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QUELL'UNICO GIORNO DEL MIO MATRIMONIO

QUELL'UNICO GIORNO DEL MIO MATRIMONIO. "Stava andando tutto alla grande. C'eravamo sposati, dopo due anni di preparativi, 200 invitati, la festa al laghetto del Kimoi. Tutto perfetto, tutto studiato per essere ricordato dai noi e dai nostri cari come il matrimonio dell'anno. E infatti, altro che dell'anno, qui in provincia se lo ricorderanno per generazioni. Grazie a me che sono un coglione, perché ho permesso a quei fotografi creativi di rovinarmi la vita. Insomma, dopo le foto di rito, Tukkai Masua, il fotografo delle grandi cerimonie, mi disse: 'Molto bene le foto sulla carrozza dell'Imperatore, ma ora invece faccia salire la sua signora sulla ringhiera del parco!!'. 'Sulla ringhiera!?!' faccio io un poco perplesso, ma già alticcio e bendisposto in seguito agli aperitivi. E Tukkai Masua -tacci sua- di rimando preparando la steady cam: 'Su su sulla ringhiera la sua sposa, le facciamo fare una sfilata d'eccezione ed il parterre per lei sarà il cielo!!'. Io, che ho sempre avuto problemi con gli artisti, diciamo che, mezzo ubriaco, abbozzai. Aiutai quindi a far salire la mia sposa sulla ringhiera, dopo averle tolto quelle sue scarpine deliziose. I fotografi iniziarono a scattare, a fare il video, anche mio cugino con il cellulare. La mia sposa, un pochino frastornata ma felice, e soprattutto fiduciosa, prese a volteggiare sulla ringhiera del parco di Magghen. Io la sorreggevo, da sotto, tenendole la manina. Improvvisamente, accadde l'irreparabile. Ella inciampò con il piede sul lungo vestito. Quando dico irreparabile, intendo dire irreparabile. Nulla fu più come prima. Cadde, ella cadde a gambe larghe, dritta per dritta, sbattendo la sua dolce e ancor incontaminata patata sul freddo ferro della ringhiera. Io corsi a sostenerla. Ma ella, che già aveva manifestato la sua pur timida contrarietà a quel siparietto, prese a picchiarmi alla rinfusa, con tutta la rabbia che aveva. Prima di crollare crudelmente a terra, dolorante e poi più dolcemente svenuta nel nostro giorno più bello, e più brutto. Io dalla rabbia presi a calci quella ringhiera, finendo per rotolare come una merda secca nel dirupo sottostante. Ella non volle mai più vedermi. Ora convive con un austriaco. Quanto al fotografo Tukkai Masua, osò inviarmi il conto a casa, tacci sua". (Memorie di un Amore, A. Battantier, 2016). 



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