21.5.15

LA CRISI AGLI OCCHI DI UN BAMBINO

"LA CRISI AGLI OCCHI DI UN BAMBINO. Quando sono a casa passo il tempo libero a costruire automobili e marchingegni con i lego, soprattutto con mio padre. Prima mio padre non ci stava mai. Prima io guardavo tutto il pomeriggio la TV, ma poi i miei hanno detto che fa male e allora all'inizio ho sofferto ma poi ho scoperto tanti altri giochi, gli elicotteri e gli aerei telecomandati. Ma quando sono finite le batterie, siccome papà non lavora, invece di comprarle abbiamo iniziato a progettare gli aeroplani di carta e abbiamo organizzato al parco il primo mondiale di aeroplanini: hanno partecipato 30 persone, pure con gli arbitri (mio zio e la mamma di Carlotta). Sono arrivato quarto, ho rosicato ma mica uno siccome organizza il torneo allora deve vincere per forza. La crisi è una cosa brutta ma sono contento di una cosa sola: che passo tanto tempo con papà. Però il massimo è che quando ritorna al lavoro, lavora ma di meno così lavora il giusto e sta con me il giusto, ma un giusto tanto però". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2015).