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LA FELICITÀ

LA FELICITÀ "La felicità non è solo una parola. Forse, l'amore è un'illusione, ma la sua felicità è reale, come la paura che ne consegue, e la voglia di saltare, e raccontarlo a tutti. La felicità è un momento prezioso in cui qualcosa di speciale accade. Non serve un grande amore per una grande felicità. La felicità è uno stato mentale, e l'amore è il suo occasionale migliore amico. Cerca di cogliere al volo la felicità nelle piccole cose di tutti i giorni...adesso. Trova la tua felicità. Perché non è solo una parola, anche se molti cercano la GRANDE FELICITA' senza darsi da fare per ottenerla nel quotidiano. Di doman non v'è certezza. La felicità è ora! Ora! ORA!". (M. Thompson Nati, "Happiness is a warm cup of tea", 2011).  "Happiness is not just a word. Perhaps love is an illusion, but his happiness is real, his need to scream, jump and tell it everyone. Happiness is a precious moment when some special things happen. It does not take great love to do great happiness. Happiness is a state of mind, and love is his part time best friend. And when there is a chance of happiness, take it all. The power of happiness is "Now", in everyday life, in little things and you'll have to find out for yourself. Happiness is not just a word. Everybody wants the big happiness and they don't want to work for it in everyday life. Tomorrow never knows. Happiness is now!". (M. Thompson Nati/A. Battantier: "Happiness is a warm cup of tea", 2011). (Illustrazione di Paola Luciani).



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Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).