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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

IL TIMIDO CONIGLIO ED ALTRI ANIMALI

IL TIMIDO CONIGLIO, LA CAPRA IPERATTIVA, IL TORO IRREBBIATO, IL LUPO DEPRESSO. "Il timido coniglio ha il nascondiglio nel suo solito giaciglio; troppa timidezza porta a noia, ahhh che sbadiglio; unico vantaggio il lupo non lo vede perché ha perso in lui la fede. Canta la capra matta senza sosta; ad ogni batosta cantare felice è la risposta. Canta la rabbia il grosso Toro, egli non solo dal colore rosso è smosso, ma pure da un torero strosso che lo vorrebbe seppellito dentro a un fosso. Canta alla luna un lupo cupo e scuro, oggi sta più giù che su: Cappuccetto è venuta con l'amico Arturo e l'hanno percosso come un tamburo". (A. Battantier, Racconti di animali, 1987/1990. Modi diversi di affrontare la vita). 

PERDERSI NEL SOLE DENTRO NOI

"Perdersi nel Sole dentro noi, bruciare l'illusione dell'individualità, ritrovare l'essenza nel calore dell'Altro. Tu hai ciò che sei. L'essere si può modificare. Non farti portare dai tuoi sogni. Conduci i tuoi sogni alla sorgente della tua essenza. Rammenta che niente è essenziale, la vita scorre, e la si scorre vivendo pur non vivendo. Ma non è essenziale rincorrere l'illusoria futilità dell'inessenziale". (Lao Bu-Shem, frammenti, 400 a.c.).

UN ELETTRICISTA AL MUSEO

MEMORIE DI UN LAVORO: ELETTRICISTA AL MUSEO. "Non so bene come è andata. Che vi devo dire? Me ne stavo al museo di arte moderna, per finire alcuni lavoretti. Sapete, io sono un elettricista, servivano delle prese e delle lampade speciali per l'installazione di un artista tedesco. Bè, insomma, fatto sta che ero stanco, sapete, quando ci serve una pausa a metà mattinata. Io mi sveglio alle 5 tutti i giorni, e comunque ho 61 anni. Ecco, esco a farmi un panino ed un caffè, e, neanche 1 minuto, mi accorgo di aver dimenticato gli occhiali dentro, sul parquet della sala dell'immaginario. Cavolo, quelli costano, appena pagato la prima rata, allora rientro di corsa, ma trovo la sala affollata. Non riuscivo a passare, ho pensato: 'qualcuno si sarà sentito male, porello'. Ma io dovevo prendere gli occhiali. Arrivo agli occhiali, che stavano ancora in terra. E tutti a guardarli, a rimirarli, a scattargli foto. 'Ma che sono tutti matti qua dentro?', ho pensato. Mi inch…

IL TEMPO CHE FUGGE VIA

IL TEMPO CHE FUGGE. "Il tempo fugge via. Perché perderlo senza far niente, intontiti da occupazioni inutili che non ci riguardano veramente? Quanto può essere importante una giornata, sapendo che noi moriamo un po' ogni giorno? Pensiamo tanto alla morte come a qualcosa che sta avanti a noi, ma essa è sempre più già alle nostre spalle. In specie i ragazzi, saccenti per natura, ritengono di vivere per sempre, buttando via il tempo, come se tanto ne esistesse una fonte inesauribile. E se ogni giornata fosse la vita intera? Senza attendere con speranza il domani, né temerlo. Gli anni non li prendi indietro all'Ufficio Reclami del Tempo. Che ogni momento ci appartenga, ma prima ricordiamo di appartenere a noi stessi". (M. Thompson Nati, Around, Around Seneca, 2015).

R COME RINASCITA

R COME RINASCITA. "Certe cose iniziano alla fine. Certe cose finiscono all'inizio. Certe cose sono le stesse. Se manterrai la testa, un giorno sarà grande festa! Dentro te, la festa sarà bella e colorata, perché finalmente torni ad essere amata". (T. Bergen, Era lei, quando Silvia rinasce bambina).

L'IMPORTANZA DELLA VITA

"Abbiamo due vite: la seconda inizia quando ci accorgiamo di averne una sola. Ecco la mano. Andiamo, camminiamo. Ora che abbiamo compreso l'importanza della vita. Non fermiamoci. Non voglio perdere un attimo di quelli che mi sono concessi". (PS, 2016).

ATTRAVERSAI LA VITA

"Ci si libera di una cosa evitandola, ma, sovente, attraversandola". (Lib. C. Pavese). "Attraversai  la vita e ne uscii morto, ma a testa alta". (M. Thompson Nati).


PER CAPIRE (se hai capito già)

"Per capire bisogna ascoltare, serve animo sgombro: abbandonarsi, immergersi. E chi pretende di sapere già rimane sordo". (F. Battiato).

SOGNATORI DI REALTÀ

SOGNATORI DI REALTÀ. "Chi sogna di più -mi dirai- chi vede il mondo così com'è dato, o chi si è perso nei sogni? È più vera la bugia nella realtà, o la bugia creata nei sogni?". (Fernando Pessoa, libero adattamento A. Battantier, I conformisti sono sognatori di realtà, 2009).

IMPREVEDIBILE CERTEZZA È LA VITA

IMPREVEDIBILE CERTEZZA È LA VITA. "A te che pensavi di sapere tutto e non hai previsto niente, neanche che sei uscito di scena pensando di salire sul palco. Imprevedibile certezza è la vita. E un errore non è più lo stesso, e la seconda volta è la prima ancora". (Thomas Bergen, Era lei, 2009).

L'EQUILIBRIO NELLA SERENITÀ

LE NOTTI DI CABIRIA

LE NOTTI DI CABIRIA. [...] Quando gli dissi: “Fammi scendere da questo treno”, già pronta a leccarmi la feritina del salto in corsa di un treno partito dalla stazione dell'amore. Ma lui non mi fece scendere esortandomi, piuttosto, a continuare: “Ma che dici? Si parte dai, corriamo!”. Poi, la folle velocità, ed il burrone. Non era meglio scendere prima?. ("L'elegante elefante schiaccia le formiche senza saperlo", proverbio africano. E, senza saperlo, è nella migliore delle ipotesi). (Era lei, T. Bergen, 2009).

LAMENTATIO NON EXCUSAT. QUANDO LAMENTARSI APPESANTISCE L'IO

LAMENTATIO NON EXCUSAT. QUANDO LAMENTARSI APPESANTISCE L'IO. "Ti adoro. Non quando ti lamenti, ma quando sai leccarti le ferite e guardare oltre! Imparare si può a non lamentarsi. Anche se alle volte la lamentazione è succhiata con il latte ed assume vita propria. La lamentatio contiene in sé parte della pesantezza dell'Io. E, nel tempo, lo carica sempre più di fardelli fatti d'otri di fiele e lacrime". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970).

Errare Humanum Ovest!!!

"Mi stava andando male, ma avevo in tasca il mio piano B. Andò come andò, una chiavica. Solo anni dopo ho imparato che serve anche un piano C, un piano D, un piano E, fino alla Z. E, fidatevi, le lettere non bastano mai. (M.Thompson Nati, "Tacchini erranti per l'aia", 1984).

IL DOLORE E LA SPERANZA NUOVA

IL DOLORE E LA SPERANZA NUOVA. "Sola, faccio i conti con quello che io ho. Le lacrime versate, gli errori, sapere che potevo farmi forza, tanti anni fa. Ma prima era prima. Adesso è così. Adesso-io-mi-perdono, tornando a guardarmi allo specchio e a perdermi nel mondo. In equilibrio su di un filo di lana, penso che ormai è tempo di farmi quel maglione per l'inverno. E di volare, salvandomi ancora una volta da sola. Ecco il nuovo gioco. Alla sera addormentarsi pensando che alla mattina innaffierò le piantine, e cresceranno con me". (A. Battantier, 2016, CFF).

QUALCOSA GUERRIERO INTENDI FARE?

QUALCOSA GUERRIERO INTENDI FARE? "Voi mi chiedete come sono i guerrieri del Khmer? Essi ad esempio non muoiono mai nella paura. Essi vivono nel coraggio. Puoi anche scegliere di non far nulla. Intanto il nulla lavorerà per te. Eppure, se qualcosa, guerriero, intendi fare e non solo desiderare, mettiti in cammino con gioia e con determinazione. Poiché, quando le situazioni non cambiano, è il momento di cambiare noi. Si perdono le battaglie, per imparare a vincere la guerra. Ma prima serve capire perché si perdono le battaglie". (Lao Bu-Shem, 400 a.c.).

PLEASE TRY LATER

PLEASE TRY LATER. "Io sono stato a lungo il diavolo per te. Guarda che non voglio mangiarti. Io di te non ho bisogno, ma ti amo. Solo una combinazione, il caso, ha fatto incontrare due anime. Io non voglio misurarti perché, lo sai che sei più grande di ogni mio pensiero. Sei la mia sola idea, che cambia ogni giorno idea, ti odio, ti amo, addio. Ogni tua molecola è mia. PLEASE TRY LATER. C'è un ponte di cristallo tra te e me. Lo senti sta per cedere. C'è chi dice <<È la fine!>>, noi diciamo <>. Togli quelle lacrime dal viso, tanto non esistiamo più del paradiso. Sei la mia sola idea, che cambia ogni giorno idea, ti odio, ti amo, addio. Ogni tua molecola è mia. PLEASE TRY LATER". (Testo e musica, A. Battantier, 2004). "I have been for a longtime Satan for you. Honestly I don't want to eat you. I don't need you but I love you. Between combination of events, matching our souls. I don't want to measure you because you are greater than …

ADDIO NARCISO. NARCISISMO, MURO DEL PIANTO E SALICI RIDENTI

ADDIO NARCISO. NARCISISMO, MURO DEL PIANTO E SALICI RIDENTI. "Ho capito molte cose conoscendoti. Hai sofferto da piccolo, ti hanno ferito, bastonato, non considerato. Ti sei sentito una merda, e allora hai reagito a modo tuo, caricandoti da solo l'IO di energia. OK. Ma quello che ho capito, a spese mie, è che tu l'energia la prendi da noi che te la diamo. E non ti basta mai. Ci asciughi fino all'ultima goccia di energia e poi ci butti come una cosa vecchia, una pila esausta. Poiché, chi dona tutta la sua energia senza ricaricarsi, almeno un po', alla fine va per spegnersi. Hai preteso, giorno dopo giorno, di manipolare la mia centrale di energia. Ma io te l'ho concesso. È stata mia la colpa. Pensavo di essere una fonte inesauribile? Oh che folle illusione! Mi analizzavo da tempo, e continuavo a non capire. Sapevo essere severa e intransigente, mi assolvevo pensando di aver dato tutto il mio amore a lui. Ho cercato sul vocabolario 'NARCISISMO', e poi ho…

E MI ADDORMENTO COSÌ (testo e musica A. Battantier, 1999)

E MI ADDORMENTO COSÌ. (Per quando manca la persona amata e si fantastica con il sognare). "Grigio il cielo, il palazzo e un letto grande senza te. Mi aiutano i pensieri, ti bacio sul viso e con la mano sul seno mi addormento così. Sento il tuo cuore e al suo tempo mi addormento così. Grigio il cielo, il palazzo e un letto grande senza te. I TUOI PASTELLI COLORATI SONO DENTRO ME. Mi manca il tuo collo, le tue orecchie da soffiarci il vento, i tuoi piedi da scaldare, la mia gamba su di te a custodire il tuo sonno. E mi addormento così. Mi sveglio e poi, mentre un sole assonnato richiude i miei occhi, ti vedo volare sopra un tuo sorriso. E poi ricado immantinente sul tappeto dei sogni tuoi. E mi addormento così". (A. Battantier, 1999). https://m.youtube.com/watch?v=xgjq720b2B8

MA TU HAI SAPUTO REAGIRE

"Il tuo passo in avanti sopraggiunge dopo le tante rovinose cadute. Ma tu hai saputo reagire, imparando a leggere, nelle cadute, la mappa per risalire la montagna". (M. De Pretis, Note a margine dell'essere umano, 1970).