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HO PERSO FIDUCIA MA...

HO PERSO FIDUCIA MA... Io Gianni Persico, affermo di aver perso fiducia due anni fa, del tutto intendo. E mi sono congelato, con le menzogne che mi hai raccontato. Ci ho provato in tutti i modi ma non è mai cambiato nulla: sei nata menzognera, oscenamente menzognera, scenicamente buciarda, perennemente in scena con la follia della bugia, che andava contro le regole elementari di una ricerca di verità maledettamente e solo mia. Hai abusato della mia fiducia, troppe le cose che non mi aspettavo, hai spiazzato ogni giorno il mio candore, di quando gli occhi miei credevano ancora ai tuoi. Ti sei insidiata poco a poco, con piccole bugie seminate qua e là. Tante le promesse, i cambierò, ce la faremo insieme, credi in me, ti fidi? E poi? E poi che è successo? Te lo dico io che è successo. Un mostro si nascondeva dietro il tuo benevolo sorriso e, solamente ora, io ho compreso che non voglio perdere mai più i miei appuntamenti con la Dignità. E quando alla stazione tu mi hai domandato: "Mi ami?", io non ti ho risposto, perché Gianni era morto, e  Gianni è rinato al fischio di quel treno, che ho visto allontanarsi finalmente via in un baleno. L'amore mio eri tu, ma ora il treno fa tu tu, e tu finalmente non ci sei più. (Memorie di un amore, Andrea Battantier, 2014).


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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).