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SIAMO UN PRESTITO BREVE (usiamolo bene)

Papà non c’è più.

Questa è la transizione, nuda e semplice.
Un atomo che va a finire in una nuvola, un po’ di calore che se ne va per il mondo.
Un altro tipo di momento, sì.
Senza angeli a fare il turno di notte.

La memoria, lo so come funziona: tre generazioni, quattro con fortuna.
Poi il nome diventa un’etichetta illeggibile su una valigia abbandonata in soffitta.
La quinta generazione berrà vino senza sapere che il sorriso veniva da lui.

Siamo un prestito breve.
Una chitarra accordata per una sera sola.
Poi il silenzio.
Però, in questo prestito, in questa notte, possiamo suonare una musica diversa.

Possiamo dire: la ricchezza è una tasca bucata, il potere è una sedia sgangherata.
Il vero nemico è la fame dell’anima che non si sazia mai.

Abbiamo questa stanza, il mondo.
Un attico con le stelle per lampadario.
Possiamo apparecchiare la tavola per tutti.
Dividere il pane fino all’ultima briciola.
Scegliere di non essere ingordi, di essere gli anarchici della gentilezza.

È l’unico paradiso che ci spetta.
Questo abbraccio, adesso.
Questo bicchiere alzato,
prima che la musica finisca e la chitarra torni polvere.

Prima del grande oblio, amico mio.

(A. Battantier, Memorie di un amore, a Ken, 1/26)

#MIPLab
#memoriediunamore
#stephenstadif

***
The Fact of the Matter

A father is gone.
That specific arrangement of particles, that particular warmth in a chair by the window, the exact timbre of a cough in the morning, that’s done.

It’s a chemical dispersal.
A quiet subtraction.
Don’t look for metaphysics in the dust motes his body left settling on the floor.

They say three generations. Maybe four.
Then the name goes slack in the mouth, a forgotten tool in a shed.
The fifth generation won’t spare a thought for the curve of your jaw, which was his.

So here is the cold, clean truth: We are a temporary collaboration.
A brief, bright knot of matter tied against the dark.

But listen.
In this brief collaboration, we can choose to feed a mouth.
We can choose not to take the extra share.
We can untie the knots of greed that bind the world in hunger.

We have this rented room of a planet.
For a little while.
We can choose to sweep it clean, set a chair for a stranger, break the last good loaf of bread in half.

That’s the only miracle.
The choice to be kind,
before the dispersal.
Before the long, unremembered dark.



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