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DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO

DA BAMBINO HO FATTO UN SOGNO: TUTTO IL MONDO BALLAVA ALLO STESSO RITMO. "Ho sempre amato il ritmo e la musica è la mia compagna. Non sono mai riuscito a stare fermo. Una volta, da bambino ho fatto un sogno: tutto il mondo ballava allo stesso ritmo. Africani, esquimesi, indiani, italiani, francesi. Ognuno lasciava le sue solite cose e prendeva a ballare. E quando furono miliardi le persone, giovani, vecchi, bambini e pure gli animali e piante, ecco che la terra iniziò a pulsare come un immenso cuore perso nell'universo. L'amore per la musica mi ha portato a girare per il mondo, e attendo ancora, ogni giorno, quel momento universale dell'avvio alle danze. Nella musica, serve la passione, ma quella tanto cresce dentro da sola, quando sei pronto. Ma serve la curiosità, uscire da quel solito ritmo. Serve rompere routines, e uscirne via - spiazzando tutto e tutti- è già l'inizio di qualcosa. In fondo io lo so: la musica ripete e rassicura, eppure, porta avanti discorsi sempre nuovi a rinsaldare quelle arcaiche emozioni che ritmano il mondo". (A. Battantier, Memorie di un artista, 2014. Dedicato a Lorenzo “Rigo“ Rigobello).

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Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio

(Dedicato a mio padre e al papà di Antonio Leotti)

Me ne sono andato pensando all'errore di lasciare solo mio padre, Antonio Gennaro Battantier, nato a San Casciano dei Bagni, agricoltore, uomo retto e gran lavoratore. Ho cercato per anni la perfezione, seminando errori, che poi ho coltivato, cucinato e mangiato. Mio padre da me si aspettava ben altri raccolti.
Mi chiamo Andrea Giovanni Battantier, psicologo in un Consultorio, e sono ossessionato da mio padre, che un bel giorno lascia tutto in campagna e si mette a cercarmi, finendo barbone. E' stata mia la colpa? Io me ne partii per rinascere uomo. Lui per morire da bambino che non fu. Mio padre che non mi parlava, e mi scriveva belle lettere con la sua penna antica. Io leggevo quei pesanti fogli e sì, mi commuovevo, ma mai una volta poi trovai il coraggio di rispondere. Io parlavo bla bla bla, e lui scriveva ccccccccccc.
Io un bel giorno lo trovai sulla panca del mio Consultorio, con la barba e quel suo essere ormai sperso e l…

Quanto spreco di parole

"Uno psicopatico, un'illusionista, la mediocrità incarnata, un evaporato, un sottone ubbidiente...e tra l'altro pure un cornuto". "Ehhh quanto spreco di parole, quanti neuroni in moto!!! Ne basta una: UN COGLIONE!!". (T. Bergen, Era lei, 2009).

OGNUNO DI NOI È UN'OPERA D'ARTE MA...

"Ognuno di noi è un'opera d'arte. Non sarà mai amata da tutti, ma per chi ne coglierà il senso avrà un valore inestimabile. Certo però figlio mio, se te la tiri troppo, st'opera d'arte te la guardi da solo allo specchio".  (A. Battantier).

UN ANGELO CADUTO IN VOLO

UN ANGELO CADUTO IN VOLO. "Ahimè quando mi cimenterò con i mortali? Quando varcherò l'arena della vita? Ho paura di non essere accettato e, paradossalmente, questo mio disagio mi protegge dalle perigliose critiche esterne. Quel mio studiar da solo con la mente, solo contro il mondo, scardinare i binari, ricollocarli in una landa mia, sempre più desolata. L'isolamento nacque come autodifesa, ma divenne il mio peggior nemico, stringendo le idee fino a soffocarle, una ad una. Volavo alto nei cieli, continuando a scorgere errori oggettivi, quando invece meglio sarebbe stato assaporare le piccole gioie del cammin facendo, tuffandosi nella sublime imperfezione dell'essere finito". (A. Battantier, Piccoli Dei caduti in volo sulla terraferma, 2007).