15.3.17

ORA NAUFRAGO OSSERVO LA MIA VITA

ORA NAUFRAGO OSSERVO LA MIA VITA. "Serve trovare un equilibrio tra la sicurezza del certo e il fascino dell'incerto. Taluni si annoiano mortalmente nelle calde, asfissianti e rassicuranti certezze. Altri, si immergono nei flutti perigliosi dell'incerto e non ne fanno più ritorno. Il Certo e l'Iincerto: in entrambi i casi se ne può morire". [...] "Solo adesso riconosco i miei errori, nel mezzo del mare non mi accorsi degli scogli nei fluttui, rischiando orrendamente di perire più e più volte. Ora, naufrago osservo la mia vita. Persi la rotta, non fiutando i venti e i marosi, ma la colpa non fu tutta mia. Il capitano, il viaggio di ventura di mio padre, Emma che sciolse il cortese d'amor sodalizio. Ecco, semmai, non seppi rispondere all'uopo alle circostanze nefaste". (M. De Pretis, Ulisse è tornato, per un giorno soltanto, 1987).