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QUANDO MI TROVO IN DIFFICOLTA'


QUANDO MI TROVO IN DIFFICOLTÀ. "Fateci caso, non si dice mai la frase: 'Mi trovo in facilità'. Quando mi trovo in difficoltà vorrei cercare una qualche verità, ma non la prima qualunque, altrimenti è peggio. Alcuni dicono che è difficile cercare la verità dentro di noi, ma è difficile qualsiasi cosa che riguarda noi: la forza dentro di noi, la volontà dentro di noi. Perché i pensieri brutti alle volte schiacciano quelli belli. Perché sono più facili da fare. Fanno tutto loro. Potremmo iniziare, mettendo in discussione le certezze che non ti fanno andare più da nessuna parte. E' difficile mettere da parte le certezze: anche se sono finte e sbagliate, le certezze ti danno una forza, ma è una forza finta, e sono certezze che ti feriscono sempre di più, ingannandoti. 'CERCARE LA VERITA'! Vorrei che fosse questo il mio speciale motto segreto. Ma serve coraggio, il coraggio di lasciarsi andare. Fa schifo lasciarsi andare alla verità, perché esce fuori che facciamo schifo noi. E allora per vigliaccheria evitiamo di cercare la verità, oppure la cerchiamo ma la ricerca non è onesta, e ci freghiamo da soli. Serve un amico, qualcuno che ci faccia da specchio, e anche dei secchi per vomitare, alle volte". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2011, Angelo Futuro). 


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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).