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LA PATENTE A 70 ANNI

AVEVO UN SOGNO. "Avevo 70 anni. Un bel giorno ho pensato che il mio sogno era di prendere la patente. Era il periodo che andavo al centro anziani. Facevamo gite, ci portavano in giro con il pullman. Siamo state in Sardegna, a Rimini, alle grotte di Castellana, a Venezia. Ma dopo 4 soggiorni estivi la noia iniziò a vincere, non ne potevo più. Con tutti sti vecchi eh eh! La patente? I miei figli pensavano fossi pazza, ma io in garage avevo la macchina di mio povero marito, ferma da 10 anni. La feci mettere a posto dal figlio della mia amica Liana. Feci i corsi per la patente, io sono brava con la settimana enigmistica e, insomma, mi hanno promosso dopo 1 anno di prove, mica subito. Ricordo quella mattina: l'entusiasmo mi salì alle stelle. Ricordo l'ingegnere dell'esame che mi disse: "La prego signora faccia la brava sulle strade, se succede un guaio finiamo sui giornali". Quell'estate mi divertii troppo a fare i giretti per il quartiere. E quando gli anziani del Centro Sociale Polivalente partirono tutti in pullman per il mare, io dissi che non sarei partita, e neanche Liana che stava male con le gambe gonfie. Ma io la convinsi e partimmo 2 giorni dopo, di nascosto dai miei figli e da suo marito. Fu un viaggio bellissimo anche se poi la macchina si è rotta quasi subito prima di entrare in autostrada. Ci hanno riportato a casa con il carro attrezzi, tristi, ma anche felici perché almeno ci avevamo provato. Poi i miei figli mi hanno tolto la macchina e da allora sono triste. Mi hanno tolto la libertà e ora sì che mi sento davvero vecchiarella. E voi che siete giovane, un giorno mi portate a fare un giro con la vostra macchina?. ("La percezione della vecchiaia e della morte", 2010, di A. Battantier, Rosanna detta "Lancia Fulvia").

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Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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Viele kleine Dinge

Lots of little things you can do to make a big difference in your life. Live on both sides of your life. You can change your settings inside your soul. A piccoli passi puoi cambiare molto sai di questa vita? Vivi pienamente, in sintonia con l'anima tua. ("Lettere a una figlia", M. Thompson Nati/A. Battantier, 2007)

Viele kleine Dinge, die Sie tun, um einen großen Unterschied in Ihrem Leben machen können. Leben auf beiden Seiten Ihres Lebens. Sie können Ihre Einstellungen in deiner Seele zu verändern.

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"Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non lasciarmi più". (Emily Dickinson).

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"Importante è avere in mano la situazione. Non ti preoccupare, di tempo per cambiare ce n'è. Alle porte dell'universo l'importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diverso, magari arrivando a pezzi, ma ognuno coi suoi mezzi". (L. Dalla, Telefonami tra 20 anni).