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"GENITORI-FIGLI: I NO CHE AIUTANO A CRESCERE. A nessun genitore piace vedere soffrire i propri figli, però, perché togliere sempre le castagne dal fuoco? Nel quotidiano servono alcuni NO motivati, i NO che aiutano a crescere. I NO che ai genitori fanno male. Quei NO che faranno pure soffrire i ragazzi però, li aiuteranno -se affiancati da tanto AMORE- a crescere e districarsi nel mondo. Viviamo in un mare molto agitato, ma non possiamo soffrire noi per loro, è importante saper nuotare per non affogare. Chi ha superato gli scogli e i mostri degli abissi, avrà comunque qualcosa da insegnare. Ed anche gli errori di rotta si possono insegnare...a non rifare. Non sono eterni i genitori, e le sofferenze rafforzano le ossa, in speciale modo quando occorre stringere i denti, tenere la barra dritta. Non sempre si può navigare a vista, con umiltà serve alle volte affidarsi alle carte dell'esperienza". (Punto d'Ascolto Mazzano Romano, 3/2014).


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(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

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"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).