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USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO

USCIRE DALLA GALERA DEL SENTIMENTO. "E aspetto sempre appesa ad un filo di tempo in salsa fantasia. Una roulette russa si attiva quando aspetto te. Mi chiamerai? Ci sarai? Mi sento obbligata ad aspettarti perché l'amore ha i suoi comandamenti. L'amore è garanzia di salvezza, specialmente quando ci credi. Tutto fallisce intorno a me,  il sole era opaco e, nel mentre aspettavo risposta, si è spento, Niente di grave,  il buio perenne è un rischio che in amore sovente si corre. Amore dammi luce, da mesi io ti aspetto in fondo alla caverna. Tra le fauci di un drago mi sono cacciata, mi sono consegnata senza lottare. [...] Ho penato per anni, pensando che lui sarebbe stato la condanna della mia vita. Poi, poco a poco, realizzai che io non ero mica necessariamente una condannata all'ergastolo. No. Allora, iniziai a decidere, solo io, quando espiare la condanna per uscire di galera. Le chiavi della cella ce le abbiamo noi. Non diamole a nessun altro. Poiché, quando le chiavi del cuore le abbiamo noi, non si tratta più di cella ma di meraviglioso spazio infinito". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2008). 

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).