12.2.16

LA LEGGEREZZA NEL MONDO DEL NULLA

LA LEGGEREZZA NEL MONDO DEL NULLA. "Mi ritrovai in mezzo al nulla, ma forse era proprio questa la mia meta. Chi entra  qui non può più andarsene. Eppure il panico non è più utile, quando si capisce che tanto saremo morti entro la fine del lungo giorno. Ed una improvvisa quiete pervase l'orizzonte dei miei pensieri. E allora lasciarsi andare al Nulla rappresenta un nuovo modo di intendere la vita, la leggerezza al servizio della serenità. Il mondo del Nulla appare confuso, quando lo guardi con gli occhi dell'ansia, ma nulla è confuso nel Nulla poiché il nulla abbraccia la confusione amalgamandola nell'essenziale. Tutto questo è un sogno, e la realtà è sempre in viaggio verso un'altra vita. La realtà è un avvincente rito funebre, perché noi siamo già morti e non ce ne accorgiamo. Ma siamo vivi nel momento in cui ce ne accorgiamo. Il giorno sta finendo, e il tempo che è passato prepara la porta ad un'altra dimensione. È arrivata l'ora della leggerezza, giocare in quest'altra parte di vita. L'ebrezza del Nulla, mi sento sereno perché accetto il mio destino e perché gli vado incontro. La leggerezza del Nulla, sento di appartenerle in maniera profondissima. Poi, quando cominciai a sprofondare, aprii gli occhi, la sveglia già suonava e feci per alzarmi". "Spanning more than a thousand years, the Nothing is indifferent to the aunts of civilization. Human beings, while changing trough time, remain clearly a little, indefinite nonsense in the universe of Nothing". / "Nonostante i suoi mille anni e più di storia, il Nulla osserva indifferente le formiche della civiltà. Gli esseri umani, pur cambiando nel tempo, restano un piccolo, indefinito non senso nell'universo del Nulla". (Lao Bu-Shem). "Sto imparando a muovermi con leggerezza e profondità in questo affascinante mare del nulla. È uno dei pochi regali del tempo, che va a ricompensar gli errori fatti. E mi porta a desiderare di volare ancora, in un mare che in passato era del 'Tutto', poi è diventato del 'poco' ed infine tenderà al 'Nulla'. Diceva Lao Bu-Shem: 'Buona giornata tra il cielo e la terra, al corpo morto e all'anima leggera. Buona giornata al tuo sogno e cambia la realtà se hai desiderio o bisogno'. E ancora: 'Ogni giorno, quando penso alle complicazioni della vita, osservo l'alba, un fiore, e poi il tramonto, una stella, e mi addormento'. Era, chi sa, forse, intorno al 400 a.c., ed è ancora attuale il distacco sereno che alberga in questi frammenti persi nel tempo". (M. Thompson Nati, Around, Around Lao Bu-Shem, 1970).