L’insonnia. Milioni di persone ne soffre. Ognuno ha la sua tecnica.
C’è chi legge finché non gli cade il libro in faccia. Chi si infila gli auricolari e se ne sta ad ascoltare voci che sussurrano, tipo Chiara ASMR, che sembra ti faccia la ninna nanna con voce suadente e flautata.
Poi c’è il sonnifero. Melatonina? Bisognerebbe studiare meglio come funziona. C'è chi la prendeva all’estero, da 10 mg. In Italia? Massimo 1 mg.
C’è chi dopo un po’ si arrabbia pure con la meditazione guidata, si alza, va in cucina, fissa il frigo, ci litiga e la notte se ne va così.
Poi c’è il rituale degli integratori: ashwagandha, magnesio. Pensi: ora dormo come un ghiro. Invece niente.
Poi c’è chi la mattina alle 4 dice: Basta, mi alzo.
E il pomeriggio cerca di recuperare.
Chi resta sveglio due notti e alla terza crolla. Che chi si beve, nell'attesa di Morfeo, una boccia di vino.
La verità è che tutte queste cose sono come mettere la polvere sotto il tappeto.
Tu non dormi perché c’è qualcosa che di giorno non vuoi sentire.
Noi facciamo quello che non vogliamo fare, e non facciamo quello che vogliamo fare.
E allora l’inconscio, la notte, ti presenta il conto.
E non è un conticino, eh. È salato, con gli interessi.
Ore che passi a ruminare pensieri, a ripensare a cosa hai detto, a cosa non hai detto, a cosa avresti voluto fare. E la giornata dopo te la rovini.
Allora, le tecniche servono? Sì, forse. Il miele, le banane, la melatonina a 3 mg o a 5.
Ma se non vai alle cause, è come svuotare il mare col secchiello.
Trova la causa, dice qualcuno. Sta tutto nella mente.
C'è chi ha provato di tutto, pure gli psicofarmaci. Ma poi, piano piano, risolvendo le cose -che sono difficili, eh, mica sciocchezze- i farmaci se ne vanno, e pure l’insonnia se ne va a passeggio.
Qualche episodio, ogni tanto ritorna, ma almeno dormi. E pure la vita torna a respirare.
Morale? Forse la notte non è un nemico. È un contabile severo che ti dice: “Guarda che la giornata l’hai vissuta male”. E forse, invece di combatterla, bisognerebbe ascoltarla. Chissà, potrebbe pure avere ragione.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Mip Lab, 1/26)
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