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Né circo né zoo!!!

"Caro diario ieri ho fatto 10 anni e come regalo ho scelto di NON andare allo zoo né al circo (il posto più triste che esiste). Certo il mio regalo preferito sarebbe stato di liberare tutti gli animali e di rimetterli nei loro posti per farli incontrare con le loro famiglie. Ma, una cosa alla volta, come dice il mio papà. Secondo me, se nessun bambino andasse più allo zoo e al circo, forse potremmo aiutare i nostri cari animali. È meglio vedere un documentario e lasciarli in pace. Io, infatti, ho fatto una specie di sondaggio in classe e, nessuno dei miei amici vorrebbe passare la vita in gabbia, ma neanche in un giardinetto tipo quello dove giochiamo a pallone. Perché un conto è fare 2 tiri a pallone, un conto è viverci tutta la vita che non puoi più uscire dal recinto. Anche una foca, magari la prima volta che ha visto una palla, avrà detto 'Che bello!!!' Ma poi io le ho viste le foche del circo: sono quasi più tristi dei nani e dei pagliacci. Secondo me pure Totti se lo metti in gabbia a fare 100 mila palleggi al giorno con le scimmie che gli buttano le noccioline, non sarebbe mica tanto contento, no?". (MILLO PEG E LE MEMORIE DELLA TERRA, A. Battantier, 2015, frammento di Giorgietto nel giornaletto, 10 anni).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).