10.4.14

GENITORI: COME SONO NATA E PERCHE' (E ALTRE COSE ANCHE SE VADO FUORI TEMA). Ai miei genitori ho chiesto come sono nata e perché. Perché secondo me tutti i bambini primi o poi lo chiedono, magari hanno paura di non essere stati voluti o perché è una fatica crescerli. Quando ero piccola io volevo essere lasciata da sola il meno possibile, pensavo che se ne potevano andare via, tipo il contrario di Pollicino, lui lo facevano perdere apposta, invece io pensavo che i miei uscivano e si perdevano apposta insomma ecco. Poi ho capito che quando mio padre mi teneva sulle ginocchia e mi abbracciava stretta e mi dava i colpetti pure fino a 10 anni dietro la schiena come per farmi fare il ruttino della ninna nanna, insomma poi ho capito che non mi avrebbe mai lasciato. E pure mamma che a volte sembra na pazza arrabbiata rossa in faccia, in realtà poi le passa e quando mi guarda che pensa che dormo per finta, lo capisco che non mi lascerà mai. Non si può avere sempre i genitori vicini, quelli devono pure fare la vita loro e che cavolo mica possono stare sempre ai comodi nostri altrimenti non abbiamo neanche i soldi per comprare le scarpe e i libri e la danza e capirai quante altre cose che fanno per noi con i sacrifici. Io al mattino quando mi alzo li cerco sempre per la casa e me li bacio tutti. Ma certe volte sono loro che mi cercano e mi baciano e certe altre volte ci cerchiamo e ci baciamo e tutti volevamo la stessa cosa, cioè fare capire che ci vogliamo un mondo di bene. Durante la giornata io ci penso spesso, ma è un pensiero da grande, mica piango dentro se non li vedo, so che non ci stanno ma ci sono, come io sono a scuola loro stanno al lavoro. Mica possono sedersi tutto il giorno dietro al banco mio. Tra l'altro mio papà neanche c'entra perché è alto 1 metro e ottanta e mamma è larga come una balenotta quindi proprio non ci possono stare nei banchi di scuola. Quello che conta è che quando ci vediamo ci stringiamo forte per superare i momenti brutti di tristezza e per lottare insieme.
PS: Comunque mi hanno detto che sono nata perché volevano proprio me, e che sono e sempre sarò la cosa più bella e importante. (Memorie di un adolescente, di A. Battantier, 2014, Alessia Z).