27.7.16

LA PATENTE A 70 ANNI

AVEVO UN SOGNO. "Avevo 70 anni. Un bel giorno ho pensato che il mio sogno era di prendere la patente. Era il periodo che andavo al centro anziani. Facevamo gite, ci portavano in giro con il pullman. Siamo state in Sardegna, a Rimini, alle grotte di Castellana, a Venezia. Ma dopo 4 soggiorni estivi la noia iniziò a vincere, non ne potevo più. Con tutti sti vecchi eh eh! La patente? I miei figli pensavano fossi pazza, ma io in garage avevo la macchina di mio povero marito, ferma da 10 anni. La feci mettere a posto dal figlio della mia amica Liana. Feci i corsi per la patente, io sono brava con la settimana enigmistica e, insomma, mi hanno promosso dopo 1 anno di prove, mica subito. Ricordo quella mattina: l'entusiasmo mi salì alle stelle. Ricordo l'ingegnere dell'esame che mi disse: "La prego signora faccia la brava sulle strade, se succede un guaio finiamo sui giornali". Quell'estate mi divertii troppo a fare i giretti per il quartiere. E quando gli anziani del Centro Sociale Polivalente partirono tutti in pullman per il mare, io dissi che non sarei partita, e neanche Liana che stava male con le gambe gonfie. Ma io la convinsi e partimmo 2 giorni dopo, di nascosto dai miei figli e da suo marito. Fu un viaggio bellissimo anche se poi la macchina si è rotta quasi subito prima di entrare in autostrada. Ci hanno riportato a casa con il carro attrezzi, tristi, ma anche felici perché almeno ci avevamo provato. Poi i miei figli mi hanno tolto la macchina e da allora sono triste. Mi hanno tolto la libertà e ora sì che mi sento davvero vecchiarella. E voi che siete giovane, un giorno mi portate a fare un giro con la vostra macchina?. ("La percezione della vecchiaia e della morte", 2010, di A. Battantier, Rosanna detta "Lancia Fulvia").