19.1.17

QUANDO FAI YOGA A 15 ANNI BESTEMMI DI PIÙ

QUANDO FAI YOGA A 15 ANNI BESTEMMI DI PIÙ. "Non so perché ma quando fai yoga a 15 anni bestemmi di più. I miei non lo capiscono che sto cercando di staccarmi da loro mica per cattiveria ma perché se i miei amici mi vedono che mamma mi accompagna fino a scuola mi prendono per il culo. I miei vogliono parlare con me cercano il dialogo ma questo dialogo mica lo puoi fare per forza a volte preferisco andare a pesca con papà e restare in silenzio e pure questo è dialogo o comunque volersi bene. I miei non lo sanno che mi fanno schifo sti peletti sulla faccia e questa voce mezza da minchione, mezza da femmina, cioè femmina no, ma da bambino sì, ma io non sono più bambino ma nemmanco ancora grande. Che cosa sono io? Uno che cresce, che per la prima volta sente che deve fare da solo ma ancora non sa che cazzo fare ma vuole fare. Ma pure non fare, alle volte voglio scomparire e svegliarmi tra qualche decina di anni pronto per capire. A casa non ci sono i soldi, papà è preoccupato ed io prima volevo fare ingegneria ma oggi come oggi non lo so se mi conviene. Dovrei aiutare in famiglia, che periodo di merda. Mamma alle volte la sfanculo perché mi sembra che non capisce niente. Poi però quando vedo Mattia trattare così male sua madre, la sera mi viene di stringere forte mia madre che sopporta me, mio padre e quell'altro deficiente di mio fratello. Mio padre invece vorrebbe fare l'amico, e lo sarebbe anche se solo... non volesse far vedere a tutti i costi che è un amico. Alle volte è imbarazzante, specie coi miei amici. Non capisci se vuole fare l'amico o ha solo paura di invecchiare. E bravo papà ti voglio bene lo stesso pure se non fai il deficiente a tutti i costi, come quella volta che si è messo a correre col motorino con Thomas, dicendo che lui conosceva Schwartz e altri piloti cazzuti. Risultato? È caduto sulla tangenziale e l'abbiamo riccolto col cucchiaino. Avoja che mi diceva sul lettino in ospedale: "tranquillo te lo ricompro un altro motorino Ciccio!". Io je volevo da risponne: a papà ricomprate n'artro cervello che famo prima!". Ma siccome si lamentava e guaiva come un cihuahua ciaccato, sta risposta me la sono tenuta per me, per la prossima volta che mi dirà qualche frase del cazzo sulla maturità di noi adolescenti inquieti". (Andrea Battantier, Memorie di un adolescente, 2014).