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MEMORIE DI UN AMORE: UN FINALE DIVERSO

"Oggi voglio parlare degli uomini che girano per il mondo o, semplicemente, quelli che mi vado a capare là a lo mazzo, ovvero quelli che mi vado a scegliere io.  
Ho passato 5 anni (pensavo splendidi) con una persona. Poi me la ritrovo a fare porcherie con una delle tante. E vabbè. Poi cerchi di ripartire, vai avanti, ti fidi di un altro grand'uomo: innamorato, fidanzato, convivente, con te, ma pure con un'altra. Io e quest'altra avevamo in comune un partner part-time. 
Ma ecco già profilarsi all'orizzonte il terzo, torno ad uscire, si va a ballare, me lo ritrovo appiccicato a un trans, sulla pista da ballo e poi lui appiccicato (non dico dove, sono una signora) al bagno delle donne accanto al mio. Non vi dico la delizia di quello che le miei orecchie hanno ascoltato.
Ed eccoci all'ultimo, uomo carino, simpatico, divertente. E finalmente voi vi chiederete tirando un sospiro di sollievo. Fermi tutti, non aprite mai il cellulare dei vostri uomini. La tecnologia è una rovina. Ma a questo punto -aggiungo io- è una salvezza. E allora ho scelto di salvare me, forse da sola posso arrivare ovunque, senza caricarmi di fardelli, inutili brandelli di affetto. IO NON CI STO PIÙ!!! E quanto sono stata bene al mare, in pace e nel silenzio. E ho pure riso, sì, da sola. Perché mica ero matta, ero rinsavita. Finalmente me stessa, stavolta sono io, me ne accorgo. Vi ho voluto bene, veramente. Ma questa volta, alle vostre stupide lusinghe resto indifferente. Io non vi aspetto più. Vado via, per prendere me stessa e adesso sono pronta a correre, a saltare il mondo, fin dove si vola. Lontanissima da voi. Finalmente un finale diverso. È questo l'essenziale".  (A. Battantier, Memorie di un amore, 2007-2012-2016- 2017, frammenti di GF, GR, TB, Walkiria innamorata, Mengo X ever).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).