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Lucio Battisti, E. Kübler Ross e l'elaborazione di un amore finito


Il modello a cinque fasi di Elisabeth Kübler Ross permette di affrontare l'elaborazione di un lutto (reale) o affettivo/sentimentale (la fine di una storia d'amore). Le fasi possono anche alternarsi, presentarsi in ordine sparso (in relazioni al contesto) o più volte nel corso del tempo, dato che le emozioni non seguono certo regole rigide prestabilite.

1. Fase della negazione o del rifiuto: “Ti stai sbagliando chi hai visto non è [lei]", "Se c'era un uomo poi, no, non può essere lei", "Chi sta sbagliando son certo sei tu" ( http://www.youtube.com/watch?v=OCQ5DTR5nb0 ). In questa fase si rifiuta l'esame di realtà, si ritiene che sia impossibile che possa essere capitato a noi. Ciò può proteggere da un’eccessiva ansia, dando il tempo il necessario per organizzarsi.

2. Fase della rabbia: dopo la negazione della realtà, scatta la rabbia e la paura, che esplodono in tutte le direzioni, contro il nemico rivale, amici, parenti, tutti quelli che non capiscono, Dio, ma anche lo stesso oggetto amato. La frase più frequente è "perché proprio a me?". Può essere il momento di massima richiesta di aiuto, ma anche il momento del rifiuto, della chiusura e del ritiro in sé: "Quella sera ballavi insieme a me, e ti stringevi a me, all'improvviso mi hai chiesto lui chi è, un sorriso e ho visto la mia fine sul tuo viso, il nostro amor dissolversi nel vento, ricordo sono morto in un momento" ( http://www.youtube.com/watch?v=0AoUMcGOnwc ). O ancora: "Io non so più a chi credere. So solo che, so solo che di tutti e tre, soltanto uno, uno soltanto morirà. Lei era mia, non è più mia, ora di chi è chi lo sa? Andate via,andate via!" ( http://www.youtube.com/watch?v=eGO-vF2lE1E ).

3. Fase della Negoziazione o del patteggiamento: Si comincia a vedere cosa si può fare, dove si può tornare a credere o ad avere speranza nella possibilità di farcela: "Se cambio tutto di me magari mi riprende", "ora ho capito dove ho sbagliato", "in fondo altre volte sembrava finita eppure...", "se torniamo insieme giuro che...". In questa fase, si tenta di riprendere il controllo della propria vita, e cerca di riparare il riparabile: "E' troppo grande la citta', per due che come noi
non sperano pero' si stan cercando"; http://www.youtube.com/watch?v=CjWyb1RjP_Y ; ma anche e soprattutto: "Stessa strada, stessa porta", "Scusa, se son venuto qui questa sera, da solo non riuscivo a dormire perché di notte ho ancor bisogno di te, fammi entrare per favore", "posso stringerti le mani", "come sono fredde tu tremi, no, non sto sbagliando mi ami, dimmi che è vero, dimmi che è vero...dimmi che noi non siamo stati mai lontani" ( http://www.youtube.com/watch?v=0QX6Lak2XlY ).

4. Fase della depressione: Si inizia a prendere consapevolezza della perdita subita o che si sta per subire. Non si può (vuol) più negare la condizione di sofferenza, e si realizza che la ribellione non è possibile, per cui la negazione e la rabbia vengono sostituite da un forte senso di sconfitta: "Scusa, credevo proprio che fossi sola, credevo non ci fosse nessuno con te, oh, scusami tanto se puoi
signore, chiedo scusa anche a lei, ma, io ero proprio fuori di me, io ero proprio fuori di me quando dicevo: posso stringerti le mani, come sono fredde tu tremi..." ( http://www.youtube.com/watch?v=0QX6Lak2XlY ).

5. Fase dell’accettazione: Quando si ha modo di comprendere meglio quanto sta succedendo (o è successo), e si arriva ad un’accettazione della propria condizione: "Perciò dolcissimo mio amore,
ecco quello, quello che, da domani mi accadrà: Io vivrò senza te, anche se ancora non so come io vivrò, Senza te, io senza te, solo continuerò, e dormirò, mi sveglierò, camminerò, lavorerò, qualche cosa farò
qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò...E se ritorni nella mente, basta pensare che non ci sei, che sto soffrendo inutilmente, perchè so, io lo so, io so che non tornerai" ( http://www.youtube.com/watch?v=fmvmEmeidD4 ).

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