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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

LA VERITÀ DALLA BUGIA

LA VERITÀ DALLA BUGIA. "Il tempo per raccogliere i pensieri e le parole, come il pastore un gregge sparso nel buio di ragioni perdute tra verità e bugie. Un dolore gelido e crudele, inspiegabile. Inspiegabile. Lacrime, urla, schiaffi, sputi in faccia, il sentimento pulsa intermittente, interminabile. No, non può essere, E mai piu sarà, e poi, poi, si cerca di non morire. Il vantaggio principale del non morire è riscoprirsi donna; nel cercare di comprendere le ragioni del buio. Verso un nuovo inizio" (AB/BC/15) ... "Voglio solo che non sia, la verità è che non sei mia. Non voglio che mi veda piangere, e invece posso solo piangere. Non voglio piangere. La vita mia l'avevi tu, la tua realtà si porta via la mia illusione, è la realtà. E così sia la verità, la verità dalla bugia, e te che vai via". (La verità dalla bugia, A. Battantier, 2008). http://youtu.be/YiHj3Q1fxVA

Il Vaccino N ed il contro Narcisismo patologico

"Si era attaccata disperatamente al suo falso dio d'amore. In lui tutto aveva riposto: sogni , desideri, progetti di una vita. Aveva fatto tutto lei. E poi, si sa, l'innamorato non li vuole leggere gli indizi, preferisce l'illusione di raccattare prove sempre nuove. Ma che altro c'era da capire? Le prove erano talmente chiare, in cielo stava una intera costellazione di prove. Bastava osservare, al buio ed al silenzio della ragione". (Il vaccino N, M. Thompson Nati, 2007).

DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO

DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO. "Ho sempre amato il ritmo e la musica è la mia compagna. Non sono mai riuscito a stare fermo. Una volta, da bambino ho fatto un sogno: tutto il mondo ballava allo stesso ritmo. Africani, esquimesi, indiani, italiani, francesi. Ognuno lasciava le sue solite cose e prendeva a ballare. E quando furono miliardi le persone, giovani, vecchi, bambini e pure gli animali e piante, ecco che la terra iniziò a pulsare come un immenso cuore perso nell'universo. L'amore per la musica mi ha portato a girare per il mondo, e attendo ancora, ogni giorno, quel momento universale dell'avvio alle danze. Nella musica, serve la passione, ma quella tanto cresce dentro da sola, quando sei pronto. Ma serve la curiosità, uscire da quel solito ritmo. Serve rompere routines, e uscirne via - spiazzando tutto e tutti- è già l'inizio di qualcosa. In fondo io lo so: la musica ripete e rassicura, eppure, porta avanti discorsi …

Pericoloso!!!

"Pericoloso, Pericoloso, Pericoloso, io adesso sarò. Temere i reietti senza speranza, Giustizia nel mondo: è la sostanza. Non perdo più niente, dopo aver perso la dignità. Non perdo più niente, Rivoluzione mi cambierà. La dittatura è un dato di fatto, Rivoluzione, il dado è tratto. Pericoloso, Pericoloso, Pericoloso io adesso sarò. Rivoluzione questo è un diritto, ora noi vogliamo, ora possiamo noi. Rivoluzione ti sono ubbidiente, Rivoluzione per Presidente. Rivoluzione intelligente, disubbidiente, un poco insolente. Pericoloso, Pericoloso, Pericoloso, io adesso sarò". (Battantier/Scatolini, 2011). Pericoloso!!!
http://www.youtube.com/watch?v=TH1qSBHZzss

NON È ESSENZIALE

"Non è essenziale acquistare un divano a rate, mangiare carne tutti i giorni, credere all'oroscopo. Non è essenziale il successo ad ogni costo, il superfluo imposto dagli altri, il vestito di Biancaneve a Carnevale, far sesso la prima sera che ti vedo. Non è essenziale odiare chi non pensa come noi, il corredo, far parte di caste, sentirsi superiori per ragioni che non ho mai capito, pelle, razza, religione ed altre cose da coglione. Non è essenziale pensare sempre che sia un periodo di merda (e perdersi un tramonto). Non è essenziale rubare a se stessi il tempo, le emozioni, la vita. Ps: non vale fare i bravi solo a natale". (A. Battantier, "Non è essenziale", 2009).

FIGLIA MIA, CHE FATICA CHIEDERE SCUSA.

"Arrivi come un topolino per farti perdonare. Ti aggiri tra la porta e il corridoio, masticando meccanicamente una carota, smucinando un libro, grattando la mia porta senza -ancora- il coraggio di bussare. Capocciona sei, lo sai che questa volta tu hai sbagliato, eppure, figlia mia, che fatica chiedere scusa! Io lo so, tra poco noi ci abbracceremo i cuori, ma intanto mi diletto ad ascoltare quei rumori oltre la stanza, messaggeri di prossima, futura pace. Ecco, odo io quel tuo TOC TOC d'amore, e tutto ricomincia a scorrere". (A. Battantier, Memorie di un bambino, memorie di un amore, 2013).

NOTTE DI NATALE II

Un ladro al lavoro, la notte di Natale. Imprevisti del mestiere. E un po' di tenerezza. Un mio vecchio corto, con mia figlia Vittoria ;) https://m.youtube.com/watch?v=aLJ0rkzNSxY

L'Albero dell'Amore

L'ALBERO DELL'AMORE (filastrocca). "S'innamorò di uno scoiattolo la mucca Lina. Lui giocava con un cane che perse la pallina. La perse e ritrovò l'amica sua gattina, amica di uccellini e della vita quieta. Per tutti cucinava Angelina la gallina, e più su giocava con il miele il tenero coniglio Gabriele. In alto, in alto stava la sorella della mucca Lina. Di lei s'innamorò Franco il cavallo, conosciuto l'altra sera al ballo. Un cane perse la pallina e gliela ritrovò sul ramo un paperotto ghiotto e strano. Dorme in alto, in alto, in alto, la porcellina che s'innamorò del tenero Gabriele e quando lo disegna nei suoi  sogni stanno sempre insieme". (Testo e musica, A. Battantier, 2015).

L'Albero dell'Amore (Filastrocca) from Battar on Vimeo.

SBAGLIARE PER IMPARARE (la canzone)

Chi vuole imparare sa, basta guardare. Chi vuole imparare sa, serve sbagliare. Ripensare, fare, risbagliar per imparare. Chi vuole imparare sa, serve imparare a sbagliare. E per imparare a sbagliare serve prima sbagliare. Sbagliare per imparare a sbagliare, sbagliare per imparare che non è piatto il mondo, se lo ami fino in fondo. (Andrea Battantier, 2015).

Sbagliare per imparare (A.Battantier)

ALLE TRIVELLE DEL MARE PREFERIAMO I SECCHIELLI

ALLE TRIVELLE DENTRO IL MARE PREFERIAMO  SECCHIELLI, PATTINI E L'ENERGIA DELLA TERRA. "In classe con Millo Peg l'ambientalista avemo scoperto che esiste ancora gente che vole sfruttà pure l'ultima goccia de petrolio in mare. 'Le-trivellazioni-in-mare': Ma non sentite quanto sòna ridicola stà frase? Ma che ve dovete trivellà? Trivellateve er cervello!!! Nun ve basta mai de stuprà sta pòra terra? Ma nun ce pensate a li bambini che dentro a li castelli de sabbia nun ce vojono er catrame? V'attaccate a quattro gocce d'oro nero, ma nun ce pensate al turismo? All'inquinamento, a li pesci che boccheggieno esauriti d'ossigeno? Ma quanto potete esse stronzi e attaccati a li sòrdi!??  E poi, fateme capì, tutto sto casino pé du mesi de petrolio!!! Voi c'avete er core d'ammazzà er mare pé du gocce de petrolio!!!? A noi giovani ce fate schifo, quesso armeno lo dovete sapé. Noi volemo lottà, pé dà un giorno, ai nostri nipoti, er gusto ancora de un ba…

GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI

GIOCO D'AZZARDO, IL BANCO VINCE SEMPRE E IL BANCO SI CHIAMA STATO. MA ALLE VOLTE SERVE IL CORAGGIO DI ABBANDONARE LA CERTEZZA DI ESSERE STRONZI. "Mio padre ha giocato sempre d'azzardo, specie con le macchinette. Ma io l'ho capito solo dopo. Quando avevo 7 anni mi diceva che lui di lavoro riparava le macchinette e doveva provarle. Io gli dicevo: 'E allora perché ci metti i soldi?'. Ma lui rispondva che glieli ridavano con lo stipendio a fine mese. Ma intanto io giravo con lo zainetto bucato di mio fratello e con le scarpe estive pure d'inverno. Quando proprio mamma lavorava lui era costretto a portarmi alle bische. Per un periodo mi fatto giocare alle slot, tenendomi in braccio o in piedi su una sedia. Un po' perché diceva che gli portavo fortuna. Un po' perché, secondo lui, mi facevo le abilità, come gioco per il cervello. Ma poi mi ha lasciato a casa: diceva che gli portavo sfiga e che con me non riusciva a riparare bene le macchinette. Poi lo han…

Adler e il Favoritismo

FAVORITISMO (Vale per i bambini, vale per gli italiani). "Il favoritismo tra i figli alle volte viene sottostimato. L'incoraggiamento è un rifornimento affettivo che lavora sull'autostima e sul senso di farcela nel mondo (self efficacy). Che succede quando avanza minacciosa la percezione che qualcuno è preferito a noi? Alle volte il sentimento può non essere giustificato, ma siamo sicuri di agire sempre in un clima di reale uguaglianza? Alcuni genitori son sempre pronti a mettere le mani, nel dire: 'ma noi non facciamo favoritismi!'. Ma quello che sarebbe bene fare è valutare se, nella mente di un bambino, esiste anche solo l'ombra di un sospetto di favoritismo". (Alfred Adler, 1870-1937, The Individual Psychology of Alfred Adler: A Systematic Presentation in Selections from His Writings, 1956, p. 376. Edited by Heinz Ludwig Ansbacher & Rowena R. Ansbacher, libera traduzione e adattamento di A. Battantier, 2015).

BASTONI TRA LE RUOTE

BASTONI TRA LE RUOTE. "Quando qualcuno ci mette i bastoni tra le ruote, la cosa migliore è -per l'intanto- stare fermi. Pensare, riflettere sul perché. Poi, scendere, togliere i bastoni, scegliere quello più grosso, e corcare come una pignatta il discolo monello che ci impedisce di proseguire il nostro cammino". (M. Thompson Nati, Psicoanalisi, buddismo e, più che altro vita di tutti i giorni. 2015).

LAST AL LIMONE (L'AMORE CHE MUORE)

LAST AL LIMONE (L'AMORE CHE MUORE). In un vecchio bar del porto, l'ennesima truffa ai danni di noi stessi. Morto è l'amore e la nave ha già lasciato il molo. Suona la sirena, il tono è triste, ma se vuoi te l'offro io il caffè, no dai, no insisto pago io. Io rinoceronte e mula te, che tonti siamo stati a rimollar gli ormeggi senza sopra noi. La lotta è finita, resta il lutto. E' un inno alla vita il cucchiaino che gira, che gira che gira e volta pagina, in un sorso appena. Irta di ostacoli è la strada degli innamorati. E mi sa di limone sto caffè al porto; le tazzine sciaquate, troppo Last al limone. Un litro d'acqua non basta a togliere l'acido da questo amore. E l'ultima bugia sei te che vai via da me. Un tuffo nell'oblio, ed un nuovo ninnolo io porterò alla collezione degli amori persi per un soffio di viltà. (Testo e musica di A. Battantier). https://m.youtube.com/watch?v=KabxeBeKA1w

Lapsus

"Lapsus: Errore di lingua. Dice Freud che è un errore che capita per distrazione. Si tratta di parole pronunciate senza intenzione ma che rivelano qualcosa che è stato nascosto nella mente. Ma non lo so se è un lapsus quando t'ho detto VAFFANCULO. Non lo so se era un TI AMO nascosto come dici tu. Non lo so, fai tu, ma mica è tutto psicologia. Alle volte un vaffanculo è solo un vaffanculo e lascia perde Freud". (Era lei, 2009, T. Bergen, A. Battantier). 


Il destino alla porta.

"Alle volte il destino non entra alla cieca nella nostra vita. Entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo aperto" ... "L'essenza di un carattere, sta nelle scelte. Giorno dopo giorno, quel che facciamo diventiamo. Diventa quel che sei. Il destino è un compito. Cerca la luce che guida la strada". (G. Gaber/ M.Thompson Nati, around Heraclitus of Ephesus, 1987).

VERITÀ E RESILIENZA

RESILIENZA. "La Resilienza è la capacità di resistere, di gestire, affrontare, cercar di superare eventi traumatici, riorganizzando la propria vita. Ma così come non esiste vento favorevole al marinaio che non sa dove andare, allo stesso modo la verità può indicarci la nostra strada. Chi è menzognero con se stesso, va avanti, procede lungo una via. Eppure, l'inconscio non ascoltato sovente è foriero di nefasti presagi. È possibile riorganizzare la vita di fronte alle difficoltà, valorizzando le opportunità che la vita ci offre, possibilmente senza rinunciare all'identità più profonda. La verità è la nostra unica, speciale, preziosa, strada". (M. Thompson Nati, la Verità, 1970).

LA VERITÀ

RESILIENZA. "La Resilienza è la capacità di resistere, di gestire, affrontare, cercar di superare eventi traumatici, riorganizzando la propria vita. Ma così come non esiste vento favorevole al marinaio che non sa dove andare, allo stesso modo la verità può indicarci la nostra strada. Chi è menzognero con se stesso, va avanti, procede lungo una via. Eppure, l'inconscio non ascoltato sovente è foriero di nefasti presagi. È possibile riorganizzare la vita di fronte alle difficoltà, valorizzando le opportunità che la vita ci offre, possibilmente senza rinunciare all'identità più profonda. La verità è la nostra unica, speciale, preziosa, strada". (M. Thompson Nati, la Verità, 1970).

Servono nuove formule per ritornare a vivere

"Servono nuove formule per ritornare a vivere. Saremo nuovi con i fiori nuovi alla primavera. Ma che l'inverno, nel mentre, ci faccia pensare, ci rafforzi col freddo ed il dolore. La verità si ricostruisce mettendo insieme fatti, comportamenti; le parole non contano, e neppure le finzioni teatrali. La consapevolezza della verità riporta la luce. La verità sferzi di frustate la nostra solitudine, ma solo così ci rafforzeremo per la primavera, che arriverà, questo io lo so. Esiste l'anima gemella? All'anima gemella ci si avvicina, alle volte, adattando armoniosamente la nostra anima. E l'incontro è ancora più bello quando, noi stessi ci gemelliamo, prima, alla nostra, di anima". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).

SERVE A TUTTI UN SOGNO IN TASCA

SERVE A TUTTI UN SOGNO IN TASCA. "Neanche arranco. Sarebbe già qualcosa. Ciondolo aggrappata alla palla del pendolo. Uso il tempo come fosse un'altalena. Vorrei combattere quel mefitico fatalismo di un sopravvivere finché morte non ci abbracci. Ma serve l'idea di un cambiamento. È che serve a tutti un sogno in tasca. Magari non lo adopri mai, ma serve un sogno in tasca a farti compagnia, a scaldarti in questo freddo nulla". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2015, frammento di Nat).

SCHIAVO CON LA CRAVATTA (Pe impiccamme?)

SCHIAVO CON LA CRAVATTA (Pe impiccamme?). Ho un contratto a termine e una retribuzione che vado a lavorare a piedi così risparmio la palestra, e mangio un panino a pranzo e cotoletta solo quando è festa, e la sera scrocco in giro tra parenti e amici na bistecca, ma che vita è questa? Loro sanno che m'affogo e che m'affanno, ma io in cambio vivo di baratto, aggiorno cellulari, pc e accendisigari magari, sì siamo precari. Sì sono precario, e se non sono ancora schiavo, di sicuro io non sono libero, questo è chiaro. Il diritto al lavoro è diventato una chimera, non c'è più decoro, quando finisci per rubare colombe pasquali e a natale il pandoro. Fai vedere che è tutto ancora normalità, ma questo ormai è futuro, si chiama globalizzazione ma a me me pare na bestialità, il ritorno alla feudalità. (Memorie del lavoro, di A. Battantier, 2014, contributo di TT).

ARRIVARE ALLA LEGGEREZZA SENZA ESSERE SUPERFICIALE. ALLA PROFONDITÀ SENZA ESSERE PESANTE

"ARRIVARE ALLA LEGGEREZZA SENZA ESSERE SUPERFICIALE. ALLA PROFONDITÀ SENZA ESSERE PESANTE. La comprensione del mondo passa attraverso i canali della coscienza. Le ferite della vita possono alle volte interrompere il processo di consapevolezza. E si vorrebbe rinunciare, abbandonare tutto. Ma perché mollare tutto? Mollare, ma non tutto! Lasciarsi andare, un poco alla volta, ristabilendo i nostri livelli di leggerezza.  Buona giornata tra il cielo e la terra, al corpo morto e all'anima leggera. Buona giornata al tuo sogno e cambia la realtà se hai desiderio o bisogno. Arrivare alla leggerezza senza essere superficiale, alla profondità senza essere pesante". (Lao Bu-Shem).

Né circo né zoo!!!

"Caro diario ieri ho fatto 10 anni e come regalo ho scelto di NON andare allo zoo né al circo (il posto più triste che esiste). Certo il mio regalo preferito sarebbe stato di liberare tutti gli animali e di rimetterli nei loro posti per farli incontrare con le loro famiglie. Ma, una cosa alla volta, come dice il mio papà. Secondo me, se nessun bambino andasse più allo zoo e al circo, forse potremmo aiutare i nostri cari animali. È meglio vedere un documentario e lasciarli in pace. Io, infatti, ho fatto una specie di sondaggio in classe e, nessuno dei miei amici vorrebbe passare la vita in gabbia, ma neanche in un giardinetto tipo quello dove giochiamo a pallone. Perché un conto è fare 2 tiri a pallone, un conto è viverci tutta la vita che non puoi più uscire dal recinto. Anche una foca, magari la prima volta che ha visto una palla, avrà detto 'Che bello!!!' Ma poi io le ho viste le foche del circo: sono quasi più tristi dei nani e dei pagliacci. Secondo me pure Totti se l…

Psicanalisi, buddismo e, più che altro, vita di tutti i giorni

"Crolla chi, anelando il suo bel mondo perfetto, scopre un giorno che perfetto non era, e forse, mai lo sarà. Alle volte l'ottimo è nemico del bene e la perfezione rischia di cristallizzare, annullare, la ricerca dell'umanità che è dentro di noi. Rinasce chi riparte dal perfettibile, da ciò che ancora può essere migliorato, giorno dopo giorno, con sudore, fatica, ma anche giocando un poco con questa bella e sporca vita. La sfida procede di pari passo con la vita". (M.Thompson Nati, Rinascere ancora, 1987. Psicoanalisi, buddismo e, più che altro, vita di tutti i giorni. 2015).

Vivo di giorno io illusa

"Vivo di giorno io Illusa mentendo a me stessa. Ma la notte io adorno la casa di sogni che sciolgono vesti, menzogne di seta. E brucia nell'anima ancora, l'amore che sposo nei sogni e non oso donarmi". (Claire Roché).

I Morti Innamorati (Puntata 3)

"Sei ancora calda. Per me lo sarai sempre". (T. Bergen, I morti innamorati, 2014). "I MORTI INNAMORATI. Una storia con protagonisti, per una volta, i vaganti. Il loro punto di vista. Il loro formar comunità, il loro difendersi dai vivi, che arrivano a rubar denti d'oro, orologi e gioielli. E gli rubano i sentimentj, gli uomini e le donne dei perduti amori, rimirati, nascostamente, per ore ed ore. Sono vaganti innamorati, della donna e dell'uomo rimasti in vita...e che si sono rifatti una vita. Ma i vaganti possono innamorarsi ancora tra loro ed ecco che il cuore batte forte forte in fuori, talvolta fuoriuscendone romanticamente".

Irena Sendler: Noi siamo gocce.

"Mi chiamo Irena Sendler, ho 95 anni ed è vero: facendo l'infermiera è possibile salvare tante vite umane. Io, ad esempio, durante la seconda guerra mondiale, ho avuto modo di salvare 2500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, procurando i documenti e rifugi sicuri. In famiglia eravamo cattolici, ed è stato mio padre a farmi capire che Cristo rinasce ogni mattina dentro di noi, ma egli muore di passione se non lo alimentiamo con l'amore. In chiesa non ci andavamo tanto. Seguivamo il Vespro, per riposarci. La Chiesa, le panche, sono fatte per riposare. La vera chiesa è dentro di noi. La via per la santità porta all’aridità. Ci sono cose troppo importanti per pensare anche alla santità. Papà era medico e morì di tifo, mentre curava malati che altri suoi colleghi avrebbero lasciato imputridire al vento. Ero angosciata per quello che non facevo. E quello che facevo non mi soddisfaceva. Durante gli studi mi chiesi un giorno: perché gli studenti eb…

IL CERTO E L'INCERTO

"Serve trovare un equilibrio tra la sicurezza del certo e il fascino dell'incerto. Taluni si annoiano mortalmente nelle calde, asfissianti e rassicuranti certezze. Altri, si immergono nei flutti perigliosi dell'incerto e non ne fanno più ritorno. Il Certo e l'Incerto: in entrambi i casi se ne può morire". (M. De Pretis, Ulisse è tornato, per un giorno soltanto, 1987).

Si muore, boccata dopo boccata

"Io abito in campagna e sono davvero fortunato, ma sono tanti i morti di città e mi chiedo se un giorno qualcuno per questo pagherà. Millo Peg, un ricercatore che gira per le scuole, ci ha detto che secondo l'AEA (Agenzia Europea Ambiente) l'Italia è al primo posto per i morti da inquinamento. Nel 2012 ci sono stati 84mila e 400 morti per le polveri sottili, che arrivano ai polmoni e poi nel sangue. Questa folle urbanizzazione, manda nell'atmosfera inquinanti tipo il piombo. E la salute se ne va, boccata dopo boccata. Mia madre lavora in un negozio a Roma, ed ogni giorno devono pulire le vetrine piene di smog. Mio padre quando torna con lo scooter e si soffia il naso, gli esce tutto un schifo nero. Io da grande voglio vivere in campagna, meglio ancora in un paese dove le macchine sono abolite perché non ce n'è bisogno, tipo in Svizzera, in Svezia, in Olanda. Lì vanno in bici o al massimo in trenino. Ma in Italia i ciclisti li arrotano e, pure se non li arrotano è …

La solita strada

PUBBLICITÀ PROGRESSO. "LETARGO ESISTENZIALE? STANCO DELLA SOLITA STRADA CHE TI CONDUCE NEL SOLITO POSTO? CAMBIA STRADA!". (M. De Pretis, Ulisse è tornato, per un giorno soltanto, 1987).

LA REIMPIANTAZIONE

"Fin da piccola io credevo alla REIMPIANTAZIONE. E ancora oggi, che ho 16 anni,  mi piacerebbe, un giorno, rinascere pianta. Pensa che bello se nel mondo ci fosse solo la religione delle piante, pensa quanto saremmo utili ai vivi, anche da morti. E pensa che bello se, invece di tagliare alberi per farci bare, si potesse dare vita, dopo la morte, a foreste immense che ci parlano e respirano con noi, e per noi. Io vorrei rinascere quercia, e vorrei che su di me nascesse una capanna stupenda, come quella che avevo dai nonni. Mi piacerebbe far giocare tanti bambini, e donare ombra ai parenti e amici intenti a fare intorno a me anche un semplice pic-nic". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, frammento di Gerti Maude, 16 anni).

Te piace lamentatte e il palcoscenico è petté

TE PIACE LAMENTATTE E IL PALCOSCENICO È PETTÉ. "Te piace lamentatte e...OLÉ... er palcoscenico è petté. Godi de sti pianti e, d'ubriacatte de ste lacrime pare quasi che te vanti. Temi da sto monno la scomparsa e nun accetti il ruolo de comparsa. Ma lo voi capì che tanto noi oscillamo tra infinito e nulla, e presto addà finì sta farsa, cominciata dentro a na culla e svaporita ar cielo come na bolla de sapone? E qui se pone la questione: Sitte piace lamentatte fallo, e tiette pure er palcoscenico petté. Ma nun ce rompe li cojoni che la vita è un pizzico e noi cemo da fà -cor beato commido- a falla passà. Rompite sto bozzolo de noia e vola su pell'aria come na farfalla. Respìrate sto giorno dar principio, che già dar pomeriggio sentirai che l'ali so pesanti e fanno male. Vìvete ogni giorno co passione come fosse carnevale. Ma ce devi stà: colla vita ogni scherzo vale". (A. Battantier, Er Manovella, 1987).


Noi attraversiamo l'infinito ad ogni passo, e ad ogni passo ci troviamo faccia a faccia con il nulla.

"Noi attraversiamo l'infinito ad ogni passo, e ad ogni passo ci troviamo faccia a faccia con il nulla. [...] Eppure, nel mentre, chiedetevi se, come un baco da seta, avete costruito un bozzolo di noia intorno a voi. Chi vi salverà? Rompete il bozzolo e uscite fuori come la meravigliosa farfalla. Ma ricordate che, se vi va bene, vivrete un giorno. Godetevi la mattina, che al pomeriggio le ali vi faranno già male". (Lao Bu-Shem, 400 a.c).