28.4.16

IL SOLDATO E IL CAVALLINO AZZURRO

IL SOLDATO E IL CAVALLINO AZZURRO. "Doveva urgentemente raggiungere il suo reggimento. Un soldato se ne andava per la via ed incontrò un cavallo immerso in un prato verde. Si guardarono con intensità, poi, il soldato gettò in terra la sua artiglieria ed imbracciò una matita ed iniziò a disegnare su di un vecchio e sporco, piccolo taccuino. E mentre lentamente assumeva forma su quel foglio un piccolo cavallino azzurro, il cavallo gli si faceva incontro ed al soldato si riempì d'immenso il cuore, come d'un amore lontano per il mondo. Gli offrì una mela, e non voleva finisse quell'incanto. Volgeva il tramonto, era di maggio, e quegli esseri speciali giocarono alla tribù dei piedi verdi, lui indiano coraggioso, e l'altro, cavallo libero in quella prateria che solo il silenzio riesce a domare. Andarono via, e la matita sua divenne un arco, e l'elmo si riempì di penne colorate, e volarono, senza sella, danzando intorno ai fuochi della fantasia e cantarono lo scriverò nel vento, col rosa del tramonto, voglio bene al mondo e al mondo il vento so, queste parole porterà". (A. Battantier, Memorie di un animale, 2016. Dedicato a Clara Schilirò).