25.10.16

LO ZIO ROSARIO E L'ANTROPOCENE

"Nella mia famiglia gira una voce, una di quelle voci che non si deve sapere o quanto meno non dire. Lo zio Rosario, 30 anni fa o giù di lì, si ammazzò nel garage dentro alla sua macchina. Con i gas di scarico. Una morte orrenda, porello. Si dice l'abbia fatto per amore. In questi giorni mi è tornato alla mente zio Rosario, perché a scuola stiamo studiando il surriscaldamento della terra. Voi direte: ma che c'entra lo zio Rosario? Il fatto è che secondo me, tutti noi stiamo andando a finire come lo zio Rosario. La terra è finita, crepata, ci sono  1 miliardo e 200 milioni di macchine in circolazione, e il surriscaldamento globale aumenta giorno per giorno, dal momento che nessuno si ferma a pensare, e lo sviluppo capitalistico avanza. Grazie alla prof di scienze abbiamo scoperto che sia entrati nell'ANTROPOCENE, una specie di era geologica che ha il suo clima interno e la sue caratteristiche di base governate, manipolate dall'uomo. Cioè in quest'era qua, non ce la possiamo prendere con Dio, con le stelle, con le glaciazioni, ma SOLO CON LE AZIONI DI NOI UOMINI. In questa nuova era non c'è più spazio per gli alibi e le scuse. È colpa nostra. E se non vogliamo finire come lo zio Rosario, dobbiamo aprire il garage, spegnere le macchine, uscire all'aria aperta, toccare le piante (occhio alle ortiche), amare gli animali (e non mangiarli) e quindi, forse, torneremo ad amarci anche un po' tra noi". (Millo Peg e le memorie della terra, A. Battantier, 2016).