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STANZA NUMERO 43


STANZA NUMERO 43. Due amanti si incontrano, ormai da tanto tempo, in un albergo. Hanno le loro abitudini, consuetudini, riti. I camerieri lo sanno, c'è complicità tra loro. Chi arriva prima aspetta l'altro. E poi, c'è la stanza numero 43. "La mano sulla fronte e gli occhi stanchi da potersi chiudere da sé. Testimoniano con la complicità di alcune rughe la precarietà di avvenimenti che assorbono la vita con tanta eleganza. L'uomo dalle mezze verità non ha il coraggio di parlare con la donna che ha verità in tasca. L'uomo dalle mezze verità non ha la timidezza ma addosso ha la paura di sbagliare ancora troppo. La donna dalle tasche piene di magie trasformerà la noia nel coniglio dei suoi lunghi capelli. Lì è prenotato séparé se pare a te il purè di questo albergo è complice di questa situazione assurda e iimbarazzante in cui mi trovo ambasciatore di una vita che vorrei disperdere con te lontano eppure...A meno che non voglia intendere fermarti ancora qua al teatro dell'attesa di un delirio e di un caffè. Il pomeriggio che non passa senza te si scioglie con l'ausilio di un fernet. La bocca coglie l'occasione di baciare la tua mano a suggellar l'ipocrisia di amanti. Il tempo corre avanti a raffreddar la vanità e la frenesia di mezze verità nascoste dietro alla poesia. La scena qui da queste parti non è più una novità e il menù prevede il conto, salgo sopra e aspetto te dietro al portone i sogni ritrovano il respiro nella nostra stanza numero 43. Il sonno che ti prende dalla testa che si arrende lentamente si distende sul palco che ha già chiuso le tende. E spento gli ultimi pensieri che sciamavano nell'ombra di qualcosa che è già ieri. Il sonno pende il corpo e le mie gambe incontrano i tuoi lunghi capelli, nell'abbraccio al mondo che non c'è. Dietro al portone i sogni ritrovano il respiro nella nostra stanza numero 43". (Testo e musica, Andrea Battantier, 2000). https://m.youtube.com/watch?v=FB8cMPj0OwQ

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