?". Ad ella non bastava il primo fesso che provava a dire: "Dove devi andare? Posso accompagnarti...". No, affatto, poiché lesta rispondeva: "Mi serve per dei giri, mi serve per un po', ti accompagno a casa e poi te lo ripassi a prendere quando ho fatto ok?". Qualora il tapino esitasse, lei sapeva essere convincente, con quell'infimo sensuale che toccava corde assai lontane da ogni logica. E non era  amore perché lei era sempre pronta a scaricarti qualora fosse uscita fuori un'altra offerta di passaggio, migliore, magari in moto con prono accompagnatore incorporato o in golf gti di quel fighetto della V C. Io non ho mai voluto darle la soddisfazione di sentirsi una celebrità. E almeno una volta volli vedere quel vermiciattolo strisciare. Ma il fatto è che l'amavo e la ragione sai quanto ci mette a stare al passo con il cuore? Quanto al cuore, al passo con la ragione, ve lo potete scordare". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 1997). 

DOWNTOWN TRAIN, TOM WAITS

"Fuori c'è un'altra luna gialla, un buco nella notte. Scendo in strada, un treno verso il centro. Oh se fossi l'unico quello che hai scelto! Ti vedrò stasera? Ogni notte è sempre uguale, mi lasci solo. Ti vedrò stasera su un treno per il centro? Cadono i sogni come pioggia, su un treno per il centro". (T. Waits, Downtown train).

25.6.17

Sogni, Thomas Edward Lawrence


SOGNI. "C'è chi sogna di notte, nei recessi polverosi delle menti, e si sveglia di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini. E c'è chi sogna di giorno. Uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili". (Thomas Edward Lawrence, I sette pilastri della saggezza).

23.6.17

CHE SENSO HA UNA BUGIA SE NON SERVE A NIENTE?

CHE SENSO HA UNA BUGIA SE NON SERVE A NIENTE? "Alle volte la vita mi sembra una caricatura della mente, ed io pensavo che, anche se uno diceva una bugia, alle volte serviva per preparare la verità. Se dicessi che hai fatto male a lapidarmi, sarei bugiardo. Ma la mia bugia enorme pensavo di averla scoppiata come una bolla, parlando finalmente, vomitando tossine nascoste in fondo al cuore. Conviene rispondere con una bugia? Se lo fai una volta, poi finisce che una bugia ne sostituisce un'altra, e questo è un problema per tutti gli amori che vanno ad arenarsi in un paese di nebbia. Una volta credevo alle bugie consolatorie, ma ho scoperto che non consolano affatto, solo il momento si scalda un poco o si raffredda, dissolvendo il tempo nella confusione. Possibile che non ci si possa proteggere in altro modo che non regalando bugie? A dire il vero, alle volte ho pensato che certe bugie si vendono, perché chi le riceve le voleva comprare, ne aveva bisogno. Ma erano altri tempi. E così, un uomo e una donna iniziarono ad odiarsi, proprio quando iniziò il regno della verità". (Memorie di un amore, 2009, A. Battantier).

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA. "Nascondi le cose lontane, nebbia impalpabile e scialba. Alle volte è meglio non vedere oltre. La nebbia difende e protegge, non mi troverete, pensavo. E pure pensavo che Pascoli fosse un poeta vecchio. Sarà, ma è un vecchio che ritorna. Pascoli si attacca alle piccole cose, come noi ragazzi a due cazzate. Schiacciati da un passato e soprattutto da un futuro troppo ingombrante. In mezzo ci siamo noi, 4 deficienti sui muretti di un quartiere senza decoro, identità e lavoro. Mio zio l'altro giorno è passato alla fontana in scooter e ci fa: Ehh ai tempi miei...". Ai tempi miei un cazzo zì. Ai tempi tuoi stavi col posto fisso alle Poste a comprarti i vestiti da fichetto con la beata convinzione che l'Italia era la quarta potenza del mondo. Mò la festa è finita e stamo a pagà il conto". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2013. Matteo Lizard, 16anni).

22.6.17

MEMORIE DI UN ADOLESCENTE, MEMORIE DI UN AMORE

MEMORIE DI UN ADOLESCENTE, MEMORIE DI UN AMORE. "Il mio psicologo mi ha fatto un test. Lui dice che sono perplesso e provvisorio. Ma forse sono solo giovane. Lui dice che devo identificare obiettivi e poi elaborare piani strategici per raggiungerli. Mi ha detto che è importante rispondere al Perché uno fa una cosa. Secondo lui ogni risposta porta ad altri 10 Perché. Oggi mi ha chiesto: "Perché sei andato a scuola?". Io ho detto: "Per vedere Mara!". "Perché vuoi vedere Mara?". "Perché voglio stare vicino a Mara!!". Perché vuoi stare vicino a Mara?". "Perché voglio vivere per sempre con Mara!!!". Lo psicologo ha interrotto il test, ha iniziato a scrivere delle cose sue grattandosi la testa con il dito. Io invece mi sa che oggi ho capito che sono un giovane perplesso e provvisorio, e soprattutto innamorato perso di Mara". (Memorie di un adolescente, memorie di un amore, A. Battantier, 2016, Pippo, 14 anni).

16.6.17

A muso duro

"Affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. Non so se avrò gli amici a farmi il coro, o se avrò soltanto volti sconosciuti. Ma alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti". (P. Bertoli). 

LE MEMORIE, IL TEMPO

"Pare, sembra quasi che le memorie si fermino adesso nell'immensa aria nera, solo per toccarti. Poi, ridiventano tempo". (C. Marusco). 

6.6.17

Il limite al peggio

"C'è un limite al peggio? Siamo noi il limite al peggio, quando decidiamo di porvi fine". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

1.6.17

IL TEMPO

LA LIBERTA' DI CONQUISTARSI IL TEMPO. IL TEMPO DI CONQUISTARSI LA LIBERTA'. "Il tempo è moneta sonante per l'anima, una moneta che apre il varco alla via. Non lasciatevi rubare il tempo". (Lao Bu-Shem).

RACCONTAMI UNA STORIA

"Non credere a tutto quello che ti racconti". (C.G. Jung).

COMPRENSIONE

"È bello -nascosti- sentirsi cercare. Più bello essere trovati, se è questo che vogliamo. Bene sapere e non dire. Meglio sapere e dire, se puoi trovare quell’orecchio raro che ti comprenda". (E. Dickinson).

LA SOLITUDINE DELL'ANIMA

ANIMA E SOLITUDINE. "Ha una solitudine lo spazio, il mare, la morte. Eppure,  tutto questo è folla, rispetto alla segretezza polare del punto più profondo dell'infinità finita: un'anima al cospetto di se stessa".  (Emily Dickinson, libera traduzione di A. Battantier, 1995).

25.5.17

ESPERIENZA

"ESPERIENZA= La MEMORIA + La FERITA  che ti ha lasciato + Il CAMBIAMENTO che ha portato in te e che ti ha fatto diverso". (I. Calvino)

NIENTE DI NUOVO?

NIENTE DI NUOVO? “Cara Hélène, ieri mi hai detto che ti senti un malessere addosso e non sai dare un motivo preciso. Eppure non è successo niente di nuovo...o forse, È PROPRIO QUESTO IL MOTIVO. La tua mente si spegne quando per troppo tempo non succede niente di nuovo. Non dico sempre adrenalina a 1000, ma neanche vivere a metà. Eppure in pochi attimi possiamo cambiare la nostra vita, quel che importa è aver preparato il cammino. PS: Oggi a quella cazzo di gara di ginnastica, superati e vai oltre, sapendo quanta forza c'è in noi e quanto poco la usiamo”. (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

ABBIAMO BISOGNO DI UN ABBRACCIO

"Vuoi fare l'amore con me?". "No, voglio abbracciarti, adesso abbiamo bisogno di un abbraccio". (T. Bergen, Era lei, 2009. Quando si abbracciano, e poi...fanno l'amore).

24.5.17

AMORE, AMARA VERITÀ

AMORE, VERITÀ AMARA. "Ketty amava rendere ardite tenui emozioni. Lasciava esprimere Zac in ogni nuova illusione. Diceva: 'Intanto proviamo, respiriamo oggi'. Verità amara, graffiasti, rendendo al tempo un inutile tormento eterno".  (A. Battantier, 2005, Akronimìa intorno al karate). 

22.5.17

LA VERITÀ NEI DETTAGLI



"La verità risiede nei singoli dettagli. E allora perché gli uomini raccontano verità approssimative? Forse perché gli uomini stessi sono soltanto qualcosa di approssimativo. Maledetta imprecisione". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

L'OPPRESSIONE DEL QUIETO VIVERE



"Perché gli uomini si lasciano opprimere? Per amore del quieto vivere (e quieto vivere non è, semmai lento orrore indicibile). E spesso si inventano le teorie più assurde per sentirsi in perfetta sintonia con i loro oppressori". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

LA RAGIONE E LA FANTASIA

LA RAGIONE E LA FANTASIA. "Io ho voluto sottomettere il mondo alla mia ragione. E ho messo in moto una catena di cause e effetti che hanno dato luogo a risultati opposti a quelli che volevo ottenere. E te, hai provato a dominare il mondo con la fantasia. Ma, chi reputa il mondo un sistema ordinato dovrà confrontarsi con chi lo ritiene un mostruoso caos". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

Uomini smaniosi di conoscere il futuro



"Non conoscere il futuro ci rende sopportabile il presente. Uomini smaniosi di conoscere il futuro, sembra quasi che preferiscano l'infelicità alla felicità". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

Tutto è connesso con tutto



"Non esistono storie irrilevanti. Tutto è connesso con tutto. Dovunque si cambi qualcosa, il cambiamento riguarda il tutto". (Friedrich Dürrenmatt, La morte della Pizia).

20.5.17

SCEGLIERE CI SEI.

"Corri, scappa via, ma devi farlo da te, senza starlo a chiedere, basta che cerchi tu, solo tu, di scegliere chi sei". (Irene, R. Vecchioni). 

LA POSIZIONE D'ASCOLTO

LA POSIZIONE D'ASCOLTO. "Una finestra d'ascolto sulle emozioni. Cercando di capire, con giudizio, ma senza giudicare. Accoglienza, comprensione e sostegno". (M. Thompson Nati, Linee guida per sbagliare con successo, 1970).

18.5.17

FARÒ IL POSSIBILE

FARÒ IL POSSIBILE. "Ogni giorno farò il possibile per sopravvivere in mezzo al frastuono ed ogni giorno vivrò un po' meglio sapendo che oltre le nubi il sereno c'è". (Le Vibrazioni).


17.5.17

AVRÒ BISOGNO ANCORA DI TE (IVAN GRAZIANI)

"E non sarà tuo padre e non sarà tua madre, non sarà per loro che ti trasformerai. È così strana tua madre, così lontano tuo padre, e aspetti le parole che non ti diranno mai. Tu sei come sei e non cambierai. Sei una tenera bambina che sa che prima o poi arriverà il finale travolgente, l'attimo fuggente. E si apre una fessura tra l'istinto e la natura". (I. Graziani, Avrò bisogno ancora di te).

L'EQUILIBRIO NELLA SERENITÀ

L'EQUILIBRIO NELLA SERENITÀ. "L'essere, quest'ultima idea luminosa inutilmente bella, resta illusione oscura, nell'equilibrio lento, lontano. Aspira sempre eternità, rovistando emozioni. Nulla infinito, tutto abbracci". (A. Battantier, Acronimìa: l'equilibrio nella serenità, 2016).

LA NOSTRA FAVOLA


LA NOSTRA FAVOLA. "Ci vorrebbe una storia d'amore. Ma intanto dovrei levarmi un dente. E per me levare i denti è sempre un inferno. Devo imparare a salutare le cose quando vanno via. È di nuovo primavera. Ma non sono ancora pronta. C'è una frase di Lao Bu-Shem: 'Sentiti forte di energia nuova'. Il fatto è che sta finendo quel poco di energia che avevo. Tutto è lontano anni luce da me. E non ho lo struttura per contrastare la delusione. Sono caduta in un vortice, quel mulinello orribile sul lago, tanti anni fa. Ho abbassato la guardia e sto affogando. Purtroppo ci sono uomini che non sanno inventare favole. La loro realtà è una favola. Ma è -appunto- una favola loro. Preoccupiamoci, piuttosto della nostra favola". (A. Battantier, Silvia Negro, Raccontami l'estate, 2016).

16.5.17

Errori

"Sono imperfetto e faccio un sacco di errori. Cerco di non ripetere due volte lo stesso sbaglio. Ma accade. Sono imperfetto, alle volte un vero imbecille. Eppure mi impegno a non rifare quell’errore per la terza volta. E così faccio, piano piano, qualche progresso". (Haruki Murakami, “Dance Dance Dance). 

IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO


IL GIARDINO DELL'IO VIVE TRA IL SOGNO INFRANTO E IL SOGNO RISORTO. "Colse una bimba la mela più bella. La bimba ad un bimbo donò una parte di mela, una parte di sé. L'assaporò il bimbo ma, poi, se ne dimenticò, preso com'era dagli altri giochi. E la mela sciupò e si decompose. Ma i semini donarono vita ad un albero immenso che diede il sorriso a tanti, tanti bambini. Il giardino dell'io vive tra il sogno infranto e il sogno risorto". (RACCONTAMI L'ESTATE, A. Battantier, S. Negro, 2016). "Ogni vita non vissuta accumula rancore verso noi, dentro noi, moltiplicando le presenze ostiliLa vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung). 

15.5.17

IO SONO GROOT.

IO SONO GROOT. E NON MOLLO. "Se dovessi descrivermi direi che io sono Groot! Sono un ragazzo che cerca di crescere con le radici ben piantate. Ho perso spesso, soprattutto me stesso. Ho perso quando meno me l'aspettavo. Un albero sembra forte, immenso e resistente ma poi, al dunque, bastano migliaia di termiti a ridimensionarti. Io sono Groot, ci provo a sempre a ripartire da una radicietta, sapete, quand'ero in crisi provai pure a fare il baby sitter ma, a me hanno preferito la solita fregna moscia. Ma io sono Groot e non mollo, nonostante tutto, comunque vada". (Memorie di un adolescente, A. Battantier 2015, frammento di Greg, 19 anni).

11.5.17

I'll fix you (Coldplay)



SE NON PROVI NON SAPRAI MAI QUANTO VALI. "Quando provi e dai il meglio di te, eppure il miracolo non riesce. Quando raggiungi quello che vuoi, salvo scoprire che non è quel che volevi. Quando ti senti stanco, ma non riesci a dormire, schiacciato dai tuoi guai. Scendono le lacrime sul tuo viso. Hai perduto qualcosa che -sai- non ritroverai. Potrebbe andare peggio? Se non provi non saprai mai quanto vali". (Coldplay, I'll fix you, Memorie di una canzone, libera traduzione A. Battantier). 

8.5.17

VORREI

VORREI. "Vorrei che gli anziani mi salutassero parlando con me del tempo e dei giorni andati. Vorrei che gli amici tuoi mi parlassero, come se amici fossimo sempre stati. Vorrei capire tutti gli sguardi dietro agli scuri e lo vorrei perché non sono quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei ed io vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire per raccontarti e poi farmi raccontare il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire. Vorrei tornare nei posti dove son stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’universo. Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo impliciti dentro al semplice tuo camminare, e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso, dimenticando il tempo troppo veloce o nascondere in due sciocchezze che son commosso. Vorrei cantare il canto delle tue mani, giocare con te un eterno gioco proibito che l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’ infinito". (F. Guccini, Vorrei). 


Lucio Dalla, Telefonami tra 20 anni.

"Importante è avere in mano la situazione. Non ti preoccupare, di tempo per cambiare ce n'è. Alle porte dell'universo l'importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diverso, magari arrivando a pezzi, ma ognuno coi suoi mezzi". (L. Dalla, Telefonami tra 20 anni).

AMICIZIA E AMORE

"[...] Si pensa che gli amici e gli amori non dovrebbero mai tradire e deludere. E quando succede la sofferenza è grande. Fortuna che non è sempre così. Ricordiamo di continuare a credere all'Amicizia e all'Amore". (M. Thompson Nati).

4.5.17

LA VITA È MERAVIGLIOSA

LA VITA È MERAVIGLIOSA. "Cosa vuoi, dimmelo. La luna? Te la prenderò. In amore tutto è permesso. E nessun uomo è perduto se ha degli amici. La vita di ognuno è legata a tante altre vite. È un gran regalo vedere come sarebbe la vita qui, senza di noi. Ma adesso, voglio tornare a vivere. P.S. Grazie delle ali!". (M. Thompson Nati, Around, 2015. Around F. Capra).

3.5.17

Annarella, CCCP

"Non dire una parola che non sia d’amore. Per la mia vita. E’ tutto quello che ho, e non è ancora finita". (Annarella, Cccp).

IL BANCO VINCE SEMPRE


GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI. "Avevo 7 anni, mio padre mi diceva che lui di lavoro riparava le macchinette e doveva provarle. Io gli dicevo: 'E allora perché ci metti i soldi?'. Ma lui rispondva che glieli ridavano con lo stipendio a fine mese. Ma intanto io giravo con lo zainetto bucato di mio fratello e con le scarpe estive pure d'inverno. Quando mamma lavorava lui era costretto a portarmi con sé. Per un periodo mi fatto giocare alle slot, tenendomi in braccio o in piedi su una sedia. Un po' perché diceva che gli portavo fortuna. Un po' perché, secondo lui, mi facevo le abilità, come gioco per il cervello. Ma poi mi ha lasciato a casa: diceva che gli portavo sfiga e che con me non riusciva a riparare bene le macchinette. Poi lo hanno allontanato di casa per qualche anno e ora sta meglio anche se sta mezzo rintronato da certi farmaci che prende. Quando esco da scuola vedo la mamma di un mio amico che sta sempre persa dentro a una tabaccheria coi gratta e vinci. Io provo una rabbia, ma una rabbia immensa. Con il figlio la stiamo aiutando, ma noi siamo solo ragazzini. Servirebbe la solidarietà dello Stato. Ma ricordate che il vero usuraio criminale ha un solo nome: STATO!!! Ma noi da soli, o aiutati dagli amici, dobbiamo trovare la CHIAVE per aprire il cervello. Per aprire la via del distacco sereno. Ma la via per il distacco sereno è lunga, passa sempre per un'altra via che si chiama consapevolezza. Ma alle volte serve il coraggio di abbandonate la certezza di essere stronzi. Vero papà? Ps: ti voglio bene papà, sei sempre il capoccione mio". (Memorie di una dipendenza, A. Battantier, 2015, racconto di Tommaso).

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA. "Io che aspetto te senza aspettare me e le sensazioni mie profonde. Io che aspetto te, lasciando il cuore mio in balia di un tempo appeso al nulla. Io che aspettavo la mia vita. E ce l'avevo in tasca, l'ho ripresa accartocciata, ciancicata, un poco lacerata. Cercate in qualche tasca, qualcosa ancora vi appartiene: la vita che non è finita". (A. Battantier, memorie di un amore, Betty Blu, 2016).

2.5.17

LA STABILITÀ NEL MOVIMENTO

GIORNO DOPO GIORNO. "Giorno dopo giorno mi risveglio alla vita desiderata. Ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno. L'infinito nel nulla. Io sono in ogni istante, io sono il cambiamento. Il coraggio dell'azione parte dalla paura dell'inazione.  Cambiare rimanendo essenza, la stabilità del movimento". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Lao Bu-Shem, 2015).

1.5.17

DISATTENZIONE

DISATTENZIONE. "Ieri mi sono comportata male nel cosmo. Ho passato tutto il giorno senza fare domande, senza stupirmi di niente. Un passo dopo l’altro, incombenze, ma senza un pensiero che andasse più in là dell’uscire di casa e del tornarmene a casa. Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle, e io l’ho preso solo per uso ordinario. Nessun come e perché, e una partecipazione stupita a questo gioco con regole ignote". (WISLAWA SZYMBORSKA).

MAI NOIA CON LA FANTASIA

MAI NOIA CON LA FANTASIA. "Al mattino mi svegliavo felice. 9 anni, me ne partivo dopo colazione. I nonni avevano da fare in campagna ed io, il tempo di esplorare il mondo.  Il bosco dietro casa era il mio obiettivo: sarei diventato grande solo attraversandolo. C'era un ragno al limitare del bosco: il Guardiano, e la ragnatela la sua porta segreta. Mi portavo un piccolo cuscino, il mio amico di avventura, e alle volte il cuscino per magia lo trasformavo in cavallo, per andare più veloce quando i nonni chiamavano per il pranzo. Solo quando cominciava a scurire mi prendeva paura, sapevo che non ero ancora diventato grande per affrontare il bosco. Da bambino non mi sono mai annoiato, ed ancora adesso che ho 60 anni e vado nei boschi con i miei nipoti, ascolto nel vento il rumore della ragnatela del Guardiano: è il fruscio della mia infanzia, e non ci sarà mai noia con la fantasia". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2007, JT, foto di Stellan Karllson). "When I was a child I spent my holidays in my grandparents' cottage. My grand parents worked in the their farm and I explored around me until a wood. Nearly everywhere around the wood I imagined a spider, a special Guardian who kept me away from dangers of magical unkown wood. I liked to explore around the wood for hours and I dreamed of the day when I would be a man to pass behind childhood lines. And in that day the spider Guardian would allowed to me to explore the unknown magical wood". 

30.4.17

PERCHÉ L'HAI FATTO? PER BELLEZZA!

PERCHÉ L'HAI FATTO? PER BELLEZZA. "Ho riscoperto il senso delle urgenze. Un giorno vidi una tappa conclusiva del Tour De France in cui il ciclista Laurent Fignon, molto indietro in classifica e già vecchio, andò in fuga senza alcuna ragione apparente. Al traguardo gli chiesero perché lo avesse fatto e lui rispose: ‘per bellezza’. Ho cercato di non dimenticarlo perché i gesti che valgono davvero non conoscono calcolo”. (L. Morante).



COME L'ALBERO

COME L'ALBERO. "L'uomo nasce debole e duttile, muore forte e rigido. Come l'albero: cresce tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore." (Tarkovskij, Stalker).


29.4.17

LE EMOZIONI AL TAVOLO DELLA COSCIENZA

LE EMOZIONI AL TAVOLO DELLA COSCIENZA. "[...] La salvezza? Vedere quello che non si vuole vedere. E allora presi il mio sacrosanto Diritto alla cecità e all'ignoranza e lo buttai nel cesso. Questo avvenne quando compresi che -tanto- le emozioni narcotizzate, soffocate, che non ci si permette di provare, da dentro spingono e, in un modo o nell'altro, portano sempre il conto al tavolo della coscienza". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005). 



25.4.17

L'ALTALENA DI HEIDI



L'ALTALENA DI HEIDI. "Mio padre è sempre stato un eccentrico -simpatico per carità- ma un poco strano. Per raccontarne solo una, da un po' di tempo mia sorella ed io gli chiedevamo un'altalena in campagna. Noi, è vero, la volevamo alta come quella di Heidi. Ma lui, come suo solito, volle strafare. Io penso che riuscì a costruire l'altalena più alta del mondo, infatti scrissi a quelli del Guinness dei primati ma non mi risposero mai. Scelse l'albero più alto, il ramo più alto, le corde lunghissime e, soprattutto -particolare di non poco conto- sotto l'altalena c'era un dirupo da paura. Fortuna che la volle inaugurare lui. Noi stavamo facendo ancora colazione, e babbo, dall'alba se ne stava a trafficare in fondo alla campagna, per gli ultimi preparativi. Ad un certo punto, dalla cucina, sentimmo in lontananza uno scrocio bestiale. Allora ci precipitammo tutti fuori, Leda, io, la mamma e la nonna con la stampella. Solitaria, l'altalena se ne oscillava nel vuoto immenso. "Papà dove sei? Papà!!!". Sentimmo rumori nel dirupo. Era mio padre che risaliva tutto scorticato, mezzo insanguinato e con gli occhiali rotti. Ebbe solo la forza di dire: "Bambini...per oggi l'altalena non è cosa. Adesso mamma vi porta ai giardinetti, dopo che mi ha portato al pronto soccorso!". E svenne, scomparendo in mezzo alle frasche". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2007).

14.4.17

ADOLESCENZA

ADOLESCENZA: "Vaga età che copre i comuni disagi emotivi e cognitivi dei futuri adulti. E' che non sanno quando lo diventeranno. E' questo il vero disagio. E' questa la crisi di identità. Sono come noi gli adolescenti; solo, ancora non lo sanno". (M. Thompson Nati).

13.4.17

ODE AL SOLDATO DIVENUTO PUPAZZO DI NEVE

Amo una poesia, scritta in onore di un soldato morto sulla neve 100 anni fa. La porto sempre con me. Quando pensano io preghi, la recito omaggiando i morti di tutte le età ma, soprattutto, i vivi che ancora non sanno d'esser vivi.

VIVERE, DOLCE FATICA
Ove è la vita accade che l'ovvio s'incarni nell'imprevedibile.
Si vive nei volti della gente, pur stando soli nel mondo.
Ove è la vita accade che un flebile filtro di vetro si crepi sotto le spinte di un'anima inquieta.
Le emozioni forti le vivi senza scordare i momenti più vili, e il livore.
Frivoli istanti rappresi nel ghiaccio di morsa, la morte che incombe serrando le fila.
Vi prego, vivete la dolce fatica, siate lievi e forti, non siate anzitempo già morti.
Cadaverici istanti attendono d'esser sommossi da imprevedibili voli.
I desii che cercavate vi attendono.
Lazzari alzatevi da quella cassa, non è ancora il tempo di prove,
le vite mal spese non tornano, e il certificato di morte può attendere.
Fiocca la neve sui volti e mi diverto a leccarla.
Ridevo pensando alla falciatrice, mi avrebbe ficcato nel buio con me che ridevo, in questo giorno d'inverno.
Ridere porta via smalto alla morte e rinfranca la sorte.
Orde di neri guerrieri mi osservano dalla collina. Osservano me, lentamente pupazzo di neve".
(M. Thompson Nati, Ode al soldato divenuto pupazzo di neve, 1970).

10.4.17

NELLA PICCOLA CAVITÀ DELLA MENTE C'È TUTTO L'UNIVERSO



“Evocate il silenzio. Sopprimete ogni pensiero, ogni immagine che si affaccia alla vostra mente con un colpo netto, come si recide un giunco. Siate immobili, siate impassibili. Siate immobili, provate a non vedere con gli occhi e a a non udire con le orecchie. Siate immobili, giungerete a vedere senza occhi, a toccare senza mani, a giungere senza camminare. Rare sono le parole che hanno potenza. Siete pieni di potenza voi stessi, eppure non lo sapete. L’ignoranza è la diga che tiene insieme il mondo; oltre questa diga non c’è né passato, né presente, né male, né bene. Evocate il silenzio, evocate il vuoto. Nella piccola cavità della mente c’è tutto l’universo. Per l’uomo ignorante la natura rimane cosa morta" (L. Cavani, Milarepa, 1974).

QUANDO STAI AFFOGANDO T'AGGRAPPI PURE A UNO STECCHINO

"Me sò ritrovato come un naufrago che je passa no stecchino e ce saggrappa uguale...ma io lo so che la vita è finita si t'arrendi, e allora, coll'acqua alla gola va bene pure no stecchino! Ciò n'umore quasi positivo, so entrato nell'ordine d'idee che le pietre nun le posso più spaccà, ma neanche vojo affogà!". (Memorie di una panchina, A. Battantier, frammento di CP,  2012). 

2.4.17

IL TEMPO. “Il tempo passa. Resta ostinatamente lento solo il vivere a metà”. (A. Battantier, 2007).

1.4.17

LA FORZA OLTRE LA FORZA

LA FORZA OLTRE LA FORZA. "L'insieme delle nostre forze è la Forza. La nostra Forza esce allo scoperto quando non si cade andando oltre le nostre forze. È la Forza oltre la forza, che si rileva, ancor più, nel rialzarsi dopo la caduta". (Lao Bu-Shem).

28.3.17

SEDOTTA E ABBANDONATA

SEDOTTA E ABBANDONATA. "Mi sono adattata a quel denso colore dell'Es. E tu mio Don Rodrigo hai sondato il corpo, tralasciando la mia anima. E se facessi un sunto sarebbe "sedotta e abbandonata". Nuda e trasandata, tendo i miei occhi allo spettro del vuoto. Uccisa di falso amore". Andrea Battantier, Sedotta e abbandonata, Poesie, 2008).


25.3.17

L'AMORE HA BISOGNO DI ESSER MESSO ALLA PROVA

L'AMORE HA BISOGNO DI ESSERE MESSO ALLA PROVA. "Se ci pensi, anche l'amore ha bisogno di essere messo alla prova. E quando lui sarà solo o con un'altra, un giorno forse capirà. E se anche non dovesse tornare, tu sarai tornata a te stessa, alle tue antiche sensazioni ormai da troppo sopite. E sarà comunque una vittoria. La vita ha bisogno di cambiamenti, e dei tempi di bilancio. Amore? Non Amore? La risposta è nei fatti, la risposta è in quello che ti porterà questo cambiamento". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

24.3.17

MEMORIE DI UNA DIPENDENZA

MEMORIE DI UNA DIPENDENZA. "E' una storia che ti toglie la libertà. Il segreto per uscirne è uscire dal segreto che altrimenti resta una condanna, una malattia che non si guarisce brancolando cadaverici per posti misteriosi. E la tragedia è solo rinviata. In attesa di soddisfare quel bisogno d'amore mai riempito".  (Memorie di una dipendenza, 2007, A. Battantier, frammento di AV 12v). 


23.3.17

Anima

“Penso sia illogico capire ogni logica.
Ogni gioco, ogni persona s’inventa coscienze.
Ogni tempo esprime realtà adombrate.
Petulanti { eruditi esegeti esimi esperti }
umiliano te, Anima”. (M. Thompson Nati, 1970).

22.3.17

INNAMORARSI

LA FIABA DI HÉLÈNE. Quella notte non ha voluto che l'accompagnassi. 
"E la fiaba?" Le ho detto convinto. 
Secondo me voleva che gliela raccontassi, però mi ha detto:
"Troverò qualcuno che me la racconti!". 
"Eh no -insistevo io seguendola lungo i marciapiedi- solo io conosco come va a finire!". 
"Me ne racconteranno un'altra! Ogni fiaba è buona per dormire!".
"Può essere vero, ma la mia è diversa perché...
".Non sapevo cosa dire. Lei camminava veloce ed io le sono passato avanti, sforzando la gamba: "...Perché ho tanta voglia di fare l'amore con te!". 
Lei ha fatto altri due passi e si è fermata. E' diventata rossa. Ha guardato in basso e poi me. La sua risposta è stata un impulso. 
Mi ha baciato, ma questa volta io c'ero tutto, ci siamo nutriti di attenzioni, le labbra comunicavano tanti bisogni e tanti desideri e tante fragilità. 
La mancanza è una brutta bestia; perché rischi di abituarti. 
Quei baci salvavano tutto; con un gesto, con due gesti, puoi salvare un'intera vita. 
E' bello confrontare le labbra senza spiegare niente.
La spiegazione era sulla bocca nostra. Per le strade, andavamo veloci, abbracciati, un po' goffi, ma naturali. La pioggia iniziò a cadere solo sul suo viso perché io camminavo sotto ai tetti. 
Con Hélène non avevo fatto mai il primo passo, ma l'avevo raggiunta lo stesso. Senza lasciare però tutto a lei. Non c'era paura per un futuro con lei; solo il terrore di un futuro senza di lei.
E' più facile amare che vivere. 
Quando Hélène mi ha fatto nascere in lei mi si è sciolto un nodo nel cervello. 
Meglio non dirlo, ma la vita è necessaria per amare. 
Di quella notte ricordo il gioco, la verità degli sguardi, l'incontentabile, qualcosa di nuovo che ha strappato le nostre vite e cucito la nostra storia, la retorica che diventa virtù per una volta, e poi la pioggia e le sue carezze e le mani unite nel sonno, la mia compagna. (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, 2003, A. Battantier).

MEMORIE DI UN AMORE: UN FINALE DIVERSO

"Oggi voglio parlare degli uomini che girano per il mondo o, semplicemente, quelli che mi vado a capare là a lo mazzo, ovvero quelli che mi vado a scegliere io.  
Ho passato 5 anni (pensavo splendidi) con una persona. Poi me la ritrovo a fare porcherie con una delle tante. E vabbè. Poi cerchi di ripartire, vai avanti, ti fidi di un altro grand'uomo: innamorato, fidanzato, convivente, con te, ma pure con un'altra. Io e quest'altra avevamo in comune un partner part-time. 
Ma ecco già profilarsi all'orizzonte il terzo, torno ad uscire, si va a ballare, me lo ritrovo appiccicato a un trans, sulla pista da ballo e poi lui appiccicato (non dico dove, sono una signora) al bagno delle donne accanto al mio. Non vi dico la delizia di quello che le miei orecchie hanno ascoltato.
Ed eccoci all'ultimo, uomo carino, simpatico, divertente. E finalmente voi vi chiederete tirando un sospiro di sollievo. Fermi tutti, non aprite mai il cellulare dei vostri uomini. La tecnologia è una rovina. Ma a questo punto -aggiungo io- è una salvezza. E allora ho scelto di salvare me, forse da sola posso arrivare ovunque, senza caricarmi di fardelli, inutili brandelli di affetto. IO NON CI STO PIÙ!!! E quanto sono stata bene al mare, in pace e nel silenzio. E ho pure riso, sì, da sola. Perché mica ero matta, ero rinsavita. Finalmente me stessa, stavolta sono io, me ne accorgo. Vi ho voluto bene, veramente. Ma questa volta, alle vostre stupide lusinghe resto indifferente. Io non vi aspetto più. Vado via, per prendere me stessa e adesso sono pronta a correre, a saltare il mondo, fin dove si vola. Lontanissima da voi. Finalmente un finale diverso. È questo l'essenziale".  (A. Battantier, Memorie di un amore, 2007-2012-2016- 2017, frammenti di GF, GR, TB, Walkiria innamorata, Mengo X ever).

21.3.17

SENSI DI COLPA

SENSI DI COLPA. "Il più inutile e peggior senso di colpa? La colpa che non ha senso". (M. De Pretis, Espiare sì, ma quando serve, 1970).

17.3.17

Inferno, Paradiso, nel mentre la vita.

"L'albero crescerà fino al paradiso, se le sue radici raggiungeranno l'inferno". (Carl Gustav Jung).

VITA

LA PREZIOSITÀ DELLA VITA. "Devi proprio rimanere li? Bisognerebbe fare uno sforzo coraggioso per lasciare i posti vuoti o solitari. La vita è troppo preziosa. Guardando al passato mi rendo conto che siamo noi a creare il nostro destino e i suoi aspetti negativi con la nostra passività. Non dovremmo mai accettare la povertà della vita. So che è difficile affrontare l’ignoto, o un altro modo di vivere. Ma se dipende solo da te, non accettare il vuoto". (Anaïs Nin).

SONO QUELLO CHE SONO

"Basta nascondersi, questo è il mio mondo, e ci voglio un pizzico di orgoglio. La vita vale quando riesci a dire: MONDO, IO SONO QUELLO CHE SONO! C'è una vita sola, forse è il caso di uscire dalla tana". (I Am What I Am, G. Gaynor)

16.3.17

POSSIAMO? CERTO CHE POSSIAMO

POSSIAMO? CERTO CHE POSSIAMO. "Sì,  certo, ho trovato un momento per uscire da quell'immobilismo, e il buio più buio lo immagino diverso, ora. Un buio bello di trepida attesa, prima del film che ho girato io. Un film mica finito, si girano le scene e si rivedono e giù ancora a migliorare sempre qualcosa, senza fretta alcuna di un HAPPY END. O THE END e basta. Penetra la primavera nelle viscere calde, a cercare l'anima distratta dall'universo. Ecco spiegato il movimento dentro me, che si riverbera intorno a me. La vita si muove ancora ed osservo, dall'alto, piccole periferie, un tempo altari della patria dell'Ego: Egoismi piccini, quella rabbia rappresa e di certo mal spesa, la delusione che ne consegue. Eppure mi amo ancora. Alcune cose le rifarò, e come è bello imparare quello che non so. Alla fine andrà bene, d'altronde si parte sempre da qualcosa per un cambiamento, attraversando soluzioni nuove. Possiamo? Possiamo. Certo che possiamo. P.S: Aspetto notizie dall'anima che vagola nell'universo". (Epperò il jazz vive qui, 2016. A. Battantier, SDPH). 

15.3.17

ORA NAUFRAGO OSSERVO LA MIA VITA

ORA NAUFRAGO OSSERVO LA MIA VITA. "Serve trovare un equilibrio tra la sicurezza del certo e il fascino dell'incerto. Taluni si annoiano mortalmente nelle calde, asfissianti e rassicuranti certezze. Altri, si immergono nei flutti perigliosi dell'incerto e non ne fanno più ritorno. Il Certo e l'Iincerto: in entrambi i casi se ne può morire". [...] "Solo adesso riconosco i miei errori, nel mezzo del mare non mi accorsi degli scogli nei fluttui, rischiando orrendamente di perire più e più volte. Ora, naufrago osservo la mia vita. Persi la rotta, non fiutando i venti e i marosi, ma la colpa non fu tutta mia. Il capitano, il viaggio di ventura di mio padre, Emma che sciolse il cortese d'amor sodalizio. Ecco, semmai, non seppi rispondere all'uopo alle circostanze nefaste". (M. De Pretis, Ulisse è tornato, per un giorno soltanto, 1987).

10.3.17

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

7.3.17

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO. "Non c'è motivazione per un'autopsia. Specialmente se si tratta della tua. Troppo tardi". "There's no justification for autopsy. Especially where your body is concerned. Son, you're too late". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009). 

La motivazione

"Nessuno cambia il suo mondo senza una motivazione convincente". "No one changes his world unless they have a compelling reason". (M. Thompson Nati, Leadership for a sheep and other animals, 1970).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

6.3.17

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA

IO CHE ASPETTAVO LA MIA VITA. "Io che aspetto te senza aspettare me e le sensazioni mie profonde. Io che aspetto te, lasciando il cuore mio in balia di un tempo appeso al nulla. Io che aspettavo la mia vita. E ce l'avevo in tasca, l'ho ripresa accartocciata, ciancicata, un poco lacerata. Cercate in qualche tasca, qualcosa ancora vi appartiene: la vita che non è finita". (A. Battantier, memorie di un amore, Betty Blu, 2016).

LA VITA IN TASCA

"Per la prima volta feci una cosa che non avrei dovuto fare e mi infilai la vita in tasca". "For the first time I did something I wasn't supposed to and slipped my life into my pocket". (T. Bergen, Era lei, Just the way she was, 2009).

5.3.17

It's raining in my soul

"I like to go inside when it's raining. Good for or a stroll on my soul". "Quando piove amo rintanarmi dentro me, per una passeggiata nell'anima". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).

3.3.17

SULL'EQUILIBRIO TRA CORPO E ANIMA

SULL’EQUILIBRIO TRA CORPO E ANIMA. “[...] Forse essere liberi invece che ingabbiati. Desiderio, invenzione, esprimere sensazioni, sognare. Erigere realtà, evadendole. Costruire ogni cosa con oculatezza, lasciarsi andare toccando infinità”. (Lao Bu-Shem).

2.3.17

L'ESSENZIALE

"L'essenziale non è la ricerca della perfezione. La perfezione è la ricerca dell'essenziale". (Lao Bu-Shem).

1.3.17

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

ALTA PASTICCERIA DELL'AMORE (MERDA D'ARTISTA)


ALTA PASTICCERIA DELL'AMORE. "Frutto di un accurato studio d'illusioni e di una fine ricerca dell'improbabile, ecco come mediocri rigagnoli di merda confluirono -grazie a sparuti momenti di dolcezza- in gocce di cioccolato delizioso e sensuale. Merda d'artista. Poiché, si sa, quando l'illusione incontra l'amore, la creatività della produzione propria è imbattibile quanto a qualità di fattura. Tanto era bello il sogno che, poco a poco, presi a lavorare la merda, la raffinai con tutto l'amore che avevo, fino a trasformarla nel mio capolavoro di pasticceria artigianale, il più sfizioso, sublime e goloso dei cioccolati. Alta pasticceria avevo creato. Ma una notte mi si ripropose. Mi svegliai con crampi allo stomaco, Oddio, ma che è 'sta puzza? Sembrava cioccolata, ma che ho mangiato!? Ho risolto con mezza mela e riso, solo un cucchiaio. Tu mi hai usato e poi gettato nell'oblìo. Ritornasti come la marea, ed io annegai sotto alla tua sola, unica, fissa idea. Ma era diarrea quella tua unica idea, quella magnifica ossessione che mi allontanò dal selciato neuronale, sospingendomi verso il burrone della realtà al servizio del miraggio. Coraggio, dopo marzo viene aprile, e dopo aprile viene maggio". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2015).

27.2.17

CUORE E RAGIONE. "Quando il cuore vince sulla ragione l'animo si illude, prima della disfatta. Quando la ragione vince sul cuore l'animo si rassegna e si spegne. Quando cuore e ragione si accordano insieme, ecco l'animo rasserenarsi fino a sera". (LAO BU-SHEM). 

LIFE

LIFE. "Quel dolce rivoletto diviene un ruscello e un fiume in piena e poi un ruscello e un rivoletto al mare, sognando un mondo, infine, senza dolore". (Lao Bu- Shem).
LIFE. "A sweet trickle becomes a stream and then a flood, and then a stream and then sweet trickle again, flowing down to the sea, dreaming about a world with no pain". (Lao Bu-Shem).


25.2.17

GLI ENIGMI DELLA RAGIONE

ANCHE DI FRONTE ALL'EVIDENZA. "Alle volte sembra che uno ragiona, in realtà gira solo con il cervello per trovare il modo di avere ragione, magari pure sragionando. È che alle volte non si vuole capire per capire, ma solo aver ragione. E alle volte siamo di coccio, molto di coccio, e molto più che quello che pensiamo. Anche di fronte all'evidenza non ammettiamo di aver sbagliato. Niente, sembra più forte di noi. Resta un mistero. Come riusciamo ad adattare una cazzata alla nostra convinzione di verità?
Forse che non ammettiamo di poter sbagliare? Forse che non vogliamo accettare la fragilità e caducità dell'essere umano? Forse ci crediamo semplicemente Stocazzo??
Io con la mia ragazza ho sbagliato, e pure di tanto. Aò: c'ho messo 5 anni per capirlo. 
La mia peggiore punizione è stata proprio la mia sciocca convinzione che mi ha sciolto dentro paranoie e ipocrisie, e cinico senso del mondo. Per rinascere ho dovuto rigettare, una ad una, le mie rigide, antiche e saccenti convinzioni, nate a tutelare il mio povero e smisurato ego. Oggi, a distanza di 5 anni, chiedo perdono a Chiara. Chiara, ovunque tu sia: perdono". (Memorie di un amore, A. Battantier, Nick Salvo, 2009). 

Non riesco a fermarmi

I can't stop (Non riesco a fermarmi). "Non smetto di chiedermi, di domandarmi. E da quando sei andata via, non riesco a smettere di piangere. Non riesco a non pensare a te. Sono pronto a farmi stupire di nuovo. Non posso fermare tutto ormai. Non posso smettere di provarci. Voglio tornare a mangiarti". "I can't stop wondering. And ever since you left, I can't stop crying. I can't stop thinking about you. I'm prepared to marvel at your insight. I can't stop it now. I can't stop trying, though. I can't stop myself from eating you". (T. Bergen, Era lei, 2009).

CALVIZIE. "A mio papà cascano i capelli e lui è triste. Allora gli ho detto che gli alberi hanno le foglie, che sono come i capelli. Ma mio padre mi ha risposto che però agli alberi quando è primavera i capelli ricrescono e invece a lui no. Allora io ho fatto finta di niente e ho chiesto i biscotti. Mi sa che devo trovare un altro esempio della natura per farlo ridere". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2011, Jessicaisha).

20.2.17

IL GIORNO IN CUI TORNAI A COMBATTERE

IL GIORNO IN CUI TORNAI A COMBATTERE. "20 anni fa, all'età di 50 anni, mi dissero che avevo un cancro. Io, ch'ero già incazzato di mio con il mondo, alla notizia replicai fottendomene di tutto e tutti. In contrasto con i medici e gli amici e le persone care, presi a fumare il doppio, iniziai a bere, a guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere come è facile morire. Con mio padre avevo sempre avuto un pessimo rapporto. Se n'era andato con un'altra ch'io avevo 14 anni. A stento lo salutavo. Quando seppe del mio male da mamma, prese a chiamarmi, ed a passare a trovarmi nel mio studio. Mi dava il culo che si faceva vivo solo adesso: 'a papà ma che ti faccio pena? Mantanavai!???'. Ma lui era capoccione, e mi portava i fritti, qualche libro suo, foto ricordi di quando eravamo piccoli io e soreta. Io non me lo filavo. Di nascosto lo osservavo, ma dentro covava tutta la mia rabbia. Un pomeriggio di febbraio, ricordo che iniziò a piovere di brutto, tuoni da far spavento, proprio mentre lui mi dispensava saggi consigli sull'affrontare il male. Io godevo della pioggia che sbatteva ignorantemente sulle finestre e sul tetto, confondendo quegli assurdi discorsi del cazzo. Proprio lui che non mi aveva mai inculato di pezza. Ad un certo punto, così, senza dir niente, mi prese una voglia irrefrenabile e me ne uscii sotto alla pioggia. Volevo prendermela tutta, in maglietta, felpa e scarpe-ciabattose da casa. Iniziai a camminare di gran passo lungo viale delle milizie. Zuppo, zuppo. Lampi, tuoni da far spavento, pozzanghere di 1 metro d'acqua. Ad un tratto sentii suonare il clacson, mio padre mi aveva raggiunto, costeggiando il marciapiede in macchina. Avete presente quelle scene con il protagonista inseguito da qualche disperato che vuole aiutarlo? Io non gli prestavo attenzione, concentrato sull'ebbrezza d'esser l'unico coglione a Roma sotto a quell'assurdo diluvio. Mio padre abbassò il vetro e mi urlò: 'Sali in macchina!!!'. Ed io: 'Perché se mi bagno, poi che succede, mi rovino?". E lui di rimando, serio: 'Certamente, ti ammali, ti prendi la febbre e ti indebolisci. Dobbiamo essere fortissimi per vincere!! Forza, sali su!!'. Io, dal canto mio, non so che mi prese. Senza pensarci, aprii la portiera, solo dissi: 'Ma ti bagno il sedile!'. E mio padre: 'Perché se lo bagni, poi che succede, si rovina?'. Da quel giorno mi scattò una molla, e tornai a combattere". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007). "Un perché forte può superare qualsiasi come! E la forza arriva quando non c'è soluzione". (lib. Nietzsche).

A CARNEVALE OGNI SCHERZO...NON VALE

"Giulia m'arrendei, non t'amo più, non me ce freghi più, sò libero oramai e penso a quei poracci che ce cascheranno ancora. Perché tu quanto sei bbona tanto sei stronza. Sarebbe stato bello andare avanti insieme ma io nel burrone non ce casco: tiè! Mi arrendei, Giulia, e te ripenso notte e giorno, a te e a quello zozzo dell'amico tuo. Che bello scherzo che m'hai fatto Giulia. Ma verrà il giorno che tu pure piangerai, e allora sai, quel giorno io me metterò placido sugli spalti dell'indifferenza. Giulia m'arrendei, me sò fermato pelo pelo, prima del burrone. Eppure sai che c'è? A carnevale non è vero che ogni scherzo vale. A carnevale il core rotto fa più male". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2016, frammento di frappa, Johnny2000).

19.2.17

OGNI TRASFORMAZIONE


"Ogni trasformazione implica, come suo prerequisito essenziale, la fine di un mondo, il fallimento di una vecchia filosofia di vita". "Every transformation demands as its precondition the ending of a world, the collapse of an old philosophy of life". (C.G. Jung, Man and His Symbols).


18.2.17

LA FELICITÀ

"Perché rimandare la felicità al giorno del nostro funerale? Afferriamola, aggrappiamoci ad essa. Dobbiamo provarci, con tutte le nostre forze. Ce lo meritiamo". "E se poi quella felicità t'ammazza?". "Amico, allora, cambia felicità, oppure, almeno diranno che sei morto contento". "What's the point of delaying happiness till the day of our funeral? Grab happiness where we can and cling onto it. We have to try, with all our strength. We deserve to be happy"."And if that happiness kills you guy?". "Problem solved: Change your happiness or at least you'll die happy".  (ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS. Thomas Bergen, Andrea Battantier, 2009).

Ma un giorno ti rivedo?

"Ma un giorno ti rivedo? E se ti incontro ancora chi ti riconosce? Come hai detto che ti chiami? Mi Mi Mi -mmo?? Boh, guarda non capisco, siamo solo confusi, io neanche lo so come mi chiamo. Si dimenticano di noi qua dietro, e poi mi fanno male le cinghie. E poi, mio padre l'ha preso il latte ? Scommetto che arriva a casa e mamma gli dice: ti sei scordato il latte, come al solito!. Senti quando cresciamo ci vediamo a basket? Boh dipende, mamma è fissata con il baby nuoto. Lo sai che io ho visto la luna? Embè io ho visto pure 10 stelle, e le conto e sono mie. Tue? Tutte tue? Tutte le stelle sono mie, giusto un attimo ti lascio quella piccola, che gira sempre quando parte il carillon. Nanna! Nanna fraté!!". (A. Battantier, "Parlano le foto", 2010).









16.2.17

IL BAMBINO È IL PADRE DELL'UOMO (W. Wordsworth)

LA FELICITÀ

LA FELICITÀ. "Gigi Proietti ha detto una volta che la felicità è provare ciò che esiste di bello nella vita. È una capacità individuale da scoprire ed imparare, giorno dopo giorno. Si può imparare ad essere felici? La felicità non è SOLO inseguire i sogni ed aspettative di domani, ma ANCHE cercare di godere di quello che si ha oggi. La felicità non è solo nel futuro, ma ANCHE nel presente. La felicità è uno stato di gioia del presente. Ricordiamocelo quando inseguiamo i soldi, il benessere, la fama, il successo, il potere, ritenendo che il loro raggiungimento dia la sensazione di felicità. Questo atteggiamento crea ANSIA, e l'ansia spesso fa a botte con la felicità. Chi è schiavo di troppe cose non è libero e quindi non è felice". (Memorie di un adolescente, 2016, A. Battantier, frammento di Gigi DragonB, 16 anni).



RIPARTIRE DAI PICCOLI MONDI

RIPARTIRE DAI PICCOLI MONDI. "Una riflessione. Fermarmi a capir me stesso. Senza più addosso la cupezza del sentirsi ogni volta in ritardo. Sto uscendo dalla frenesia del mondo. Illuso e borioso ero io che pretendevo i grandi mondi, senza passare dai piccoli mondi quotidiani. Concentrandomi sulle poche cose che al momento mi fanno stare bene. Il mare, la spiaggia solitaria, i legnetti per le composizioni da regalare agli amici. Il mio cane. Quel lavoretto che prima tanto denigravo. Abbracciare le fragilità. Avere cura di questo essere imperfetto". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2017. Frammenti di LG, tiepido si scalda il sole dentro me).

15.2.17

LA SICUREZZA DELL'AMORE

LA SICUREZZA DELL'AMORE. "Fin da piccola ho provato quell'amara sensazione di non essere amata. Per tanto tempo ho pensato: 'chi non è stato amato non può amare'. Ma non sempre è vero. All'amore ci si può allenare, giorno dopo giorno, anche spiazzando quella parte di noi che si crea l'alibi del 'siccome non mi hanno amata allora io sono in diritto di non amare il mio uomo e il mio bambino'. Le catene del passato si possono rompere, grazie a consapevolezze nuove. Perché, sapete, non è facile dire la verità, specialmente a noi stessi. Noi siamo i nostri primi bugiardi. Lo confesso, me la prendevo con lui, con gli uomini, eppure molto dello schifo che mi è capitato, è stato spesso il frutto di quello che io ho lasciato seminare. Per questo amore tradito nell'infanzia. Mia madre, mio padre. Ogni volta io ho lasciato che succedesse, Ogni volta aspettavo il principe che mi salvasse e mi donasse Amore, tutto l'Amore del mondo. Ogni volta avevo la presunzione di aver finalmente capito. Tutto quello di cui mi lamentavo non era altro che ciò che avevo seminato, e senza saperlo cercavo conferme ai miei antichi fallimenti. Prima sognavo ad occhi chiusi. Ora provo a vivere ad occhi aperti". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007, frammento di Sonia F). 


14.2.17

AMORE

"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro si allontana. Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio". (William Shakespeare).

10.2.17

SE NE STAVA BLOCCATA LA MIA MENTE

"Se ne stava bloccata la mia mente. Tarpate le ali io non potevo volare. Allora iniziai a camminare, piano piano, sudando dapprima, e nel mentre sentivo da dentro un formicolio. Ecco spuntare nuovamente e, lentamente, le ali. Lungo il cammino presero forza e volai". (M. Thompson Nati). "Come arrivano le persone a soffrire? Come arrivano a dividersi? Come arrivano a lottare? Come arrivano a spezzarti il cuore? Starsene seduti con il veleno toglie il dolore. Ce la faremo, insieme, a sbocciare. Voglio crescere, voglio sentire, mostrami come guarire. Gli angeli nel marmo aspettano di essere liberati; hanno solo bisogno d'amore. E puoi dire cos'è, o lottare per esso, e vedere ogni tramonto come un regalo". (Up & Up, Coldplay. Libera traduzione A. Battantier). 

8.2.17

SI CAMBIA CON KARMA

ORGANIZZA LA TUA MENTE IN NUOVE DIMENSIONI, LIBERA IL TUO CORPO DA ATAVICHE OSSESSIONI. "Gelosia, rassegnazione, senso di inferiorità, fallimento, autodistruzione. Capire perché, uscendo da meccanismi perversi sempre uguali. Uscire dalle maledette abitudini che succhiano le residue energie. Ce la farò? Perché no!? Semina un pensiero e raccogli un atto. Semina un atto e raccogli un'abitudine. Semina un'abitudine e raccogli un carattere. Semina un carattere e raccogli un destino. Ma per fare tutto ci vuole un fiore. E il fiore siamo noi". Memorie da un tunnel, A. Battantier, LG Hiding Mind, Si cambia con Karma, 2012).


LA POSSIBILITÀ DI RICOMINCIARE A GIOCARE

LA POSSIBILITÀ DI RICOMINCIARE A GIOCARE. "Non volevo iniziare un nuovo anno sentendomi rifiutata da lui. Eppure non vedevo l'ora di lasciarmi tutto alle spalle. Mi sentivo pronta per iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Volevo andare avanti, così mi fermai, annullai la pratica e ricominciai a vivere. La possibilità per me di ricominciare a giocare, vanificò tutto quel suo stupido potere imbarazzante che amava esercitare su di me. Non è mai troppo tardi per ricominciare. Era un paese pieno di speranza, il mio primo gennaio di qualche anno fa, il primo giorno del resto della mia vita". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2012). THE POSSIBILITY OF STARTING ANOTHER GAME. "I didn't want to start a new year, feeling rejected by him. Anyway, I was just eager to put this all behind me. I was ready to start a new chapter in my life. I just wanted to move on. The possibility of starting another game, undermined the sense of his stupid and awkward power on me. It's never too late to start again. It was a land full of hope. So this was on January 1st, a few years ago. All of a sudden, it was the first day of the rest of my life". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2012).

LA FANTASIA

"È importante instillare i semi della fantasia in questa grigia realtà". (M. Thompson Nati, 1966).

7.2.17

Sei proprio come me, pazzo ragazzo

"C'era qualcosa di piacevolmente strano dentro di lui. Ecco perché mi piaceva. Sapevo che mi avrebbe capito. Ho visto il tuo potenziale, pazzo ragazzo. Sei proprio come me, ma il tuo cuore è ancora puro e sincero". "Something's hinky inside him. That's what I like about him: I thought, he might get me. I saw your potential, freaky boy. You're just like me, but your heart is still pure and true". (T. Bergen, A. Battantier, Era lei/Just the way she was, 2009).


5.2.17

RELIGIOSITÀ ED UMILTÀ

LA RELIGIOSITÀ? È TUTTA UNA QUESTIONE DI UMILTÀ. "In un eccesso di superbia avrebbero dichiarato completato il loro progetto divino. Per prima cosa, peccato di superbia. Questo è il vostro massimo di religiosità? La religiosità è tutta una questione di umiltà. Ecco perché non vedo volare Dio nella stanza della Chiesa. Tutta la vostra falsa dolcezza e misericordia è solo un velo che copre un mostro orribile. Vi prego, mostrate umiltà, ma con sincerità". "In a burst of hubris they'd declare their divine plan completed. All right, firstly, sin of pride. That's about as religious as you get? Because humility is what it comes down to. This is why I don't see anything flying across the room of church. All yours fake sweetness and mission of mercy are just a veil covering a horrible monster. Please, some humility, but do so with sincerity". (Padre Tosca Panunzio, 1932, Tutte le lettere. A cura di A. Battantier). 


3.2.17

LEGGEREZZA E SENSI DI COLPA

LEGGEREZZA E SENSI DI COLPA. "...Tu hai bisogno di leggerezza. Gettare sassi nel pozzo della colpa, giocando alla vita come un bimbo che ride al suono del PLOF!!!". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970). [...] "C'è sempre un senso di colpa opprimente, come un sasso nel cuore. Gli inutili sensi di colpa rendono la vita ancora peggiore. Vuoi toglierti il sasso dal cuore? Noi l'abbiamo gettato nel vecchio pozzo". "There is always the crushing guilt of a stone in your heart. Unnecessary guilt about life just makes it that much worse. Do you want to get this stone off of your heart? And we went, open the well's door and threw our stone in it". (Era lei, Just the way she was, T. Bergen, A. Battantier, 2009).



LEGGERO E PROFONDO

ARRIVARE ALLA LEGGEREZZA SENZA ESSERE SUPERFICIALE. ALLA PROFONDITÀ SENZA ESSERE PESANTE. "They say that you had a nice smile. You got to travel light through this life, with all this heavy stuff. But we have to realize the difference between what's deep and lasting and...there is no space now for filler. I'm cutting the fat. I need you to lean forward, and take breaths. Keep breathing. We may be shallow, but our soul is deep. Let me read in your eyes, in your heart. It produces a sense of  deep bonding with your soul". "Dicono tu avessi un bel sorriso. Devi viaggiare leggera in questa vita, con tutta questa roba pesante. Ma serve comprendere la differenza tra la profondità dell'essenziale e...non c'è più spazio per il superfluo. Devi sporgerti in avanti, e respirare, continua a respirare. Saremo pure superficiali, ma la nostra anima è profonda. Fammi leggere negli occhi tuoi, e nel tuo cuore. Cerco un legame profondo con l'anima". (Era lei, T. Bergen, A. Battantier, 2008). "ARRIVARE ALLA LEGGEREZZA SENZA ESSERE SUPERFICIALE. ALLA PROFONDITÀ SENZA ESSERE PESANTE". (Lao Bu-Shem). 

AMARSI UN PO'

"Amarsi un po'. Basta guardarsi e poi avvicinarsi e, impaurire no. Aiuta a non morire. Senza nascondersi, manifestandosi, si puo’ eludere la solitudine. Però volersi bene, partecipare è difficile, quasi come volare. Quanti ostacoli e sofferenze, sconforti e lacrime, per diventare noi. Uniti, indivisibili, vicini, ma irraggiungibili". (LBM).


1.2.17

ACCENDI LA LUCE NEI TUOI OCCHI

"Openness to the light into your eyes. Accendi la luce nei tuoi occhi". (Lao Bu-Shem).

LA PASSIONE

LA PASSIONE. "Lo stimolo è collegato alla Passione! Ognuno di noi dovrebbe trovare la sua Passione. La sera a letto torna utile chiedersi: Ho fatto tutto quello che potevo per la mia Passione? Per troppi anni neanche sapevo che esistesse questa domanda, poi ho iniziato ad avere paura della risposta. Oggi, ho 24 anni e non ho più paura della risposta, perché ogni giorno ci sto provando a portare avanti le mie passioni. Pure se nessuno le saprà riconoscere, io faccio rap, ma lo faccio per i miei amici e l'energia che mi dà non ha prezzo". (Memorie di un adolescente, 2007, A. Battantier, frammento di G. Bex). "La scelta c’è dove c’è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c’è necessità di scelta, c’è azione". (J. Krishnamurti).


I BACI

I BACI. "I baci son l’ultima barriera oltre la quale non ci si vede. SI torna sempre dai baci a fare breccia in ogni faccia, ad agitare le antiche braci, e che ogni pianto così si taccia. Con chi non ami puoi andarci a letto ma vengono male i baci in bocca. L’amore c’ha sempre un surrogato, un solitario candido volo, ma i baci…non puoi darteli da solo. Un giorno son nato e mi hanno fregato e poiché vivere ormai mi tocca provo a star dritto sulla schiena ma quando mi arriva un bacio in bocca mi pare quasi che valga la pena". (Alessio Lega, 2012).



30.1.17

EMOZIONI

LE MIE EMOZIONI VE LE DOVRETE GUADAGNARE. "Ho provato a cambiare lui. In tutti i modi. Poi ho compreso (botta dopo botta, burrone dopo burrone, cucchiaino dopo cucchiaino) che a cambiare dovevo essere io. Ma non per lui. Per me. Per me che mi prendevo tutte le colpe del mondo, e lentamente affondavo nel gorgo perfido della tristezza. Io che poverina mi volevo prendere cura di lui, quel bastardo rotto in culo. Io che, maledetta me, pensavo di essere un poco perfetta, ed onnipotente. Io che donavo le migliori mie energie, finendo poi sfinita, e moribonda in fondo al fosso della dignità. No, non posso rinunciare più alla mia dignità. Che c'era di sbagliato in me? La cecità emotiva, perché quando le emozioni ti salgono al cervello, lo prendono in ostaggio e non capisci più un cazzo che è un cazzo. Ma io non ci sto più. Uomini, siete avvertiti: emozioni sì...ma le ve le dovrete guadagnare tutte". (Memorie di un amore, A. Battantier, Anto93).


25.1.17

IL TEMPO SIAMO NOI

"Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume. È una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre. È un fuoco che mi brucia, ma io sono il fuoco". (J.L. Borges).



23.1.17

LA TUA CANZONE

LA TUA CANZONE. "Non restarci male, se una canzone è triste falla entrare nel cuore e nella pelle, e migliorala. Non caricarti il mondo sulle spalle. Aspettavi qualcuno per suonarla insieme, e quel qualcuno sei proprio te. E il ritmo che ci vuole è gia dentro te". (Hey Jude, Beatles).