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Memoria di un lavoro. Ora le banche possono prendersi casa mia

MEMORIE DI UN LAVORO. ORA LE BANCHE POSSONO PRENDERSI CASA MIA. "Siccome le notizie belle arrivano sempre a coppia, dopo aver perso il lavoro, ho saputo che tra poco le banche potranno prendersi la casa di chi non può pagare in tempo il mutuo. E senza aspettare il giudice: se la prendono e basta. Io ho perso il lavoro da un anno, ma mia moglie lavora e ce la stiamo mettendo tutta, però, in Italia, anche quando ce la metti tutta, pare che non basti mai. In questo paese non ci si stupisce di niente, neanche se ti portano via una casetta in tutta fretta, solo perché hai difficoltà a pagare le rate. Andate a vedere negli archivi, sudici strozzini, noi abbiamo pagato sempre negli anni scorsi, non abbiamo i soldi nascosti a Montecarlo, è che i soldi non ci sono proprio, ma un po' alla volta possiamo farcela, potremmo ridefinire le rate, ma le banche ormai sono agenzie immobiliari e si accaparrano le case nostre e se le rivendono. Ma vi rendete conto? Su un mutuo di 30 anni, basta saltare -in tutto- anche in modo non consecutivo, 7 rate, e sei fottuto per sempre. Addio casa. E la volete sapere la beffa? La banca si rivende casa mia, e se il prezzo sarà inferiore al debito, noi dovremo continuare a pagare e ci strapperanno via la macchina e l'anima. Forse però, ci lasceranno dormire sul marciapiede, sempre che non ci sia da pagare qualche stramaledetta tassa sul suolo pubblico". (Memorie di un lavoro, A. Battantier, 2016).

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