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CHIAMAMI CON IL TUO NOME

Strappiamo via così tanto di noi  per guarire in fretta dalle ferite.
E abbiamo meno da offrire  ogni volta che troviamo una persona nuova,  ma forzarsi a non provare niente  per non provare qualcosa… che spreco.
Come vivrai saranno affari tuoi,  però ricordati:  il cuore e il corpo ci vengono dati soltanto una volta e  -in men che non si dica- il tuo cuore è consumato e,  quanto al tuo corpo,  a un certo punto  nessuno più lo guarda  e ancor meno ci si avvicina. 
Tu adesso senti tristezza, dolore,  non ucciderli,  al pari della gioia che hai provato.
(Dal film "Chiamami col tuo Nome", Luca Guadagnino, tratto dal libro di André Aciman)
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GUARIGIONE: IL MIGLIOR PLACEBO È LA MENTE

"Sembra un gioco di parole, ma la guarigione, per quel che dipende da noi, passa dalla consapevolezza che dipende da noi.  Dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo, anche da noi stessi però.  Il segreto è la pazienza nell'attesa, nonostante le incertezze, insomma sembra andare meglio, quando ci crediamo. Chiamatelo placebo, o come volete, eppure è la mente il miglior placebo. A me questo pensiero di me che ce la fa ha confortato e spronato in tante occasioni: la guerra, la depressione di qualche anno fa, mia lunga malattia. Ero bravo a sopportare la sofferenza, eppure la mente ha bisogno di cibo ed ho imparato a nutrirla di pensieri belli.  E se bisogna chiamare un prete chiamatelo, ma per giocare a carte".  (M. De Pretis, 1909-2009, La gestione della malattia, 2005)

IL "BUON SENSO" DEL CINEMA

Ogni volta che qualcuno dice:
"Basta affidarsi al buon senso!"  mi sento come quando, in un film dell'orrore, qualcuno suggerisce: "Dividiamoci!". (Paolo Lentini)
O quando, a mezzanotte, la protagonista in vestaglia, durante un temporale, sente un inquietante rumore di motosega provenire dalla cantina, dove è saltata la luce, e decide di andare a vedere di cosa si tratta. (Maria Lo Bianco)
E perché nei film horror, anche quando non salta la luce, non accendono mai l'interruttore?  Per non parlare di chi vuole fuggire con l'immancabile macchina che non parte mai.  Insomma, va bene il buon senso, ma non date mai nulla per scontato.  PS: E portate la macchina dall'elettrauto! Io ve l'ho detto! (A. Battantier)

LE SCARPE FUCSIA

LE SCARPE FUCSIA." Sì, più o meno le scarpe erano queste, tipo fucsia ma senza marchio.  Il mio amico Jofa le aveva prese alla Caritas, gli andavano piccole, erano da donna, ma c'erano solo queste per fare la mezza maratona.
Niente di che, una cosa amatoriale.
Il giorno della gara alcuni ragazzetti dei paesi intorno hanno iniziato a prenderlo in giro per le scarpe da femmina, qualcuno ha gridato "frocetto negro", perché Jofa è di carnagione scura.
Lui intanto, con disciplina si preparava alla partenza, in silenzio, riscaldandosi.
Quelli continuavano a ridacchiare, sfoggiando scarpe firmate ultimo modello.
Poi sono partiti.
Jofa ha vinto.
Fottetevi tutti". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2018, Hicham Ba, 17 anni). "Solo le persone disciplinate sono libere, le altre sono schiave di umori e passioni".
(Eliud Kipchoge, primatista mondiale di maratona).#memoriediunadolescente #memoriediunamore
#modelloidealedipersona #miplab #andreagiova…

PATIENCE

PATIENCE
Prenditela con calma e andrà bene. Ci serve solo un po' di pazienza. Rallenta e ci ritroveremo. Io e te, e un po' di pazienza. Io e te, abbiamo quello che serve.

Take it slow, and it'll work itself out fine. All we need is just a little patience Make it slow and we'll come together fine. You and I'll just use a little patience You and I've got what it takes to make it.

(Patience, Guns N'Roses, W. Axl Rose / Saul Hudson / Duff Rose McKagan / Izzy Stradlin / Steven Adler)

Dance Me to the End of Love

Dance me very tenderly  and dance me very long, dance me to the end of love.

Ballami teneramente, ballami a lungo assai. ballami fino alla fine dell'amore.

(Dance Me to the End of Love, Leonard Cohen)


MI HAI MOSTRATO LA LUCE

Di certo ero e sono rimasto un tipo antisociale.  Ma te almeno mi ha dato un motivo in più per esserlo: quello di stare sempre e solo con te.
Quando mi hai detto:  "Ti amo,  psicopatico geniale!". 
E quando mi hai detto:  "Dobbiamo cambiare per non morire, io vado avanti, ti aspetto!".
Mi hai insegnato l'arte di salvarsi. Questa perdita io l'ho vissuta come la preparazione ad una rinascita. Ho letto oggi che stai per sposarti, e te lo giuro, sono contento. 
E se è finita, mi hai insegnato ad amare. Fingevo di essere libero, oggi sono libero e ti amo per quello che mi hai mostrato:  la luce.
(A. Battantier, Memorie di un amore, 2020, Daniele DP, 30 anni)