25.8.16

In ogni forma di vita

"Questo corpo non è me. Sono vita senza confini, libero al di là del tempo. Nascita e morte. Per il nostro viaggio oltrepassiamo queste porte. Ci siamo già trovati. Ci ritroviamo oggi. E domani. In ogni forma di vita". (Da Il Canto del Cuore,Thich Nhat Hanh, libera traduzione e riduzione, A. Battantier).


...è tutto nascosto negli occhi


21.8.16

La pigrizia andò al mercato

LA PIGRIZIA ANDÒ AL MERCATO. "Letizia Pigrizia andò al mercato ed un cavolo comprò. 
Mezzogiorno era suonato quando a casa ritornò. Mise l'acqua, accese il fuoco, si sedette, riposò. Riposò e riposò, ed il sole, poco a poco, tramontò. Così, persa ormai la lena, sola al buio ella restò, ed a letto senza cena la meschina se ne andò". COMMENTO DELL'OTTIMISTA: "Anzi che Letizia Pigrizia ha comprato il cavolo! Ed ha messo l'acqua, ed ha acceso il fuoco. Letizia Pigrizia presenta alcune indubbie aree di miglioramento, ma le basi ci sono! Coraggio, Letizia, giovedì prossimo al mercato, riparti di slancio!".  (A. Battantier, 2012, verso il MIP). 

passato-PRESENTE-futuro

passato-PRESENTE-futuro."Te ed io, soli, tra le immagini di un passato che si ostinava a non andar via. Soffocando il futuro che, ormai, pigolava sempre più flebilmente. Quando il passato ed il futuro si sfidano all'ultimo sangue, sta al presente frapporsi e ergersi ad arbitro, giudice, confidente, tirando le fila tra il vecchio, da custodire, e il nuovo, da costruire". (M.Thompson Nati, Amori al bar, 2005).


18.8.16

Il suono del silenzio (The sound of silence)

IL SUONO DEL SILENZIO. "Buio, vecchio amico mio, eccomi ancora a parlare con te. Dormivo e dolcemente nel cervello si insinuò una visione, lasciando crescere i suoi semi al suono del silenzio. Camminavo solo su strade di sassi poi, d'un tratto, tante persone, conversavano senza parlare, ascoltavano senza sentire. E nessuno osava disturbare il suono del silenzio. Il silenzio è un cancro che avanza, e le mie parole, mute, scivolavano via come gocce di pioggia, risuonando nei pozzi del silenzio". (Memorie di una canzone, The sound of silence, P. Simon, A. Garfunkel, libera traduzione M. Thompson Nati, 1987).


17.8.16

LA TATTICA SENZA SCHEMI

LA TATTICA SENZA SCHEMI: C'ERA LA NEBBIA E, ALL'ALBA, TROVAI NAPOLEONE AL ROXY BAR. "Napoleone era un visionario concreto, che valorizzava le mutevoli esigenze del momento, prescindendo da principi  teorici fissi. Nelle sue campagne di vita ci metteva segretezza, rapidità di manovra, calcolo e velocità di marcia. Sapeva  riunire grandi forze sopra un punto, e qui, lesto agiva. Signore e signori, ecco a voi LA TATTICA SENZA SCHEMI. 'On s'engage partout, et après on voit'. Fino alla distruzione del nemico, o di noi stessi. Tanto è questione di poco conto, tanto è questione di tempo. E a noi basta un telescopio, e la nave dei sogni ad esplorare altri pianeti. Alle volte c'é da chiederci se siamo noi nel posto giusto. Quante bussole dobbiamo avere? Ne è sufficiente una, da portare sempre in tasca. Non esiste vento favorevole al marinaio che non sa dove andare. Ma sapere dove andare è troppo facile alle volte, e allora si può fare il gioco di perdersi alla nebbia, e ritrovarsi all'alba in qualche bar. In compagnia di Napoleone e altri tre cani". (Napoléon c'est moi, M. Thompson Nati, 1979).


LA MIA VACANZA CON PAPÀ...E GOOGLE MAPS

LA MIA VACANZA CON PAPÀ...E GOOGLE MAPS. "Finalmente in vacanza con papà. Lui ha cercato in tutti i modi di non farci mai annoiare. Epperò, organizzava tutto e solo con il cellulare. Tipo sagre, cinema, acqua park e ristoranti. Ci passava le ore al cellulare. Ma non faceva prima a chiedere ad un vecchietto che passava sulla strada? Comunque, 3 sono stati i momenti indimenticabili. 1) Quando ci siamo persi con il google maps sulle montagne, e, mentre lui cercava il segnale come un'antenna umana, mia sorella ed io ci siamo arrampicati sulle liane del bosco vicino alla strada, e abbiamo giocato a Tarzan. C'erano gli scoiattoli e tantissime more. Mio padre intanto smadonnava parlando come un matto con il cellulare. 2) Questo è un fatto avventuroso avvenuto al ristorante sul mare. Mentre aspettavamo da mangiare, mia sorella ed io siamo andati sul porticciolo con altri due amichetti conosciuti lì. Bè, ecco, anche se non si poteva, siamo tutti saliti su di una barchetta ormeggiata. Ma, a furia di saltare, si sarà tolta l'ancora e ci siamo ritrovati al largo sospinti dalla corrente assassina e fetente. Mio padre si gustava le ostriche, e noi lo vedevamo sempre più piccolo, più piccolo, più piccolo. Ci hanno ritrovati dopo 1 ora, con il gommone della capitaneria di porto. È stato bello, ma abbiamo saltato la cena, e pure la TV in camera.  3) Mio padre si è sbagliato ancora con il google maps. Siamo andati in un acqua park, ma non quello vicino, sarebbe stato troppo facile. L'apparecchio infernale ci ha spedito zitto zitto, anzi vocetta vocetta, 200 km più lontano. Mio padre non se n'è accorto e la sera abbiamo dormito in una specie di maneggio. Ma la mattina siamo andati sui pony. Da questa vacanza ho imparato che, alle volte, da un errore può nascere anche qualcosa di indimenticabile. PS: Secondo me mio padre non sa usare il google maps. Meglio se chiede alle persone vere per la strada, almeno non si perde o, magari capita che ci invitano pure a mangiare a casa loro e si fanno amicizie. Ma è bello perdersi alle volte". (Memorie di un bambino, A. Battantier, la vacanza di GM, 2016).


L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO

L'ABBANDONO IN UNA VASCA DA BAGNO. "Da piccola passavo le ore nella mia vasca da bagno. Mi piaceva contemplare l'acqua, che usciva poco a poco, a causa di un'impercettibile perdita del tappo. Mi piaceva restar lì, era il momento mio, sapevo che sarebbe finita, ma non presto, come quando se ne andò mio padre, come quando se ne andò mia nonna. Ma questo l'ho scoperto dopo. Quel bagno era per me un tentare di fermare il tempo, replicando quello che già accadde. Ma in quell'ora stavo bene, toccavo l'acqua con le dita, lei scivolava via, ma io la riprendevo, le dedicavo mille attenzioni. Anni dopo, il giardiniere tutto fare, mise del silicone. Io mi accorsi che non perdeva più, e ne soffrii. Con un cacciavite, scavai quel volgare silicone, ristabilendo quel mio nobile sport del ricordo d'amore". (Memorie di un amore, Andrea Battantier, 2012. Rilla e la scoperta dell'acqua).

16.8.16

REINCARN(E)AZIONE

REINCARN(E)AZIONE. "L'altro giorno ho visto un corto bellissimo di T. Bergen. Un prato in fiore, un paesaggio di montagna, forse Svizzera. Alcune mucche al pascolo, con i campanacci. 

Poi d'un tratto, da questa scena soave di natura, si passa ad un'altra, ambientata in un locale-pub: un uomo, 70 anni, baffi folti, trangugia un panino con hamburger, ridendo sonoramente. Tre o quattro amici intorno a lui, intenti a sgranocchiare gli ossi di una bistecca con le mani. Una donna, anch'essa di circa 70 anni, li osserva da una poltrona. L'uomo coi baffi la cerca con gli occhi, non trovando però quel barlume di complicità desiderata. Quindi, se ne torna a partecipare alla tavolata mangereccia in un rumoroso brindisi festaiolo.

Ancora una volta la scena si sposta sullo stupendo paesaggio di montagna. La donna passeggia e, lentamente, si avvicina alle mucche, che non la temono affatto, anzi, si lasciano da lei tranquillamente avvicinare. Ne prende ad accarezzare una, che la fissa con dolcissima intensità. La donna si rivolge affettuosamente all'animale, mormorando: "Tu sei Fred, io lo so!". La mucca lecca sul viso la donna, la mucca ha gli occhi lucidi. 

Stacco. Una camera da letto piena di ninnoli e fotografie di famiglia. L'uomo con i baffi si sveglia improvvisamente, come da un incubo. Gli manca l'aria, cerca con angoscia un bicchiere d'acqua sul comodino. Beve d'un fiato. Poi si alza, con gli occhi ricolmi di lacrime. Cerca meccanicamente le ciabatte, ne trova solo una, scende le scale con ai piedi quella che ha trovato. Cerca, visibilmente scosso, qualcuno per la casa, con voce rotta, e forte: "Lisa!!! Lisa!! Lisa!!!". 

Dalla cucina esce la donna di cui prima, con un vassoio tra le mani, ricolmo di pane, marmellata, una caffettiera e due tazzine. La donna osserva l'uomo, sconvolto, e gli sussurra."La colazione è pronta, Fred". 

Fred guarda la donna, e le si fa sotto per abbracciarla, goffamente, rischiando di far cadere tutto il vassoio, retto a fatica da una sorridente Lisa. Fred inizia a leccarla, come un bimbo scemo, poi prende a ridere, come lui solo sa. Una risata liberatoria. Lei lo guarda con un sorriso bonario, dapprima sorpreso, poi, compiaciuto".

[Reincarn(e)azione, A. Battantier,  2014].



LA SEMPLICITÀ DEL CORAGGIO

LA SEMPLICITÀ DEL CORAGGIO: NON È MAI TROPPO TARDI. "Volli raggiungere i miei maestosi obiettivi, dimenticando di apprezzare, amare e godere la strada percorsa. In vecchiaia ho capito che sono ancora in tempo per apprezzare, amare, godere, la semplicità del coraggio. Sono gli stimoli nuovi ad alimentare la passione, ed un raggio di luce s'irradia dentro me". (Manlio De Pretis, La semplicità del coraggio, 1979). "Egli, Don Quijote de la Mancha, era un abile sognatore che ogni dì s'inebriava in volo con la fantasia, periva scontrandosi con la dura ed arida realtà. Eppure continuò nei giorni a sognare, finanche la luna". (M. De Pretis, Don Chisciotte vive qui, 2009).

15.8.16

LA FORZA OLTRE LA FORZA

    LA FORZA OLTRE LA FORZA. "L'insieme delle nostre forze è la Forza. La nostra Forza esce allo scoperto quando non si cade andando oltre le nostre forze. È la Forza oltre la forza, che si rileva, ancor più, nel rialzarsi dopo la caduta". (Lao Bu-Shem).

12.8.16

DORMO ANCORA CON LA TUA MAGLIETTA ADDOSSO (Ceca)

DORMO ANCORA CON LA TUA MAGLIETTA ADDOSSO. "Addormentarsi con la foto accanto. E ancora con quella maglietta addosso. Stanotte ho aperto le finestre al petto. E ho preso il volo fino alla tua stanza, come un tempo, fin sulla tua spalla. Questa è la resa". (Ja jos spavam  u tvojoj majicii. Ceca. Libera traduzione, M. Thompson Nati).

CAPIRE, AMARE

CAPIRE, AMARE. "Chi non fa niente, non capisce niente. Vedere, osservare, capire, amare. Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente, come le fragole, non sa nulla dell'uva. La conoscenza è indissolubilmente congiunta all'amore". (M. Thompson Nati, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Paracelso, 2015).


10.8.16

SE LO VORRAI

SE LO VORRAI. "Ieri ho salutato mio padre. Dopo 10 anni di assurdo silenzio. Un CIAO che, pur riconoscendo il padre di merda qual è, ha forse aperto un nuovo spiraglio. Padre, puoi essermi ancora papà, se lo vorrai. Io ci sarò". (Se lo vorrai, A. Battantier, Otto Vontree, 2016).

10 AGOSTO

10 AGOSTO. "La stella è caduta come un sacco di spazzatura. Per te era un desiderio in più. Mesi ultimi lasciano intatta l’identità. Meglio ascoltare le foglie e i giovani insetti. Un misero istante è un indizio alla vita. In nessun caso avrò nostalgia. Tremo e volo, ad ogni cielo che incontro". (A. Battantier, 1994). 


9.8.16

DONNE

DONNE. Le mie tre sorelle stanno sedute. La prima sta cucendo il costume; si vestirà Dama Trasparente, coi nervi tutti allo scoperto. La seconda sta cucendo quella cucitura sul cuore, che non si è mai del tutto cicatrizzata. La terza fissa lo sguardo sulla cresta dell'onda rosso-scura, lontano. Le sue calze sono tutte strappi ma lei è bella. (Adrienne Rich).

CANDY È MORTA, FINALMENTE

IO NON CI STO PIÙ: LA RINASCITA. "...le sue sciocche -perché prevedibili ormai- ambiguità. Ci siamo visti, per lasciarci. I suoi 'non so' io me li sono tradotti -facendomi forza- in un solo forte e chiaro, definitivo 'NO'. Dapprima sembrava tutto incolore, non sentivo niente, né tristezza né allegria. Poi, semplicemente libera". (Candy è morta. Finalmente. 2016. A. Battantier, MGF).

La libertà

"L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi". (Erich Fromm).

2.8.16

LA MASCHERA D'OSSIGENO

LA MASCHERA D'OSSIGENO. "Caro diario, oggi papà mi ha prestato la sua maschera per l'ossigeno OxMach33. Come ogni volta è un regalo bellissimo che mi rende troppo felice, epperò io poi mi sento in colpa perché tolgo l'aria a lui, che si mette in un angolo con gli occhi chiusi per respirare di meno. Caro diario, te lo prometto: un giorno esplorerò un nuovo pianeta. Un pianeta come quello dei bis-nonni, che aveva tante stecche marroni dai capelli verdi che, pensa, regalavano aria senza bisogno dell'OxMach33, che costa così tanti soldi per ogni bombola Nastlé". (Millo Peg e le memorie della terra. I racconti assurdi della città perduta, A. Battantier, 1996). [...]  "Da giovane snobbavo la fantascienza, ritenendolo un genere minore d'evasione. Non avrei mai pensatto di potermi innamorare della fantascienza, intesa come fedele documentario della vita di tutti i giorni. Togliete alla fantascienza le navicelle spaziali, ridicoli abiti luccicanti, ed ecco che resta l'amaro e vuoto realismo che ci siamo meritati: la dittatura del futuro pagata con comode rate fatte di coscienza e pezzetti di libertà". (M.Thompson Nati, Leadership for a sheep and others animals, 1996).

AI PENSIERI LIBERI

AI PENSIERI LIBERI. "Ai pensieri liberi dalle paure, agli amori volanti nel passaggio tra due tempi. Quando quel giorno, ancora, ostinatamente, cercammo di cambiarci e poi, all'uscita, ci scoprimmo leggeri nel mondo. Sapere di pensare è molto meglio che pensare di sapere. Volano i pensieri, mai ebbri abbastanza di spirito libero, ed il Guardiano del Tunnel indicò il mare e nel mare il sole si tinse di blu, e il sole il mare scaldava. E la piccola Lia si perse nel cielo farfalla". (Ai pensieri liberi, A. Battantier, 2015, su raffigurazione di Gio Pistone, Tunnel del Quadraro, Roma, 2012).


IMPARARE AD AMAR SE STESSI

IMPARAR AD AMAR SE STESSI. "Sono i bambini il nostro futuro. Insegniamogli bene quel che sappiamo e lasciamoli guidare il mondo. Facciamogli vedere le bellezze che hanno dentro. E che le loro risate ci ricordino come eravamo. Tutti cercano un eroe, qualcuno da ammirare, ma nessuno mi andava a genio. Fu così che imparai a contare su me stesso, smettendo di copiare l'ombra di qualcuno. Successo o fallimento, almeno io ho vissuto fino in fondo quello che ho voluto. Non importa quel che ho perso, di sicuro ho ancora addosso la mia dignità. Ed ho trovato il grande amore, tra tutti quelli che...stava dentro me". (Greatest Love of All, Michael Masser e Linda Creed, 1977. Cover di W. Houston, 1986. Libera traduzione, A. Battantier, Memorie di una canzone). https://m.youtube.com/watch?v=IYzlVDlE72w

IL SOGNO E LA VERITÀ

"Il sogno schiaccia la verità. Ma la verità non muore e schiaccia il sogno. Il sogno non muore e schiaccia la verità. La verità non muore e...". (Lao Bu-Shem).

1.8.16

USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO

USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO. "E aspetto sempre appesa ad un filo di tempo in salsa fantasia. Una roulette russa si attiva quando aspetto te. Mi chiamerai? Ci sarai? Mi sento obbligata ad aspettarti perché l'amore ha i suoi comandamenti. L'amore è garanzia di salvezza, specialmente quando ci credi. Tutto fallisce intorno a me,  il sole era opaco e, nel mentre aspettavo risposta, si è spento, Niente di grave,  il buio perenne è un rischio che in amore sovente si corre. Amore dammi luce, da mesi io ti aspetto in fondo alla caverna. Tra le fauci di un drago mi sono cacciata, mi sono consegnata senza lottare. [...] Ho penato per anni, pensando che lui sarebbe stato la condanna della mia vita. Poi, poco a poco, realizzai che io non ero mica necessariamente una condannata all'ergastolo. No. Allora, iniziai a decidere, solo io, quando espiare la condanna per uscire di galera. Le chiavi della cella ce le abbiamo noi. Non diamole a nessun altro. Poiché, quando le chiavi del cuore le abbiamo noi, non si tratta più di cella ma di meraviglioso spazio infinito". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2008). 

PIERO NARCISO E LA SUA LOGICA D'AMORE

PIERO NARCISO E LA SUA LOGICA D'AMORE. "Quando Piero Narciso si scoprì innamorato se lo tenne per sé, continuando a fingere amicizia. Zitto zitto, daje e daje, giunse alfine l'agognato amore. Per Piero Narciso sarebbe potuta essere la storia perfetta. Poiché, esattamente così l'aveva immaginata: straordinaria e meravigliosa. Insomma, finalmente la felicità. Felicità, ma. Pochi giorni e qualcosa cambiò in lui. Pierò Narciso aveva voluto, inseguito, afferrato, ed ora non era più ciò che voleva. Noia, stanchezza, indifferenza, voglia d'altro, iniziarono a prevalere sempre di più. Ma come dirglielo a lei? Semplice, cercando una miccia, una molla, un pretesto, un litigio, che sembrava impossibile da trovare. Perché lei donava amore assoluto e incondizionato. Ma Piero Narciso ebbe un'idea: farla disamorare, fino a farsi poi lasciare. E ci riuscì. Finalmente lui, lui, e solo lui, nuovamente libero. E poi? E poi Piero Narciso iniziò a sentirne la mancanza e allora la ricercò. Pierò Narciso era un ragazzo fortunato, perché non dovette faticare molto: lei era lì che lo aspettava con il cuore aperto. Certo, questa volta sperava solo di non dover più soffrire. Ma Piero Narciso continuò a farla soffrire. La lasciò e la riprese, più e più volte. Lei, che immaginava una vita insieme a lui. Lei, che dette 1000 ricevendo in cambio niente. Lei, che fino all'ultimo credette alle parole, e dopo infinite sofferenze colse l'amara verità: Piero Narciso sarebbe stato impermeabile al suo Amore, e non sarebbe stato lui l'uomo della sua vita. L'amara verità. E poi? Piero Narciso sentì morirsi dentro ed il respiro s'interruppe, ora era tutto chiaro, e troppo tardi. Piero Narciso rispettò la sua scelta, facendosi da parte. Per la prima volta era difficile, impossibile riportarla a sé. Poiché è impossibile recuperare quando è rotto l'incantesimo dell'Assoluto. Passò del tempo, Piero visse fino in fondo il suo lutto amoroso, senza aggirarlo. Il suo dolore doveva avere un perché, altrimenti, come avrebbe potuto accettarlo? E in fondo ad uno specchio d'acqua lui ritrovò se stesso. Piero perse tutto per crescere almeno un poco. Era lei la donna della sua vita? Chissà, forse in un'altra età, non ero pronto, aveva paura. Lei gli insegnò cos'è l'amore e che si può tornare ad amare conoscendosi e donando amore senza prendere e senza perdere. Ecco i suoi doni preziosi. E venne il tempo in cui Piero si rimise in gioco, continuando a conoscere, ad innamorarsi ancora. Ora Piero guarda quello specchio d'acqua e in fondo, in fondo al cuore, lui ha trovato Lei. E se adesso sa che non sempre la realtà riserva sempre un lieto fine, Piero nutre la speranza che sia Lei a conoscere il suo nuovo essere nel mondo, un amore nuovo". Memorie  di un amore, A. Battantier, 2008).


29.7.16

SAPER ANDARE

"Saper andare, lasciando al domani inutili domande. Solo andando il tempo esprime esistenza". (Lao Bu-Shem). 

LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO

LE CONTRADDIZIONI DEI GRANDI. E SPEGNI STO COSO QUANDO TI PARLO. "Da piccolo non potevo vedere troppa televisione. Giusto. Peccato che mio padre la guardava per ore: tutto il calcio e lo sport, pure le gare di lancio coriandoli. E mamma sempre le sue mezze cavolate di fiction in cucina. Un giorno mi scoprirono in bagno con mio cugino a fumare una sigaretta. Si arrabbiarono. Giusto. Peccato che papà fumava quasi 2 pacchetti, e mamma uno. Poi da ragazzo è arrivato internet. Non ci potevo stare troppo che secondo loro mi rincoglionivo. Giusto. Peccato che gli ho insegnato io (mannaggia) a usare Facebook, ed ora stanno sempre rincoglioniti loro su sto Facebook. Infatti mamma non sta mai con mia sorellina piccola, sembra una drogata e posta le peggio stronzate. E pensare che era lei a dirmi sempre: 'E spegni sto coso quando ti parlo!!!'. Poi ce ne sarebbero tante altre, ma quello che ho capito è che i figli imparano dall'esempio dei genitori, non da quello che dicono. E quando non sono coerenti, sono ridicoli, ma noi ragazzi ce ne accorgiamo tardi". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2013. VB, 19a).

27.7.16

SOPPORTARE IL PESO DELL'OMBRA

"L'incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi riesce a visualizzare la propria ombra e ne sopporta la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito". (Carl Gustav Jung, Illustrazione Paola Luciani).

LA DIPENDENZA

DIPENDERE DALLA LIBERTÀ. 
Dipendo da te, essenza che mi umilia e ammalia sull'onda di promesse false di emozioni. 
Dipendo da te, dolcemente e amaramente mi risveglio, e addosso sento il peso di una gabbia che mi fa sballare fuori e non mi fa ballare dentro. 
Non ascoltai il vecchio quando disse: "Il problema non sono le droghe, è la dipendenza".
Ah ah ah!! Ed io ridevo, forte della mia vanità. 
Dipendo da te, fin quando in faccia non avrò la libertà. 
Non c'è cosa più bella che dipendere dalla libertà. 
Amico non dimenticare come e quando si cade. 
E la libertà, non è quel cazzo che ti va. 
(Memorie di una dipendenza, Andrea Battantier, 2011).

LA PATENTE A 70 ANNI

AVEVO UN SOGNO. "Avevo 70 anni. Un bel giorno ho pensato che il mio sogno era di prendere la patente. Era il periodo che andavo al centro anziani. Facevamo gite, ci portavano in giro con il pullman. Siamo state in Sardegna, a Rimini, alle grotte di Castellana, a Venezia. Ma dopo 4 soggiorni estivi la noia iniziò a vincere, non ne potevo più. Con tutti sti vecchi eh eh! La patente? I miei figli pensavano fossi pazza, ma io in garage avevo la macchina di mio povero marito, ferma da 10 anni. La feci mettere a posto dal figlio della mia amica Liana. Feci i corsi per la patente, io sono brava con la settimana enigmistica e, insomma, mi hanno promosso dopo 1 anno di prove, mica subito. Ricordo quella mattina: l'entusiasmo mi salì alle stelle. Ricordo l'ingegnere dell'esame che mi disse: "La prego signora faccia la brava sulle strade, se succede un guaio finiamo sui giornali". Quell'estate mi divertii troppo a fare i giretti per il quartiere. E quando gli anziani del Centro Sociale Polivalente partirono tutti in pullman per il mare, io dissi che non sarei partita, e neanche Liana che stava male con le gambe gonfie. Ma io la convinsi e partimmo 2 giorni dopo, di nascosto dai miei figli e da suo marito. Fu un viaggio bellissimo anche se poi la macchina si è rotta quasi subito prima di entrare in autostrada. Ci hanno riportato a casa con il carro attrezzi, tristi, ma anche felici perché almeno ci avevamo provato. Poi i miei figli mi hanno tolto la macchina e da allora sono triste. Mi hanno tolto la libertà e ora sì che mi sento davvero vecchiarella. E voi che siete giovane, un giorno mi portate a fare un giro con la vostra macchina?. ("La percezione della vecchiaia e della morte", 2010, di A. Battantier, Rosanna detta "Lancia Fulvia").

25.7.16

L'AMORE È LA MUSICA CHE AVEVO IN TESTA, E NEL CUORE

L'AMORE È LA MUSICA CHE AVEVO IN TESTA. "Suona il violoncello. Lui suona Beethoven alla perfezione. Alle volte suona anche me. Alle volte. Mi rivesto sapendo che sono solo un'aria nella sua partitura della vita. Si riveste sapendo che tanto io sono qui ad aspettarlo, con il mio piccolo triangolo che farà TIN in qualche recondito ultimo atto della sua fantasia. La domanda che mi pongo, sotto alla doccia, è sempre la stessa: che musica voglio io interpretare? Forse non mi basta più l'attesa di quel TIN, forse voglio un'orchestra che esegua la musica che ho in testa e nel cuore. Forse mi serve un nuovo direttore. È con questo pensiero che, piangendo, ho trovato la forza di lasciarlo, spingendomi alla ricerca della musica che avevo in testa, e nel cuore". (Memorie di un amore, A. Battantier, 1987). 

23.7.16

ESTATE

ESTATE. "Alti castelli di sabbia distrutti dall'onde, rifatti all'infinito. Come i sogni miei, che inseguono il sole con un dito". (VItto Kiii, Estate, 2016).

PRETENDERE LA LUNA NEGLI OCCHI

PRETENDERE LA LUNA NEGLI OCCHI. "A caro prezzo ho imparato a dire no, ad avere dubbi, a chiedere ciò che voglio. Ho scoperto l'altra faccia, quella che dovevo coprire. Adesso la vedo negli altri, dietro le parole. Ho imparato che devo sentirmi sempre, e devo amarmi, senza darmi colpe. A caro prezzo ho imparato l'audacia di guardarmi allo specchio, e, pretendere la luna negli occhi, sempre". (Phyllis Morroni).

Il bambino

"IL BAMBINO È IL PADRE DELL'UOMO". (W. Wordsworth).

20.7.16

DOLCE FERMEZZA (COME NON SOCCOMBERE IN AMORE)

DOLCE FERMEZZA (COME NON SOCCOMBERE IN AMORE). "...Caro Fred, con quella matta dell'amata tua ti stai perdendo in un bicchier d'acqua. Io ti sto parlando di Dolce Fermezza. Un Punto Fermo. Sai, la canzone Almeno tu nell'Universo!? E poi ricorda di farla cuocere nel suo brodo! Ovvero, se lei fa la bimba viziata, tu la sculacci. Deve sentire la tua mancanza, e...quindi...L'IMPORTANZA DELLA TUA PRESENZA. Poiché, ne sono certo, sarà circondata di proci, e solo te devi essere il suo Ulisse in questa amabile e merdosa odissea. Ti abbraccio, Ted, Kosovo 2001". (Era lei, T. Bergen, 2009, quando l'amico gli scrive come non soccombere in amore).


FARFALLINE E LINGUISTICA DELL'AMORE

    FARFALLINE E LINGUISTICA DELL'AMORE. "Siamo noi due, ma c'è il mondo. Siamo noi due,
    nonostante il mondo. Il ma è porre il limite con il gessetto. Nonostante, è l'amore che tende ad infinito. Ma attenzione: quest'ultima frase non è solo romantica. L'amore che tende ad infinito può attraversar la morte, e financo lì restarci. Ecco perché mia mamma -un giorno che me ne tornavo da scuola tutta luccicosa per Alfredo- mi prese da una parte in cucina e mi disse: <<Vieni mademoiselle è pronta la pasta>>. Io, che non avevo fame, iniziai a giocherellare con uno spaghetto, come fosse un funambolo in alto al ponte di forchetta. Allora mamma proseguì: <<Senti le farfalle nello stomaco?>>. Io esitai un poco, colta sul vivo della mia piccola fauna stomachevole: <<Sì mamma>>. E lei di rimando, simulando con le mani e con la bocca una mitraglia: <<E tu-tu-tu-tu-tu crepale subito...o ti crepano loro!!!>>. Mia madre. Eccola all'opera. Avevo 15 anni, e già provava a requisirmi il lasciapassare per vivere l'amore. Con uno scolapasta in testa e le forbici da pollo, era ben pronta a tagliar l'ali a tutte le mie farfalline". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2016).

16.7.16

L'Incantesimo

"Salta dalla fantasia e via per il mondo. L'incantesimo di perdute esistenze che non saranno mai. Le speranze di presenze intorno a noi. L'incantesimo che ama quello che non è". (F. Battiato, L'Incantesimo, memorie di una canzone).

LA SERENITÀ CHE ATTENDE SOLO DI ENTRARE

LA SERENITÀ CHE ATTENDE SOLO DI ENTRARE. "Cos'è successo? Non riesco a rilassarmi. Sempre lì sul chi va là, teso ad arginar conflitti. Controllare tutto. Che maledetta fatica. Passano i giorni, senza ch'io riesca a goderne la bellezza e la spensieratezza. Che aspettative avevo? La serenità, questa sconosciuta amica lontana che ti rimira da lontano. Senza capire che lei è lì fuori, poiché son io che non la faccio entrare dentro me. Lei attende solo di vivere in me. Ma le paure? A che servono tutte le paure? Come posso fare spazio alla mia serenità, se sono pieno di queste assurde paure? La serenità, lei aspetta di entrare, serve far posto gettando via gli inutili fardelli che mi sono messo da me in fondo all'anima". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le lettere, 1932). 

15.7.16

The Killing Joke

The Killing Joke: "Hey amico, sei te, la parte che si prende gioco da sé. La risata si ferma, la luce si spegne, quando finisce l’ultima possibilità di attraversare quel ponte. Il ponte delle Idee...va attraversato". (T. Bergen, Era lei, 2009).


14.7.16

LIBERAMI ADESSO

LIBERAMI ADESSO. "Da ragazzino mi chiedevo: quand'è che sarò grande da sentirmi bene? Continuo a chiedermelo. E tu liberami, liberami adesso". (Memorie di una canzone, Robert Post, Got None, lib. traduz. A. Battantier). http://youtu.be/4MTBwUq4UQY


IL COMPLEANNO DELL'ANIMA

IL COMPLEANNO DELL'ANIMA. "Anche questi 20 anni sono arrivati". "E come ti hanno trovato questi 20 anni? Perché, sai, nel caso, c'è ancora un po' di tempo per ritoccare e perfezionare la tua Anima...o come cazzo si chiama quella cosa che ci dice dove andare...per trovare la nostra unica strada". (Era lei, T. Bergen, 2009. Lui e lei, festeggiando una pasta alla crema con sopra una candelina).

10.7.16

Me ne esco con gli amici in macchina a guardar la TV


La sera non mi prende a stare a casa a guardar la TV, e allora me ne esco con gli amici in macchina a guardar la TV. Ci piace guardarla in macchina, e ci prendiamo pure l'aperitivo e si cazzeggia come a casa, e il lunedì poi esco con la raga e la porto a fare un giro in macchina, a vedere le stelle, e lei cambia i cana...li, e facciamo l'amore con Maurizio Costanzo. E quando andiamo al mare so come gestire la cosa. Ho le tendine oscuranti totali, complete, e nelle ore calde ci mettiamo con l'arietta bella condizionata e qualche birretta e vaffanculo al caldo. Io ci faccio tutto nella mia macchina, è speciale, ma è la notte, quando rincaso, che mi prende male e mi sento solo (Estratti da "Memorie dei ragazzi di strada", A. Battantier, documentario, 2007).

9.7.16

SOGNI

    "È meglio sognare di notte, con gli occhi chiusi, e costruire di giorno, con gli occhi aperti. Cominciando dalle piccole cose che diventano tutte importanti, rivestendole del nostro amore". (M. Thompson Nati, I Paradossi dell'Io, 1995). 

FARSI DEL MALE PER FARLA PAGARE: LA SINDROME DI TARPEIA

FARSI DEL MALE PER FARLA PAGARE: LA SINDROME DI TARPEIA. "L'amore è quella cosa che a pensarci non mi ha fatto mica tanto bene. Mio padre era un militare, di quelli di una volta, stronzo e maschilista. Mi aveva sempre controllato e tolto il respiro. Figurarsi quando io, per ribellarmi, mi innamorai di Germano, un tipo bullo e violento, un mezzo criminale, ma tanto tanto bello. Mi regalò un anello stupendo (rubato), ed io persi la testa, del tutto. Mio padre non voleva, ci ostacolava, ma io, più ce lo impediva e più mi lasciavo andare al cuore. A dirla tutta, per tigna, per far dispetto a quel presuntuoso capiscione di mio padre. Un giorno, era d'estate, mi lasciai convincere da Germano, e feci entrare lui e la sua banda di teppisti ributtati in una villa accanto alla nostra. Noi in famiglia avevamo le chiavi per innaffiare. Rubarono tutto, ma ubriachi, si misero a far baldoria, vandalizzando la casa. Io allora cercai di fermarli, dissi no, piansi, ma Germano mi picchiò e mi spinse contro un pianoforte a coda, spezzandomi quasi l'osso del collo. Perché Germano volle far vedere ai suoi amici che non era entrato nella villa grazie a me, ma solo per sua astuzia (capirai, lui era un coglione ma dagli amici si faceva chiamare Ulisse, e ho detto tutto!). La polizia mi trovò buttata in mezzo al pianoforte massacrato. Passai 40 giorni all'ospedale, mio padre, per un'assurda serie di coincidenze, venne accusato di complicità nel furto. Io quando uscii, tentai il suicidio. Ora sto meglio ma è incredibile quanto ci si possa fare male, pensando di fare male a chi ci ha fatto del male". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007).



6.7.16

CAZZI PÉ LA TESTA

-Sapessi quanti cazzi c'ho pe la testa!
-Aó, ma fra tutti sti cazzi, ai i cazzi tua quanno ce pensi???. (Era lei, T. Bergen, 2009, Boss risponde all'amico che si preoccupa per tutti).


LA MIA VIA

LA MIA VIA "[...] C'è un blocco che va superato. Voglio andare a fondo, cercare la mia via, nascosta da frasche, false piste e cazzate varie. La mia via. Qual è la mia via? Me la sono persa tanti anni fa. La voglio cercare e percorrerla, armato di pazienza, una bussola, coraggio e tanta, tanta passione. Da qualche parte ho letto 'Segui la passione e troverai la tua strada'. Non so chi l'ha detta, ma deve essere bello morire avendo vissuto una passione fino in fondo". (M. Thompson Nati, I paradossi dell'Io, 2005, Il Gladiatore).

5.7.16

IL BUONO E LO STRONZO

"Il buono diventa stronzo, dapprima a sua insaputa, poi -crollando poco a poco l'alibi del tempo- diventa stronzo e basta". (T. Bergen, Era lei, 2009).

È QUEL CHE È.

AMORE: È QUEL CHE È. "È assurdo", dice la ragione. "È quel che è", dice l'amore. "È infelicità", dice il calcolo. "Non è altro che dolore", dice la paura. "È vano", dice il giudizio. "È quel che è", dice l'amore. "È ridicolo", dice l'orgoglio. "È avventato", dice la prudenza. "È impossibile", dice l'esperienza". "È quel che è", dice l'amore. (Erich Fried).

4.7.16

CONTRAPPESO CONTRO L'INFELICITÀ

CONTRAPPESO CONTRO L'INFELICITÀ. "Un contrappeso è una massa, energia, passione, utilizzata per bilanciare un carico, un fardello. Scrive E. Fried: 'Vi è solo un unico contrappeso contro l'infelicità: bisogna cercarlo e trovarlo. E questo è felicita'". (M. Thompson Nati, Around, I need around you/ Ho bisogno che tu ci sia. Around Erich Fried, 2015).

1.7.16

L'ANIMA, IL DOLORE E LA FORZA DELL'AMORE

L'ANIMA, IL DOLORE E LA FORZA DELL'AMORE. "Abbracciami fortissimo. E ad ogni abbraccio sentirò il dolore di non averti amata prima. Adesso il dolore è sopportabile. I nostri momenti...dovremmo aggrapparci a loro più spesso.
Molti sono i vincoli che saldano gli esseri umani a pesi inumani, fardelli sempre più pesanti si legano all'anima. Il dolore della vita. L'anima è lasciata libera di muoversi, aggirandosi però, come grottesco uccello ferito, dentro noi. 
Era un giorno di sole, e i nostri sogni s'incontrarono. Il nostro peccare possedeva il dono della leggerezza. Rogo d'amore non chetava gli strilli, avremmo avuto tempo per parlare. Servì un lungo apprendistato, perfezionammo l'arte dell'amore. Un periodo durante il quale, a noi, umili e giovani aspiranti, furono perdonati gli errori dettati dall'inesperienza. 
La percezione si spegne con la morte, che chiude un altro conto. Ma, le nostre anime...
Ricordo quando il tuo cuore rosso accese l'anima mia. Ed ella bruciò tornando alla vita, e poi volò verso gli spazi infiniti. Dobbiamo divenire cacciatori di leggerezza e libertà, rendendo, finalmente, un servigio all'anima". (A. Battantier, Lao Bu-Shem: I need you around, 2016).

THE SOUL, THE PAIN AND THE POWER OF LOVE. "Hug me tightly. At every hug I will feel the pain for not have loved you before. Now the pain is bearable. Our moments, we should let go on them. Many are the forms of bonds that tie human to inhuman burdens, while increasingly more burden are attached to our souls. Pain of life. The soul, floating free inside of us, can walk like a grotesque wounded bird. But we met our dreams, some sunny day. Our sin possesses the natural gift of lightness. Prize of love. Oh my lover, please, stifle screams, we'll have time for a conversation. A long apprenticeship is needed for perfecting the art of love. A period during which, we young aspirants, whom we must certainly forgive occasional errors of inexperience. But sooner or later we'll earn the ancient art of love. Perception is quenched only after life, until death closes yet another account. But our souls...I remember when you put your burning heart into my soul. And my soul became burnt and later flight away on heaven. We have to become hunters of inner lightness and freedom, let's make ourselves worthwhile in making free our soul". (A. Battantier, Lao Bu-Shem: I need you around, 2016).

LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO

LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO. "Mi piace il tuo viso scolpito dai disegni del tempo. Hai imparato a perdonarti, a sorridere nel sogno, a brindare agli anni ormai passati, a perderti nel vento. Piacersi è amore. L'universo non lesina menzioni a noi, ma noi possiamo restituir servigi, accantonando ciò che non ci piace di quest'universo. Noi possiamo scegliere. Il cambiamento cerca di noi, bussandoci alle porte dell'anima, anche quando pensiamo di non essere pronti. Il cambiamento, incurante di pur ammirevoli, immense, inutili resistenze, spazza via tutto -come il mare-perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso di energia, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, capiamo il bello di lasciarsi andare. Nuovi sentimenti preparano il pensiero che ancora ha da nascere. Possono spuntare le ali dalla schiena di un uomo? Sì, ma non bisogna solo crederci. Serve il volare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. Stare male è molto utile. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, Ylpa Racine, 2016).

30.6.16

Lacrimar solo di risa

"Ecco il tuo sorriso nato dal pianto. Che un giorno tu possa lacrimar solo di risa". (M. De Pretis, 1932).

28.6.16

L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: L'ALBERO CHE CRESCE DENTRO, E STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ.

L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA: L'ALBERO CHE CRESCE DENTRO, E STARE BENE, SENZA CHIEDERSI PERCHÉ. "Come si fa a trattenere qualcosa che ti accade, senza affibbiare subito un nome, un cognome, un'identità? Io ho iniziato ad ascoltare i battiti del cuore. E non si ascolta quando parte...Bum bum bum. Bum bum bum: stai sentendo, non stai ascoltando. Ascoltare è un'altra cosa. Ascoltare il silenzio delle montagne, il silenzio del mare. Siamo noi che facciamo partire il Bum bum bum. 'Il cuore è la mente che non sa di pensare', dice Thompson Nati. Il silenzio ti conduce a pensare, è come un albero, ed io, di un albero ho le radici dentro. Crescerai con me fino a che si potrà raccontare la storia di un albero dentro l'albero. Radici ovunque, un albero cresce in me. Aspettavo che il rumore mi dicesse qualcosa. Un inferno non troppo caldo, un paradiso non troppo beato, un purgatorio di passaggio. Ecco l'altra faccia della luna. Trovare una soluzione a tutto, ma stare bene senza chiedersi il perché. L'altra faccia della luna è possibile, e sì...va bene i Pink Floyd, ma mica è sempre scura l'altra faccia della luna. Ecco il profumo dei fiori. L'albero è uscito quand'era il momento. Gli alberi vanno sempre a finire da qualche parte, e sanno farsi guardare, quand'è il momento. Seguire il corso della natura, attendere, continuando a crescere dentro". (Raccontami l'estate, A. Battantier, S. Negro, 2016).

25.6.16

EMMÓ BASTA VERAMENTE.

EMMÓ BASTA VERAMENTE. E DAL LETAME NASCONO I FIOR "Chi semina raccoglie. Inizierai a seminare. Ecco i primi semini, da porre delicatamente, con amore, nel piccolo orto dell'Io: Controllo/Equilibrio, Flessibilità Mentale, Filtro Anti Alibi 'Il Grande Bluff', Operazione Teresina (Poker a carte scoperte), Costanza nell'Impegno. E la merda usiamola per concimare. Dal letame nascono i fior.  Emmó basta veramente!!!". (A. Battantier, M. Thompson Nati, verso il MIP, 2016). 

24.6.16

ALIBI

ALIBI. "Tutte le strade portano a Roma. Tutte le scuse portano a niente". (M. Thompson Nati, I paradossi dell' Io, 1995).

CRITICHE SÌ, VA BENE, MA SIANO COSTRUTTIVE

CRITICHE SÌ, VA BENE, MA SIANO COSTRUTTIVE. "Caro papà, perché mi critichi sempre? Perché trovi sempre quello che non va? Perché getti l'acido sull'orto mio? Perché non mi aiuti a riposizionare le piantine e a mettere dell'acqua senza quella supponenza? La realtà è sfaccettata, i piccoli miglioramenti vanno valorizzati. La critica mi piace, io lo so che ci fa bene. Ma da sola non mi basta più, non mi è utile. Cerco maestri, sudori, fatica, ma ti prego papà, CREDI ALMENO UNA VOLTA IN ME. Ce la farò. Aiutami, ti voglio bene, Francesco". (Memorie di un adolescente, Andrea Battantier, 2012, FZ, 16 anni).