25.12.15

FIGLIA MIA, CHE FATICA CHIEDERE SCUSA.

"Arrivi come un topolino per farti perdonare. Ti aggiri tra la porta e il corridoio, masticando meccanicamente una carota, smucinando un libro, grattando la mia porta senza -ancora- il coraggio di bussare. Capocciona sei, lo sai che questa volta tu hai sbagliato, eppure, figlia mia, che fatica chiedere scusa! Io lo so, tra poco noi ci abbracceremo i cuori, ma intanto mi diletto ad ascoltare quei rumori oltre la stanza, messaggeri di prossima, futura pace. Ecco, odo io quel tuo TOC TOC d'amore, e tutto ricomincia a scorrere". (A. Battantier, Memorie di un bambino, memorie di un amore, 2013).