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LA SICUREZZA DELL'AMORE

LA SICUREZZA DELL'AMORE. "Fin da piccola ho provato quell'amara sensazione di non essere amata. Per tanto tempo ho pensato: 'chi non è stato amato non può amare'. Ma non sempre è vero. All'amore ci si può allenare, giorno dopo giorno, anche spiazzando quella parte di noi che si crea l'alibi del 'siccome non mi hanno amata allora io sono in diritto di non amare il mio uomo e il mio bambino'. Le catene del passato si possono rompere, grazie a consapevolezze nuove. Perché, sapete, non è facile dire la verità, specialmente a noi stessi. Noi siamo i nostri primi bugiardi. Lo confesso, me la prendevo con lui, con gli uomini, eppure molto dello schifo che mi è capitato, è stato spesso il frutto di quello che io ho lasciato seminare. Per questo amore tradito nell'infanzia. Mia madre, mio padre. Ogni volta io ho lasciato che succedesse, Ogni volta aspettavo il principe che mi salvasse e mi donasse Amore, tutto l'Amore del mondo. Ogni volta avevo la presunzione di aver finalmente capito. Tutto quello di cui mi lamentavo non era altro che ciò che avevo seminato, e senza saperlo cercavo conferme ai miei antichi fallimenti. Prima sognavo ad occhi chiusi. Ora provo a vivere ad occhi aperti". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2007, frammento di Sonia F). 


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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).