29.6.15

RICORDI DI UN PADRE E UNA FIGLIA

Tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano, non racconta più favole e ormai non ti prende per mano. Sembra che non capisca i tuoi sogni, sempre tesi fra realtà e sperare, e sospesi fra voglie alternate di andare e restare. E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi  che non sono più quei fantastici giorni all'asilo di giochi, di amici. E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi  che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,  che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi, capendo che a battito a battito è l'età che s'invola. Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto più chiaro e capirai che altra gente si è fatta le stesse domande che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro e non è senza un prezzo salato diventare grande. Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle un po' saggio, nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio. La paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato. La paura e il coraggio di dire: "IO HO QUASI TENTATO". Vola, vola tu, dove io vorrei volare, verso un mondo dove è ancora tutto da fare, e dove è ancora tutto -o quasi tutto- da sbagliare. Ciao infanzia, quando tutto era più facile. Vanno apprezzati quegli anni, quando è il momento. È difficile capire, è difficile spiegare, se non hai capito già. (Memorie di una canzone, F. Guccini).