Passa ai contenuti principali

TUTTI IN GITA AL cONSIGLIO rEGIONALE del lAZIO

"Oggi siamo andati con la scuola in gita al Consiglio Regionale del Lazio, per la tesina di Educazione Civica. Siamo partiti prestissimo con il pullman, per la visita guidata e alcuni di noi secchioni avrebbero dovuto intervistare i politici. Epperò l'aula era completamente vuota. Ci stavano alcuni politici che leggevano il giornale e giocavamo col cellulare (come noi in classe ma a noi ce lo tolgono). Qualche politico entrava in tutta fretta, firmava un foglio e se ne andava via un'altra volta. Cioè come se noi in classe arriviamo alle 8 firmiamo la presenza sul registro e poi andiamo a giocare a pallone a villa Ada. Abbiamo fatto un'intervista ad un usciere simpatico, ci ha detto che qui prendono 9000 mila euro al mese. 9 volte lo stipendio di papà. Un politico che andava di prescia ci ha detto che in questi giorni è così perché tanto lavorano da casa, on the web. Bella questa scusa, ma se lo dico alla prof, quella mi mette non classificato e mi boccia, e sai li carci in culo da mio padre?? Forse qui dentro questo palazzo grande i politici si annoiano, poracci. Ma allora perché si fanno dare da noi cittadini tutti questi soldi? Mio padre se non va al forno a lavorare, non penso che lo pagano. In fondo se tu non lavori sei pure libero di farlo, però poi noi cittadini dovremmo pure essere liberi di non pagarti, no? Mi sembra che, così, senza voler esagerare, ci stanno prendendo un pochetto per il culo. Ma forse è colpa nostra. Perché questi politici come ci sono arrivati qui? Qualcuno li avrà pur votati no? P.S.: Scusate, mi sono accorto di aver fatto degli errori all'inizio del tema. Ho messo delle maiuscole al posto delle minuscole, ecco correggo subito: consiglio regionale del lazio. Ma Educazione Civica la lascio maiuscola, perché noi giovani ci speriamo sempre". (A. Battantier, Memorie di un adolescente, 2016).

Post popolari in questo blog

Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).