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Visualizzazione dei post da Novembre, 2016

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE

L'ORGOGLIO CHE RIFIUTA DI ACCETTARE IL MALE. "Lasciare scivolare il male via da me. O almeno poterlo immaginare. La morte violenta di un amore, è come un walkie talkie che non parla più. Pshhh bzzz bzz bz Z. Come è successo? Quando? Dov'è il buco che ha assorbito tutto? Senza parole verso la resa, ma la bandiera bianca non è ancora tesa, l'orgoglio che rifiuta di accettare il male". (A. Battantier, Memorie di un amore, 2003, ABADP).

La vita non vissuta

"Ogni vita non vissuta accumula rancore verso di noi, dentro di noi: moltiplica le presenze ostili. La vita che è stata perduta, all’ultimo, ci si rivolterà contro“. (C.G Jung).

PAROLE

PAROLE. "Le tue parole, gesti dolcissimi e inconfessabili. Amo quel che scrivi, vedo i tuoi occhi piangere. E si confondono le sofferenze, perdendosi in un attimo ancora senza fine, dove sognare è lecito. Non torneranno le cose passate, me noi non le lasceremo andare via. Salveremo tutto coi ricordi, e le parole mai dette, protette dentro noi. E che siano perdonate le stronzate di due illusi". (15 storie d'amore e la fiaba di Hélène, A. Battantier, 2003).

LA GIRAFFA IN METRO

LA GIRAFFA IN METRO. "Entrata in metro ho chiesto al mio vicino -poteva essere mio padre- che ci facesse una giraffa in carrozza. Il tizio giocherellava con il tablet, nessuno sembrava accorgersi della giraffa. Ho  inviato una domanda a Mike, l'amico mio nerd, ma lui mi scrive: 'Non so niente, ora preparo cannetta numero 5. Cmq amoruccio, le giraffe non possono entrare in metro, sbattono la testa...a meno che...Nadia ma che è una giraffa nana come te ah ah?'. Niente affatto, non è nana, è alta, ma sembra a suo agio. Chissà, forse devo smetterla di farmi assegnare le linee guida del mondo da queste 5 o 10 droghe che assumo come fossero caffè o bicchieri d'acqua. Il fatto è che sono sempre stata una bimba tranquilla e ubbidiente, e per andare fuori di testa ho dovuto aiutarmi, perché da noi bisogna sempre frenarsi e controllarsi e trattenersi compitamente e doviziosamente aspettare in un angolino assegnato e vaffanculo a questa ipocrisia del mondo, sono stanca e mi …

Bullismo: come annientare i bulli

SI SUICIDA DOPO LA DENUNCIA AI BULLI. "In classe abbiamo parlato di un ragazzo suicida, dopo aver denunciato i suoi bulli aguzzini. Non ce l'ha fatta, ma COLPEVOLI non sono solo questi 4 stronzi. COLPEVOLE è la cosiddetta 'brava gente' che li lascia fare, perché i bulli hanno una specie di lasciapassare o condono sociale. Questo ragazzo da un anno non usciva praticamente da casa. Si vergognava per i video e le beffe continue, ripeto, nella complicità generale. Noi pure nel quartiere abbiamo problemi con i bulli. A me non fanno paura perché pratico BJJ da quando ho 7 anni e 2 o 3 di loro  li ho già ripassati una volta. La tristezza dei bulli è che attaccano sempre i deboli e gli indifesi, come tante jene codarde che se la prendono con un piccolo gnu o una zebra ferita. Io non ho paura dei bulli, io ho paura della 'gente' che ghettizza e cerca il nemico facile, o che si nasconde pensando non sia mai un suo problema. Invece certi episodi vanno bloccati sul nascer…

LA TAVERNA DELL'INCONSCIO

LA TAVERNA DELL'INCONSCIO. "Ho fatto un po' di casini ultimamente". "Ben vengano...se ti portano serenità". "Bè...insomma...c'ho uno stress addosso che non ti dico!". "Mi sa che hai fatto i conti senza l'oste". "E chi sarebbe l'oste?". "L'oste? Sei te! Alla fine siamo noi che facciamo i conti con noi stessi!". "Ah! Mi spiace...non c'ho i soldi e non lo pago!". "Sarebbe bello vero? Ma l'oste dell'inconscio prima o poi lo paghi sempre!". "See! Pure se scappo!?". "Peggio!!! L'inconscio non ascoltato si riprende sempre quello che è suo!". "Vaffanculo, te e all’oste, m'è passata la fame!". (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009).




L'arte di vedere le cose invisibili

"La visione è l'arte di vedere cose invisibili. E la vaghezza aiuta a definire meglio il quadro". (M. Thompson Nati: Van Gogh, Swift, nonsense and some other favourites things). 


Sognare

"C'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti, perdere la voglia di sognare ancora". (S. Freud).

HANDE KANDER

CADERE PER MANO DI ODIATORI DI ESSERI UMANI. STORIA DI HANDE KANDER. "Ero una ragazza trans. Volevo fare la maestra, ma sono finita ammazzata da odiatori di esseri umani. La mia famiglia mi cacciò di casa. Finii per fare la prostituta. Mica era quello il mio sogno, mica ho scelto di battere in strada. Non avevo alternative. Ero una ragazza trans, ed in Turchia non te lo danno il lavoro se sei trans (chissà invece negli altri paesi!). Amavo la vita, ed il mio sogno era uno: il diritto di esistere come sono. E fare la maestra. Il diritto all'esistenza passa attraverso la resistenza, ed io ho lottato, diventando un punto di riferimento LGBT nel mio paese e nel mondo. Ma le dittature temono le teste pensanti, le minoranze che portano avanti i cambiamenti. Ogni dittatura sa come muovere le teste calde, ha i suoi bravi burattini. Non vi racconto come è andata l'ultima notte della mia vita in terra. Non importa perché io sono ancora viva, fintanto che qualcuno porterà avanti il…

LE ALI DALLA SCHIENA DI UN UOMO

CIÒ CHE FA MALE È LA RESISTENZA, NON IL CAMBIAMENTO. "Mi piace il tuo viso scolpito, i disegni del tempo. Hai imparato a perdonarti, a sorridere nel sogno, a brindare agli anni  passati, a perderti nel vento. Piacersi è amore. Il cambiamento cerca noi, bussandoci alle porte, pur quando non pronti. Il cambiamento, incurante delle immense, ammirevoli, inutili resistenze, spazza via tutto -come il mare- perché quel tutto ormai era niente. Risucchiati nel flusso, sconosciuti viaggiamo e, poco a poco, ci lasciamo andare. Nuovi sentimenti preparano il pensiero che ancora ha da nascere. Possono spuntare le ali dalla schiena di un uomo? Sì, ma non bisogna solo crederci. Utile è il volare. Sotto c'era il vuoto, ma sopra e intorno solo aria, e volo fu. E' come se vedessi un filo impercettibile tra desiderio e volontà. Stare male è molto utile. È importante capirlo. Ciò che fa male è la resistenza, non il cambiamento". (A. Battantier, Ylpa Racine, 2016).

PASSATO-PRESENTE-FUTURO

PASSATO-PRESENTE-FUTURO. "I tempi iniziano ad essere maturi per cambiamenti importanti. Il futuro è ancora tuo! Te l'avevano rubato. Riprenditelo. Ma ricorda che l'attesa del futuro è il fallimento del presente. Siamo coinvolti anche noi in questo futuro da ri-conquistarci". [...] "Te ed io, soli, tra le immagini di un passato che si ostinava a non andar via. Soffocando il futuro che, ormai, pigolava sempre più flebilmente. Quando il passato ed il futuro si sfidano all'ultimo sangue, sta al presente frapporsi, ergersi ad arbitro, giudice, confidente, tirando le fila tra il vecchio, da custodire, e il nuovo, da costruire". (M. Thompson Nati, Amori al bar, 2005).

LA TRASMIGRAZIONE DELL'ANIMA IN VITA

"Finalmente l’anima mia esplode e saggiamente mi grida: Non importa dove! Purché sia fuori di questo mondo![...] Così ciascuno fugge se stesso, ma, a quel suo ‘io’, naturalmente, come accade, non potendo sfuggire, malvolentieri gli resta attaccato, e lo odia". (Baudelaire, N’IMPORTE OÙ HORS DU MONDE/ Lucrezio, De Rerum natura).  


GIOCARE SERIAMENTE

MI SONO SEMPRE DIVERTITO. "Mi chiamo Jean-Michel Saive ho 47 anni e gioco a ping pong. Ho rappresentato il Belgio in 7 edizioni dei giochi olimpici, e sono stato il numero 1 del ranking mondiale. Ma non è questo il punto. La cosa importante è che io mi sono sempre divertito. Mio padre era un campione del ping pong, mamma ha vinto il campionato di doppio femminile quando era incinta di me. Ricordo ancora nella pancia i movimenti, le strusciate a terra, il POC della pallina. Com'è, come non è, ho vinto 130 medaglie, un po' qua un po' la, ma divertendomi sempre. Lo sport senza tanti soldi fa divertire di più. Con il mio amico Chuang Chih-Yuan, al Tai-Ben International abbiamo dato vita alla partita più buffa della storia del tennistavolo. Mi facevo vecchio, lui giovane e promettente, è stato bello giocare alla vita. Consiglio a tutti di giocare seriamente alla vita". (M. Thompson Nati, Around. Around Jean-Michel Saive, 2016). https://m.youtube.com/watch?v=PAzQqqJycF…

È come andare in bicicletta...

"Albert: -È come in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio, muoviti!Tea: -Non ci riesco! Albert: -Se sei paralizzata cadi! Tea: Ma come faccio se son paralizzata!!!? Albert: -Muoviti! Tea: -Ma dove!!? Dove mi muovo?? Albert: -Intanto muoviti, poi la strada si farà...". (T. Bergen, Era lei, 2009).

IL TEMPO SIAMO NOI. "Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando"..."serve liberarsi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”... "la farfalla non conta i mesi ma i momenti, ed ha tempo a sufficienza". (Frammenti del tempo, ALBERT EINSTEIN, ALDA MERINI, RABINDRANATH TAGORE). 


Il limite

"Gli incontri più importanti generalmente avvengono quando arriviamo ad un limite. Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente." (libera mente P. Coelho, 11 minuti, da Rolly&Silvestro).


TU HAI DONATO AMORE

TU HAI DONATO AMORE. "L'amore mica è tutto razionalità. L'amore ha qualcosa di inspiegabile. E questo qualcosa si chiama Amore. Il resto è spiegazione" [...] "Senza inutili rancori pei perduti amori la mente possa alzarsi verso il cielo, che è più grande di noi. Lì, vedrai il vero amore. Poi in terra tornerai e sì, dai, un altro ne troverai". [...] "Tu hai donato amore a chi forse allora era distratto. Il tempo ci mette tempo a passare, ma tu, ricordalo sempre, fosti contenitore d'amore, tu hai donato amore". (Padre Tosca Panunzio, Tutte le Lettere, 1932).

IL MANTRA DELLA GIOIA

IL MANTRA DELLA GIOIA. "Buona giornata e un cammino verso il centro del sole dentro di noi". (Lao Bu-Shem).



MIO NONNO ED IO

MIO NONNO ED IO. "Si può imparare molto dai bambini e dagli anziani. I primi hanno una visione autentica e immacolata della vita. I secondi, la saggezza nell'esperienza, ed hanno imparato dai loro errori. E, se non hanno ancora imparato, bè, in fondo è perché sono ancora bambini" [...] La vita inizia dove finisce la paura, e per un bimbo inizia e si sviluppa al meglio, grazie all'incoraggiamento per affrontare la paura. Come l'acqua per una piantina, donare fiducia, crea le condizioni per una crescita armonica. Mio nonno mi ha donato la fiducia".  (M. Thompson Nati, taccuini verdi, 1956). 

IL BAMBINO CAPRICCIOSO

TEMA: RACCONTATE UNA FIABA DI QUANDO ERAVATE BAMBINI. "Il bambino capriccioso è la fiaba dei fratelli Grimm che ho odiato di più da piccolo. Mia nonna me la raccontava per farmi essere più buono. C'era una volta un bambino capriccioso che non faceva mai quello che chiedeva la mamma ed il papà, insomma, faceva quello che gli pareva. Per questo il buon Dio (che forse non era così buono) si arrabbiò e lo fece ammalare, nessun medico riuscì a salvarlo e alla fine schiattò, ma schiattò che morì proprio mica per scherzo. E già a questo punto io piangevo e mi mettevo paura, pensando a cosa avessi fatto di male per meritarmi questa fiaba. Ma mia nonna mica si fermava, no, continuava a raccontarmi -perfida- la storia. Quando questo povero bimbo venne messo nella fossa e ricoperto, all'improvviso da sotto terra spuntò fuori il suo braccino che salutava verso l'alto. La mamma, lo ricacciava sotto con i piedi, e il papà tornò a ricoprir di terra. Ma ogni volta il braccino tornava…

PERDUTO NEL MONDO DEI SOGNI SPIETATI

CIASCUNONEL SUO ESSERE PUCCIO PERDUTO NEL MONDO DI SOGNI SPIETATI PERCHÉ MAI RESI VERI. "E così, senza saperlo, mi ritrovai a parlare chiusa, dentro casa, con i pucci dei miei figli. La solitudine porta a cercare facile compagnia, ed io la trovai in Pinocchio, Braccobau e Orsotto. Mi disse Massimo, del corso ZUMBAYOGA: Libera il flusso dei pensieri. Mi disse parla con i sassi, con i chiodi, coi criceti al limite -ma proprio al limite- con qualche essere umano. Esseri umani mi sembrava troppo e allora, quando mio marito usciva per portare i nostri figli a scuola, presi a servire il caffè ai pucci. Tra una faccenda e l'altra, che vi credete? Io mando avanti una casa, me la sudo la mia squallida TV alla sera, stesa sul morbido divano mondo convenienza. Tanto non parliamo in famiglia, e allora, meglio perdersi dinanzi alle cazzate della tele, una droga leggera, piano piano via, te ne vai nel mondo del nulla, che è solo un piano più sotto del piano reale. Un tempo desideravo esser…

Facile no, ma nemmeno impossibile

"Nessuno disse che era facile. Ma nemmeno impossibile. Inferno non era. E mi misi all'opera. È l'incontro dei sognatori poeti che rende gradevole ancor la vita". (M. Thompson Nati, Taccuini Verdi, 1956, su M. De Pretis). 

L'inconscio non ascoltato

ASCOLTA IL TUO SOLE. "L'inconscio non ascoltato è pericoloso perché se ne va per conto suo. E da un momento all'altro può venir fuori come un'esplosione". (M.Trevi).

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA. "Questo amore violento, fragile, bello, disperato, vero, felice, beffardo. Trema di paura, come un bimbo al buio. Sicuro come un uomo tranquillo, nel cuore della notte. È un amore tutto intero, ancora vivo. È tuo. E' mio. Una cosa sempre nuova; e non è mai cambiato. Possiamo andare, ritornare, scordare, addormentarci, risvegliarci, soffrire, invecchiare, riaddormentarci, svegliarci nel sorriso. Ridere e ringiovanire. Il nostro amore è là, testardo come un somaro. Vivo è il desiderio, crudele la memoria, sciocco il rimpianto, tenero il ricordo. Ci guarda il nostro amore, e parla senza dire nulla. Io l'ascolto e grido per gli amanti persi nel mondo che non conosco. Fermati Amore, là dove sei, dove altre volte sei stato. Non andartene, non dimenticarci. Non avevamo che te sulla terra. Non lasciarci morire. Dacci un segno di vita, ai margini di un bosco, nella foresta della memoria. Alzati. Tendici la mano. E salvaci". (Jacques Prévert, libera…

Fragile? No, sono innamorata

LEI: "Io non mi preoccupo di essere fragile. Mi preoccupo di quello che tu ne farai, delle mie fragilità". LUI: "E vabbè, allora sei fragile". LEI: "No, sono innamorata! Ma non farmi male perché i buoni possono diventare bastardi dopo esser stati troppo buoni con i bastardi. E allora, quando un bastardo incontra un buono diventato bastardo, il bastardo nato bastardo...ha da morì". Lui deglutisce mestamente e, facendo il vago, si avvicina alla finestra grattandosi meccanicamente la testa”. (T. Bergen, ERA LEI/ JUST THE WAY SHE WAS, 2009, quando lei gli fa capire che bisogna temere l'ira dei buoni).