2.12.13

FEMMINICIDIO

ANIME DANNATE. Aveva osato chiedermi separazione. Mi aveva denunciato, vi rendete conto? Anni di botte, non lo nego, e me la comandavo. Ho caricato il fucile a pallettoni. Volevo essere sicuro di ammazzarla. A lei l'ho sparata alla gola subito. E poi, lo sapete, eccomi qua: mi sono sparato. Tanto sulla terra noi maschi abbiamo gioco facile. I carabinieri dovevano cogliermi sul fatto. Già 10 anni fa avevo tentato di ammazzarla. Qui, uno con le ali mi fa: "Perché?". Non volevo essere lasciato, ecco perché. Fosse per me non l'avrei mai fatta uscire di casa, neanche per la spesa. E la parrucchiera, certo, ma solo a domicilio. Io potevo andare a femmine. Lei muta e rassegnata. Ma questa poi da muta mi apre bocca e mi dice: "NON PROVO PIU' AMORE". E altre cazzate. Non l'ho mai accettato. Doveva stare con me. Non sopportavo di essere lasciato. E poi mi serviva una in casa per accudire. E quando mi ha detto: "E' finita", allora ho pensato pure io che era finita. Ma per tutti. (Tratto da "Anime dannate, di A. Battantier, 2007).