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LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT: TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI UN EROE

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT: TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI UN EROE. "Ho sempre amato Jeeg Robot, da piccolo passavo le ore a cercar di disegnar la testa, ma usciva sempre una schifezza, sembrava una specie di mucca, e allora il mio amico Federico mi aiutava a disegnarlo da paura. Forse ci piacevano i robot perché i bambini sono fragili e non contano niente, e allora si rifugiano nei mostri d'acciaio. Come Enzo, un altro amico mio più cresciuto, che vive di espedienti e pensa di avere, da qualche parte, poteri magici. Da piccoli ci credevamo alle sue invenzioni, poi, crescendo, ha prevalso la tenerezza e lo lasciamo fare quando dice che può correre come una pantera o aver la forza di un bufalo incazzato, o la vista di un'aquila. Il fatto è che tutti abbiamo bisogno di un eroe. Soprattutto noi, vorremmo essere eroi di noi stessi. Enzo per fortuna ha trovato Alessia. E lei crede agli eroi, e pensa di averlo trovato in Enzo. Enzo me lo ricordavo un po' sfigato, e invece, da quando Alessia ha iniziato a credere in lui, lui ha iniziato a credere in lui. Per davvero. Perché il fatto è che l'amore ha bisogno di eroi, e bisogna credere agli eroi. Questo è il trucco dell'amore. E che vi credete? Mica è facile inventarsi eroi nella vita di tutti i giorni!!". (Memorie di un bambino, A. Battantier, 2016).

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(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

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"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

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UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).