23.6.17

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA

PASCOLI, I GIOVANI, L'ITALIA. "Nascondi le cose lontane, nebbia impalpabile e scialba. Alle volte è meglio non vedere oltre. La nebbia difende e protegge, non mi troverete, pensavo. E pure pensavo che Pascoli fosse un poeta vecchio. Sarà, ma è un vecchio che ritorna. Pascoli si attacca alle piccole cose, come noi ragazzi a due cazzate. Schiacciati da un passato e soprattutto da un futuro troppo ingombrante. In mezzo ci siamo noi, 4 deficienti sui muretti di un quartiere senza decoro, identità e lavoro. Mio zio l'altro giorno è passato alla fontana in scooter e ci fa: Ehh ai tempi miei...". Ai tempi miei un cazzo zì. Ai tempi tuoi stavi col posto fisso alle Poste a comprarti i vestiti da fichetto con la beata convinzione che l'Italia era la quarta potenza del mondo. Mò la festa è finita e stamo a pagà il conto". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2013. Matteo Lizard, 16anni).