1.10.16

LA LEGGEREZZA PREVEDE TANTO CORAGGIO: STORIA DI UN 'DIVERSO'

LA LEGGEREZZA PREVEDE TANTO CORAGGIO: STORIA DI UN 'DIVERSO'. "Forse non se l'aspettavano da me, forse mi volevano diverso da come sono. Cioè diverso. Mi volevano uguale a loro. Gli è andata male, sono riuscito male. Ho 20 anni e ho iniziato a stare meglio con me stesso quando ho iniziato ad uscire dalle ipocrisie della vita. La vita è piena di ipocrisie e lentamente ti soffocano e ti uccidono la parte vera di te. In questi anni ne ho attraversate tante. Mi hanno deriso, scacciato, picchiato. Mia madre ha saputo della mia omosessualità leggendo un diario, ho avuto paura, ma lei mi ha difeso da mio padre, dai suoi tentativi di riportarmi sulla strada maschia da lui tanto agognata. Mio padre: l'ultimo ostacolo prima della mia partenza per Brighton. Prima di partire (per sempre?) ho dato una mano ad alcuni ragazzi e ragazze nelle mie stesse condizioni di finzione teatrale, prima del grande passo: l'uscita alla vita vera. Ora sono partito, ma, a pensarci bene, il grosso del lavoro andrebbe fatto con i genitori, non tanto con i ragazzi. Che vi devo dire? È stata una fatica, ma ne è valsa la pena. È straordinario vivere la vita a testa alta, sentendosi in linea con la nostra Persona interna. Ognuno di noi saprebbe sempre chi è, se solo non fosse disturbato dalle sovrastrutture e dalle imposizioni e dalle ipocrisie in società. Serve liberarsi, giorno dopo giorno, restare soli con noi stessi, nella nostra essenza. Quanto tempo ho perduto nel tentativo -fallimentare- di omologarmi a quei falsi amici, a quei falsi ideali, falsi per me, che sospettavo già allora qualcosa che non avevo il coraggio neanche di pensare. La leggerezza prevede tanto coraggio. E quando ci si sente soli è duro prepararsi al cambiamento dell'anima. Lo scrivo forte e chiaro: non bisogna restare soli. Io, ad esempio, ho trovato un professore in gamba, ha saputo capirmi; uno psicologo in gamba, ha saputo capirmi; un amico più grande di me, più avanti nella strada, ha voluto amarmi". (Memorie di un adolescente, A. Battantier, 2007, Dave 93). "Una mattina parti con tutto quello che hai, una valigia nera, solo sulla pensilina. Tua madre non capirà perché sei dovuto partire, ma le risposte che cerchi non le potrai mai trovare a casa. Scappa, vattene, scappa. Preso a calci e a spintoni, eri quello di cui sparlare, ti ferivano per farti piangere. Ma tu non piangevi mai per loro, solo per la tua anima". (Bronski Beat, Smalltown). https://m.youtube.com/watch?v=Xuz94ZIPfJk