9.7.16

FARSI DEL MALE PER FARLA PAGARE: LA SINDROME DI TARPEIA

FARSI DEL MALE PER FARLA PAGARE: LA SINDROME DI TARPEIA. "L'amore è quella cosa che a pensarci non mi ha fatto mica tanto bene. Mio padre era un militare, di quelli di una volta, stronzo e maschilista. Mi aveva sempre controllato e tolto il respiro. Figurarsi quando io, per ribellarmi, mi innamorai di Germano, un tipo bullo e violento, un mezzo criminale, ma tanto tanto bello. Mi regalò un anello stupendo (rubato), ed io persi la testa, del tutto. Mio padre non voleva, ci ostacolava, ma io, più ce lo impediva e più mi lasciavo andare al cuore. A dirla tutta, per tigna, per far dispetto a quel presuntuoso capiscione di mio padre. Un giorno, era d'estate, mi lasciai convincere da Germano, e feci entrare lui e la sua banda di teppisti ributtati in una villa accanto alla nostra. Noi in famiglia avevamo le chiavi per innaffiare. Rubarono tutto, ma ubriachi, si misero a far baldoria, vandalizzando la casa. Io allora cercai di fermarli, dissi no, piansi, ma Germano mi picchiò e mi spinse contro un pianoforte a coda, spezzandomi quasi l'osso del collo. Perché Germano volle far vedere ai suoi amici che non era entrato nella villa grazie a me, ma solo per sua astuzia (capirai, lui era un coglione ma dagli amici si faceva chiamare Ulisse, e ho detto tutto!). La polizia mi trovò buttata in mezzo al pianoforte massacrato. Passai 40 giorni all'ospedale, mio padre, per un'assurda serie di coincidenze, venne accusato di complicità nel furto. Io quando uscii, tentai il suicidio. Ora sto meglio ma è incredibile quanto ci si possa fare male, pensando di fare male a chi ci ha fatto del male". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007).