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Vaccino N. l'amore parla con i fatti.

"Passano le settimane, i mesi, gli anni e non riesci a toglierti dalla testa quell'uomo. I ricordi sono vivi, il pensiero costante e martellante, la folle gelosia, anche solo nell'immaginarlo con un'altra, ti uccide, questo io lo so. Tenti di cancellare le sue tracce, per serbare le ultime tracce di raziocinio nel tuo cervello. Tutto inutile, poiché il cancellare, produce il nefasto effetto di rinvenire altre numerose tracce. Ogni volta sembra sempre più dura delle precedenti. Ma è sempre la stessa idea fissa, l'insana ossessiva passione che ti conduce guerriera nel regno del Nulla. Quando il cervello è inutilmente preda di emozioni a senso unico, passano gli anni, ed è come è come se fosse successo ieri. Vero? E quando il tempo non guarisce, ma uccide lentamente, forse è l'ora di comprendere che l'amore folle non è solo romantico, è anche folle punto. È terribile avere un mondo nel cuore e non riuscire ad esprimerlo con le parole e a trasformarlo in realtà condivisa. Ma è terribile anche non capire che, alle volte, l'altro, non intende proprio condividere un bel niente. E che avete fatto tutto voi. Lui sarà pure narcisista, ma voi contro narcisiste patologiche, che avete piegato la mente ai voleri dell'orgoglio, del possesso, con l'alibi-bandiera di un amore che non è mai stato vero. L'Amore si costruisce in due, con i fatti. L'Amore parla con i i fatti". (M.Thompson Nati, A.Battantier, Vaccino N, 2007).


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Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).