1.11.16

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA

AMORE, QUASI UNA PREGHIERA. "Questo amore violento, fragile, bello, disperato, vero, felice, beffardo. Trema di paura, come un bimbo al buio. Sicuro come un uomo tranquillo, nel cuore della notte. È un amore tutto intero, ancora vivo. È tuo. E' mio. Una cosa sempre nuova; e non è mai cambiato. Possiamo andare, ritornare, scordare, addormentarci, risvegliarci, soffrire, invecchiare, riaddormentarci, svegliarci nel sorriso. Ridere e ringiovanire. Il nostro amore è là, testardo come un somaro. Vivo è il desiderio, crudele la memoria, sciocco il rimpianto, tenero il ricordo. Ci guarda il nostro amore, e parla senza dire nulla. Io l'ascolto e grido per gli amanti persi nel mondo che non conosco. Fermati Amore, là dove sei, dove altre volte sei stato. Non andartene, non dimenticarci. Non avevamo che te sulla terra. Non lasciarci morire. Dacci un segno di vita, ai margini di un bosco, nella foresta della memoria. Alzati. Tendici la mano. E salvaci". (Jacques Prévert, libera traduzione A. Battantier, 1988).