20.4.16

LA BARCHETTA DI CARTA

LA BARCHETTA DI CARTA. "Prima o poi dovevo capirlo, occorre fare i conti con la propria impotenza. Tu stai peggio, e mi dispiace non sai quanto. Ma ho capito in questi anni che AIUTARE è un verbo mefitico e pericoloso. Sono brava ed ho imparato che alle volte serve lasciare andare tutto, così come si abbandona una barchetta di carta alla corrente dell'acqua di un fiume. Ti vedo in lontananza, scendere sempre più giù, e ti ringrazio per quegli sprazzi di dolcezza e serenità. Ho accettato la tua decisione, perché tu non sei solamente quella barchetta, sei anche la mano che l'ha fatta partire. Avremmo potuto costruire una solida barca di legno, avremmo insieme attraversato i mari impetuosi. Mi mancherai sempre, mia fragile barchetta di carta". (Memorie di un amore, A. Battantier, 2016).